Il 20 agosto il Centro Studi “Enrico Consolini” racconta il viaggio di Campana a Buenos Aires

isgiovedì 16 agosto
Si concludono a Marradi,lunedì 20 agosto alle 21.00 nella antica Corte delle Domenicane le “Tre giornate per Dino Campana”, evento organizzato dal Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” come ogni anno in occasione del 20 agosto anniversario della nascita del Poeta. Le iniziative prevedono a Firenze un concerto a lui dedicato e proseguono a Faenza con un percorso guidato nei luoghi più cari a Campana.
Anno importante il 2018 perché è l’anno in cui a trent’anni dalla morte di Enrico Consolini i suoi amici organizzano sotto l’impulso di Enrico Gurioli con l’Amministrazione del sindaco Rodolfo Ridolfi che predispone la bozza di Statuto la nascita del Centro che formalmente inizia la sua attività nel 1989. Il Centro Studi “Enrico Consolini” presieduto in questi trent’anni da Franco Scalini, Rodolfo Ridolfi, e Mirna Gentilini si è imposto a livello nazionale ed internazionale per la sua attività di studio e di ricerca come una delle Istituzioni più prestigiose fra quelle che si dedicano a Dino Campana ed ha spesso ospitato spettacoli con interpreti d’eccezione.
Il tema che il Centro propone quest’anno si collega al viaggio in sud America che , secondo le testimonianze del fratello Manlio e del cugino Lello Campana, il poeta compie nel 1908, precisamente 110 anni fa.
Nel registro passaporti del Comune di Marradi risulta che il 7 settembre fu rilasciato a Campana Dino, professione scrivano, un passaporto per Buenos Aires, ma non esiste nessun documento che ne provi l’effettiva partenza. Tra i grandi scettici del suo viaggio ci fu Ungaretti che negò risolutamente questa possibilità.
Al momento nessun biografo di Campana ha trovato prove certe, tuttavia il poeta ricorda nei Canti Orfici questa esperienze in ben quattro testi : Viaggio a Montevideo, Dualismo ( lettera aperta a Manuelita Etchegarray), Passeggiata in tram in America e ritorno, Pampa.
Negli anni di internamento nel manicomio di Castelpulci Campana ne parla allo psichiatra Carlo Pariani che pubblica l’intervista dalla quale veniamo a sapere che andò a Buenos Aires, si spostò al centro dell’Argentina sino alle Ande, svolgendo vari mestieri: suonò il piano nei bordelli, il triangolo nella Marina argentina, fece il poliziotto, il pompiere, il portiere e lo sterratore nella Pampa sterminata.
Ci sembra improbabile che si sia inventato tutto, dato che nei suoi testi mescola ricordi, emozioni e sogni, ma partendo sempre da un dato oggettivo . Comunque per saperne qualcosa in più abbiamo invitato Barbara Betti che sta svolgendo un’indagine sulla rotta Genova Buenos Aires e che ci racconterà la ricostruzione , secondo lei, di questo viaggio.
Il racconto si immerge nel “mondo – madre” del Tango argentino e grazie alla collaborazione di Riccardo Centazzo, uno dei fisarmonicisti più quotati nel panorama internazionale, saremo condotti nelle origini e nelle pieghe dell’anima di un mondo libero dove Campana aveva immaginato la nascita di un uomo nuovo .
Una serata che consentirà agli intervenuti di ripercorrere con Campana la rotta Genova- Buenos Aires, di ascoltare un racconto pieno di curiosità con riferimenti a marradesi, a conoscenti di Campana e a personaggi del mondo artistico e politico dell’epoca ed infine di sentire la voce fascinosa dell’Argentina con tutta la fisicità del tango.

Il gruppo di Forza Italia nell’Unione Montana dei Comuni del Mugello avrà due Consiglieri Mauro Ridolfi e Giulio Cesare Baldassarri

mercoledì 1 agosto
ridolfi-baldassarri-gurioliRiceviamo da Forza Italia Mugello e pubblichiamo il seguente:
Comunicato Stampa: Il gruppo di Forza Italia nell’Unione Montana dei Comuni del Mugello avrà due Consiglieri Mauro Ridolfi e Giulio Cesare Baldassarri

Si è svolta la seduta del Consiglio dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello Martedì 31 Luglio 2018 a Borgo San Lorenzo L’ordine del giorno prevedeva la Surroga e convalida del Consigliere rappresentante del Comune di Palazzuolo sul Senio nel consiglio dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello e la Presa d’atto e convalida dei rappresentanti del Comune di Marradi nel Consiglio dell’Unione Mugello; Giulio Cesare Baldassarri surroga Mauro Ridolfi che rappresentava la minoranza di Forza Italia nel Comune di Palazzuolo e che aveva rassegnato le dimissioni per candidarsi al Comune di Marradi dove è stato eletto e successivamente votato come rappresentante di minoranza del Comune di Marradi. Forza Italia avrà così due consiglieri nell’Unione dei Comuni del Mugello G.C. Baldassarri e Mauro Ridolfi che continuerà ad essere il capogruppo degli azzurri. All’insediamento dei due consiglieri azzurri era presente anche la Vice Coordinatrice Provinciale di Forza Italia Silva Gurioli.

Tre iniziative per Dino Campana

locandinadomenica 29 luglio

Il 660esimo anniversario della Battaglia delle Scalelle di Marradi. Accadde ieri

56_thumb-300x20925 luglio 2018

MARRADI – Ieri 24 luglio correva a Marradi l’anniversario, il 660esimo, dalla Battaglia delle Scalelle, una pagina scritta negli anni bui delle guerre e delle invasioni del tardo medioevo, datata 1358. Al “Passo delle Scalelle”, nei pressi di Campigno è stato eretto, nel 1931, un cippo in arenaria per ricordare quell’evento, quando gli abitanti locali distrussero la compagnia di ventura comandata dal Conte Lando che voleva scendere a predare il Mugello e le terre intorno Firenze.

scalelle
La storiografia locale ha spesso trascurato quell’evento. Quattro sono state le pubblicazioni che ne hanno fatto compiutamente menzione: una dell’abate Giovanni Mini, “La vittoria al Passo delle Scalelle presso Campigno” Castrocaro 1892; due del marradese Renato Ridolfi “Campigno La Battaglia delle Scalelle” del 1977 e ”Val D’Amone 24 luglio 1358 Cantata de Le Scalelle” Accademia degli Incamminati 2002; una del rontese Alfredo Altieri “La battaglia delle Scalelle Marradi 1358” edizioni Pagnini 2004.
BattagliaScalelle
Dal libro Val D’Amone di Ridolfi riportiamo qui alcune pagine: “Il sole è alto e l’afa assai pesante; le cicale friniscono noiose, i ranocchi son sempre infastiditi e per la mulattiera polverosa rumor di ferri, scalpiti e nitriti. Avanza la cavalleria: Ghigo del Cavalletto le conduce in avanguardia attento, sulla strada che monta a Le Scalelle. La Grande Compagnia per le balze del Lavane e Campigno cerca i castelli Vicchio e Dicomano per essere pronta a dilagar nel piano. Caldo è il mattino; l’aria par tranquilla. Passano i cavalli indisturbati: non c’è vita d’uomini e animali tra le balze, le forre, i boschi e i prati. Avanti, avanti il transito è sicuro. Avanti, compagnia luttuosa, chè il terror, la potenza ed il fracasso tengono libero il passo! E per la gola stretta, faticosa, si serrano le truppe rumorose, sudate, cariche di ferro, di bottino, delitti e presunzione. La strada sale, verso il cielo; il sole batte: è un luccicare intorno: raggi d’oro e d’argento. E vanno e vanno gli uomini: son cento, no, più di mille e ancora tanti. Par che la valle stretta a Gamberara non possa contenerli tutti quanti. E sempre vengon sotto, ansanti, chi ride, chi urla, impreca, canta, beve; chi si lamenta del piacer breve della sera avanti, chi spera di trovar nel Mugello donne amorose, vino e buon ostello. Già l’avanguardia è a Farfareta, guadagna il Corniolo isolato, scavalca l’Alpe verde alla faggeta. E’ in vista delle piane della Sieva. Il grosso di quei turpi masnadieri passa Cà di Rinieri a Valdimora. Arranca, maledice e si dibatte: la mulattiera è pregna di sudore! Davanti a tutti col cimiero in mano, la briglia abbandonata, il capitano sul suo bianco caval: Michele Lando grande signore. Venuto da Alemagna per predare e farsi più potente, batte i territori fiorentini per contrastar gli scudi di Perugia in guerra coi senesi e gli aretini. Segue la truppa tintinnante di ferri che fan aspra la salita. Ansimano le spade ed i cimieri nella polvere che copre l’orizzonte e la meta che ad arrivare indugia. Quei predoni forzano i sentieri dell’Alpe che s’apre nel Mugello. Cigolano i carriaggi in retrovia appena mossi da Biforco irato. Conte Broccardo messo a parar le spalle, rude e solenne ha dato il via. C’è sussultar di ruote e un tentennar di carri. Trasudano i muli scalpitanti, li frenano! I postiglioni frustano i trapele le bestemmie calano nel fondo. Oh, spettacolo immane, impressionante, giammai visto nel mondo! Si meraviglia il caldo sol dei cieli, il fior del rosolaccio e dello spino. I tamburi or sono alle Scalelle dove par che la strada sia men dura: si arrestano un momento a respirare, a tutto petto l’aria deliziosa, ma un rotolar di massi e di tronconi rompe la pace e cade sugli ignari. Rumor di tuono, paura e sgomento! La vendetta li ha colti a dieci, a cento, li spinge nelle forre e nel burrone; son cavalli, son fanti ed i cariaggi che precipitano in gran confusione. Urla, grida, bestemmie, imprecazioni, rumor di ferri disperati, tonfi. Vera tempesta con fulmini e tuoni! Disordine, ferite, gran spavento han reso timorosi gli spacconi che cercan scampo tra le macchie folte. Ma nel verde fogliame traditore altro sangue, altra morte, altro furore. I valligiani offesi, indemoniati, fanno lavar col sangue ogni sopruso. Pochi maschi, le donne ed i bambini battono, graffiano, spogliano i guerrieri così forti e potenti ancora ieri, ora tapini, deboli, in balia di due forche, una marra e la follia strappata alla miseria e alla pazienza da quattro o cinque spicci di violenza. Non si salva nessun, neppure il duce Michel Corrado di Landau il conte: disarcionato, sanguina la fronte, ferito e senza spada lo tengono prigione. Paura assai pesante tra le scorte che sbandate nei boschi e tra i dirupi cercan, fuggendo, scampo da quei lupi che senza tregua li vogliono a morte. L’acqua del torrente è fatta rossa del sangue di uomini e animali. La grande compagnia è sgominata e lacrima nei boschi pugnalata. Non riceve pietà: son fatte belve le donne nel cercar chi fugge: odio, rancore in ogni petto rugge. Cala la notte sopra l’ecatombe, si spegne ogni lamento dei feriti. La luna tinge bieca la vendetta che gode nel cantar della civetta”.

Dino Campana nei Canti Orfici scrive: “Ascolto: Le fontane hanno taciuto nella voce del vento. Dalla roccia cola un filo d’acqua in un incavo. il vento allenta E raffrena il morso del lontano dolore.

3 Luglio 1991 il sindaco Rodolfo Ridolfi ottenne per il Comune di Marradi la medaglia d’oro al merito civile per i sacrifici sopportati nell’estate del 1944. Marradi si fregia da ventisette anni della medaglia d’oro al merito civile.

Valdo Spini appunta la Medaglia d'oro sul Gonfalone di Marradi

Valdo Spini appunta la Medaglia d’oro sul Gonfalone di Marradi

Domenica 15 luglio
Neppure quando il Presidente della Repubblica mi ha insignito del titolo di Commendatore, al merito della Repubblica destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari.“ ho provato lo stesso orgoglio di quando da Sindaco ottenni la medaglia d’oro al merito civile per il Comune di Marradi.
Antonio Cassigoli, nel suo libro Marradi nella resistenza  del 1984 scriveva nella premessa: “…Marradi, risorta nel segno della libertà e delle riconquistate istituzioni democratiche…merita che la Nazione riconosca, anche ufficialmente e tangibilmente, questo suo sanguinoso, immane e doloroso contributo alla rinascita della Patria nel segno del sacrificio…” e continuava a pag 48 nel capitolo una medaglia per il gonfalone: “Tutti i sindaci che si sono avvicendati alla guida del Comune di Marradi dalla liberazione in poi (Pierino Zacchini, Mario Bellini, Antonio Cassigoli e poi ancora Mario Bellini, Goffredo Nannini, Giuseppe Tarabusi, Arturo Zambelli ed  Enrico Consolini.) si sono premurati  chi più chi con minore insistenza di richiedere un riconoscimento al Comune, in quanto tale, per le lotte, le sofferenze, le distruzioni, le morti, le deportazioni che funestarono il territorio marradese durante l’infausto e glorioso 1944…Ricordiamo, per tutte, la richiesta avanzata, il 4 dicembre 1970 dal sindaco on. Goffredo Nannini che il 27 gennaio 1972 rinnovava la richiesta.”. Il 1984 ricorreva il 40° anniversario della strage di Crespino ma il riconoscimento non ci fu nonostante le speranze.
Nel libro Testimonianze, ricordi dei comuni toscani del 1994 pubblicato dalla Regione Toscana si legge: “Per le vicende della guerra Marradi, unico Comune della Provincia di Firenze, ha ottenuto il 3 luglio 1991 la medaglia d’oro al merito civile”.
Valdo Spini e Rodolfo Ridolfi a Crespino

Valdo Spini e Rodolfo Ridolfi a Crespino

Quando fui eletto sindaco, nell’autunno del ‘88, dopo avere ottenuto un intervento finanziario del Ministero della Difesa a favore del Sacrario di Crespino, predisposi un dettagliato dossierche sottoposi al Governo ed alla Presidenza della Repubblica, ed ottenni, il 3 Luglio del ‘91, con decreto del Presidente della Repubblica, la Medaglia d’oro al merito civile per il Comune di Marradi con la seguente motivazione: “Piccolo centro attraversato dalla linea gotica, sopportava con fierissimo e dignitoso contegno spaventosi bombardamenti aerei e terrestri, subendo la distruzione della maggior parte del centro abitato e offrendo alla causa della Patria e della libertà il sacrificio eroico di quarantadue civili inermi, trucidati dalle truppe d’occupazione naziste”.
Sono passati settantaquattro anni da quella tragica estate del 1944 che ebbe come epicentro il territorio della piccola frazione di Crespino Sul Lamone. Marradi non dimentica e continua ad onorare i suoi martiri lo farà anche quest’anno. Ho riletto in questi giorni sulla pubblicazione “Marradi Capitale Culturale della Romagna Toscana” -1993 -quanto ebbi a dire, parlando a Crespino insieme al sottosegretario di Stato agli interni del governo Andreotti, Valdo Spini  “…I sacrifici di tutto il popolo marradese durante il terribile conflitto hanno raggiunto limiti inimmaginabili. La ritrovata libertà, il senso di responsabilità e la ripresa positiva del pacifico, quotidiano travaglio sono state premiate con alto riconoscimento di virtù civica.”
BIFORCO-300x218Il 17 luglio ‘44 a Monte Lavane gli alleati effettuarono un lancio di armi, munizioni e vestiario destinati ai partigiani che, attaccati da ingenti forze nazifasciste, ingaggiarono un duro combattimento di otto ore. Quello stesso giorno ed il giorno successivo, a Crespino, antico Borgo sorto intorno all’antica Abbazia vallombrosana di Santa Maria a Crespino sul Lamone, si consumò un’assurda tragedia. I nazisti si macchiarono dell’orrendo crimine di strage che non risparmiò neppure Don Fortunato Trioschi, arrestato insieme ai suoi parrocchiani e costretto a scavarsi la fossa prima di essere trucidato. I fatti sono da inquadrare nella recrudescenza nazista che in seguito alla caduta di Mussolini e all’8 settembre ’43 avevano fatto scattare “l’operazione Alarico” l’invasione e l’occupazione militare dell’Italia. Insieme a Don Trioschi, il 17 luglio, furono uccisi sul greto del Lamone, dove oggi sorge il sacrario, Luigi e Vittorio Bellini, Giuseppe e Lorenzo Ferrini, Giovanni Malavolti, Giuseppe e Guglielmo Nati, Angelo, Attilio Lorenzo fu Luigi e Lorenzo fu Pietro Pieri, Giuseppe Barlotti, Dante Chiarini, Pietro Tagliaferri, Ottavio Scarpelli, Luigi Vinci, Gherardo Visani, Adolfo Rosselli, Sante Bosi, Giulio Sartoni, Bruno Santoni e due persone non identificate. Abramo Tronconi fu fucilato a Fantino. Alfredo Beltrami, sua moglie Cecilia, e la figlia Lorena, furono fucilati il 17 luglio nel podere Il Prato con Alfredo Righini fucilato nell’aia. I Beltrami erano, padre, madre e sorella di Umberto il partigiano di cui Pietro Monti, detto Marconi, definito da Arturo Frontali, come il testimone che tutto ricorda della strage di Crespino, racconta: “Ha preso una bomba a mano e gliel’ha tirata (alla Croce Rossa) ed ha ucciso il tedesco ed insomma tutti e due, l’autista ed il ferito”. Il 18 luglio nel podere I Mengacci, di proprietà di Giovanni Buccivini Capecchi, i mezzadri, Francesco Botti, suo figlio Bruno diciassettenne, il quindicenne Pierino Caroli e suo padre Vincenzo, che era iscritto al partito fascista e che mostrò invano ai tedeschi la tessera, furono trucidati nonostante il disperato tentativo della coraggiosa mamma Palmira Gentilini Botti che, con le lettere dei figli militari in mano, cercava di far capire ai tedeschi che i suoi famigliari non c’entravano con i partigiani. Giuseppe Caroli e Adele Donatini furono fucilati al Cerreto di Fantino il 18 luglio come Dionisio Rossi. Carlo Quadalti contadino della Casa Nuova fu fucilato quello stesso giorno nel podere La Castellina dove si trovava per la mietitura a dare una mano ad Arturo Raspanti. La Wehrmacht aveva stabilito il proprio comando a Crespino, nella villa di Carlo Mazza, proprietario terriero della zona. I partigiani che operavano nell’area, ed ai quali erano associati i giovani renitenti alla leva repubblichina sbandati, erano quelli della 36^ Brigata Garibaldi Alessandro Bianconcini. Valeria Trupiano nel suo pregevole lavoro A sentirle sembran storielle Luglio 1944 La memoria della strage di civili nell’area di Crespino del Lamone del 2008 riporta quanto contenuto nel bollettino partigiano della Bianconcini datato Imola 21 ottobre 1945. Ventotto pagine consegnate alla Trupiano dall’ex partigiano Bruno.
 Marradi 1944 ponte GrandeIl bollettino, con la relazione ufficiale, contiene il diario delle azioni e dei sabotaggi giornalieri operati dalla brigata, gli spostamenti, le imboscate, le catture ed uccisioni di nazisti e spie fasciste, gli attacchi e le uccisioni di partigiani e di civili da parte dei tedeschi. A proposito della giornata del 17 luglio tra le varie azioni partigiane realizzate nel territorio viene descritta la seguente “Elementi misti delle compagnie di Paolo e di Marco attaccano il traffico sulla strada Faentina. Un automezzo tedesco distrutto, 2 soldati uccisi e sei feriti. Da parte nostra un ferito. A seguito di tale azione i tedeschi per rappresaglia massacrarono 35 coloni raccolti nei dintorni. La versione partigiana ha molto in comune con quella raccontata dagli abitanti di Crespino. Nel libro di Don Bruno Malavolti Estate di Fuoco, nella parte di Arturo Frontali che ricostruisce i fatti attraverso le testimonianze, si fa capire che alcuni giovani partigiani e soldati sbandati, dopo l’8 settembre, continuavano ad appoggiarsi al paese e al podere dei Mengacci. Verso la fine di aprile, alcuni di questi partigiani uccisero due tedeschi in località Casaglia.
001Sembra che una delle vittime fosse il comandante di un gruppo appartenente alla Marina tedesca, che era acquartierato a Villa Ersilia a Marradi. L’episodio, tuttavia, rimase impunito per l’intercessione di una nobildonna tedesca sfollata a Ronta che ebbe il merito di convincere gli occupanti a stipulare con il paese una sorta di patto di tregua. L’accordo venne tuttavia violato dai partigiani del posto che ai primi di luglio, presso il ponte di Spedina, catturarono altri due soldati, scaraventandone uno da un burrone e lasciandosi scappare il secondo che, raggiunti i suoi commilitoni, dette l’allarme. Successivamente, la mattina del 17 luglio, la stessa banda, appostata su una collinetta, attaccò una pattuglia tedesca uccidendo un soldato e scagliando una bomba a mano contro l’autoambulanza sopraggiunta dal vicino ospedale militare di Villa Fantino. Il 17 luglio, dopo appena un’ora dall’agguato, una seconda pattuglia tedesca, rinforzata da squadre provenienti da Marradi, arrivava sul posto, interrogava due contadini intenti alla mietitura, mentre uno affermava di avere visto i partigiani imboscarsi e fuggire dopo l’attentato, l’altro taceva e veniva ucciso perché ritenuto complice. La rappresaglia partì poi dal podere Prato con lo sterminio dell’intera famiglia Beltrami, cui apparteneva uno dei partigiani responsabili dell’attacco. I tedeschi rastrellarono tutti gli uomini che trovarono, li raccolsero presso Villa Mazza, sede del comando, poi li trasferirono sulle rive del Lamone e qui li fucilarono. Soltanto uno dei prigionieri, Giuseppe Mariano Maretti, sopravvisse all’esecuzione, morendo poi nel 1948 in seguito alle ferite riportate quel giorno. Convocato il parroco, Don Fortunato Trioschi, e altri due contadini sul luogo dell’eccidio, i tedeschi li costrinsero a scavare una fossa e li fucilarono sul posto. Il 18 luglio l’operazione proseguì a Fantino con l’invasione di casa Caroli, in località Mengacci: gli uomini, quattro, furono trattenuti nell’edificio, mentre le donne e i bambini furono portati, attraverso il castagneto, in una grotta naturale e lì sorvegliati con una mitragliatrice. Quando le donne ed i bambini, che erano stati rilasciati, tornarono verso il podere in fiamme, trovarono una scena agghiacciante: due uomini assassinati con il colpo di pistola alla nuca e due legati ai materassi e asfissiati. Un altro reparto, nazifascista, frattanto, era impegnato nella ricerca e nell’assassinio di contadini rimasti a Castellara, Castellina, Cerreto, Lozzole e Campergozzole. La mattanza si concluse la sera del 18 luglio, con un bilancio di 44 vittime nell’area Crespino, Fantino e Lozzole. Anche se la documentazione tedesca non fa espressamente riferimento alla strage, sembra di poter ricostruire la presenza sul territorio di unità di polizia tedesca o miste italo-tedesche, come il III Polizei Freiwilligen Bataillon Italien, il cui trasferimento presso l’Appennino è dato certo. Nella memoria comune, i partigiani avevano, come ha riportato nel suo libro Valeria Trupiani, “le loro colpe: rubavano in casa dei benestanti, ostentavano simboli comunisti compiendo operazioni contro i soldati tedeschi senza avere il coraggio di affrontarli a viso aperto”. Tuttavia la Trupiani ha anche aggiunto: “Quei giovani, che abbiamo denominato, così detti partigiani, avevano il diritto e il dovere di nascondersi tra le montagne per non farsi catturare e rischiare la morte o la deportazione in Germania”. Forse la strage sarebbe accaduta lo stesso ma in quelle vicende i partigiani non ebbero un comportamento esemplare, ne tanto meno eroico.
Rodolfo Ridolfi

L’incontro di Marradi fra autonomisti di Romagna e Toscana

mar-cltdomenica 15 luglio
Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo il Comunicato Conclusivo dell’incontro di Marradi fra autonomisti di Romagna e Toscana:

1° incontro fra autonomisti di Romagna e Toscana

Confronto fra delegazioni di MAR e CLT: sinergie e proposte di sviluppo

Sabato 14 luglio a Marradi presso il ristorante La Colombaia si è tenuto il primo incontro fra una delegazione del MAR (Movimento per l’Autonomia della Romagna) e una delegazione del CLT (Comitato Libertà Toscana).
Mai prima d’ora vi era stato un confronto fra queste forze autonomiste che, in rappresentanza dei rispettivi territori, si sono presentate e confrontate.
Il programma ha conosciuto una sessione di lavori mattutina ed una pomeridiana, intervallate da un desinare rigidamente tosco-romagnolo.
I lavori mattutini si sono concentrati sulla presentazione dei due Movimenti, sottolineandone le peculiarità: il CLT è di fatto una forza politica di recente costituzione che ha deciso di proporsi direttamente agli elettori in occasione delle prossime competizioni elettorali mentre il MAR si trova, volutamente, in una fase pre-partitica e punta ad ottenere l’obiettivo della creazione della regione Romagna esercitando pressioni sulle forze politiche esistenti.
Nel pomeriggio il confronto si è spostato su temi a tutto campo: dall’autonomia regionale differenziata alla ricerca di sinergie nei settori della cultura, del lavoro, delle infrastrutture e del turismo. Dalla ferrovia faentina all’anniversario della morte di Dante nel 2021, risorse e appuntamenti da valorizzare al meglio. E non è un caso che l’incontro sia avvenuto a Marradi, città simbolo di quell’area denominata Romagna toscana che può avere un ruolo di cerniera fondamentale per tali iniziative.
Mentre regioni quali il Veneto e la Lombardia, a cui l’Emilia-Romagna si è accodata, avanzano legittime richieste di maggior autonomia allo Stato centrale, la Romagna e la Toscana rischiano di trovarsi attardate e impreparate ad affrontare queste future sfide. Con un giogo in più per la Romagna: l’affrancamento dall’Emilia ancora da ottenere: quali vantaggi potrà avere il territorio romagnolo da una maggiore autonomia della Emilia-Romagna se sarà sempre la politica centralista bolognese a distribuire le maggiori risorse ottenibili?
Il tavolo di lavoro si è concluso nel tardo pomeriggio con la considerazione che a questo primo confronto ne seguiranno sicuramente altri e la collaborazione fra CLT e MAR saprà portare frutti per i cittadini di queste due bellissime regioni italiane: la Romagna e la Toscana.

Marradi (Romagna toscana), 14 luglio 2018
dott. Samuele Albonetti
coordinatore regionale MAR

Gli autonomisti di Romagna e Toscana si incontrano a Marradi sabato 14 luglio

20180714_locandina-primo-incontro-fra-clt-e-marvenerdì 13 luglio
Primo incontro autonomisti di Romagna e Toscana
Sabato 14 luglio 2018, a Marradi, si terrà il primo incontro degli autonomisti di Romagna e Toscana, organizzato da Movimento per l’Autonomia della Romagna e da Comitato Libertà Toscana. Per adesioni scrivere a: segretario@comitatolibertatoscana.eu.

Programma della giornata:

Ι incontro degli autonomisti di Toscana e Romagna
delegazioni CLT e MAR a confronto

Marradi, sabato 14 luglio 2018

Ristorante La Colombaia
Via Colombaia, 35

Sessione di lavoro antimeridiana
Ore 11.00 – apertura lavori, presentazioni

L’autonomia regionale nell’Italia di oggi e di domani, sinergie fra CLT e MAR

Ore 13.00 – DESINARE TOSCO-ROMAGNOLO
(solo su prenotazione – € 25,00)

Info e prenotazioni dalla Toscana: segretario@comitatolibertatoscana.eu

Info e prenotazioni dalla Romagna: coordinatore.mar@gmail.com

Ore 15.00 – ripresa dei lavori
Ore 15.15 – Autogoverno regionale, cultura, lavoro, turismo, territorio, infrastrutture:
proposte a confronto

Ore 17.00 – chiusura dei lavori

Parteciperanno delegazioni di attivisti e responsabili dei due movimenti. Sarà presente Sergio Salvi, intellettuale toscanista.

Per colui che avrà onorato la propria esistenza, una corona di gloria è riservata in cielo”.

bassettivenerdì 22 giugno

Grazie, maestro Ridolfi, sei stato per noi un raggio della sapienza e della luce di Dio.

Riposa in pace! Il tuo alunno Gualtiero Bassetti

Si conclude così il Messaggio del Cardinal Gualtiero Bassetti Presidente della Conferenza Episcopale Italiana letto nella Chiesa Arcipretale di Marradi da Don Pino Montuschi che ha celebrato le esequie di Renato Ridolfi, cui hanno reso omaggio, grati e commossi, numerosissimi suoi concittadini ed un nutrito gruppo di Alpini di Marradi, Palazzuolo Sul Senio, Brisighella e Fognano che hanno voluto rendere l’estremo saluto al vecchio ufficiale novantanovenne. Al termine della funzione, a nome della famiglia, Raffaella Ridolfi ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti e le numerosissime persone ed istituzioni che hanno voluto esprimere uno straordinario apprezzamento per Renato e vicinanza alla vedova ed a tutta la famiglia.

L’Alpino Renato Ridolfi ha fatto un passo avanti: i funerali venerdì 22 alle ore 10,30 alla Chiesa Arcipretale.

renato-ridolfi-tarvisio1950giovedì 21 giugno

I funerali venerdì 23 alle ore 10,30 a Marradi nella Chiesa Arcipretale
Il 7 maggio scorso il maestro Renato Ridolfi, aveva compiuto 99 anni, il 20 giugno, l’ufficiale degli Alpini ha fatto un passo avanti lasciando Marradi orfana della sua onnipresente attività improntata all’amore per la sua terra, la Romagna Toscana, all’ impegno serio, costante e generoso in tutte le Istituzioni e attività cui si è dedicato sempre ispirato e guidato dalla esperienza straordinaria e dalla sua grande cultura e passione per i fatti, l’arte e la vita della sua terra. Lo ricordiamo insegnante animatore delle attività teatrali marradesi fin dagli anni ’30. Autore di numerosissime pubblicazioni di storia locale e di monografie sui grandi marradesi scriveva e studiava il dialetto locale ma era anche un ottimo latinista. E’ stato insegnante di molte generazioni di marradesi e fra questi del Cardinal Gualtiero Bassetti. Renato Ridolfi autore e regista di numerose riviste ed operette fra le quali: Il Canzoniere, 1955, e Suona la naja, 1987. Interprete, in gioventù, de “La resa di Titi” e “L’Antenato”. Ha scritto i libri: “Cose di Casa nostra, 1977”; “Campigno” Escursione storico  leggendaria, 1985; La Battaglia delle Scalelle, 1987; “Bel Ami” e “Gigino Il giornalista ed il filosofo amici marradesi di Dino Campana”, febbraio 2001 insieme al figlio Rodolfo; “La cantata de Le Scalelle”, novembre 2002; con la nipote Raffaella; “Camminando per Marradi tra cento ricordi e mille nostalgie”, settembre 2003; “Nondum matura est-ricordando le favole di Fedro in dialetto marradese”, novembre 2005; “Nelle sere invernali, progetto “scaccia noia” tra aneddoti e curiosita”, ottobre 2006; Quaderne -Il mio Zibaldone 2015. Corrispondente del giornale “II Telegrafo” nel 1938, della “Nazione” dal 1952 al 1954 e poi de “La Giustizia”. Cultore del dialetto, ha contribuito, in questo ambito, con Oriana Fallaci, a New York alla stesura del libro “Insciallah”. Viveva a Marradi paese  cui ha dedicato tanta passione anche come assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione dal 1960 al 1965 e come consigliere di amministrazione dell’Ospedale San Francesco. Fra i fondatori dell’ U.G.M (Unione Giovanile Marradese), del Club Sportivo Culturale, della Pro Loco e della Sagra delle Castagne, ha coltivato sempre grande amore per la letteratura greca e latina e per i grandi marradesi del passato.

Dopo la conferma del Sindaco Triberti ecco gli eletti al Consiglio Comunale di Marradi per il quinquennio 2018-2023

triberti-pdmartedì 12 giugno
Dopo la vittoria di Tommaso Triberti del PD con la lista “Insieme per Marradi”, sulla candidata sindaco Raffaella Ridolfi Forza Italia con la lista “SiAmo Marradi” si è svolta la proclamazione ufficiale del sindaco e dei consiglieri eletti alle 18,30 di lunedì’ nella sala d’ingresso dell’Istituto comprensivo Dino Campana. Il Consiglio comunale sarà composto da 12 consiglieri, 8 per la maggioranza e 4 per la minoranza, oltre a Tommaso Triberti Sindaco
Per la lista “Insieme per Marradi” sono stati eletti Marco Milani, Viola Ciaranfi, Rudi Frassineti, Fabio Gurioli, Francesca Farolfi, Iacopo Visani, Alessia Fabbri e Fabrizio Alpi. Primo dei non eletti Roberto Malavolti “SiAmo Marradi” sarà rappresentata dal candidato sindaco Raffaella Ridolfi, Giulio Bassetti, Mauro Ridolfi e Alessandro Brasino. Primo dei non eletti Cristiano Talenti. Dopo le dichiarazioni di legittima soddisfazione del Sindaco Tommaso Triberti Raffaella Ridolfi ha dichiarato: I componenti di Si amo Marradi lavoreranno in Consiglio comunale e non solo per ciò in cui credono e per ciò che li ha spinti a farsi portatori di un’altra voce. Se avessimo avuto paura di perdere non ci saremmo candidati!!!
Buon lavoro a tutti noi e soprattutto al Sindaco Triberti e alla sua giunta che dal primo consiglio comunale avrà a che fare anche con un’opposizione degna di questo nome!!!!

Si AMOMARRADI chiede il faccia a faccia al candidato sindaco della lista n 2.

sabato 2 giugnoraffaella-ridolfi-300x194triberti-pd

Chiediamo il faccia a faccia fra i due candidati Sindaci scrive alla stampa la lista n.1 “Si AMOMARRADI”
Quale risposta darà la lista n.2 “Insieme per Marradi”

Siamo a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale e ad oggi non c’è stata la possibilità di un confronto diretto fra i due candidati a Sindaco di Marradi. La nostra lista ritiene utile ed opportuno che questo confronto avvenga. A mezzo stampa avanziamo quindi una formale richiesta in questo senso ai nostri competitori della lista n.2. Dal confronto delle idee e dei programmi ed attraverso il faccia a faccia fra i due più autorevoli protagonisti di questo appuntamento elettorale i cittadini elettori hanno tutto da guadagnare in termini di conoscenza e informazione per una consapevole scelta di voto. Dopo il 10 giugno i due candidati sindaci dovranno, comunque, dai ruoli in cui il voto li avrà collocati, rappresentare le esigenze dei cittadini e dovranno quotidianamente confrontarsi sui problemi del futuro di Marradi che avrà bisogno di tutti: maggioranza e opposizione. Il faccia a faccia prima del voto serve anche a questo: misurare le distanze ed anche le possibili convergenze per il dopo voto. Siamo infatti convinti che fra le cose che appartengono al passato e alla vecchia politica c’è al primo posto la cultura del “O con me o contro di me”. La nostra narrazione in questa breve campagna elettorale è stata orientata non contro qualcuno ma per Marradi portando ostinatamente sul tavolo del dibattito elettorale i veri temi cui nessuno può sottrarsi che sono: lavoro e sviluppo per la nostra Comunità, perché poco ci interessano le querelle prettamente partitico elettorali, ma ci interessa guardare al futuro.

Si AMOMARRADI

Fratelli d’Italia presente nella lista SiAmo Marradi a sostegno di Raffaella Ridolfi Sindaco.

Alessandro Brasino

Alessandro Brasino

martedì 22 maggio. Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

“Fratelli d’Italia è presente e forte nel Mugello ed anche a Marradi sostiene la lista SiAmoMarradi.” – dichiara il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Claudio Gemelli - “Abbiamo trovato sin da subito piena sintonia con la candidata sindaco Raffaella Ridolfi sui temi a noi cari per il rilancio e lo sviluppo di un territorio, oggi svantaggiato, ma pieno di risorse che attendono solo di essere valorizzate da una buona amministrazione. L’ambizione di Fratelli d’Italia, come di tutto il centrodestra che sostiene la candidata Ridolfi, è quella di arrivare ad amministrare Marradi forti della coerenza delle nostre idee, dell’esperienza e delle capacità di una squadra unita.” – conclude Gemelli. 
Tra i candidati nella lista SiAmoMarradi, Alessandro Brasino, 40 anni, candidato al consiglio comunale ed appoggiato da Fratelli d’Italia: “Tra le nostre priorità il sostegno alle famiglie, soprattutto a chi decide di stabilirsi a Marradi e di costruire un fururo nel paese rendendolo vivo, anche tramite la revisione delle rette degli asili. Ma anche il sostegno ai giovani, agevolando chi vuole fare impresa e aprire esercizi commerciali, di pari passo con il rilancio delle attività turistiche e l’introduzione di progetti innovativi, dal bikesharing alle zone WiFi.” – conclude Brasino- “Il nostro impegno sarà forte perché vogliamo ridare un’anima e un futuro a Marradi!”

Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Firenze
Claudio Gemelli 

La Lega Nord-Salvini premier scende in campo a Marradi a sostegno di Giulio Bassetti

G.Bassetti-A.Scipioni-R.Ridolfi L.Ferruzzi-G.Picchi

G.Bassetti-A.Scipioni-R.Ridolfi L.Ferruzzi-G.Picchi

martedì 22 maggio

Una delegazione della Lega Nord, che aveva già ufficializzato il suo impegno a favore della lista civica Si AMO MARRADI, candidato sindaco Raffaella Ridolfi, guidata dall’on.Guglielmo Picchi, dal segretario Provinciale Alessandro Scipioni e dal segretario di zona Luca Ferruzzi , ha voluto essere a Marradi, lunedì 21 scorso nella sede della lista ed al banchetto in Piazza Scalelle per sostenere il giovane referente della Lega-Salvini Premier, Giulio Bassetti, presente nella lista numero 1 Si AMO MARRADI che ha nel cuore e nella mente IL LAVORO E LO SVILUPPO come cardine del suo programma. Giulio Bassetti insieme al consigliere regionale della Lega Roberto Salvini ha anche organizzato una iniziativa di ascolto e confronto sulle legittime istanze del cacciatori per giovedì 24 maggio presso la sede delle Associazioni Venatorie locali.

Canti Orfici in Musica per Dino Campana sabato 18 agosto a Firenze

imagesCA1D3J58venerdì 18 maggio
Canti Orfici in Musica per Dino Campana sabato 18 agosto a Firenze , le
iscrizioni scadono il 20 giugno.
Vinci l’esibizione di sabato 18 agosto a Firenze per un live esclusivo per
Dino Campana!

Canti Orfici in Musica per Dino Campana – Crisi Nervose e Pazzie Musicali
e’ il contest musicale in edizione straordinaria che viene lanciato dal MEI
- Meeting delle Etichette Indipendenti in collaborazione con Materiali
Sonori e Centro Studi Campaniani per il Concerto Speciale dedicato a Dino
Campana e ai suoi Canti Orfici che si terra’ sabato 18 agosto a Firenze, in
occasione dell’Estate Fiorentina 2018, dedicato ad artisti e band emergenti
provenienti da tutta Italia under 30.

La giuria sara’ coordinata da Giordano Sangiorgi, organizzatore del MEI -
Meeting delle Etichette Indipendenti e della Festa dei 1000 Giovani per la
Musica per il Mibact, con il supporto dello staff di Materiali Sonori e
Centro Studi Campaniani e la consulenza degli artisti Marco Parente, Pape
Gurioli e Massimiliano Larocca.

imagesCA1D3J58venerdì 18 maggio
Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 20 giugno 2018 alla
e-mail: mei@materialimusicali.it con Oggetto “Crisi Nervose Musicali per
Dino Campana” con Nome, cognome, indirizzo completo, dati completi e
contatti di chi scrive e di chi si iscrive, allegando Biografia artistica, 1
Foto e almeno 1 Brano ( o piu0 in versione we transfer) in Versione Mp3
corredato di titolo e autori testi e musiche partecipante al Contest oltre a
una descrizione del brano e della sua vicinanza alle poesie e tematiche di
Dino Campana . Saranno privilegiati quei brani che metterranno in musica
testi e poetiche di Dino Campana e/o che attraverso le musiche e testi
avranno la capacita’ di descrivere gli stati d’animo che hanno da sempre
animato la “vita maledetta” del grande poeta di Marradi, uno dei piu’ grandi
poeti italiani di tutti i tempi. L’iscrizione al Contest è gratuita. I tre finalisti , che saranno resi noti
entro meta’ luglio, saranno ospiti dell’organizzazione per il live di sabato
18 agosto. Per altre informazioni contattare il MEI – Meeting delle
Etichette Indipendenti al telefono 0546.646012 e scriver alla mail:
mei@materialimusicali con causale Dino Campana.
Sito: www.meiweb.it

Confermare o Rinnovare? Il verdetto il 10 giugno

raffaella-ridolfisabato 12 maggio
Consegnate in Comune le due liste che parteciperanno alle elezioni del 10 giugno prossimo:
Si AMO MARRADI (candidato sindaco Raffaella Ridolfi).
Sonia Alpi
Baracani Stefania
Bassetti Giulio
Brasino Alessandro
Moffa Silvia
Monti Mirco
Ridolfi Mauro
Romeri Maria Elena
Scalini Elena
Scalini Massimo
Talenti Cristiano
Zacchini Lucia

triberti-pdDi seguito i candidati di Insieme per Marradi (candidato sindaco Tommaso Triberti):

Fabrizio Alpi
Flavia Billi
Viola Ciaranfi
Alessia Fabbri
Francesca Farolfi
Rudi Frassineti
Fabio Gurioli
Roberto Malevolti
Elisa Mercatal
Marco Milani
Deborak Unicori
Iacopo Visani

Lunedì14 maggio, ore 19.00 a Firenze prima del film “La Scomparsa” al Cinema La Compagnia via Cavour

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Lunedì14 maggio, ore 19.00 a Firenze prima del film “La Scomparsa” al Cinema La Compagnia Via Cavour
alla presenza della regista. Presenta Francesco Mininni, critico cinematografico

LA SCOMPARSA di Maria Luisa Carretto, Italia 2016.
Un viaggio orfico, poetico, che un uomo, Dino ispirato da Dino Campana, intraprende per ricercare il suo passato amore. Dopo un sogno inquietante che lo spinge a scavare tra i ricordi, il protagonista parte: la realtà non lo interessa più. Viaggerà attraverso le immagini del passato; incontrerà personaggi che lo guideranno alla scoperta del femminile e dell’amore perduto.

Il suo viaggio è fatto di immagini di ricordi e incontri di personaggi che lo guideranno nella ricerca, alla scoperta dell’universo femminile e dell’amore perduto, perché lei, Sibilla che chiamava come Sibilla Aleramo, è Scomparsa dalla sua mente ma riaffiora. Un viaggio tra i ricordi che si porta in una valigia, l’immagine di lei che appare con la voce che lo segue, per tornare alla sua gioventù. Alla fine il ricordo amplifica le sue immagini e le sensazioni in un altrove irreale che è reale. Il film è un viaggio di ritorno alle origini per capire la sostanza e la profondità dell’ Amore.

INGRESSO: 4€ (1€ sarà devoluto in beneficenza a favore dell’Associazione Nosotras ONLUS)
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Produzione: Sur la Table; Italia 2016; 90’.
scritto e diretto da Maria Luisa Carretto.
Testi voice over: Marthia Carrozzo, Maria Luisa Carretto
Interpreti: Dino: Davide Gemmani; Sibilla: Erminia Moscato; ragazzo di Marradi: Francesco Lamporesi; Anika: Giulia Quercioli; Marito Anika: Mauro Ridolfi
Donna dell’autostrada: Lavinia Parissi; Uomo dell’autostrada: Yanez Calcinai; Oste: Giorgio Ariani; Medico: Carlo Monni; Poliziotto: Stefano Baldecchi; detenuto: Raffaele Salvucci: Dino giovane: Stefano Gilardoni; Dino con cinepresa: Mattia Colombo; il pescatore: Renato. le ragazze alla stazione di S.Piero e Ospedale psichiatrico: Elena Polverosi, Eleonora Rindi, Jasmine Salley, Antonella Miglioretto, Juliet Fairy Moon; Anziana del treno: Fiorella Betti; Corteo Nuziale: le bambine Federica e Soalia Ridolfi; Catia Zetti; Stefania Quaggio.
Voci off: Davide Gemmani, Maria Luisa Carretto.
Voci doppiaggio: Cristian Iansante; Roberto Pedicini; Gianni Calcinai.
Direttore della fotografia: Duccio Ricciardelli
Operatrice pellicola: Maria Luisa Carretto
Montaggio: Fabio Bianchini; Musiche eseguite: Eleonora Frosecchi; Color Correction e effetti: Fabio Bianchini; Aiuto operatore a Marradi e IOT: Marco Foresti; Fonico presa diretta e sala Marco Mattia Robbiani
Sound Designer, Missaggio: Massimo Barbieri; Segretaria di edizione : Catia Zetti; Catering: La Fiorenza Stagi; Costumi Ariani: Francesca Stocchi.
Suono, doppiaggio e mix: LARIONE 10

18 Aprile 1948-2018. Settant’anni fa l’Italia sceglieva di “essere libera e forte”

mercoledì 18 aprile
1214823497593_16_thumb13-208x300Siamo tutti figli del 18 aprile 1948, perché quel giorno fu il popolo vero, fu l’Italia profonda, dal nord al sud, che seppe difendere, unita, un patrimonio comune di valori ereditato nei secoli; perché quel giorno il nostro popolo seppe dire «no» ad una ideologia che, se avesse vinto, avrebbe portato in Italia il terrore rosso che già aleggiava sui Paesi dell’est europeo, consegnati a Stalin dagli accordi di Yalta; perché, infine, il 18 aprile non vinse, come invece troppo comunemente si crede, il partito che ci avrebbe portati verso il cattocomunismo e la partitocrazia. Il 18 aprile fu giustamente definito una seconda Lepanto, in quanto se Lepanto ha impedito ai musulmani di invadere l’Europa, il 18 aprile ha impedito ai comunisti di conquistare l’Italia. Se il 25 aprile del ’45 segnò la fine del nazifascismo per l’opera determinante delle truppe anglo-americane e dei resistenti, il 18 aprile del ’48 fu la data in cui, con il voto, l’Italia decise per la democrazia e la libertà, sconfiggendo il pericolo frontista. Come non sottolineare l’intelligenza politica, la lungimiranza ed il coraggio di Saragat, il quale si staccò da un partito socialista, ormai succube del Pci, per dar vita ad un socialismo liberale e democratico. Settanta anni sono passati da quel 18 aprile 1948, quando, alle prime elezioni dell’Italia repubblicana, i partiti del centro-destra ottenevano il 48,5% dei suffragi, battendo di oltre diciassette punti la lista di Unità Popolare, formata da Pci e Psi.
18-aprileIl significato della vittoria del 18 aprile va sicuramente al di là del pur considerevole risultato ottenuto dalla Dc, e supera di gran lunga la sigla stessa, sotto la quale tutti quei consensi vennero raccolti. Il 18 aprile vinsero i Comitati Civici, creati pochi mesi prima, che, forti di trecentomila volontari e di ventimila comitati elettorali, intrapresero una politica anticomunista e organizzarono una campagna elettorale nella quale risultò evidente, attraverso slogans e manifesti, che la posta in gioco era la salvezza del Paese dal comunismo. Vinse uno spirito di «crociata» in difesa della civiltà, un anno prima della scomunica lanciata da Pio XII, il 28 giugno del 1949, nei riguardi dei cristiani che aderivano alle dottrine del comunismo e che collaboravano con movimenti comunisti, e undici anni dopo l’enciclica Divini Redemptoris di Pio XI che aveva definito il comunismo «intrinsecamente perverso». Certamente, una delle cause della sconfitta del Fronte popolare è da ravvisare nella levatura politica e morale di uomini come De Gasperi, Saragat, Einaudi. Fu così che i moderati contribuirono a salvare la democrazia e la civiltà del nostro Paese; mentre presuntuosi intellettuali di sinistra, ciechi di fronte ai crimini di stampo leninista-stalinista, iniziavano la loro triste marcia dentro il comunismo. Un’analisi di oltre mezzo secolo di storia italiana potrà contribuire a far luce sul significato politico e culturale di una data troppo importante per essere dimenticata, forse, un po’ troppo scomoda, dopo che gli sconfitti di ieri vorrebbero diventare i vincitori di oggi. Le istituzioni dovrebbero ricordare con gratitudine i protagonisti di quell’evento: Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat, Luigi Einaudi, Randolfo Pacciardi, che affermarono i valori della democrazia, della libertà, dell’atlantismo, dell’europeismo e dell’Occidente, valori che sono ancora attuali ed irrinunciabili. Quella del 18 aprile 1948 non fu una delle consuete competizioni elettorali tra differenti forze politiche, ma una scelta di civiltà fra due opposte concezioni del mondo: fra un’Italia profondamente legata alle proprie radici nazionali, religiose e civili, ed una parte del Paese plagiata dall’utopia marxista-leninista; un’utopia che proprio nella primavera dello stesso anno portava con un golpe i comunisti al potere a Praga e forniva l’ennesimo saggio di brutalità nell’Europa dell’est con la defenestrazione del socialista Masarik. Il clima da guerra civile di quegli anni, le aspettative dei comunisti italiani nei confronti dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito, che avanzavano nell’Italia orientale, e l’eliminazione sommaria da parte comunista dei partigiani non comunisti e di tanti innocenti. subirono il 18 aprile del 1948 un duro colpo.

Rodolfo Ridolfi

Il renziano Tommaso Triberti si ricandida a sindaco con la lista ‘Per Marradi siamo pronti’

Tommaso Triberti

Tommaso Triberti

martedì 17 aprile

A Marradi,  si voterà per il sindaco il 10 giugno 2018 . Il Pd con il suo sindaco il renziano doc Tommaso Triberti ha già annunciato che si ricandiderà alla guida della lista  ‘Per Marradi siamo pronti’, la lista che esprime il gruppo di maggioranza in Consiglio Comunale e che ha come vice sindaco Rudy Frassinetti esponente di Leu. In attesa delle imminenti decisioni del centro-destra,  la campagna elettorale  del PD e dei suoi alleati parte con una cena per la raccolta dei fondi  al Centro Tennis di Marradi Giovedì 19 aprile dove gli organizzatori  faranno un bilancio sui cinque anni di amministrazione. Scrivono infatti in un comunicato:

Tempo di bilanci e analisi per il gruppo consiliare ‘Per Marradi siamo pronti’, anche in vista delle prossime elezioni amministrative in agenda il 10 giugno 2018, per parlare e confrontarsi con i cittadini su 5 anni di attività amministrativa, priorità e prospettive.

La cena organizzata per Giovedì 19 aprile alle ore 19.30 al Centro Tennis di Marradi sarà infatti l’occasione per fare il punto sulle attività svolte in cinque anni di lavoro, durante i quali sono stati seguiti, sviluppati e realizzati progetti per la comunità, prospettive di futuro concrete.
Un percorso che non si ferma ma anzi cresce e prosegue per rendere migliore Marradi anche nei prossimi cinque anni.

Roma: on. Stefano Mugnai tra i vicecapogruppo di Forza Italia a Montecitorio.

Stefano Mugnai a Marradi nell'estate del 2017

Stefano Mugnai a Marradi nell’estate del 2017

mercoledì 11 aprile

Classe 1969, fiorentino di nascita, coordinatore regionale di Forza Italia in Toscana e capogruppo azzurro uscente nel Consiglio regionale di quella stessa regione: è l’onorevole Stefano Mugnai, unico neoparlamentare tra i nuovi vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati. . Mugnai, al suo primo approdo in Parlamento, affiancherà l’onorevole Gelmini alla guida del gruppo alla Camera nel ruolo di vice insieme con i colleghi onorevoli Simone Baldelli, Roberto Occhiuto, Catia Polidori, Gianfranco Rotondi ed Elio Vito. «E’ con onore e senso di responsabilità che, io che sono al mio primo mandato parlamentare, accolgo il compito di condividere assieme a colleghi di grande esperienza la guida della squadra dei deputati del mio partito», ha commentato Mugnai a caldo.Stefano Mugnai è stato eletto alla Camera il 4 marzo scorso come candidato capolista nel collegio plurinominale Toscana 3 (Firenze1, Firenze2, Sesto Fiorentino-Mugello) e capolista anche nel plurinominale 4 (Arezzo, Siena, Grosseto). Si tratta dei suoi collegi naturali, dal momento che Mugnai è nato a Firenze e qui ha il suo posto di lavoro come dipendente del Comune gigliato, ma ha sempre vissuto nell’Aretino, dove ha mosso i primi passi in politica nella sua Terranuova Bracciolini e dove attualmente, a Montevarchi, risiede con la moglie Maria Letizia e i loro due bambini Cosimo e Riccardo.         Laureato in scienze politiche col vecchio ordinamento, inizia la sua attività politica nel vivaio della Democrazia Cristiana che però, di lì a poco, la storia politica avrebbe disgregato. Da allora Mugnai è sempre stato convintamente schierato con il centrodestra che per la Toscana, all’epoca, significava opposizione.  Dopo una scalata come dirigente di Forza Italia iniziata nel 2006 come responsabile della zona Valdarno, proseguita nel 2008 con l’ingresso nelle giunta regionale del partito e culminata nel 2015 con la nomina – da parte del Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi – a coordinatore regionale degli azzurri toscani, Forza Italia riprende quota sul territorio tanto da conquistare – nelle varie tornate amministrative – la guida, oltre che della Provincia di Grosseto, dei Comuni di Arezzo, Pietrasanta, Villafranca in Lunigiana, Sillano Giuncugnano, Orciano Pisano, Grosseto, Montevarchi, Cascina, Orbetello, Capraia Isola, Anghiari, Pontremoli e ancora Pistoia, Abetone-Cutigliano, Licciana Nardi, Campagnatico, Manciano, Campo nell’Elba, Roccalbegna, Porto Azzurro, Riparbella, Serravalle Pistoiese, Monticiano. Quanto alle cariche elettive, dopo trascorsi da candidato sindaco e capogruppo di opposizione a Terranuova Bracciolini (AR), nell’aprile 2010 è eletto per il Popolo della Libertà (dal 1 gennaio 2014 Forza Italia) alla carica di Consigliere regionale della Toscana sia come candidato di listino (e questa sarà la sua opzione) che come candidato provinciale della circoscrizione Arezzo. Nell’assemblea toscana diviene Vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche sociali. Contemporaneamente, guida come Presidente due Commissioni d’inchiesta: la prima sul sistema degli affidi dei minori a partire dalla vicenda Il Forteto; la seconda sull’attività immobiliare delle aziende sanitarie toscane. E’ inoltre Vicepresidente della Giunta delle elezioni. In occasione delle elezioni regionali del 31 maggio 2015, Stefano Mugnai è scelto come candidato di Forza Italia alla carica di Presidente della Regione Toscana. Ottiene 124.432 voti, venendo quindi rieletto alla carica di Consigliere regionale e divenendo Capogruppo di Forza Italia. Ricopre nuovamente il ruolo di Vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche sociali ed è componente della nuova Commissione regionale d’inchiesta su Il Forteto, chiamata ad approfondire le responsabilità politiche e istituzionali della vicenda. Proprio le questioni legate alla sanità e al drammatico caso Forteto possono considerarsi, tra i molti fronti che lo vedono impegnato in prima linea, le battaglie distintive del suo percorso politico-istituzionale. E proprio sul Forteto è infatti incentrato anche il primo atto parlamentare di Stefano Mugnai, che ha depositato a Montecitorio la proposta di legge istitutiva di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla materia degli affidi alla luce della vicenda specifica.

La poesia ci salverà. Al via la Quinta edizione del premio online Dino Campana

campanadomenica 8 aprile

E’ stato indetto il Premio Letterario Dino Campana “La poesia ci salverà” riservato a opere edite e inedite. Il premio che si svolgerà prevalentemente attraverso le modalità della rete si pone anche l’obbiettivo di contribuire  alla promozione dei talenti letterari e poetici emersi nelle precedenti edizioni e dei nuovi che parteciperanno, con la diffusione in rete sul quotidiano Marradi Free News, sulle riviste e sui siti degli Enti organizzatori delle opere vincitrici. Al concorso possono partecipare con una sola opera tutti gli autori con testi editi o inediti in lingua italiana. Le opere dovranno pervenire online sul sito www. marradifreenews.com info utilizzando l’apposito formulario entro e non oltre il 20 agosto 2018.  Ogni autore può partecipare con una sola opera che non potrà superare i quaranta versi. La premiazione si svolgerà sabato 29 settembre a Marradi presso il Centro Studi Campaniani per rendere omaggio al grande campaniano Enrico Consolini al quale il Centro è intitolato in occasione del trentesimo anniversario della morte. Della Giuria del Premio, presieduta da Rodolfo Ridolfi (Direttore Responsabile Marradi Free News), che formulerà la graduatoria dei finalisti e dei tre vincitori fanno parte: Mirna Gentilini (Presidente Centro Studi Campaniani), Giancallisto Mazzolini (Accademia degli Incamminati), Lamberto Lilli (Presidente Accademia Il Fauno), Pape Gurioli (Compositore Musicista) Barbara Betti (Direttore di Opera-In-Stabile); Monica Guerra (poetessa #POETRY), Federica Balucani (Soprano), Gianna Botti (Scrittrice),  Maurizio Ferrini (Attore), Riccardo Monopoli (Attore-Regista) Massimo Scalini (Psichiatra), Massimo Barzagli (Pittore)

Il Quotidiano On-line Marradi Free News- “Accademia degli Incamminati” di Modigliana-“ Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” di Marradi-Accademia Il Fauno -Associazione Culturale “Giovanni Arcidiacono”di Firenze- Associazione Culturale “Opera In-Stabile” – #Poetry di Faenza, considerato lo straordinario favore che hanno ricevuto le quattro precedenti edizioni, hanno deciso di indire per il quinto anno consecutivo il prestigioso premio.

Due premi romani per la scrittrice marradese Gianna Botti

 

gianna-botti-225x300lunedì 12 marzo

Venerdì 9 Marzo scorso  nella prestigiosa cornice della sala Protomoteca del Campidoglio in Roma ha avuto luogo la premiazione dell’XI edizione del Premio Nazionale di Poesia, Narrativa, Fotografia e Cortometraggi Alberoandronico. Alla presenza del sindaco Virginia Raggi, dell’assessore alla cultura Luca Bergamo, di alti esponenti degli ambienti culturali nazionali,  di critici  e di giornalisti, le 8 giurie( una per ogni sezione: cortometraggio, fotografia, poesia, poesia dialettale, narrativa edita, narrativa inedita, racconti editi, racconti inediti) chiamate a valutare le oltre 600 opere in concorso, hanno stillato le classifiche di ogni sezione in cui la scrittrice di Marradi, Gianna Botti  col thriller storico I Quattro segreti d’Irlanda ( Edizioni Equilibri de La panchina), si è aggiudicata il 1° posto della sezione narrativa comprendente  trecento opere. Nel concorso generale che ha visto i vincitori di ogni sezione in gara fra loro, la scrittrice di Marradi, da anni avvezza a  riconoscimenti nazionali e internazionali, si è piazzata al 5° posto. La vittoria assoluta è andata al cortometraggio Appocundria di Girolamo Capuano già finalista a Cannes 2017 nella sezione Short film corner. Secondo classificato il fotografo Lorenzo Maccotta  presente con alcuni scatti al Munchen Stadtmuseum di Monaco di Baviera. Al terzo posto la poetessa Anna Steri con la silloge Nevralgie Affettive già vincitrice del premio Alda Merini 2017. Quarto il poeta dialettale  Francesco Granatiero da vent’anni avvezzo ai podi di tutt’Italia.  Una rosa d’eccellenze in cui s’inserisce  Gianna Botti, la “signora in giallo” made in Marradi. 

A Gianna giungano le felicitazione di Marradi Free News.

I risultati delle Elezioni nel Mugello Alto Mugello e a Marradi

ris-marradidomenica 11 marzo

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato pervenutoci dal vice coordinatore Provinciale di Forza Italia responsabile del Mugello e Alto Mugello, Silva Gurioli:

I risultati elettorali nel Mugello Alto Mugello attestano che  Forza Italia  passa dai 1697 voti del 2015 ai 3065 del 4 marzo scorso: nei tre Comuni dell”Alto Mugello si raggiunge una percentuale abbondante del 10% passando dai 341 voti a 526 e nei comuni del Mugello dai 1356 voti del 2015  ai 2439 voti, pari all 8% con significativi risultati a Marradi, Firenzuola, Palazzuolo, Barberino,  Borgo San Lorenzo e Dicomano.

L’ analisi del voto nei Comuni del  Mugello-Alto Mugello certifica che il centro destra si conferma maggioranza relativa nel Comune di Firenzuola, guidato dal Sindaco Claudio Scarpelli,  con il 36,80% dove Forza Italia ha il suo secondo miglior risultato con il 10,20%. A Firenzuola di conseguenza il centro sinistra registra il peggior risultato di tutto il collegio che fa il paio con il Comune di Marradi, Sindaco il renziano Tommaso Triberti,  dove il centro sinistra, con il 36,60 pur mantenendo la maggioranza relativa come in tutti gli altri Comuni dell’Unione, ottiene appunto il  secondo peggior risultato di tutto il Mugello-Alto Mugello. In questo stesso Comune il Centro Destra si attesta al 33,28 con Forza Italia  al 10,52% miglior risultato di tutto il Collegio.

Il grande traino della campagna elettorale messa in atto dal Presidente Silvio Berlusconi insieme ad un tessuto organizzativo efficiente sul territorio hanno reso possibili i buoni risultati ottenuti. Il mio ringraziamento va ai coordinatori comunali  per aver ricostituito Forza Italia nel Mugello-Alto Mugello: l’organizzazione territoriale e capillare, la competenza e la capacità di aggregazione del gruppo dirigente a tutti i livelli   rappresentano la carta vincente per il raggiungimento dei risultati elettorali fino ad oggi impensabili. nel Mugello ed Alto Mugello.

Nell’auspicio di poter  far pesare sempre di più la nostra voce nei Comuni, nell’Unione dei Comuni, nella Citta’ Metropolitana e nella Regione Toscana in un periodo in cui il sistema di potere della sinistra sembra rapidamente sgretolarsi per cedere il passo ad un centrodestra unito che nella pari dignità delle sue componenti può ambire a governare, nell’interesse dei cittadini, la Regione ed un numero sempre maggiore di Comuni anche nel Mugello e nell’Alto Mugello cominciando da Marradi che va al voto nei prossimi mesi.

Silva Gurioli

Vice Coordinatore Provinciale con delega al Mugello-Alto Mugello

Borgo San Lorenzo si tinge d’azzurro

 

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Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

C’erano tutti: coordinatori comunali, eletti, berlusconiani storici e giovanissimi azzurri. Una giornata indimenticabile quella di sabato scorso per i dirigenti e i militanti azzurri del Mugello che hanno dato vita ad una serie di iniziative che si sono snodate fra la sala comunale Pio La Torre dove i dirigenti borghigiani azzurri insieme ai candidati Stefano Mugnai, Raffaella Ridolfi e Stefania Scarpati hanno ascoltato organizzazioni economiche e associazioni per poi presentarsi ai cittadini illustrando il programma di Forza Italia con particolare riferimento alla proposta fiscale, flat tax e ai temi della sicurezza e dell’immigrazione. Poi tutti al Gazebo di piazza Cavour per incontrare i cittadini e visitare negozi ed esercizi.

buona-gruppook

Una giornata intensa che si è conclusa con un brindisi benaugurante e che ha sancito il ritorno, anche organizzativo, e ribadito il legame di Forza Italia con Borgo San Lorenzo  e tutto il Mugello e l’ Alto Mugello.

 

Raffaella Ridolfi a Marradi doppio appuntamento elettorale

raffaella ridolfi v2

giovedì 8 febbraio

Raffaella Ridolfi candidata di Forza Italia alla Camera dei Deputati inizierà i suoi incontri elettorali con un doppio appuntamento a Marradi: il primo venerdì 9 febbraio alle ore 18, 30 al Caffè Centrale dove è previsto un aperitivo ed il secondo

raffaella ridolfi v2

sabato 10 alle ore 10,00 nella sede della Lista “Bassetti Sindaco” dove incontrerà il gruppo consigliare dell’opposizione marradese

Mauro Ridolfi Coordinatore di Forza Italia

Raffaella Ridolfi torna all’impegno politico come candidata per Forza Italia alla Camera dei Deputati

raffasabato 3 febbraio

Raffaella Ridolfi torna all’impegno politico

 La scheda:

Nata a Marradi il 25/08/1972 e ivi residente, giornalista pubblicista

Diplomata al ‘Liceo Scientifico  “Leonardo Da Vinci” FIRENZE

Studi Giuridici all’Università di Firenze

Iscritta a Forza Italia fin dal 1994 con tessera n. 101

Fondatrice del Club Celestino Bianchi di Marradi

E’ Vice Presidente Nazionale di Free-Foundation di Renato Brunetta

ha collaborato alla campagna elettorale di Forza Italia nel 1994 con gli on. Roberto Tortoli, Tina Lagostena Bassi e con Umberto Cecchi fino al 1996

Dal 2005 al 2006  è consigliere circoscrizionale a Faenza dal 2006 al 2015 consigliere comunale e capogruppo del Pdl e di Forza Italia. Dal 2009 al 2011 Consigliere della Provincia di Ravenna

Coautrice con Gianna Botti del Romanzo Piano B. Giallo Mediterraneo del 2016

Padre Albino Varotti è tornato alla casa del Padre

 

P.Albino a Castelnaudary  ottobre 1992

P.Albino a Castelnaudary
ottobre 1992

venerdì 19 gennaio

Padre Albino Varotti, francescano, uno dei più grandi compositori contemporanei di musica sacra, accademico, già maestro di cappella della basilica di Assisi. Ci ha lasciato. La musica, la cultura e l’Italia  perde uno dei pochi al mondo capace di tradurre antichi spartiti di musica gregoriana, uno dei più grandi conoscitori delle laudi di Serafino Razzi, un grande critico ed esperto di musica classica, uno straordinario insegnante del Conservatorio Cherubini di Firenze un amico di Marradi. Per i suoi ex allievi, oggi affermati musicisti, resterà una indimenticabile guida. A me e alla mia famiglia mancherà l’amico cui rivolgersi per un consiglio ed un aiuto culturale e spirituale, mancheranno le indimenticabile conversazioni durante i tanti  pranzi di Natale,  il suo sguardo intelligente la sua immensa conoscenza mai ostentata ma sempre presentata con garbo pacato. Anche in questi ultimi anni a Castelbolognese e a Marradi ultimamente nella Chiesa e nel Convento delle Domenicane ho avuto il privilegio di passare qualche ora in compagnia di quel grande piccolo frate dagli occhi azzurri.

Ridofi-AVarotti-F.Galeotti-ved.Campana

Ridofi-AVarotti-F.Galeotti-ved.Campana

albino-disPadre Albino lascia in moltissimi di noi dei ricordi indelebili: ricordo come da Sindaco mi fece il grande onore  di realizzare nel giugno del 1992 uno studio ed un concerto sulle laudi medicee di Serafino Razzi all’antica Badia del Borgo e come nell’ottobre dello stesso anno in terra di Francia nella Collegiale di St. Michel di Castelnaudary preparò e diresse insieme al suo illustre allievo Pape Gurioli  “La chorale di Marradi  dell’Accademia degli Animosi” riscuotendo un unanime apprezzamento per l’opera “Facciam festa orsù facciamo” di fra Serafino Razzi O.P. Ricordando Padre Albino Pape Gurioli ha scritto: “Se ne è andata una parte importante della mia vita.
Un Artista Musicologo, strumentista, compositore, concertatore, direttore d’orchestra, etnomusicologo e ricercatore musicale con una profondissima conoscenza della musica e della sua storia, di ogni epoca e sfumatura”.

 

Padre Albino Varotti O.F.M.Conv. (Volano di Codigoro, 13 maggio 1925 – Faenza18 gennaio 2018) è stato un francescanomusicista e compositore italiano

Nel 1938 entra nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali presso il collegio serafico di Longiano (Forlì), dove inizia l’attività musicale. Dopo una permanenza nella Basilica di Sant’Antonio di Padova, nel 1943 è nella Basilica di San Francesco a Faenza, dove studia diplomandosi presso il Liceo Classico “Evangelista Torricelli” e diviene organista del Tempio Monumentale di San Francesco a Faenza.

Bologna intraprende gli studi musicali di composizione e direzione d’orchestra con Lino Liviabella, compositore e pianista, che prosegue con O. Faccenda e R. Lupi; si diploma in musica corale a Bologna ed in strumentazione per banda a Pesaro. Inoltre, è stato allievo di B. Somma e G. Farina per la composizione polifonica.

Ha insegnato sia in vari Istituti statali e dell’Ordine francescano, sia presso il Conservatorio statale “Luigi Cherubini” di Firenze ricoprendo la cattedra di armonia e contrappunto.

Compiuti gli studi teologici, presso il Seminario Vescovile faentino, nel 1949 viene consacrato sacerdote da mons. Giuseppe Battaglia, vescovo di Faenza (1944 – 1976).

Nel 1950 è istruttore del coro e dal 1955 è segretario della Commissione Generalizia di Musica Francescana, designato dal padre Domenico Stella, direttore della Cappella Musicale Patriarcale di San Francesco in Assisi, come suo successore, ed averne ricoperto l’incarico, ha in seguito curato la direzione della Cappella Musicale di San Rufino in Assisi, 1966 - 1967 è stato maestro di cappella della Basilica di San Francesco in Assisi. Ha riordinato gli archivi musicali francescani di Assisi e di Bologna.

Ha lavorato Faenza presso il Convento annesso alla Basilica di San Francesco, dove è stato Direttore della Cappella Musicale.

Nell’arco della sua vita ha prestato servizio con assistente ecclesiastico presso diversi gruppi Scout d’Italia.

Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a Castel Bolognese presso la casa protetta “Camerini”.pape

 

Il diciottesimo anniversario della morte di Bettino Craxi

Rodolfo Ridolfi sulla tomba di Bettino Craxi

Rodolfo Ridolfi sulla tomba di Bettino Craxi

venerdì 19 gennaio

Rodolfo Ridolfi

Ricorre oggi il diciottesimo anniversario della morte di Bettino Craxi uno degli statisti italiani più illuminati e lungimiranti del nostro secolo uno degli interpreti più autentici e coerenti dell’impegno per l’affermazione della modernizzazione del nostro paese, l’interprete più originale ed autorevole, negli ultimi trentanove anni di vita politica italiana. Il ricordo di Craxi accade, quest’anno, nell’imminenza delle elezioni dopo tre Governi non voluti dagli italiani che hanno lo scorso anno con il Referendum dato lo sfratto al PD e a quel Matteo Renzi, oggi in caduta libera che da sindaco di Firenze negò l’intitolazione di una via a Craxi. Allo statista illuminato neppure Milano e Roma  hanno ancora dedicato una via. A Firenze nell’ottobre del 2015  in occasione della presentazione del film “Notte di Sigonella” Matteo Renzi, il premier, seppur invitato con tutti i suoi ministri e parlamentari, non mandò neppure un telegramma, neppure un usciere. Il Pd, ex Pci-Pds-Ds provava e prova evidentemente imbarazzo quando si tratta di Bettino Craxi, il premier che in un colpo solo salvò con rapide e sofferte decisioni, prese in grande solitudine, 500 vite umane (tanti erano i passeggeri sequestrati della nave da crociera Achille Lauro ad opera di terroristi palestinesi); salvò l’onore e la sovranità nazionale; assicurò alla giustizia italiana i terroristi. Noi concordiamo con le parole di Berlusconi: “Bettino altro che via, si meriterebbe molto ma molto di più. Lui ha rappresentato l’Italia a schiena dritta”. Ma  in Italia continua a non esserci né a Milano né a Roma neppure una via dedicata al premier socialista. Matteo Renzi da sindaco Invece la sinistra e non solo lo derisero, lo insultaro e si resero protagonisti, attraverso i metodi che oggi cominciano ad emergere in tutta la loro odiosa evidenza, del suo esilio dopo averlo ingiustamente indicato come l’unico “capro espiatorio” della corruzione politica in Italia. Oggi il PD ed anche grillini  sulla corruzione potrebbero fare scuola. Con la morte di Bettino Craxi ad Hammamet in Tunisia si spengeva il sogno del socialismo tricolore lasciando un vuoto incolmabile fra i riformisti italiani e chiudendo una importante pagina nella storia del riformismo autonomista, dopo Filippo Turati e Giuseppe Saragat. Tutti gli anni ripetiamo, inascoltati che lo Stato, le Regioni, ed i Comuni  dovrebbero rendere adeguato omaggio, ad un grande italiano quale Bettino Craxi è stato, contribuendo a ripristinare la verità storica sulla sua vicenda politica ed umana. Dovrebbe essere naturale e doveroso anche per i catto-comunisti che, dopo la caduta del muro di Berlino, dicevano di essersi ravveduti e si richiamavano più volte ai principi del socialismo democratico europeo, del quale Craxi era indubbiamente uno dei più coerenti e moderni interpreti. Ma l’avversario per i cattocomunisti deve essere presentato sempre come un essere malvagio, corrotto ed

C.Scarpelli-S.Mugnai-S.Gurioli -S.Craxi-F.Boni-D.Galeotti

C.Scarpelli-S.Mugnai-S.Gurioli -S.Craxi-F.Boni-D.Galeotti

ingiusto. Fu così per De Gasperi, Scelba, Saragat e Fanfani. E’ stato  così, per Silvio Berlusconi.

La speranza di questo giorno è che prima o poi l’Italia ufficiale dovrà e vorrà ricordare il grande statista nei modi e nelle forme più appropriate. Mentre i sedicenti socialisti al soldo di Renzi e del PD hanno completamente dimenticato Craxi,  Forza Italia, anche nel Mugello non ha mancato di ricordare Bettino Craxi con l’iniziativa del dicembre scorso a Borgo San Lorenzo con Stefania Craxi.

Pieno successo dell’evento di Forza Italia a Borgo San Lorenzo con Stefania Craxi

C.Scarpelli-S.Mugnai-S.Gurioli -S.Craxi-F.Boni-D.Galeotti

C.Scarpelli-S.Mugnai-S.Gurioli -S.Craxi-F.Boni-D.Galeotti

maurodomenica 17 dicembre

Riceviamo da Forza Italia Mugello e pubblichiamo:

Sala gremita come non accadeva da molto tempo a Borgo San Lorenzo per la manifestazione di Forza Italia “su Europa Europa e immigrazione: Bettino Craxi aveva ragione” con l’on.Stefania Craxi Presidente della Fondazione Craxi che ha realizzato il filmato sullo statista socialista  proiettato nella Sala Comunale “Pio La Torre”. A far gli onori  di casa con il coordinatore comunale borghigiano di Forza Italia Davide Galeotti, sono intervenuti  il capogruppo in Consiglio Comunale Fulvio Boni, il Sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli il capogruppo nell’Unione dei Comuni Mauro Ridolfi, Silva Gurioli, v.coordinatore provinciale e responsabile del Mugello, che ha introdotto e presieduto  l’incontro ricordando la qualità politica del leader del garofano, il suo grande prestigio internazionale ed il ruolo che l’Italia ha avuto durante i suoi Governi e soprattutto la sua lungimiranza, quasi profetica sulle politiche europee e sui grandi temi dell’immigrazione. Paolo Giovannini, coordinatore Provinciale, ha sottolineato come Forza Italia abbia, in questi ultimi due anni, lavorato intensamente in tutto il territorio per ridare voce in tutti i comuni ai sostenitori e gli elettori di Forza Italia e del centro-destra che sono in evidente crescita.

scarpelliMolto apprezzato l’intervento del Sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli che ha sottolineato la sciagurata e miope politica del Pd sull’immigrazione  che sta producendo effetti negativi anche nel Mugello ed Alto Mugello. Una politica che non ha certo la lungimiranza che aveva Craxi sul tema.

Il leader toscano degli azzurri Stefano Mugnai concludendo l’incontro ha  aperto la campagna elettorale di Forza Italia per le imminenti elezioni politiche affermando che dopo i successi di Arezzo, Grosseto, Pistoia e negli altri Comuni conquistati da Forza Italia e dal Centro Destra non è difficile che le elezioni politiche di marzo  dimostrino che un altro capoluogo, Siena può essere sottratto al malgoverno della sinistra  e quindi il governo della Toscana è contendibile ma addirittura il Mugello rosso potrebbe fornire delle sorprese come la riconquista del Comune di Marradi che va al voto nella primavera del 2018. Concludendo, Stefania Craxi ha detto fra l’altro: se le colpe dei padri non debbono ricadere sui figli, il Partito della signorina Boschi, rispetto alla persecuzione subita dalla famiglia Craxi e da quelle di tanti altri, se ne accorge fuori tempo massimo ed in modo opportunistico e strumentale. Rispondendo al Sindaco Omoboni del Pd che aveva nell’intervento di saluto fatto cenno ad un suo sentimento di ammirazione per Bettino Craxi,  Stefania,  ha messo in guardia da quelli che strumentalmente e tardivamente riconoscono che Craxi è stato un grande statista perchè, se esprimessero sentimenti autentici, avrebbero potuto benissimo organizzare un evento come quello di Forza Italia.

mugello

E’ marradese il console di Malta a Bologna che promuove la cultura nell’antica terra dei Cavalieri

Uto Ughi in concerto al Mediterranean Conference Centre

Uto Ughi in concerto
al Mediterranean Conference Centre

domenica 17 dicembre

La Presidente M.L. Preca con il Console  Enrico Gurioli

La Presidente M.L. Preca con il Console
Enrico Gurioli

 

E’ marradese il console onorario di Malta a Bologna che organizza fra l’altro prestigiosi eventi nell’antica terra dei Cavalieri oggi moderna repubblica europea in grande espansione e sviluppo.

Si tratta di Enrico Gurioli scrittore e giornalista che firma per il gruppo QN (La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno). Enrico Gurioli ha organizzato, il 2 dicembre scorso per la “Malta Community Chest Fund Foundation” che raccoglie fondi per promuovere e valorizzare il volontariato e la solidarietà, il grande concerto di Uto Ughi e i Filarmonici di Roma al Mediterranean Conference Centre a La Valletta. L’impareggiabile partecipatissimo concerto del violinista  si è tenuto sotto l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica di Malta, dell’Ambasciata Italiana e dell’Istituto di Cultura.

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La Presidente della Repubblica, Marie-Louise Colleiro Preca presente all’iniziativa sostiene infatti che “La cultura suggerisce l’idea dello Stato”.

“Cucina e parole” l’evento della Fidapa e del Centro Studi “Enrico Consolini”, sabato 16 dicembre

giovedì 7 dicembre

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

fidapaLa Fidapa – Federazione Donne Arti professioni e affari, nell’ambito del programma delle attivita’ sociali per l’anno 2017/ 2018, congiuntamente al Centro Studi Campaniani ‘ Enrico Consolini’ terra’ un incontro sul tema ‘Cucina e parole’ di Costanza Butignani. Il libro sara’ presentato dalla Professoressa Donatella Lippi – Docente di Storia della medicina e Medical Humanities dell’Universita’ di Firenze. Nella Scagliarini, neoeletta Presidente della Fidapa, Sezione di Marradi, insieme a Mirna Gentilini, Presidente del Centro Studi Campaniani Enrico Consolini’ hanno congiuntamente programmato questa importante iniziativa per dar seguito al tema dell’ alimentazione che rappresentata un argomento interessante a livello internazionale, nazionale e locale. La valorizzazione della cucina tradizionale locale da parte della Fidapa- Sezione di Marradi era già iniziata con la pubblicazione di ‘Ricette a Memoria’ di Rosanna Billi nel 2003. Con questo incontro si prosegue mettendo a confronto due tradizioni culinarie che appartengono alla medesima dorsale appenninica.

Lettera di Alessandro Mazzerelli

th martedì 21 novembre
Riceviamo dal dott. Alessandro Mazzerelli e pubblichiamo:

Carissimi, quest’anno si sta profilando eccezionale. Nel corso degli ultimi eventi, quello del 7 novembre a Cigole in provincia di Brescia promosso dai Templari Cattolici  e agli “Stati generali per la sovranità” svoltosi a Firenze il 12  c.m. , abbiamo avuto la possibilità di informare i convenuti di come le parole del Profeta di Barbiana :   “Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male… “  trovino anche scientifica conferma nella strategia delineata al Festival Nazionale de “L’Unità” del 1988, con la ormai celebre dichiarazione:  ” …  dal prossimo anno faremo arrivare in massa gli extracomunitari che ci serviranno per rilanciare la lotta di classe e per disarticolare l’Occidente e la Chiesa Cattolica”.  In questo tempo la strategia del  Partito “democratico” erede del PCI  è fin troppo chiara e soltanto un imbecille o un povero demente non la comprende….  Il PCI-PD è oggettivamente responsabile – moralmente e politicamente – del crimine sociale ed umanitario dell’invasione extracomunitaria e di conseguenza di tutti i suoi costi morali, di tutti i delitti e le sofferenze che ha causato e che causa, di tutto il degrado culturale e assistenziale, eccetera, eccetera… Le domande che a questo punto legittimamente si pongono sono :  la popolazione della regione geografica italiana sarà in grado di far politicamente pagare al Partito “democratico”  le sofferenze che ha causato e causa ?  La Chiesa, cosa aspetta a prendere atto della sfida comunista e massonica che la riguarda ?  Che Dio ci aiuti e Don Milani da Lassù ci protegga. 

Vi abbraccio.   Alessandro Mazzerelli.

P.S.: Il “sogno” : far sapere a tutti i “comunisti” in buona fede la cinica e vigliacca strategia del “loro” partito.

Award Ambasciatori per Giuliana Ridolfi a Long Island

lunedì 13 novembre

giulianaL’Italian American Museum di Long Island fondato e presieduto da Joseph V.Scelsa ha conferito alla marradese Giuliana Ridolfi l’Award Ambasciatore per il 2017 durante la cerimonia che si è svolta domenica 12 novembre al Crest Hollow Contry Club. Giuliana Ridolfi nel suo intervento di ringraziamento ha detto:

Sono veramente commossa e onorata di ricevere questo premio poprio a Syosset dove ventenne ho iniziato la mia vita americana. Ricordo che l’l'Italia mi mancava moltissimo e le mie giornate  erano piene di malinconia. Questo era un mondo nuovo, sconosciuto, tutto da scoprire. Questa grande America mi ha insegnato a crescere e a credere in me stessa, mi ha fatto capire che ognuno e’ importante. Mi ha insegnato che se sogni e credi in quello che fai i tuoi sogni si realizzano. E soprattutto mi ha insegnato che ogni italiano , anche se lontano e’ un pezzo d;italia.nel mondo. Ed e’ per questo che abbiamo il dovere di rispettarla, e di non dimenticare mai gli ideali, gli insegnamenti e le tradizioni dei nostri padri. Questo e’ il vero segreto e la forza  del grande contributo che gli Italo americani hanno dato a questo Paese fin dal nascere affinche’ diventasse la potenza piu’ grande del mondo. Grazie presidente Sciame per la stima da lei rivoltami. Grazie a Joe Scelsa per questo premio e a tutti i miei amici. del Board dell’Italian Heritage and Culture Committee of Ny che oggi rappresento e con cui desidero dividerlo. Siete per me una grande Famiglia. E’ una strana sensazione ritrovarmi in un giorno d’autunno, nell’autunno della mia vita proprio qui con tanti ricordi ma anche con tanta gioia! Grazie Jennifer e Benjamin per aver voluto condividere con me questa giornata bellissima!! Dio protegga tutti noi, l’Italia e gli Stati Uniti.

23517867_10214079505403735_5349496006489585828_nFra le congratulazioni giunte alla premiata, alle quali aggiungiamo anche quelle della nostra redazione, quelle dell’on. Fitzgerald Nissoli Fucsia che in un messaggio scrive: Giuliana Ridolfi Cardillo è una personalità che ha tanto dato per la diffusione della cultura italiana in America e continua ancora con il suo infaticabile impegno in mezzo alla gente per mantenere vivi e fecondi i rapporti con l’Italia, quindi merita a pieno titolo il premio Ambasciatori proprio perché è di fatto ambasciatrice della cultura italiana in terra di emigrazione! Auguri e complimenti Giuliana.

La Nuova Fiera dei Santi e “l’acqua all’insù” in una nota di Forza Italia

img_20170820_105925lunedì 6 novembre

Da Forza Italia Marradi riceviamo e pubblichiamo:

Da Matulli a Triberti quei maghi che insieme ad Hera  mandano l’acqua all’insù.

 Marradi Paese dell’acqua e delle fonti era così fino a quando Matulli, Triberti e la sinistra non hanno regalato l’acqua ed il Consorzio dell’acquedotto ai compagni di Hera che come era facile prevedere ne combinano proprio di tutte se poi capita un periodo di siccità non trovano di meglio che portare con autocisterne l’acqua da Santarcangelo di Romagna  (così si dice) acqua che travasano dalle autocisterne a dei contenitori collocati su PiK Up per travasarli nuovamente nel serbatoio comunale.

Questa geniale operazione ed altre che costringono senz’acqua le famiglie della zona di Camosciano tre giorni la settimana da diverso tempo non è stata segnalata ai cittadini dall’Ufficio Stampa del Sindaco troppo impegnato a raccontarci, magnificandoli, i normali interventi di manutenzione come la recente asfaltatura  di qualche centinaia di metri di strada, fra l’altro effettuata dall’ex Provincia di Firenze.

Ecco la Nuova fiera dei Santi voluta dal Comune e ignorata da tutti

Ecco la Nuova fiera dei Santi voluta dal Comune e ignorata da tutti

In compenso il Comune ha promosso e organizzato la nuova fiera dei Santi  che visti i risultati da la cifra del distacco che esiste fra sindaco e giunta ed esigenze dei cittadini e dei commercianti che hanno totalmente ignorato l’iniziativa un vero e proprio fallimento come le foto certificano. A pochi mesi dalle elezioni visto che il Sindaco ed i suoi dopo cinque anni evidentemente non sono pronti è bene cominciare a pensare di cambiare  il timone ed il governo del Comune prima che sia troppo tardi e che il renzismo rimosso in tutt’Italia e abbandonato dal  popolo come le elezioni siciliane hanno certificato continui a provocare i suoi danni proprio e solo da noi.

Mauro Ridolfi

Coordinatore Comunale di Forza Italia Capogruppo nell’Unione dei Comuni del Mugello-AltoMugello

Per un giorno il Canal du Midì si gemella con la Laguna di Venezia via Marradi

venezia-silva-2domenica 22 ottobre

Come accade ogni anno dal 1991 in occasione della sagra delle castagne di Marradi la città di Castelnaudary partecipa all’ evento con una folta delegazione con la presenza di uno stand di prodotti tipici e quest’anno anche con la Banda Musicale della città francese. Quest’anno  il Sindaco Patrick Maugard, la consigliera regionale Helene Giral e gli assessori Philippe Guirand e Nicole Chatala hanno potuto visitare, sabato 21 ottobre,  ospiti dell’assessore veneziano Michele Zuin,  il Palazzo Ducale di Venezia in compagnia di Paolo Bassetti, Silva Gurioli e Rodolfo Ridolfi.venezia-2-buona

 

palma_il_giovane_allegoria_della_vittoria_sulla_lega_di_cambrai_1590_cabattaglia_lepantoveneziaDurante la visita gli ospiti transalpini affascinati dalle opere del Tiepolo e del Tintoretto hanno particolarmente ammirato in una delle più belle sale del palazzo Ducale di Venezia, la sala del Collegio, dove il Doge riceveva ambasciatori e dignitari stranieri, uno dei dipinti più belli di Paolo Veronese  l’allegoria della Battaglia di Lepanto e nella sala del Senato  l’Allegoria della vittoria sulla Lega di Cambrai, importante opera di Palma il Giovane realizzata attorno all’anno 1590 e volta a celebrare la guerra tra Venezia e le altre potenze europee, coalizzatelesi contro di lei mediante la Lega di Cambrai.

 

San Pio V e Benedetto XVI da Lepanto a Ratisbona

is-1isgiovedì 5 ottobre

I musulmani estremisti odiano e combattono i cristiani in una guerra totale e senza quartiere contro l’Occidente. Il 2017, non ancora concluso, è stato ancora un anno di una escalation senza uguali della guerra senza confini e senza tregua dell’Islam alla nostra civiltà e verrà annoverato come l’anno dell’attacco al cuore dell’Europa. Di fronte alle violenze perpetrate dallo Stato islamico si fanno ancora più attuali le due domande poste dal Papa emerito nel 2006 al mondo islamico. Ratzinger ha indagato con colta precisione due domande chiave, rispondendo alle quali si potrebbe influenzare profondamente la guerra civile che infuria all’interno dell’islam». La prima domanda riguardava la libertà religiosa: «Possono i musulmani trovare, all’interno delle loro risorse intellettuali e spirituali, argomenti islamici a favore della tolleranza religiosa (inclusa la tolleranza verso coloro che si convertono ad altre fedi)?». La seconda domanda riguardava la struttura delle società islamiche: «Possono i musulmani trovare, sempre all’interno delle loro risorse intellettuali e spirituali, argomenti islamici per distinguere tra autorità religiosa e politica in uno Stato giusto?». Per papa Benedetto XVI il «dialogo inter-religioso tra cattolici e musulmani dovrebbe concentrarsi su questi due temi». Da questo punto di vista, la Chiesa cattolica ha molto da insegnare, visto che è riuscita a separare potere temporale e spirituale «giocando un ruolo chiave nella società civile, ma non direttamente nella governance, senza arrendersi alla filosofia politica secolare».Un simile processo «è possibile nell’islam? Questa era la Grande Domanda posta da Benedetto XVI nel discorso di Ratisbona. Ed è una tragedia di proporzioni storiche che la domanda non sia stata compresa, prima, e ignorata poi». Ora che l’attualità di Ratisbona è davanti agli occhi di tutti, e che Benedetto XVI l’ha rilanciata a Pasqua di quest’anno: parlandone come di «una questione essenziale per il futuro del nostro Continente». E spiegando: «Il confronto fra concezioni radicalmente atee dello Stato e il sorgere di uno Stato radicalmente religioso nei movimenti islamistici, conduce il nostro tempo in una situazione esplosiva, le cui conseguenze sperimentiamo ogni giorno. Questi radicalismi esigono urgentemente che noi sviluppiamo una concezione convincente dello Stato, che sostenga il confronto con queste sfide e possa superarle». I leader cristiani devono preparare la strada» per il dialogo sul futuro dell’islam come improntato dal Papa emerito «chiamando per nome in modo esplicito le patologie dell’islamismo e del jihadismo; ponendo fine a scuse anacronistiche per il colonialismo del XX secolo; e affermando pubblicamente che, quando bisogna affrontare fanatici malvagi come quelli responsabili per il regno di terrore instaurato non solo in Siria e Iraq ma in Europa e nel mondo occidentale, la forza militare, dispiegata in modo preciso da chi ha la volontà e i mezzi per difendere gli innocenti, è moralmente giustificata come lo fu per il padre domenicano Ghislieri, Papa  San Pio V, la battaglia di Lepanto.

All’alba del 7 ottobre 1571, infatti, esattamente quattrocentoquarantasei anni fa, aveva inizio, nelle acque di Lepanto, porto della costa ionica, situato di fronte al Peloponneso e non distante da Corfù, una delle più grandi battaglie navali della storia, frutto glorioso degli sforzi della Cristianità. Ci sembra importante ricordarne l’anniversario, e ricordarlo nel modo più serio in questi anni in cui si è riaffermata prepotente e ad oggi incontenibile l’aggressione violenta e terroristica del fondamentalismo islamico. Lepanto fu una grande vittorie dell’Occidente, una vittoria della Cristianità. Una vittoria contro un mondo di volta in volta arabo,musulmano, islamico ferocemente aggressivo. Un mondo però che ogni volta, e proprio nel cuore dell’Europa, si è infranto contro il valore degli Europei, decisi a non cedere la propria terra le proprie radici, a non lasciare annientare la propria cultura e civiltà fino all’estremo sacrificio. Un’epoca nella quale la Cristianità non confondeva ancora la carità, con una solidarietà che ne è oggi la caricatura: spesso alibi per chi è disposto a sacrificare la propria civiltà per un egoistico bisogno di apparir buono a sé stesso, che in realtà nasconde un infinito opportunismo di affari sulla pelle dei disperati. A Lepanto e poi a Vienna, l’Europa difendeva il suo modello di civiltà. Sì, ma difendeva anche, le sue chiese e le sue istituzioni. Oggi di fronte all’aggressione del fondamentalismo islamico, la nuova flotta islamica, gran parte dell’occidente sembra aver perso ogni riferimento all’orgoglio di appartenere ad un mondo libero. l’Islam, oggi come oggi, è forte perché ha più valori di noi.
La guerra era stata dichiarata a Venezia dai Turchi all’inizio dell’anno precedente: ma all’intimazione di abbandonare Cipro, la Serenissima aveva risposto con un netto rifiuto. La resistenza veneziana, sotto il comando di Nicolò Dandolo, fu tenace, ma non fu possibile evitare lo sbarco e, nonostante le fortificazioni di Nicosia, ancora oggi visibili, fossero appena state innalzate, e la lunga ed eroica difesa, la città fu presa il 9 settembre 1570. Le navi cristiane si riunirono a Messina. Erano 208 galere, vale a dire vascelli a remi e a vela armati con artiglieria pesante sulla piattaforma anteriore e leggera sui fianchi. Il grosso della flotta era costituito dalla squadra veneziana: 105 vascelli; quindi la squadra di Filippo II Re di Spagna, comandata da Gian Andrea Doria, con 81 navi di cui 14 spagnole; la squadra pontificia schierava 12 navi. Tre navi erano genovesi, tre dei Cavalieri di Malta e tre addirittura del Ducato di Savoia. Comandante generale era Don Giovanni d’Austria, fratello del Re di Spagna. Anche ai tempi di Lepanto, anno 1571, la pace era un sentimento condiviso da tutti, Però nessuno era pacifista. Ovvero l’umanità aspirava alla pace essendo consapevole che in certi casi la guerra non solo risulta ineluttabile, ma spesso necessaria, auspicabile addirittura. Allora, poi, nessuno che appartenesse al mondo occidentale cristiano avrebbe parteggiato per un Alì Muedhdhin Zadeh Pascia, l’ammiraglio della flotta ottomana o per un Mehmed Alì che guidò la presa di Otranto o per il Feroce Saladino. Affinché Don Giovanni D’Austria, Marcantonio Colonna, Gian Andrea Doria cogliessero la vittoria si pregava nelle case e nelle chiese. Non c’era chi manifestasse contro di loro nelle piazze, chi giudicasse quella guerra ingiusta, chi invocasse il dialogo con gli ottomani. Perché gli ottomani, gli islamici, erano il nemico. Nemico individuale e nemico di una civiltà, di una cultura, di una fede che era la civiltà, la cultura e la fede dell’Occidente. Nemico aggressivo, che non aveva il bisogno d’esser provocato per manifestare la sua inimicizia. Tutto ciò che non è Islam -«Dar al Islam»- è per l’Islam e per gli islamici «Dar al Harb», luogo della guerra. Se l’Occidente non avesse coltivato la «virtude» di opporsi loro anche con le armi, soprattutto con le armi, probabilmente San Pietro sarebbe una moschea e il campanile di San Marco un minareto da dove il muezzin esorta a pregare Allah. Lepanto si limitò a far tirare il fiato alla cristianità e a momentaneamente ripulire il Mediterraneo dagli sciami di vascelli islamici che lo infestavano. Ma a Kalhenberg, nei pressi di Vienna, poco più di un secolo dopo l’Occidente arrestò e per sempre la travolgente corsa in avanti dell’Islam. Se i viennesi non avessero retto all’assedio, se Innocenzo XI avesse predicato la pace invece di promuovere la coalizione cristiana, se il 2 settembre del 1683 i 65mila del polacco Giovanni Sobieski non avessero travolto i 200 mila ottomani di Kara Mustafà, Vienna sarebbe caduta e con Vienna, la nostra civiltà perché nulla avrebbe più potuto fermare la progressiva islamizzazione del continente. Dovremmo oggi dopo le Torri gemelle, Madrid e Londra, l’Iraq e l’Afganistan, la Siria e Bengasi Parigi, Bruxel, Nizza, Berlino e Barcellona e poi quel 26 luglio 2016 quando all’interno della chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, presso Rouen in Normandia  i  terroristi islamici hanno sgozzato  Padre Jacques Hamel di 86 anni   mentre celebrava la Santa Messa il primo prete sgozzato in nome di Allah in terra europea dopo secoli e secoli, le ricorrenti stragi di donne, bambini e preti cristiani, rammaricarci che per impedire tutto ciò si sia combattuta una guerra? C’è forse qualcuno che ritiene che Papa Odescalchi invece di incrociare le armi avrebbe dovuto dialogare con Maometto V? O «aprire» un tavolo? Sobieski o Eugenio di Savoia avrebbero dovuto guidare una missione umanitaria piuttosto che attaccare gli assedianti? Magari attenendosi pedantemente alle «regole di ingaggio», oggi tanto di moda? Ma soprattutto, crediamo che il dialogo, i tavoli, la predicazione della pace, le missioni umanitarie avrebbero fermato la spinta espansionista dell’Islam, la sua guerra non a caso definita «santa»? Dopo la vittoria di Lepanto, avvenuta proprio nella prima domenica di ottobre (7 ottobre 1571) che già da tempo costituiva il giorno di raduno e di preghiera delle confraternite del Rosario, san Pio V che, dicono le cronache, era già sicuro della vittoria prima ancora di averne ricevuto notizia, decretò che ogni prima domenica di ottobre si sarebbe dovuta commemorare con rito semplice Nostra Signora della Vittoria. Attualmente il 7 ottobre si celebra una memoria semplice intitolata alla Beata Maria Vergine del Rosario. Nelle litanie lauretane Maria è invocata come «Auxilium christianorum» a partire dalla vittoria di Lepanto. Certamente, la vittoria era stata ottenuta grazie a “la intelligentissima prudentia de i nostri generali, la bravura e destrezza de i capitani in mandare ad effetto, il valore de’ gentiluomini e soldati nell’essequire”. Ma, più ancora, a ben altre forze, secondo la bella espressione del senato veneto: “Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit”, “non il valore, non le armi, non i condottieri ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori”. Del resto, la vittoria di Lepanto era avvenuta nel giorno in cui le confraternite del Rosario facevano tradizionalmente particolari devozioni.

Rodolfo Ridolfi direttore responsabile

Conclusa con la Cerimonia di premiazione a Borgo San Lorenzo la IV^ Edizione del Premio “Dino Campana” “La Poesia ci salverà” .

campana3lunedì 25 settembre

E’ Giulia Berti,  la vincitrice della edizione 2017 del Premio Dino Campana on line “La Poesia ci salverà”.  La cerimonia di premiazione si è svolta nella sala del “Camino Grande” di Villa Pecori Giraldi gremita di pubblico. A consegnare i premi con il Presidente della Giuria Rodolfo Ridolfi e i prestigiosi giurati l’assessore alla cultura del Comune di Borgo San Lorenzo Cristina Becchi, il consigliere provinciale di Ravenna Oriano Casadio e Silva Gurioli l’ideatrice del Premio. Giulia Berti, con la sua opera “Girasoli”, si aggiudica il prestigioso premio on line Marradi Free-News, l’Accademia degli Incamminati di Modigliana, L’Accademia il Fauno di Firenze, il Centro studi Campaniani “Enrico Consolini” di Marradi.

Siamo orgogliosi di tenere  a Borgo San Lorenzo un premio così significativo  – ha detto Ridolfi– Borgo San Lorenzo, capoluogo dell’unione dei comuni del Mugello e dell’Alto Mugello comprende molti luoghi campaniani: Marradi, Campigno, La villa “La Topaia” di Panicaglia Casetta di Tiara, Palazzuolo Sul Senio, il Barco e Rifredo Firenzuola     e oggi diventa con il premio capofila della poesia. Il premio si snoda su tre grandi direttrici campaniane “Conosco una musica dolce…” “Nel paesaggio collocavo dei ricordi “ “la partenza e il ritorno”.  “La poesia ci salverà è un titolo quanto mai appropriato – ha aggiunto l’assessore Cristina Becchi – perché la poesia è una delle forme di espressione più alte; una forma che tuttavia non rimane confinata tra gli addetti ai lavori ma che riesce ancora ad interessare e coinvolgere anche i giovani  come l’iniziativa odierna dimostra. Questo è ancora più importante in un territorio come il nostro, che della cultura ha fatto uno strumento di identità.

campana2Seconda classificata Elisabetta Zambon “ Richiamo” e terza Paola Carmignani “Inesorabilmente”.

Tutti i giurati: M.Scalini, M.Guerra. F.Balucani, P.Gurioli, R. Monopoli, L.Lilli, G.Botti e M.Gentili sono intervenuti,  come pure le prime tre classificate. Momenti particolarmente suggestivi sono stati quelli della lettura dei testi delle poesie affidati a Mirna Gentilini, Monica Guerra e Riccardo Monopoli e soprattutto “la musica della parola” che il poeta Pier Luigi Berdondini ha regalato ai presenti con  “ La Speranza” di Dino Campana e la sua lirica Babelè.

Giulia Berti con l’opera “Girasoli” vince il “Campana on line” 2017. Con la Giuria ci sarà anche Pier Luigi Berdondini.

 

 

ospite d'onore il poeta Pier Luigi Berdondini

ospite d’onore il poeta Pier Luigi Berdondini

lunedì 18 settembre

Si svolgerà a Borgo San Lorenzo, il 23 settembre prossimo la cerimonia di Premiazione dell’edizione 2017 del Concorso Nazionale ispirato a “Dino Campana” dal titolo “La Poesia ci salverà…”

E’ Giulia Berti con l’opera “Girasoli” la vincitrice del premio per il 2017.

La giovanissima mugellana di San Piero a Sieve, nata a Borgo San Lorenzo,  già vincitrice di numerosi premi, che aveva  grandemente impressionato nell’edizione 2016, aggiudicandosi il secondo posto con l’opera “Breve Vita Lungarno”, ha ottenuto il punteggio più alto nelle valutazioni della giuria. Seconda classificata Elisabetta Zambon di Brisighella (Ra) con la sua lirica “Richiamo” e terza un’altra poetessa Paola Carmignani di Altopascio (Lu) con “Inesorabilmente”.. Ottime le liriche che conquistano la menzione ed il diploma che sono nell’ordine: Claudio Mecenero, “Io so di lei, che stava”, Ubaldo Bitossi “D’estate”, G.Battista Zambelli “Chimera”, Claudia Ciardi “Incupisce la sera” Lucio Gibin “Profumo di foglie”, Anna Cuomo “La tua voce”, Paola Tassinari “Sono le cinque”, Monica Galvagni “Davanti al tuo viso”, Andrea Tarabusi “L’invito di un gelso”, Guendalina Brizzolari “Il Cielo”. A consegnare i premi  insieme ai giurati: Rodolfo Ridolfi presidente (Direttore Responsabile di Marradi Free News); Mirna Gentilini (Presidente Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”), Giancallisto Mazzolini (Accademia degli Incamminati), Lamberto Lilli (Presidente Accademia Il Fauno), Pape Gurioli (Pianista e compositore) Monica Guerra (poetessa #Poetry), Barbara Betti (Direttore di Opera-In-Stabile) Federica Balucani (Soprano), Gianna Botti (Scrittrice),  Maurizio Ferrini (Attore), Riccardo Monopoli (Attore-Regista) e Massimo Scalini (Psichiatra), ci saranno rappresentanti delle istituzioni fra i quali l’Assessore alla Cultura del Comune di Borgo San Lorenzo Cristina Becchi ed il Poeta Pier Luigi Berdondini. Nel 2014 il premio se lo era aggiudicato Michele Toriaco, nel 2015 Elena Faralli e nel 2016 G.Battista Zambelli.

Celina Turchi orgoglio della Romagna Toscana

san-benedettovenerdì 15 settembre

Ieri, 14 settembre, la Chiesa di San Giacomo di Forlì ha ospitato un incontro con Celina Turchi, nata in Brasile ma da padre tosco-romagnolo di San Benedetto in Alpe,  Celina Turchi, inserita dalla rivista britannica ‘Nature’ nella lista dei 10 scienziati più importanti al mondo per aver scoperto la relazione tra il virus Zika e le malformazioni infantili è stata  protagonista di un  dialogo con  il giornalista Giovanni Bucchi.  celina-turchi

All’appuntamento promosso da Fondazione Carisp, con Civitas e i Comuni di Forlì e Portico-San Benedetto in Alpe erano presenti i suoi cugini marradesi Domenico Rossi professore di matematica e Roberto Rossi l’ingegnere progettista molto conosciuto per i suoi lavori in Brasile. La Romagna Toscana  nel caso di Celina Turchi è orgogliosa di un’eccellenza mondiale.  Suo padre Egidio Turchi è andato in Brasile come missionario quando aveva appena 15 anni, è stato professore di Filosofia e fondatore dell’Università Cattolica dello Stato Federale di Goias; a lui è dedicato il film ‘Maestro socratico’ del 2016. Celina Turchi ha definito San Benedetto in Alpe “un luogo magico. Ogni volta che torno in Italia ci vado. C’è la casa dove vivevano i miei nonni e uno zio”. Sabato 17 settembre le verrà consegnata la cittadinanza onoraria nell’Abbazia di San Benedetto.

 

IV Edizione del premio Dino Campana on line a Borgo S.Lorenzo il 23 settembre “La Poesia ci salverà”

La Premiazione del 2016

La Premiazione del 2016

lunedì 4 settembre

Si svolgerà a Borgo San Lorenzo, a Villa Pecori Giraldi, con il patrocinio del Comune di Borgo San Lorenzo, la cerimonia di Premiazione dell’edizione 2017 del Concorso Nazionale di poesia on line ispirato a “Dino Campana” dal Titolo “La Poesia ci salverà…”. Dopo le due edizioni fiorentine del 2014 e 2015 e quella in terra di Romagna del 2016, il Premio approda a Borgo San Lorenzo, capitale del Mugello e dell’Alto Mugello che comprende tanti luoghi campaniani: da Marradi a Firenzuola, da Campigno a Castagno d’Andrea da Panicaglia al Barco da Casetta di Tiara al Falterona. La cerimonia di premiazione che si svolgerà il 23 settembre alle ore 11, alla presenza della Giuria presieduta da Rodolfo Ridolfi e della quale fanno parte: Federica Balucani, Soprano, Barbara Betti, Direttore di Opera-In-Stabile, Gianna Botti Scrittrice, Maurizio Ferrini, Attore, Mirna Gentilini, presidente Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”, Monica Guerra, #Poetry, Pape Gurioli, compositore-Musicista, Giancallisto Mazzolini, Accademia degli Incamminati, Lamberto Lilli, presidente Accademia Il Fauno, Riccardo Monopoli attore-regista, Massimo Scalini psichiatra. Interverrà anche l’assessore alla cultura del Comune di Borgo San Lorenzo Cristina Becchi. La Giuria sta esaminando e valutando le opere dei venti finalisti: 8 toscani, 8 emiliano romagnoli, 1 laziale, 1 campano, 1 lombardo, 1 friulano che si contenderanno i tre premi e i dieci riconoscimenti previsti.

P.S.

I quattro segreti d’Irlanda: il thriller storico di Gianna Botti

locandina_presentazione_i9_4_segreti_di_irlandamercoledì 23 agosto

Gianna Botti vi aspetta giovedì 24 agosto alle ore21:00 presso il “Centro Studi Campaniani Enrico Consolini” per la presentazione del suo ultimo romanzo Quattro misteri d’Irlanda. L’avevamo lasciata su facebook in aprile quando scriveva:” Sembra una favola, ma è così… Per il romanzo che sto scrivendo mi serviva un dizionario in Gaelico, non trovandone di disponibili sul web, ne ho fatto richiesta al Trinity College di Dublino ( l’Università più prestigiosa d’Irlanda in cui sono tenuti corsi di lingua e letteratura Gaelica), la mia mail è stata inviata alle 16 e 45, alle 17 e 10, non solo ho ricevuto la password e il link per consultarlo via web, ma sono state aggiunte le felicitazioni per il tema trattato nel romanzo…Incredibile!!!” Gli estimatori della brava e colta  scrittrice marradese potranno finalmente apprezzare il suo romanzo che si basa su 4 Pergamene strappate dal Libro di Kells, nascoste da un Papa nei sotterranei del Laterano e che dopo 13 secoli tornano alla luce…. Il Romanzo di Gianna Botti che è thriller storico, curato ed edito  da G.Renzo Zignani Qui Libri della Panchina e da Talent Self Publishing sarà   presentato in anteprima a Marradi dal Centro Studi “Enrico Consolini” e dalla F.I.D.A.P.A con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale.

20 agosto Dante nei Canti Orfici nell’anno di Giotto

Bonaffini al centro N.Y.2008

Bonaffini al centro N.Y.2008

venerdì 18 agosto

Il tradizionale appuntamento del 20 agosto a Marradi, in occasione della nascita del Poeta Dino Campana, accade quest’anno in concomitanza con le celebrazioni per i 750 anni di Giotto che hanno regalato a tutto il Mugello iniziative culturali di pregevole fattura. I Canti Orfici sono un grande album di un paesaggio influenzato da citazioni culturali tutte toscane Giotto, Michelangelo, Leonardo, Piero della Francesca  immerse nel presagio dei suoi “divini primitivi” Dante e Frate Francesco. oppure in quelli barbarici e bizantini della Romagna: ”Volevo nel paesaggio collocare dei ricordi” afferma Campana. Il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” ripropone quindi un tema fondamentale che abbiamo avuto l’orgoglio di evidenziare nel lontano 20 agosto del 1992 nello storico Giardino della Violetta Fabroni: “Campana, Dante e l’Orfismo: Componenti Dantesche nei Canti Orfici” affidato alla magistrale lezione del Prof. Luigi Bonaffini del Brooklin College di New York.  Gli appassionati potranno rileggersi integralmente quella lezione nel libro “Marradi Capitale Culturale della Romagna Toscana” pag.75-94. Con Bonaffini il più autorevole e competente studioso della componente dantesca in Dino Campana, ho poi avuto l’occasione di partecipare al Convegno che si svolse Il 18 agosto del 2008 a New York all’Istituto Italiano di Cultura dove Bonaffini, autore fra l’altro di due edizioni in lingua inglese dei Canti Orfici, parlò sulla Poesia di Dino Campana e sull’influenza di Dante nell’opera del poeta di Marradi ed io parlai sull’influenza di Walt Whitman nei Canti Orfici. Domenica 20 agosto la prof Maura Del Serra sarà impegnata a parlare degli “Spiriti Danteschi in Campana” e sicuramente aggiungerà qualche tassello a quanto ampiamente documentato dalla critica che ha accertato come  nella poesia orfica di Dino Campana confluiscono varie esperienze culturali e letterarie, tra cui la tradizione misterico-religiosa, la poesia europea appartenente al filone orfico, e poi Nietzsche e Schuré. Campana stesso afferma di voler creare una poesia italiana di stampo europeo, e non c’è dubbio che egli fosse sempre disposto a raccogliere ciò che di valido la tradizione europea poteva offrire. La più pura tradizione italiana per lui significava soprattutto Dante e Leopardi, come suggerisce quest’altra lettera ad Emilio Cecchi: Ora io dissi: Die tragodie des letzten Germanen in Italien mostrando di aver nel libro conservato la purezza morale del Germano (ideale non reale) che è stata la causa della loro mone in Italia. (Cercavo idealmente una patria non avendone.) Il germano preso come rappresentante del tipo morale superiore (Dante, Leopardi, Segantini).” Campana indica Dante e Leopardi come veri Germani o tipi morali superiori, dei quali si considerava discendente diretto, anzi uno dei pochi che conservasse la loro “purità d’accento” nella poesia. Dal piano politico ed ideologico, il pangermanesimo di Campana si sposta al piano letterario. La vera arte può nascere solo dalla fusione dello spirito germanico o nordico e quello latino: “Se una nuova civiltà latina dovrà esistere, essa dovrà assimilare la Kultur.” Stranamente, lo scrittore che meglio rappresenta questa fusione di culture è proprio Dante: È il carillon di una torre gotica. Anche Dante nel V Canto ebbe questa fantasia cavalieresca che trionfa dell’Inferno latino. Come sempre la poesia di Dante risulta dalla lotta tra il nordico e il latino Ed è ancora Dante lo scrittore che personifica l’arte crepuscolare per eccellenza: L’arte crepuscolare (era già l’ora che volge il desio) in cui tutto si affaccia e si confonde, e questo stadio prolungato nel giorno aiutato dal vin de la paresse che cola dai cicli meridionali e nella gran luce tutto è evanescente e tutto naufraga, sì che noi nel più semplice suono, nella più semplice armonia possiamo udire le risonanze del tutto.5 II riferimento a Dante è ripetuto in un altro brano dei Taccuini sull’arte crepuscolare: … in queste sere in cui è profondamente dolce la voce dell’organetto, la canzone di nostalgia del marinaio, dopo che il giorno del sud ci ha riempito du vin de la paresse. Il marinaio è, naturalmente, quello dell’ottavo canto del Purgatorio (“era già l’ora che volge il disio”), mentre l’organetto è senz’altro un riferimento alla “dolce armonia da organo” (Par. XVII, 43). Il nome di Dante, come esponente della migliore poesia italiana, appare di nuovo in una lettera a Sibilla Aleramo: Je serais heureux si je pouvais vous faire partager mes admirations pour cette ligne sevère et musicale des Appenines qui marque depuis Dante et Michel Ange l’esprit de nos meilleurs. È chiaro, ripetiamolo, che per vera e pura tradizione italiana, su cui la poesia moderna doveva innestarsi, Campana intendeva Leopardi e Dante, quest’ultimo soprattutto. Infatti i riferimenti espliciti a Dante sono numerosi nell’opera di Campana. L’immagine di Francesca è un leit motif che ricorre più volte nella Notte e nella Verna, mentre non mancano i versi danteschi citati per intero. Il dantismo di fondo dei Canti orfici non è sfuggito alla critica, ad esempio nelle similarità tra la salita alla Verna e l’ascesa purgatoriale di Dante: Ma tornando alla Verna, il ‘pellegrinaggio’ si modella sulla ‘poesia di movimento’ dantesca fin nel senso di vastità vuota, luminosa, donde si dislaga la montagna del Purgatorio, che Dante uscito dalla tenebra infernale prova con una insistenza quasi inebriata, dove pentimento e dolore e ricordo della terra e del passato formano uno stato d’animo inscuidibile coi presentimenti del futuro. Ed è stato poi notato il nesso tra la “poesia di movimento” di Dante, come la chiama Campana, ed il motivo del viaggio nei Canti Orfici. La presenza di Dante nei Canti orfici è da considerarsi di importanza fondamentale alla comprensione della struttura e del sottofondo mitico-religioso del libro. Il viaggio dantesco illumina continuamente il viaggio di Campana, in una continua interazione e compenetrazione dei piani narrativi e simbolici, ed è il filo conduttore su cui si bilancia, in un equilibrio precario, la visione disgregante di Campana.

Rodolfo Ridolfi

Il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” presenta Spiriti Danteschi il 20 agosto a Palazzo Torriani.

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Il Centro Studi “Enrico Consolini” organizza per domenica 20 agosto prossimo nel giardino di Palazzo Torriani alle ore 21,00 in occasione del 132° Genetliaco Campaniano il tradizionale evento che quest’anno vedrà Maura Del Serra impegnata a parlare degli “Spiriti Danteschi in Campana” ed il giornalista Dino Castrovillari presentare i Passi della Cometa con Marco Parente e Sodi Oortmood. Coordina la Presidente del Centro Studi “Enrico Consolini” Mirna Gentilini ed è previsto il saluto del Sindaco di Marradi: Tommaso Triberti.

 

Pape Gurioli e Federica Balucani a Borgo San Lorenzo in Concerto Giovedì 3 Agosto alle ore 22:00.

20294233_1396752133736832_8573351039504223332_nsabato 29 luglio

Dopo le apprezzate esibizioni live in prestigiosi teatri italiani,  Cult Memorandom il concerto di Pape Gurioli e Federica Balucani arriva a Borgo San Lorenzo giovedì 3 agosto in occasione delle celebrazioni per i 750 anni di Giotto alle ore 22 in Via Cocchi angolo ai Piedi del campanile della Pieve di San Lorenzo.

I due musicisti “scommettono” su di una reinterpretazione di brani di musica leggera e parti di brani d’opera molto conosciuti (Cult) di artisti, compositori, cantanti che hanno lasciato un segno nella storia della musica mondiale.  La maggior parte dei brani scelti sono in lingua originale il francese, lingua particolarmente evocativa, romantica e musicale, con altri spagnoli ed italiani.  Un lavoro in cui gli interpreti fondono in modo temerario, talvolta irrituale, la bellezza della parola e la raffinatezza della melodia, combinando in modo ardito,  l’antitesi tecnicistica del fraseggio esasperato del pianoforte concertante e l’eleganza del bel canto. I brani, infatti, vengono eseguiti, nella stesura melodica e autorale, esattamente “come da spartito” da parte della soprano Federica Balucani , mentre la tessitura armonica, ritmica di ”accompagnamento”, piano concertante, da parte di Pape Gurioli viene totalmente sconvolta e vestita di un’ inaspettata, inusuale e sorprendente strategia pianistica quasi di “sfida” nei confronti dell’accademia, dello standard e del “già sentito”.

R.R.

 

 

Il 24 luglio del 1358 la Battaglia delle Scalelle

La lapide che ricorda l'evento

La lapide che ricorda l’evento

lunedì 24 luglio

 Sono passati seicento cinquantanove anni dalla Battaglia delle Scalelle 24 luglio del 1358, una pagina fra le più fulgide scritta proprio nella Romagna Fiorentina negli anni bui delle guerre e delle invasioni del tardo medioevo. Dell’evento, spesso trascurato dalla storiografia locale, si sono occupate compiutamente quattro pubblicazioni: una dell’abate Giovanni Mini, “La vittoria al Passo delle Scalelle presso Campigno” Castrocaro 1892; due del marradese Renato Ridolfi: “Campigno La Battaglia delle Scalelle” del 1977 e ”Val D’Amone 24 luglio 1358 Cantata de Le Scalelle” Accademia degli Incamminati 2002 ed una del rontese Alfredo Altieri : “La battaglia delle Scalelle Marradi 1358” edizioni Pagnini 2004. Dal libro Val D’Amone 24 luglio 1358 Cantata de Le Scalelle di Renato Ridolfi, impreziosito dalla copertina recante il bozzetto della sconfitta de la compagnia del conte Lando, che ripropone per i lettori una delle pagine più importanti della storia marradese assurta a simbolo dell’orgoglio e del riscatto nazionale italiano dall’invasore quella appunto della battaglia delle “Scalelle” riportiamo qui alcune pagine:

“Il sole è alto e l’afa assai pesante; le cicale friniscono noiose, i ranocchi son sempre infastiditi e per la mulattiera polverosa rumor di ferri, scalpiti e nitriti. Avanza la cavalleria: Ghigo del Cavalletto le conduce in avanguardia attento, sulla strada che monta a Le Scalelle. La Grande Compagnia per le balze del Lavane e Campigno cerca i castelli Vicchio e Dicomano per essere pronta a dilagar nel piano. Caldo è il mattino; l’aria par tranquilla. Passano i cavalli indisturbati: non c’è vita d’uomini e animali tra le balze, le forre, i boschi e i prati: Avanti, avanti il transito è sicuro. Avanti, compagnia luttuosa, chè il terror, la potenza ed il fracasso tengono libero il passo! E per la gola stretta, faticosa, si serrano le truppe rumorose, sudate, cariche di ferro, di bottino, delitti e presunzione. La strada sale, verso il cielo; il sole batte: è un luccicare intorno: raggi d’oro e d’argento. E vanno e vanno gli uomini: son cento, no, più di mille e ancora tanti. Par che la valle stretta a Gamberara non possa contenerli tutti quanti. E sempre vengon sotto, ansanti, chi ride, chi urla, impreca, canta, beve; chi si lamenta del piacer breve della sera avanti, chi spera di trovar nel Mugello donne amorose, vino e buon ostello. Già l’avanguardia è a Farfareta, guadagna il Corniolo isolato, scavalca l’Alpe verde alla faggeta: E’ in vista delle piane della Sieva. Il grosso di quei turpi masnadieri passa Cà di Rinieri a Valdimora. Arranca, maledice e si dibatte: la mulattiera è pregna di sudore! Davanti a tutti col cimiero in mano, la briglia abbandonata, il capitano sul suo bianco caval: Michele Lando grande signore. Venuto da Alemagna per predare e farsi più potente, batte i territori fiorentini per contrastar gli scudi di Perugia in guerra coi senesi e gli aretini. Segue la truppa tintinnante di ferri che fan aspra la salita . Ansimano le spade ed i cimieri nella polvere che copre l’orizzonte e la meta che ad arrivare indugia. Quei predoni forzano i sentieri dell’Alpe che s’apre nel Mugello. Cigolano i carriaggi in retrovia appena mossi da Biforco irato. Conte Broccardo messo a parar le spalle, rude e solenne ha dato il via. C’è sussultar di ruote e un tentennar di carri. Trasudano i muli scalpitanti, li frenano! I postiglioni frustano i trapele le bestemmie calano nel fondo. Oh, spettacolo immane, impressionante, giammai visto nel mondo! Si meraviglia il caldo sol dei cieli, il fior del rosolaccio e dello spino. I tamburi or sono alle Scalelle dove par che la strada sia men dura: si arrestano un momento a respirare, a tutto petto l’aria deliziosa, ma un rotolar di massi e di tronconi rompe la pace e cade sugli ignari. Rumor di tuono, paura e sgomento! La vendetta li ha colti a dieci, a cento, li spinge nelle forre e nel burrone; son cavalli, son fanti ed i cariaggi che precipitano in gran confusione. Urla, grida, bestemmie, imprecazioni, rumor di ferri disperati, tonfi. Vera tempesta con fulmini e tuoni! Disordine, ferite, gran spavento han reso timorosi gli spacconi che cercan scampo tra le macchie folte. Ma nel verde fogliame traditore altro sangue, altra morte, altro furore. I valligiani offesi, indemoniati, fanno lavar col sangue ogni sopruso. Pochi maschi, le donne ed i bambini battono, graffiano, spogliano i guerrieri così forti e potenti ancora ieri, ora tapini, deboli, in balia di due forche, una marra e la follia strappata alla miseria e alla pazienza da quattro o cinque spicci di violenza. Non si salva nessun, neppure il duce Michel Corrado di Landau il conte: disarcionato, sanguina la fronte, ferito e senza spada lo tengono prigione. Paura assai pesante tra le scorte che sbandate nei boschi e tra i dirupi cercan, fuggendo, scampo da quei lupi che senza tregua li vogliono a morte. L’acqua del torrente è fatta rossa del sangue di uomini e animali. La grande compagnia è sgominata e lacrima nei boschi pugnalata. Non riceve pietà: son fatte belve le donne nel cercar chi fugge: odio, rancore in ogni petto rugge. Cala la notte sopra l’ecatombe, si spegne ogni lamento dei feriti. La luna tinge bieca la vendetta che gode nel cantar della civetta.”
Al “Passo delle Scalelle”, nei pressi di Campigno è stato eretto, nel 1931, un cippo in arenaria per ricordare la “Battaglia delle Scalelle” (1358), quando i villani locali distrussero la compagnia di ventura comandata dal Conte Lando. Dino Campana nei Canti Orfici scrive: “…Ascolto: Le fontane hanno taciuto nella voce del vento. Dalla roccia cola un filo d’acqua in un incavo. il vento allenta E raffrena il morso del lontano dolore.”

Marradi laboratorio Azzurro: “Il centro destra unito vince”

20245392_703867323154522_7727575953363443537_nsabato 22 luglio

E’ accaduto venerdì 21 luglio scorso grazie a Forza Italia che per il quinto anno consecutivo ha scelto il Comune a cavallo tra Toscana e Romagna per il suo meeting di estate. E’ stata anche l’occasione per il debutto in una importante manifestazione politica per il coordinatore azzurro di Borgo San Lorenzo Davide Galeotti e per ascoltare i suggerimenti e le indicazioni di un altro grande protagonista della politica mugellana, l’unico sindaco di centro destra della provincia di Firenze, Claudio Scarpelli. A sorpresa è arrivato anche l’attore Maurizio Ferrini che al termine della serata ha improvvisato uno spassoso sketch sui risulti elettorali in Toscana.

Grande soddisfazione quindi per i numerosissimi partecipanti e per i dirigenti provinciali e mugellani di Forza Italia, per lo straordinario successo della convention dal titolo significativo “Il centro destra unito vince ”. A far gli onori di casa, Rodolfo Ridolfi il leader di “Azzurri ’94 con Silvio Berlusconi”. Mauro Ridolfi capogruppo F.I. nell’unione dei Comuni del Mugello nel suo intervento ha ribadito il Progetto a guida azzurra per il ritorno del centro destra allargato alle realtà civiche al governo del Comune di Marradi nel 2018. Silva Gurioli, vice coordinatore provinciale e responsabile del Mugello ha sottolineato nel suo intervento come: “ Oggi più che mai va continuata la grande rivoluzione liberale iniziata nel 1994 e come gli incontri di Marradi siano stati sempre un laboratorio per i berlusconiani della Romagna e della Toscana, volto a costruire politiche che, oggi come non mai, soprattutto in Toscana, sono in grado di realizzare una autentica alternativa di governo locale e regionale al Pd ed alla sinistra.” Quella di Marradi è stata come sempre la più rilevante manifestazione di Forza Italia in Provincia di Firenze e nel Mugello, con dirigenti eletti e militanti azzurri della Toscana e dell’Emilia- Romagna. Momenti centrali della manifestazione gli interventi telefonici del presidente del gruppo parlamentare azzurro on. Renato Brunetta, che, più volte interrotto dagli applausi, ha detto fra l’altro: “Il centrodestra esiste dal 1994, da quando l’ha costruito genialmente il presidente Silvio Berlusconi, con Forza Italia, con la Lega Nord di Bossi e la destra democratica. Veniamo da 23 anni di successi, nel corso dei quali il centrodestra ha sempre vinto, o quasi, e quando ha perso è stato perché non era così unito”. “Il centrodestra unito – ha sottolineato- ha una storia di governo in Veneto, in Lombardia, un pezzo di storia nel Piemonte, adesso governa anche la Liguria, e centinaia di amministrazioni locali. Ha governato in Italia dieci anni sui venti della Seconda Repubblica. Questa è la nostra storia. Storia di cui dobbiamo andare fieri e da cui dobbiamo attingere per il futuro. Perché come allora anche oggi, il centrodestra unito è in grande salute, forte, attivo e soprattutto determinato e pronto a tornare al governo del Paese. Forza Italia è il primo partito della coalizione, come dimostrano tutti gli ultimi sondaggi, ma non lo è solo per le percentuali, lo è per la sua storia, per il suo radicamento e diffusione sul territorio, lo è per come incarna i bisogni degli italiani. “E’ quindi nostro preciso dovere – ha proseguito- riunire tutte le anime del centrodestra, sederci intorno ad un tavolo e limare il programma. Siamo uniti, tutto il resto sono fandonie, siamo un quadrifoglio con quattro petali fondamentali e complementari: Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e il civismo dei territori. “Noi siamo pronti, i nostri motori sono accessi, stiamo per intraprendere lo sprint finale, quello che ci porterà di nuovo a governare l’Italia, a rimediare a tutti i guai che quattro governi abusivi, quattro governi non scelti dagli italiani hanno fatto negli ultimi anni”, ha concluso Brunetta“.

E’ stata quella di Marradi un’occasione alla quale hanno voluto essere presenti e dare un contributo molti eletti e dirigenti azzurri dell’Emilia-Romagna e della Toscana fra i quali Paolo Giovannini, il coordinatore provinciale di Firenze e Maurizio D’Ettore coordinatore di Arezzo e soprattutto Stefano Mugnai capogruppo in Consiglio Regionale e coordinatore azzurro della Toscana, che nelle conclusioni ha detto fra l’altro: La stragrande maggioranza dei neo sindaci di centrodestra toscani è direttamente o indirettamente espressione di Forza Italia. L’onda lunga del centrodestra in Toscana con FI protagonista, iniziata con la vittoria di Arezzo nel 2015 e proseguita con la vittoria a Grosseto nel 2016 e a Pistoia nel 2017 accompagnata da tante altre vittorie, continua e si rafforza. Il Pd arretra ad ogni tornata elettorale e il centrodestra e Forza Italia continuano a crescere. Sono risultati storici per la Toscana e siamo orgogliosi di aver contribuito a realizzarli. Adesso l’attenzione si concentra sulle politiche del 2018 e sulle amministrative, dove abbiamo il dovere di arricchire, un risultato già importante con nuovi successi: al Comune di Siena ed in provincia di Firenze al Comune di Marradi. Sono queste le grandi sfide e gli impegni che ci attendono dopo la pausa estivatorta

Canè, Giani e Ridolfi scrivono un’ importante pagina su Celestino Bianchi in occasione del Bicentenario

martedì 11 luglio

R.Ridolfi-M.Ridolfi-E.Giani

R.Ridolfi-M.Ridolfi-E.Giani

Non ha tradito le attese l’evento voluto dal “Club Celestino Bianchi” lunedì 10 luglio in occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Celestino Bianchi. Dopo l’introduzione di Mauro Ridolfi presidente del Club e del sindaco Tommaso Triberti che ha portato il saluto e l’apprezzamento dell’Amministrazione Comunale all’iniziativa, è stato il momento di Rodolfo Ridolfi che ha ripercorso gli impegni di Marradi nel tenere vivo il ricordo del grande patriota: “ Vorrei ricordare – ha detto Ridolfi-La manifestazione tenuta nel teatro degli Animosi il 25 luglio 1909 in seguito ad apposita delibera del Consiglio Comunale che approvava il testo dell’epigrafe realizzata dal Prof. Guido Mazzoni, in occasione della posa della lapide nella casa natale del Bianchi. Scrive Baldesi sindaco di Marradi in quel tempo”...ebbe luogo nel Teatro degli Animosi la commemorazione del grande patriota tenuta da Valentino Soldani…Il teatro era gremito di persone, di bandiere, di fiori. I palchi rigurgitavano di signore, nel palcoscenico, in mezzo ad un trofeo, troneggiava il busto di Celestino Bianchi dello scultore Sodini, il teatro presentava un colpo d’occhio imponente, solenne”. Nel 1944 la guerra insieme all’Inferno, via Celestino Bianchi, aveva anche cancellato quella lapide. Fu così che divenuto sindaco nel 1988 una delle primissime iniziative che volli fu appunto la lapide di piazzale Celestino Bianchi per la quale ritrovai una proposta di Giovanni Campana “ A Celestino Bianchi storico e letterato insigne, caldo patriota, politico eminente, qui dove ebbe i natali il 10 luglio 1817 Il municipio di Marradi ad onorare la memoria dell’illustre concittadino questo ricordo pose. 3 Dicembre 1988”.

Leggendo la storia e le biografie dei grandi marradesi Angelo Fabbroni 1732-1803 e Celestino Bianchi 1817-1885 possiamo ricavarne alcune fondate considerazioni ambedue hanno saputo equilibrare spirito innovativo e conservazione dei valori tradizionali. Fabroni in larghi tratti della sua cultura e delle sue posizioni si caratterizza sia rispetto a certo cattolicesimo “moderno”, cui pure appartenne, sia rispetto ai tipici connotati illuministici, che accettò in molti aspetti senza mai aderire del tutto al loro spirito di fondo. Basti pensare che fu sostenitore di posizioni di rigorismo etico di ispirazione giansenistica, in contrapposizione cauta, ma netta, con quelle gesuitiche. Celestino Bianchi che nasce 14 anni dopo la morte del Fabroni fu liberale cristiano molto legato ai valori della famiglia era filopiemontese e cavouriano si opponeva al Granduca ma anche al progetto mazziniano. Ambedue (Fabroni e Bianchi) sono stati grandi protagonisti della politica Toscana Celestino Bianchi anche di quella Italiana e unitaria.”

Nella sua lezione magistrale Gabriele Canè, che per ben due volte ha diretto “La Nazione” giornale del quale oggi è editorialista, in una disamina delle qualità del giornalista e direttore suo predecessore Celestino Bianchi né ha sottolineato la grande capacità di innovare e inventare.

Bianchi infatti, collaboratore de “La Nazione” dal 1860, a partire dal 1871 ne divenne direttore fino al 1885 anno della sua morte. Quando divenne direttore de “La Nazione” aveva i capelli ed i baffi bianchi ed un pizzo tipicamente risorgimentale e portava dei piccoli occhiali sopra il naso. La prima volta che divenni direttore ero molto giovane e pensavo di avere inventato e innovato molto in realtà riscoprendo Celestino Bianchi mi sono accorto come agli anni della sua direzione risalisse il primato de ”La Nazione” a Firenze che vantava fra i suoi collaboratori De Amicis, che Bianchi aveva strappato all’esercito per farne un inviato speciale, Collodi e successivamente Yorick suo amico fin da quando Bianchi, era direttore dello Spettatore. Sotto la direzione di Bianchi la Nazione passò da tremila a 10 mila copie. Tante tantissime in una città di 150.000 abitanti con un tasso di analfabetismo molto elevato. Fu l’ideatore di rubriche di successo, come quella della moda femminile. Affrontò grandi temi come lo sfruttamento del lavoro minorile e fecero la comparsa anche le prime cronache di sport Pugilato, ippica, ginnastica ed infine le prime sfide in bicicletta. Anche il listino della Borsa e l’economia compaiono nella quarta pagina della Nazione del tempo. Bianchi scoprì un nuovo tipo di lettore: la donna e nei giorni del referendum per l’annessione al Piemonte, La Nazione ospitò un dibattito sul voto alle donne.

Gabriele Canè ha poi lanciato la proposta che la Nazione si faccia promotrice nella redazione di Firenze di un confronto e di un approfondimento traendo spunto dall’evento marradese.

Eugenio Giani Presidente del Consiglio Regionale della Toscana nel suo prezioso e dotto intervento ha sottolineato come Bianchi nato a Marradi il 10 luglio 1817 compiuti i primi a sedici anni si trasferì a Firenze per proseguire gli studi presso gli scolopi, come il suo primo impiego fu quello di insegnante presso l’Istituto femminile della SS. Annunziata di Firenze. Come nel 1850, in seguito al ritorno del Granduca Bianchi fu rimosso dal suo incarico di insegnante. Legato ai moderati filo-piemontesi, il Bianchi promuoveva tuttavia una linea politica che salvaguardasse l’autonomia della Toscana. Costituitosi nel 1859 in Toscana, in seguito alla fuga del granduca, un governo provvisorio sotto la guida del Ricasoli, il Bianchi ne fu nominato segretario. La notte del 26 aprile in casa del fornaio Dolfi, esponente storico dell’ala si radunarono i capi del gruppo liberale nazionale e dei radicali alcuni del circolo Ricasoli e non pochi ufficiali dell’esercito, i quali stabilirono per il giorno dopo una grande dimostrazione; ne fecero stendere da Celestino Bianchi il manifesto: “Toscani ! L’ora è suonata: la guerra dell’Indipendenza d’Italia già si combatte. Voi siete italiani; non potete mancare a queste battaglie; e italiani siete anche voi, prodi soldati dell’Esercito Toscano; e vi aspetta l’esercito italiano sui campi di Lombardia. Gli ostacoli che impediscono l’adempimento dei vostri doveri verso la Patria devono essere eliminati: siate con noi e questi ostacoli spariranno come la nebbia. Fratellanza della Milizia con il popolo. Viva l’Italia, Guerra all’Austria ! Viva Vittorio Emanuele Generale in capo dell’Armata Italiana.

Celestino Bianchi- ha continuato Giani-, prima deputato all’Assemblea dei Rappresentanti della Toscana, ed in seguito fu eletto deputato alla Camera dal 1860 al 1880 per sette legislature. Ricoprì la carica di Segretario generale del Ministero dell’Interno durante i due ministeri Ricasoli del 1860-61 e 1866-67. Al Bianchi si devono anche numerose opere storiche e volumi a carattere patriottico Tutta la sua opera fu protesa verso l’unificazione dell’Italia sotto la Casa Savoia e non alla Confederazione come volevano i francesi di Napoleone terzo In particolare il suo opuscolo “Toscana e Austria” (1858) ebbe un’importanza decisiva contro il Governo granducale. A tal proposito Giani ha ricordato come la Granduchessa nell’imminenza della sua pubblicazione ne avesse chiesto la censura. Giani ha ringraziato i promotori dell’iniziativa sottolineando come sarebbe stato opportuno che anche Firenze e Roma si fossero adoperati per rendere omaggio e dare giusto rilievo ad un grande uomo del risorgimento che rimasto spesso nell’ombra è stato così decisivo per L’Unità d’Italia. Quando c’era bisogno di operatività Bettino Ricasoli e gli altri oppositori si rivolgevano a Lui. Il suo ruolo è stato superiore a quello che appare ed è giusto che venga ricollocato nella giusta dimensione storica. In tal senso mi impegno perché Firenze e la Regione, ma anche Roma, segua l’esempio di questa vostra puntuale lodevole iniziativa.

A Marradi al centro tennis il libro di Riccardo Nencini “Il fuoco dentro”su Oriana Fallaci

Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere” (Oriana Fallaci)

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Sono passati quasi 11  anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci ed in tutti questi anni la sua visione, la sua verità, la sua intransigenza ed il suo insegnamento profetico sono stati ricordati e rimpianti da un numero sempre maggiore di persone anche molte di quelle che con pregiudizio non l’amavano. Da tempo sostengo come sia giunto il momento che la politica, le istituzioni, soprattutto quelle scolastiche e culturali, promuovano momenti di riflessione, di celebrazione della memoria e delle profetiche testimonianze  civili e politiche di respiro mondiale che Oriana Fallaci ci ha lasciato nei suoi scritti. Ricordare  Oriana Fallaci per il suo contributo culturale e storico, e per il suo coraggioso impegno  nell’affermare la necessità di tutelare la nostra civiltà cristiana ed occidentale può farci recuperare, il tempo perduto. Intitoliamole strade, vie e Piazze e soprattutto scuole in tutto il Paese.

A Marradi al Centro Tennis la Comes il 14 luglio prossimo si fa promotrice di una interessante iniziativa da non perdere incentrata sul libro “Il fuoco dentro” e la testimonianza di Riccardo Nencini amico di Oriana Fallaci ma anche componente di un Governo che pratica politiche così distanti dai valori e dalle idee di Oriana Fallaci.

 Oggi le condizioni dello scontro fra Islam ed Occidente hanno raggiunto livelli impensabili, la drammatica quotidiana  attualità del terrore registra  cristiani  perseguitati in maniera sistematica, l’occidente devastato in una escalation di furia terroristica che non risparmia nessuno e nessun Paese è ora di ascoltare il monito di Oriana: “Sveglia, Occidente,sveglia! Siamo in Guerra…”

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Io come ho sempre fatto anche quando andavano di moda le bandiere della pace che oggi evidentemente i catto-comunisti hanno riposto in naftalina, voglio aggiungere il mio omaggio ad Oriana, alla sua figura di donna, giornalista e scrittrice perché sto dalla parte di coloro che si sentono “ orfani”. Ho avuto il privilegio di conoscere Oriana, toscana purosangue, con la sua forte personalità e i suoi modi spicci, nel corso di una campagna elettorale a Firenze alla fine degli anni 70 quando fu candidata al Senato della Repubblica nel collegio di Greve in Chianti, per il PSI e conservo gelosamente una lettera che mi inviò, quando ero Sindaco di Marradi, lettera che accompagnava una copia del suo libro Insciallah, 1990, super premio Bancarella con la preghiera che Oriana mi rivolgeva di ringraziare mio padre che a New York l’aveva aiutata a scrivere correttamente le parti in dialetto di Nicola romagnolo di Ravenna, il figlio dell’edicolante vicina Galla Placidia. E’ morta il 15 settembre del 2006 mentre i nostri soldati erano di nuovo in Libano come nell’1983, lasciandoci mentre era in atto una nuova assurda offensiva degli Islamici contro Benedetto XVI e contro il cristianesimo.. Ci manca la sua rabbia ed il suo orgoglio, ci manca Oriana che non le mandava a dire ma esprimeva chiaramente la sua opinione “politicamente non corretta” da “antifascista” ma non pacifinta che odia quanti nel nome “ormai sputtanato” della pace manifestano a senso unico ed usano la violenza per condannare la violenza, che approfittano della democrazia per scatenare l’eversione.

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Oriana venne sopraffatta dal male nel momento in cui “Il relativismo rinnegava i costumi millenari della nostra storia ma il suo insegnamento alla faccia degli ipocriti rimane di straordinaria attualità là dove sottolinea lo svilimento dei valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia e come sia deleterio predicare l’uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l’integrazione degli immigrati”. Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà. Di fronte alla crescente  folle aggressione dei Jhadisti, la nuova flotta islamica, gran parte dell’occidente sembra aver perso ogni riferimento all’orgoglio di appartenere ad un mondo libero. Molti di sinistra dopo l’11 settembre se la sono presa con Oriana Fallaci piuttosto che con i fondamentalisti. Noi ricordiamo Oriana e ci sentiamo orfani, perché ci manca la sua voce aspra di donna combattente, ci manca la sua occidentale arroganza, ci manca la sua impietosa visione del nostro mondo.

Rodolfo Ridolfi

Bicentenario di Celestino Bianchi uno dei più grandi marradesi di tutti i tempi

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Ricorre lunedì 10 luglio il duecentesimo anniversario della nascita di Celestino Bianchi “intelligenza che univa in sé i fermenti romagnoli e la lucidità toscana caratteristica comune a molti marradesi”. l’Amministrazione Comunale presieduta da Rodolfo Ridolfi, dedicò una giornata ed una lapide scoperta, nell’omonimo  piazzale antistante la Chiesa, il 3 dicembre del 1988 alla presenza del sottosegretario agli Interni on. Valdo Spini. Al convegno portarono preziosi contributi Il prof. Luigi Lotti Preside di Scienze Politiche a Firenze, il prof Pierfrancesco Listri de La Nazione il Sindaco di Firenze Giorgio Morales. Celestino Bianchi fu un grande interprete della destra liberale. Nel 1993 i moderati e riformisti marradesi si organizzarono in un club politico e culturale e vollero titolarlo al grande politico e giornalista marradese. Il Primo presidente fu Pape Gurioli. In occasione del 150° dell’Unità d’Italia, nel 2011, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero per la Pubblica Amministrazione pubblicarono il libro “Servitori dello Stato” centocinquanta biografie fra le quali quella di Celestino Bianchi.

poster celestino bianchi 2.cdrIl Club che ho l’onore di presiedere è lieto di aver promosso con il patrocinio del Comune di Marradi, insieme all’Accademia degli Incamminati, l’Associazione Culturale “Il Maestro di Marradi” e Free News questo evento reso particolarmente prestigioso dalla presenza del dott. Gabriele Canè, più volte direttore ed editorialista insigne dei quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino ed Il Giorno, del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana dott.Eugenio Giani, del dott.Rodolfo Ridolfi e del Sindaco di Marradi Tommaso Triberti.

Il Presidente.

Mauro Ridolfi

 

 

Prorogata al 20 agosto la scadenza per la partecipazione al IV concorso nazionale di poesia on line “Dino Campana”-”La Poesia ci salverà”

F.Balucani premia G.Zambelli

F.Balucani premia G.Zambelli

Premio Dino Campana di Poesia on line  “LA POESIA CI SALVERA’

BANDO DELLA  4^ EDIZIONE Anno 2017

ORGANIZZAZIONE: Quotidiano On-line Marradi Free News- “Accademia degli Incamminati” di Modigliana-“ Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” di Marradi-Accademia Il Firenze Associazione Culturale “Giovanni Arcidiacono”di Firenze- Associazione Culturale “Opera In-Stabile” -L’Officina Artistica “L’Infinito” di Brisighella . #Poetry di Faenza

TEMA:  Libero

SVOLGIMENTO: Le poesie dovranno pervenire online sul sito www. marradifreenews.com info utilizzando l’apposito formulario. Ogni autore può partecipare con una sola lirica.

La quota di partecipazione alle spese organizzative è di 10 euro. I partecipanti dovranno versarla tramite il c/c postale è 14264477 intestato a Accademia Incamminati 47015 MODIGLIANA (FC) indicando nella causale: Premio di Poesia 2017

Le opere non potranno superare i quaranta versi

TESTI: I testi devono essere in lingua italiana, editi o inediti.

SCADENZA: ATTENZIONE, SARA’ POSSIBILE PRENSENTARE LA PROPRIA POESIA ENTRO E NON OLTRE IL GIORNO 20 agosto 2017

PREMI:
Al 1° classificato: € 150,00 targa ( più un volume su Dino Campana)
Al 2° classificato: € 100,00;  targa (più un volume su Dino Campana)
Al 3° classificato: € 75,00 ; targa (più un volume su Dino Campana)

Le prime tre classificate saranno pubblicate, su Marradi-Free News on line e sui siti:  www.dinocampana.itwww.accademiailfauno.orgwww.linfinito.net/officina-artistica – www.accademiaincamminati.it

Dal 4° al 10° classificato: diploma

GIURIA: La giuria, il cui giudizio è insindacabile, è composta da: Rodolfo Ridolfi (Direttore Responsabile Marradi Free News); Mirna Gentilini (Presidente Centro Studi Campaniani), Giancallisto Mazzolini (Accademia degli Incamminati), Lamberto Lilli (Presidente Accademia Il Fauno), Pape Gurioli (Direttore dell’Officina Artistica Infinito) Barbara Betti (Direttore di Opera-In-Stabile); Monica Guerra (poetessa #POETRY), Federica Balucani (Soprano), Gianna Botti (Scrittrice),  Maurizio Ferrini (Attore), Riccardo Monopoli (Attore-Regista) Massimo Scalini (Psichiatra),

NOTIZIE SUI RISULTATI: Gli autori selezionati saranno avvisati telefonicamente o tramite notifica mail. I risultati saranno pubblicati, appena disponibili, sul sito www.marradifreenews.com, sul sito dell’Accademia degli Incamminati, sul sito Centro Studi Campaniani Enrico Consolini

La Premiazione si terrà  sabato 23 settembre  2017

DIRITTI D’AUTORE: Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione all’interno delle riviste e sui siti degli organizzatori senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori

Davide Galeotti è il nuovo coordinatore borghigiano di Forza Italia

F.Boni-S.Gurioli-D.Galeotti

F.Boni-S.Gurioli-D.Galeotti

giovedì 8 giugno

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Forza Italia:

Si è svolta mercoledì 7 giugno a Borgo San Lorenzo la riunione del coordinamento di Forza Italia del Mugello per definire gli impegni politici e organizzativi in vista dell’ imminente stagione elettorale. Nel corso della riunione la vice coordinatrice provinciale, responsabile del Mugello, Silva Gurioli ha dato comunicazione della nomina di Davide Galeotti quale nuovo coordinatore per il comune di Borgo San Lorenzo. Davide Galeotti, che assume per la prima volta un importante incarico di partito, è un imprenditore agricolo, appassionato di storia, economia e geopolitica, da sempre fautore della politica centro destra, attento e sensibile ai problemi della sicurezza. Ultimamente in disparte dalla politica attiva, è stato scelto dal coordinatore provinciale Paolo Giovannini d’intesa con Silva Gurioli per le sue capacità e per la sua tenacia. Giovannini e Gurioli hanno dichiarato: “dopo esserci confrontati, ci sentiamo di affidargli Forza Italia nel comune di Borgo San Lorenzo, in questa fase di rilancio politico-organizzativo del partito. Siamo certi che Davide si adopererà per allargare la base elettorale di Forza Italia e con tutte le realtà di centrodestra  concorrerà a realizzare un’alternativa al Pd e alla sinistra che da sempre amministra Borgo San Lorenzo. Intervenendo Davide Galeotti ha detto: “Sono onorato della fiducia accordatami vi ringrazio tutti, mi metterò subito all’opera riallacciando anche i contatti con i simpatizzanti. Rivolgo fin d’ora un appello a chi vorrà unirsi a noi per dare un contributo alla soluzione dei problemi del territorio. Forza Italia a Borgo San Lorenzo ha la fortuna di poter contare su un gruppo di militanti capaci e motivati. Collaborerò con tutti e mi avvarrò dell’esperienza e del prestigio dello storico ex coordinatore Fulvio Boni, con il quale individueremo quanto prima il nuovo coordinamento comunale” .

2 giugno Festa della Repubblica: i Marradesi insigniti delle onorificenze della Repubblica dal 1991 al 2017.

omri-929x1024giovedì 1 giugno

Domani 2 giugno la Repubblica festeggia il 71esimo compleanno in tutta Italia, come di consueto: torna alla mente, come del resto ogni anno, lo storico discorso di insediamento del Presidente Sandro Pertini nel 1978, appena eletto al Quirinale affermava: «Bisogna che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati».  «Così l’hanno voluta coloro che la conquistarono dopo venti anni di lotta contro il fascismo e due anni di guerra di liberazione, e se così sarà oggi, ogni cittadino sarà pronto a difenderla contro chiunque tentasse di minacciarla con la violenza».

Sono 12 i nati a Marradi decorati negli ultimi ventisei anni per le benemerenze acquisite verso la Nazione: quattro Commendatori, quattro Ufficiali e quattro Cavalieri. Tre donne e cinque uomini.

I Commendatori: Ridolfi Rodolfo, Tronconi Giovanna, Capirossi Valmori Giovan Battista e Ciaranfi Giuseppe

Gli Ufficiali:Fabbri Lucia, Piani Giuseppe, Ulivieri Giovan Piero, Mengozzi Enzo

I Cavalieri: Loli Luciano, Torrini Reno, Ridolfi Giuliana,Tarabusi Sergio

L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana è stato istituito con legge 3 marzo 1951, n. 178;
Comprende cinque classi: Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore, Ufficiale, Cavaliere.è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.“.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dell’Ordine.

  • a nessuno può essere conferita, per la prima volta, un’onorificenza di grado superiore a quella di Cavaliere. Fanno eccezione alcune situazioni particolari, espressamente stabilite dalla legge;
    - per benemerenze di segnalato rilievo e per ragioni di cortesia internazionale, il Presidente della Repubblica può conferire onorificenze fuori della proposta e del parere richiesti dalla legge;
    - le concessioni delle onorificenze hanno luogo il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione.
    - è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni e privati;
    - non sono conferite onorificenze nei riguardi di persone che non abbiano compiuto il 35° anno di età ad eccezione delle concessioni motu proprio ai sensi dell’art. 2 dello Statuto. Per il conferimento di un’ onorificenza di grado superiore è prevista la permanenza di tre anni nel grado inferiore;
    - le onorificenze non possono essere conferite ai Deputati e ai Senatori, durante il mandato parlamentare;
    - i colori dell’Ordine sono il verde e il rosso

Marradi entra nella storia della Chiesa di oggi: il Papa sceglie Gualtiero Bassetti come Presidente della CEI

c6fgsmgrmercoledì 24 maggio

Il Nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana è l’Arcivescovo di Perugia Cardinal Gualtiero Bassetti nato a Marradi (Firenze) come altri grandi italiani come : monsignor Angelo Fabbroni, il cardinal Federico Cattani, Celestino Bianchi, Anacleto Francini e Dino Campana. Il Papa di buon mattino nomina presidente della Conferenza episcopale italiana il cardinale settantacinquenne Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, primo eletto della terna votata ieri dall’assemblea dei vescovi. Il fatto che Francesco non avesse sciolto subito le riserve, preferendo prendersi una notte di tempo, ha agitato i sonni di qualche osservatore. Era balenata l’ipotesi che Francesco, si sarebbe potuto orientare sul terzo classificato, l’arcivescovo di Agrigento, Franco Montenegro, paladino dei profughi, colui che accompagnò Bergoglio nel suo primo viaggio apostolico, in quel di Lampedusa. E invece il Papa ha scelto “l’amico” – così l’ha chiamato davanti ai vescovi riuniti in assemblea -, Bassetti di cui aveva caldeggiato la candidatura, con quella lettera di proroga del mandato a tempo indeterminato in barba ai 75 anni utili per la pensione.

“Il mio primo pensiero riconoscente va al Santo padre – scrive in una nota l’arcivescovo di Perugia, qualche dopo ora la notizia della sua nomina al vertice Cei – per il coraggio che ha mostrato nell’affidarmi questa responsabilità al crepuscolo della mia vita.

Modi semplici e spontanei, il cardinale, che ha conosciuto “la povertà estrema” durante l’infanzia a Fantino dove ebbe come maestro elementare Renato Ridolfi 98 anni suonati che  è stato anche  il maestro dei sindaci Enrico Consolini e di Paolo Bassetti cugino del cardinale. Renato Ridolfi  ricorda ancora con commozione quel bimbo, che si è formato, dal punto di vista ecclesiastico, nella Firenze dei cardinali  Elia Della Costa e di Giovanni  Benelli . Bassetti ha sempre amato e servito i più sfortunati,  così raccontava la sua prima esperienza da vescovo a Massa Marittima: “La sera i minatori venivano a sedersi sulle gradinate del duomo. Era una vita che andavano là. E tutti, al duomo, avevano solo voltato le spalle. Mi dicevano: con quelli non parlerai mai. Uscii, mi sedetti. Calò il silenzio. ‘Ma lei è il nuovo vescovo?’. ‘Sì’. Mi feci spiegare la città. Uno si voltò: noi era vent’anni che non s’era visto un vescovo. Ricordavano monsignor Ablondi perché era sceso nella miniera di Miccioleta a bere con loro un fiasco di vino. Quel giorno capii che cosa significa essere un pastore”.

Con Bassetti , la Conferenza episcopale italiana avrà un presidente  della sinodalità, su cui Francesco ha tanto insistito nel Convegno ecclesiale nazionale di Firenze nel 2015. “Non ho programmi preconfezionati da offrire, perché nella mia vita sono sempre stato abbastanza improvvisatore -  confida Bassetti nella nota ai giornalisti -. Intendo lavorare insieme con tutti i Vescovi, grato per la fiducia che mi hanno assicurato. Il Papa ci ha raccomandato di condividere tempo, ascolto, creatività e consolazione. È quello che cercheremo di fare insieme. ‘Vivete la collegialità’, ci ha detto, ‘camminate insieme’, è questa la cifra che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio”.

Il 25 aprile ed il 1° maggio del 1945 a Marradi settantaduesimo anniversario.

immagine-300x248domenica 23 aprile

E’ per il nostro quotidiano una consolidata tradizione  ricordare il  25 aprile ed il primo maggio riproducendo un articolo ed il testo del discorso di Attilio Vanni, nato a Marradi il 12 aprile 1885, biforchese, impresario edile, sindaco socialista dal gennaio all’ aprile 1945, membro socialista, uno dei promotori del PSDI di Saragat nel 1947.

“…Quando fu liberato il paese, e la popolazione rifugiata sui monti tornò alle case, …I primi animosi iniziarono l’opera di soccorso e di riorganizzazione della vita civile. Assunsero questa responsabilità Attilio Vanni ed Arturo Scalini e il compagno Cantini, divenuto quindi primo sindaco di Marradi. Le difficoltà furono enormi ma in un tempo piuttosto breve per la tenacia di alcuni uomini e con l’aiuto del governatore alleato, fu possibile dare alla popolazione pane, acqua e luce. Fu un miracolo. Non avvocati, non giuristi, non chierici, ma uomini di popolo hanno tenuto le redini del Comune fino ad oggi dando prova di onestà e spirito di sacrificio per la causa del proletariato”. Il discorso tenuto da Attilio Vanni il 1° maggio del 1945, il primo dopo che Marradi fu liberata dagli alleati il 25 settembre del 1944, è una pagina molto bella, improntata ai valori più pregnanti del riformismo turatiano, preludio alle più moderne teorie socialdemocratiche che hanno prevalso nella storia del movimento operaio dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989.

“Cittadini marradesi, Compagni! Mentre gli ultimi avanzi di quella che fu la tirannia fascista volge ignominiosa e la giustizia umana ha finalmente inchiodato al muro il rinnegato Mussolini; mi è caro potervi liberamente parlare in questo 1° Maggio, che si riallaccia all’antica consuetudine di celebrare la festa dei lavoratori. Ricordiamoci, che non dobbiamo essere degli approfittatori di questa libertà tanto duramente conquistata poiché altrimenti cadremmo nell’errore del 1919, i fatti che si sono succeduti ci debbono dare esempio, se vogliamo che questa nostra Italia risorga bella e libera non insozzata di sangue impuro, non abbandoniamoci in pretese egoistiche, tutto ciò che desideriamo deve avere scopo collettivo, poiché soltanto, seguendo l’antica divisa socialista: uno per tutti e tutti per uno, potremo risanare le orribili ferite che dilaniano la nostra povera Patria. Nelle rovine e nelle distruzioni che vediamo nel nostro paese, dobbiamo vedere l’immagine di quelle che sono le sofferenze di tutta l’Italia. Mentre noi pensiamo intanto alla ricostruzione delle nostre case distrutte mettiamo in questa opera la nostra volontà e tutto il nostro spirito di sacrificio. Solo con una stretta e leale collaborazione di tutti i lavoratori del braccio e del pensiero, senza pregiudizio di partito, potremo riuscire ad ottenere veri e proficui risultati. Lavoratori! Non aspettate a fare il vostro sforzo solo quando la vostra famiglia, sentirà la stretta del bisogno materiale, ma iniziamo subito l’opera della ricostruzione, con animo fermo e braccio vigoroso. Avremo così l’orgoglio di mettere il nostro paese uno dei più colpiti dall’asprezza della guerra, all’avanguardia dei paesi d’Italia. Il braccio del lavoratore marradese, si è distinto sempre ovunque esso sia portato, in Italia ed all’estero, questo braccio deve oggi centuplicare le sue forze e dimostrare la sua bravura per ricostruire i focolari infranti e far sì che, il paese riprenda nel più breve tempo possibile il suo aspetto e la sua vita normale. Date prova di voi stessi, perché soltanto così i vostri dirigenti potranno sostenervi di fronte a qualsiasi conflitto di interessi che potesse sorgere tra capitale e lavoro e difendere i vostri santi interessi”.

Rodolfo Ridolfi Direttore Responsabile

Una fortezza volante viene abbattuta e cade a Pian delle fagge il 25 aprile 1944.

Pian delle fagge

Pian delle fagge

sabato 22 aprile

I fatti hanno origine dalla battaglia aerea di martedì 25 aprile 1944, la fortezza volante è il B-24 H numero 42-29272 del 15° AIR FORCE 450^ BRG 721 BS Squadrone Bombardieri decollato da Manduria (Taranto) in missione verso Varese con l’obiettivo di bombardare la fabbrica di aerei Macchi. “
“Quel giorno c’erano nuvole, piuttosto basse attorno alla zona, ma i ragazzi decollarono.” Le condizione del tempo ruppero la Formazione. come raccontano i cinque sopravvissuti e come si legge nella scheda-rapporto n.4631 del Quartier Generale Air-Force di Whasington. Il bombardiere con undici uomini di equipaggio a bordo, pilotato dal primo tenente Abner Harwy decolla alle 11,20.
Nei pressi di Marradi-Crespino alle ore 12,55 furono attaccati da caccia tedeschi Messerschmitt (ME) Il primo luogotenente 1st Lt. Chester F. Kingsman, da civile professore di scuola superiore e allenatore riferisce: Il mitragliere fu ucciso immediatamente sganciò il carico di bombe. I nemici continuarono il loro attacco ed il motore dell’aereo si incendiò. Il pilota ordinò di lanciarsi. Kimgsman e altri quattro membri dell’equipaggio si paracadutarono e subito l’aereo esplose sull’area di Marradi. Kingsman atterrò sulle braccia ferendosi alla coscia e rompendosi due costole.

Liberator

Liberator

Nell’area di Marradi viene rintracciato da Domenico Vanni che lo ricongiunge con due membri del suo equipaggio sergente Shergold e tenente Paul. Tutti nascosti da una famiglia italiana in quest’area fino a quando non guarisce; “…Mario Mancorti Valdimora 23 Cardeto, fornì cibo e alloggio per due ufficiali ed un sergente, un ufficiale un mese, un ufficiale ed un sergente due mesi. Quattro mesi in tutto. Dal primo maggio 1944 al 23 settembre del 1944 . Sfamò curò e ricoverò Kingsman lo avvisò e lo nascose ogni qualvolta i tedeschi erano nell’area. La moglie medicò Kingsman. Un uomo molto povero ha fatto tutto quello che poteva anche a rischio della propria vita. Gino Lippi (padrone) Villa Valdimora fornì il cibo a Mario senza chiedergli soldi Agosto Settembre 1944 Leonia la nipote di Mancorti fornì a Kingsman i vestiti del marito e procurò 8 lire maggio settembre 1944. Nella caccia all’uomo che seguì dopo che gli americani si furono lanciati con il paracadute, fu catturato solamente il navigatore Raymond Barthelmy che fu internato nel campo Stalag Luft in Germania dal quale fu liberato e ritornò negli Stati Uniti come racconta Chester Kingsman nella lettera a Domenico Vanni del 12 febbraio 1946;: “..Raymond mi ha scritto una lettera anche lui sta bene ed è congedato. E’ stato prigioniero in Germania :..”.
Il comandante della 6^ Brigata d’Assalto “L.Lavacchini” Donatello Donatini Presidente del CTLN di Borgo San Lorenzo che in un documento del 10 settembre 1945 scrive che “ il Vanni ha partecipato all’azione del 25 aprile 1944 in località Pian delle Fagge in Comune di Palazzuolo di Romagna, azione che portò alla liberazione di un gruppo di aviatori americani caduti col proprio apparecchio in detta località. In detta azione furono uccisi due militi fascisti, uno ferito e gli altri disarmati. Il Vanni arrestato dalle SS il 25 maggio venne sottoposto a sevizie onde rivelasse la località ove accampavano i partigiani ed il nome dei componenti del CLN di Borgo San Lorenzo. Egli manteneva un contegno ed una fermezza esemplari riuscendo così a frustrare tutti i tentativi dei nazisti

Internato poco dopo in Germania nel campo di Mathausen rientrava in Italia dopo 12 mesi di prigionia) Il Sergente Shergold William. canadese riferisce: “Persone che mi hanno aiutato Mengone ex amministratore di Marradi amico di Paul fu preso prigioniero dai tedeschi e consegnato ai fascisti ed ora è di nuovo coi partigiani. Gino Lippi capitalista di Marradi che aiutò alcuni come meglio poteva” Nella Lettera del 12 febbraio 1946 Chester Kingsman scrive Mio Caro Domenico Vanni, ..io so che tu hai sofferto molto in mano ai nazisti ma il tuo eroico coraggio il tuo fermo credo nei diritti e nel bene comune insieme alla tua resistenza ti hanno aiutato a vincere la battaglia. Tu ed i tuoi eroici compatrioti che salvarono me e gli altri amici americani non sarete mai ripagati appieno. Avete salvato le nostre vite e ci avete protetto dal nemico e dalla cattura. Ricorderò sempre l’aiuto che tu e la tua gente ci avete dato in disprezzo delle vostre vite. Noi quattro siamo riusciti a tornare salvi in Patria. Tutti noi quattro siamo stati capaci di tornare sani e salvi dai nostri americani che pensavano fossimo morti. Ho visto Paul recentemente sta bene ed è di nuovo civile. Abbiamo parlato delle nostre esperienze in Italia. Raymond mi ha scritto una lettera anche lui sta bene ed è congedato. E’ stato prigioniero in Germania. Guglielmo anche è a casa e sta bene. Si è operato al piede e sta meglio ora. Anche Raymond che ci ha raggiunti da Mancorti dopo che sei stato portato via, è a casa. Quindi tutti noi quattro, o piuttosto cinque, siamo rientrati. Sono stato piuttosto malato dopo il mio ritorno in America ma ora sto bene. Sono ancora nell’arma ma finirò entro la fine di questo anno. Dal mio ritorno dagli USA sono stato molto occupato nel lavoro militare. Mi spiace non averti scritto prima. Ho molta voglia di rimanere in contatto con te e i tuoi amici italiani e aiutare là dove posso. Per favore sii libero di chiedermi tutto l’aiuto che vuoi. Io e i miei amici aiutati a scappare dal nemico stiamo organizzando un club con il fine di aiutare le persone che ci hanno aiutato durante la guerra. Ci vorrà molto tempo ma alla fine riusciremo a ripagare il debito ai buoni patrioti, a te e agli altri amici vi farò sapere le notizie del club più in là. Posso parlare ancora un poco italiano ma lo sto scordando poiché qui non lo parlo molto. Mengone, vorrei l’esatta posizione di dove sono sepolti i corpi degli altri miei compagni americani, i numeri dei corpi e tutte le informazioni che puoi avere per dare notizie alle famiglie. Grazie ancora per quello che avete fatto per me e dimmi se posso esserti di aiuto. Spero che tu stia bene e che tu abbia una vita felice e calma. Vorrei conoscere l’esatto luogo dove i corpi dei miei amici sono sepolti i corpi dei sei deceduti. ( Furono recuperati e seppelliti nel cimitero di Lozzole (Chiesa Scuola) da Arturo Scalini e Carlo Zacchini.
Lozzole

Lozzole

I resti di cinque di loro furono poi traslati negli Stati Uniti. al Zachary Taylor National Cemetery, nel Kentuky). E conclude “..dai i miei migliori auguri ai miei cari amici Mario, (Mancorti Mario), Maria ( Coiro Maria moglie di Mario),Leonia (Leonia Ferrini nipote di Mario), Lippi (Lippi Gino nato a Bibbiena a Marradi dal 26 agosto 1942 al 1956 agente di beni Cardeto Villa di Valdimora 23), Scalini (Scalini Arturo agricoltore in proprio, proprietario di Pian delle Fagge) , Lorenzo (Lorenzo Mancorti) e gli altri.”Cordiali saluti e buona fortuna Tuo amico per sempre Il 25 marzo 1946 Leslie J.Paul scrive “Caro Mengone …Questo per certificare che il sottoscrtitto LESLIE J PAUL dell’aviazione militare Americana ha ricevuto aiuto e rifugio da Domenico Vanni, la sua famiglia e i suoi amici da aprile fino al 28 maggio 1944, durante questo frangente ero considerato disperso. Il signor Vanni fu fatto prigioniero e torturato perché non volle dire dove io ed i miei ragazzi eravamo nascosti. Il signor Vanni era conosciuto come Mengone.” Queste persone sono oneste e sincere e mi hanno dato la migliore considerazione ed il miglior trattamento possibile. Il mio sentimento è quello che debbano ricevere qualsiasi tipo di aiuto o lavoro possibile…

resti della fusoliera

resti della fusoliera

Testimonianza di Beppino Ridolfi
Beppino Ridolfi, se lo ricorda molto bene quel 25 aprile del ’44 quando quell’aereo americano precipitò a Lozzole. Si trovava proprio presso il podere Pian delle Fagge e stava lavorando i campi assieme al padrone del podere, Arturo Scalini. Quando videro avvicinarsi l’aereo così basso pensò che volesse atterrare lì ma all’improvviso ci fu lo schianto. Quelli che erano con lui scapparono, lui, invece, rimase pietrificato. Immediatamente l’aereo prese fuoco (mio nonno ricorda che le fiamme erano talmente alte da sembrare che toccassero il cielo). Appena si accorsero dell’accaduto, lui e gli altri, corsero su per vedere se ci fossero superstiti. Naturalmente avvicinarsi all’aereo non era facile per via dell’incendio e del metallo che colava. Trovarono tre corpi di militari ancora legati al loro seggiolino che stavano bruciando dalla vita in su e si avvicinarono nella speranza di riuscire ad estrarli anche solo tirandoli per le gambe. Chiaramente non c’era più nulla da fare.

Testimonianza di Franca Zacchini
Franca Zacchini, nipote di Arturo Scalini, sorella di Carlo, ricorda molto bene che i tedeschi si fermarono a Pian delle Fagge minacciosi e fu solo grazie all’abilità ed al buon francese che Arturo Scalini ostentò nei confronti dell’ufficiale tedesco che le famiglie di Pian delle Fagge Franca e suo marito Beppe Baschetti evitarono guai seri pur dovendo per molti giorni nascondersi nelle grotte circostanti. Franca ricorda anche di essersi recata, incuriosita a vedere i resti del bombardiere abbattuto nei giorni successivi al 25 aprile del 1944.

divisione-potenteTesto della motivazione dell’onorificenza conferita a Domenico Vanni

“Questo certificato è rilasciato per i meriti di Vanni Domenico come onorificenza per l’apprezzamento e la gratitudine per l’aiuto dato ai soldati e marinai degli Stati Uniti per impedire che fossero catturati dai nemici Il Generale Comandante in capo delle Forze Armate degli Stati Uniti nel Teatro delle Operazioni del Mediterraneo” Ltd. Gen. Joseph Taggart McNarney.
Rodolfo Ridolfi

18 aprile del 1948 l’Italia scelse di “Essere Libera e Forte”

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 Siamo tutti figli del 18 aprile 1948, perché quel giorno fu il popolo vero, fu l’Italia profonda, dal nord al sud, che seppe difendere, unita, un patrimonio comune di valori ereditato nei secoli; perché quel giorno il nostro popolo seppe dire «no» ad una ideologia che, se avesse vinto, avrebbe portato in Italia il terrore rosso che già aleggiava sui Paesi dell’est europeo, consegnati a Stalin dagli accordi di Yalta; perché, infine, il 18 aprile non vinse, come invece troppo comunemente si crede, il partito che ci avrebbe portati verso il cattocomunismo e la partitocrazia. Il 18 aprile fu giustamente definito una seconda Lepanto, in quanto se Lepanto ha impedito ai musulmani di invadere l’Europa, il 18 aprile ha impedito ai comunisti di conquistare l’Italia. Se il 25 aprile del ’45 segnò la fine del nazifascismo per l’opera determinante delle truppe anglo-americane e dei resistenti, il 18 aprile del ’48 fu la data in cui, con il voto, l’Italia decise per la democrazia e la libertà, sconfiggendo il pericolo frontista. Come non sottolineare l’intelligenza politica, la lungimiranza ed il coraggio di Saragat, il quale si staccò da un partito socialista, ormai succube del Pci, per dar vita ad un socialismo liberale e democratico. Sessanta quattro anni sono passati da quel 18 aprile 1948, quando, alle prime elezioni dell’Italia repubblicana, i partiti del centro-destra ottenevano il 48,5% dei suffragi, battendo di oltre diciassette punti la lista di Unità Popolare, formata da Pci e Psi.

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Il significato della vittoria del 18 aprile va sicuramente al di là del pur considerevole risultato ottenuto dalla Dc, e supera di gran lunga la sigla stessa, sotto la quale tutti quei consensi vennero raccolti. Il 18 aprile vinsero i Comitati Civici, creati pochi mesi prima, che, forti di trecentomila volontari e di ventimila comitati elettorali, intrapresero una politica anticomunista e organizzarono una campagna elettorale nella quale risultò evidente, attraverso slogans e manifesti, che la posta in gioco era la salvezza del Paese dal comunismo. Vinse uno spirito di «crociata» in difesa della civiltà, un anno prima della scomunica lanciata da Pio XII, il 28 giugno del 1949, nei riguardi dei cristiani che aderivano alle dottrine del comunismo e che collaboravano con movimenti comunisti, e undici anni dopo l’enciclica Divini Redemptoris di Pio XI che aveva definito il comunismo «intrinsecamente perverso». Certamente, una delle cause della sconfitta del Fronte popolare è da ravvisare nella levatura politica e morale di uomini come De Gasperi, Saragat, Einaudi. Fu così che i moderati contribuirono a salvare la democrazia e la civiltà del nostro Paese; mentre presuntuosi intellettuali di sinistra, ciechi di fronte ai crimini di stampo leninista-stalinista, iniziavano la loro triste marcia dentro il comunismo. Un’analisi di oltre mezzo secolo di storia italiana potrà contribuire a far luce sul significato politico e culturale di una data troppo importante per essere dimenticata, forse, un po’ troppo scomoda, dopo che gli sconfitti di ieri vorrebbero diventare i vincitori di oggi. Le istituzioni dovrebbero ricordare con gratitudine i protagonisti di quell’evento: Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat, Luigi Einaudi, Randolfo Pacciardi, che affermarono i valori della democrazia, della libertà, dell’atlantismo, dell’europeismo e dell’Occidente, valori che sono ancora attuali ed irrinunciabili. Quella del 18 aprile 1948 non fu una delle consuete competizioni elettorali tra differenti forze politiche, ma una scelta di civiltà fra due opposte concezioni del mondo: fra un’Italia profondamente legata alle proprie radici nazionali, religiose e civili, ed una parte del Paese plagiata dall’utopia marxista-leninista; un’utopia che proprio nella primavera dello stesso anno portava con un golpe i comunisti al potere a Praga e forniva l’ennesimo saggio di brutalità nell’Europa dell’est con la defenestrazione del socialista Masarik. Il clima da guerra civile di quegli anni, le aspettative dei comunisti italiani nei confronti dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito, che avanzavano nell’Italia orientale, e l’eliminazione sommaria da parte comunista dei partigiani non comunisti e di tanti innocenti subirono il 18 aprile del 1948 un duro colpo.

Rodolfo Ridolfi

 

Il grande cuore di Vincenzo Galassini si è fermato….Sindaco di Brisighella, Presidente del Consorzio Acquedotto Val Lamone, Consigliere Provinciale di Ravenna, un amico di tanti marradesi.

170411tarimercoledì 12 aprile

Marradi Free News è in lutto per la scomparsa di Vincenzo Galassini. Il direttore, la redazione ed i lettori esprimono profondo cordoglio alla moglie Rosa ai figli Claudio e Silvia al genero Mirco, all’amato nipotino Luca e a tutti i suoi famigliari  ed alla comunità di Brisighella e della Valle del Lamone che perde un vero campione del “Bene Comune”. Il grande cuore di Vincenzo Galassini si è fermato. Proviamo un immenso dolore e abbracciamo forte la moglie, i figli ed il suo adorato nipotino Luca. .Vincenzo per tanti di noi è stato un grande, geniale ostinato instancabile ed intelligente amico umano e politico. Un signore umile sempre sorridente ed educato che sapeva rispettare chi non la pensava come Lui. Le esequie si svolgeranno domani alle ore 15,30 nel Duomo di Brisighella.

Fra i numerosi messaggi giunti alla famiglia quello del Prof. Renato Brunetta che scrive:

“Un commosso saluto a Vincenzo Galassini, storico dirigente azzurro dell’Emilia Romagna. Alla famiglia sentite condoglianze

 

VINCENZO GALASSINI nato a Brisighella (RA) il 5 dicembre 1939, geometra, dal dicembre 2006 era in pensione con 42 anni di servizio nel Comune di Massa Lombarda e di Faenza come funzionario tecnico. Sposato con Rosa Spada estetista ha due figli Claudio e Silvia che gli ha regalato un adorato nipotino Luca.

Consigliere comunale dal 1969 al 1990, e SINDACO del Comune di Brisighella, dal 1981 al 1985 e dal 1986 al 1990, con una giunta “pentapartito”, la prima ed unica esperienza politica in Romagna, per il Partito Socialista Italiano.

Unitamente al prof. Andrea Vitali ha fondato e organizzato, nel 1980, le note “Feste Medioevali”, che hanno raggiunto una presenza di 35.000 spettatori paganti, ha lasciato l’incarico nel 1995.

Già Presidente del Consorzio Acquedotto della Val Lamone di Brisighella, Faenza e Marradi (Fi);

Presidente del Parco Naturale Carnè fra i Comuni di Brisighella, Faenza e Provincia di Ravenna;

Vice Presidente della Comunità Montana Faentina;

Vice Presidente del Comprensorio Faentino.

Componente nel consiglio di amministrazione dell’ A.P.T. (Azienda Provinciale Turismo) di Ravenna. Fin dal 1994 aveva aderito a Forza Italia che ha contribuito a fondare in Provincia di Ravenna ed in Romagna

Dal 1999 al 2009 consigliere comunale per “Brisighella Romagna” (Forza Italia- Lega Nord) e con il gruppo “Aria Nuova”. Nelle elezioni del 13 maggio 2001 fu eletto consigliere provinciale per Forza Italia in Provincia di Ravenna, dal 1 dicembre 2003 era diventato presidente del Gruppo.

Ha sempre ricoperto incarichi per Forza Italia nella Provincia di Ravenna, dal congresso provinciale di Forza Italia del 2000, al congresso di Lugo, svolto il 13 marzo 2004, riconfermato in quello di Faenza nel 2005. Attualmente era responsabile dei Seniores Azzurri

Nell’UPI Regionale (Unione Provincie Italiane) è stato componente del comitato di direzione, è presidente della Commissione “Istituzioni locali” dal 2004 al 2010 e componente commissione Regione Emilia-Romagna “Bilancio Affari Generali e Istituzionali” dal 2005 al 2010.

Nel maggio 2006 alle elezioni è stato candidato a Presidente della Provincia di Ravenna in rappresentanza di Forza Italia, Lega Nord e UDC e ha ottenuto il 21% dei voti ed è stato presidente del gruppo composto da ben cinque consiglieri provinciali.Attivo in Free Foundation, nel 2012 è tra i fondatori di Azzurri’94, presidente per la Provincia di Ravenna e dal maggio 2016 presiede i comitati per il NO di Azzurri ’94 Nell’ associazione nata nel 2003 per ricordare la memoria storica di Brisighella,, , “I Naldi e gli Spada” presieduta dal card. Achille Silvestrini era, insieme agli altri sindaci e a Velda Raccagni  fondatore. Nella Fondazione “La memoria storica” nata nel 2006 presidente card. Achille Silvestrini era un membro fondatore e aveva l’incarico di Segretario.

Rodolfo Ridolfi

Mauro Ridolfi :Marradi in calo non solo i residenti ma anche le risorse del Comune, le manutenzioni e la pulizia

img_20170317_122417giovedì 6 aprile: Riceviamo e pubblichiamo:

Manca un anno alle elezioni comunali e coloro che si proclamavano pronti per Marradi continuano ad essere censurati dalla Corte dei Conti perchè con i bilanci e con i numeri in genere hanno poca dimestichezza e questo si comprende visto che sono gli stessi pasticcioni degli Swap ciò che ci sorprende, invece, e la reiterata e cattiva abitudine del Sindaco e dei suoi cari di ignorare le più elementari norme sulla Trasparenza. Per leggere infatti le pronunce della Corte dei Conti sul rendiconto del 2014 e il disavanzo al 1 gennaio 2015 di 109.261,66 euro abbiamo dovuto attendere che il Comune di Marradi pubblicasse i provvedimenti della Corte dei Conti del 30 novembre 2016 addirittura il 14 marzo 2017. Le osservazioni della Corte dei Conti si ripeteranno probabilmente anche per i successivi Bilanci 2015 e 2016 intanto terminerà il quinquennio del Sindaco Triberti ma non la precaria situazione di Bilancio del Comune che si è impegnato in via prioritaria a tagliare la parte corrente del Bilancio fino al 2044 azzerando ad oggi gli investimenti. Volge alla fine un quinquennio amministrativo che abbiamo definito della polvere sotto il tappeto. E’ infatti la polvere, anzi l’incuria della maggior parte del territorio urbano ed extra urbano che abbiamo puntualmente denunciato in questi quattro anni dando voce alle proteste e all’opposizione dei marradesi ad una Giunta insufficiente. Confermiamo, per ricordare qualche esempio concreto, che le pavimentazioni di Via Talenti, Via Fabbroni, Piazza Scalelle Via Fabbrini, Via Dino Campana avrebbero bisogno di un intervento organico. Via Talenti e Via Fabbroni dovrebbero essere ricondotte al doppio senso di circolazione per ridare vita al Centro ed a Piazza Scalelle ormai inanimati. Piazza Scalelle prevalentemente è ormai un’area di parcheggio e i piccoli e discutibili interventi su alcuni marciapiedi non hanno certo migliorato significativamente l’arredo urbano e fortunatamente nessun distributore per l’alimentazione elettrica per autoveicoli è stato realizzato come strombazzato precedentemente. Interventi improvvisati e mediocri come la scalinata con sarcofago. Fuori da un’area ristretta non trova legittimità, infatti, il decoro urbano come abbiamo tante volte segnalato, dando voce al disagio e alle proteste dei cittadini. Basti guardare come si nota nelle foto alle condizioni intollerabili del parcheggio del Chiuso e Via Fabbrini in pieno centro. Viene da chiedersi ma chi dovrebbe spazzare e tener pulito il paese?

Mauro Ridolfi Coordinatore di Forza Italia – capogruppo nell’Unione dei Comuni.

Un ricordo scritto da Giuliana Parrini che vive a Montepulciano

Giuliana Parrini con il padre Renzo

Giuliana Parrini con il padre Renzo

mercoledì 5 aprile

Molto volentieri pubblichiamo quanto inviatoci dalla signora Giuliana Parrini:

Gentile Redazione,

pensando a Marradi, riaffiorano tanti ricordi di quando ero bambina. Sono contenta di questi ricordi, perché sono belli, puliti, freschi,come sa essere solo la gioventù. Mi ha fatto piacere fissare sulla carta uno di questi momenti e mi scuso se ho dovuto metterlo qui di seguito e non in allegato, ma il mio computer fa le bizze e mi dice che mi permette di allegarlo solo in lettura, senza possibilità di cambiare anche solo una virgola. Io decisamente in queste cose sono una schiappa, me lo dico da sola, prima che me lo dicano gli altri.

Detta così, potrebbe sembrare che io pensi che senz’altro voi lo pubblicherete, ma vi assicuro che non è così. E’ solo che nonostante la mia età non più proprio verde, sono del ’49, mi capita ancora di entusiasmarmi per le cose che faccio, che penso, che scrivo. Non me ne vogliate.
Vi auguro buon lavoro e già che ci sono anche Buona Pasqua.
giuly:

La Bomba

 Potevo avere otto o nove anni, non ricordo bene, ma sicuramente era Agosto.

Come ogni anno eravamo partiti per quello che mio padre riteneva il più bel periodo dell’anno: passare un mese di ferie a Marradi. Per lui tornare per un pò di tempo al suo paese era il regalo migliore che potesse ricevere, e io ogni anno lo guardavo con lo sguardo di meraviglia di chi, abituata a vedere  suo padre vestito con la divisa di Maresciallo dei Carabinieri, improvvisamente se lo ritrovava davanti con camicia e pantaloni sportivi. Ma più che altro con uno sguardo da ragazzo, che non ho mai dimenticato.

Un mese a Marradi, o meglio ancora a Biforco, dove c’è la casa natale di mio padre, voleva dire incontri, risate, gare di pesca, cene con tanti amici della sua infanzia e con tanti parenti che in quel mese si ritrovavano proprio lì, come se fosse un tacito appuntamento. C’era chi veniva dall’altra parte del fiume, chi da Marradi; altri scendevano da Quera, da Camurano e dal Drudolo, e c’era chi arrivava da Firenze o da Faenza, e qualcuno anche dalla Svizzera, dove era andato subito dopo la guerra in cerca di fortuna. E quelle erano serate di festa, lì, in quella che è sempre stata chiamata ‘la pista’, il risedio dietro casa, dove una volta ai tempi dei miei nonni, si ballava, e dove noi mangiavamo in allegria, accompagnati dal concerto gracidante delle rane, che allora erano tante, mentre il fiume col suo mormorio discreto, scorreva appena sotto di noi.

Il fiume è sempre stato importante per me. Appena arrivavo a Biforco, scendevo subito  sotto casa, e mi divertivo a guardare se era cambiato qualcosa dall’anno precedente. Ma le grosse pietre che erano state messe una sull’altra a formare un lavatoio, dove le donne del paese venivano a sciacquare i panni, era sempre lì, sempre un pò più levigato dall’uso, ma per me una presenza confortante, di casa. L’acqua in quel punto  era bassa, pulitissima allora, e non c’erano pericoli di sorta, neanche per una bambina come me. E io ci passavo giornate intere, costruendo dighe, cercando girini, vincendo la paura della biscia che si insinuava leggera nell’acqua, mentre imparavo a riconoscerla dalla vipera, molto più temuta, ma anche lei timida e restia a manifestarsi, e provando con scarso successo ad afferrare qualche pesce con le mani. Fino a quella mattina.

Ricordo che era presto e faceva già molto caldo, per cui ero scesa al fiume subito dopo colazione e avevo cominciato a giocare come al solito. Mio padre mi controllava di tanto in tanto dal muretto che si affacciava proprio sul punto in cui ero io. L’acqua scintillava di sole e io mi divertivo a schizzarla in alto col piede, per vedere i colori dell’arcobaleno che rifletteva mentre tornava giù in cento schizzi. Fu a quel punto che urtai qualcosa e da subito capii che non era un sasso. Non so se fu l’istinto che mi disse di rimanere immobile, o forse la paura di qualcosa che non conoscevo, ma non mi mossi. Poi il mio sguardo corse in basso, fino al mio piede sinistro e la vidi.

Era lì, lunga, affusolata, liscia, inanimata, con delle alette quasi affascinanti. Una bomba, una di quelle di cui mi aveva tante volte parlato mia madre, come le aveva viste lei, cadere a grappoli dagli aerei americani che dovevano bombardare la ferrovia e invece distrussero il paese, e che a me bambina sembrò veramente di grosse dimensioni, anche se poi ne ho viste anche di più grandi.

Gridai con quanto fiato avevo in gola; “Babbo, babbo, c’è una bomba, corri, corri!!”

Ricordo ancora mio padre che si affacciò immediatamente al muretto. Non ho mai dimenticato il suo viso, bianco come la neve, e l’espressione terrorizzata dei suoi occhi, mentre con voce che cercava di rendere calma mi diceva: “Stai ferma, non fare neanche un movimento, arrivo subito!”

Un attimo dopo era lì con me, senza neanche essersi reso conto di entrare in acqua vestito di tutto punto, e dopo avermi preso per mano, mi disse dove appoggiare i piedi, per fare in modo che non si muovesse neanche un sasso nel fondale del fiume.

Cinque minuti dopo ero già a casa, circondata dai miei cari e da tante persone che erano accorse, quando avevo lanciato il mio grido di aiuto.

Furono chiamati gli artificieri e la bomba fu portata via e fatta brillare. La sera stessa a cena, tra l’allegria generale,mi sentii quasi un’eroina e per un attimo ebbi l’impressione che non fosse solo il mio babbo ad aver fatto quella guerra che ogni tanto entrava nei suoi discorsi, ma che in qualche modo l’avessi fatta anch’io. E sarà stato un caso, o forse il fatto che stavo crescendo, ma da allora lui me ne parlò sempre ed è così che sono venuta a conoscenza di tanti episodi vissuti da lui, e degli eventi di Marradi, che non fu risparmiata dalla distruzione.

E con quei racconti nacque anche l’affetto per Marradi e per le mie radici.

giuly

In questa foto ci sono io col mi babbo, Renzo Parrini.

…..Sono d’accordo con quello che dici a proposito della ‘verde età’. Ce l’abbiamo dentro, noi, ragazzi del ’49.
Ma sarà l’aria dei monti o il sangue romagnolo che si mischia a quello toscano, ma io ho sempre notato che a Marradi si rimane giovani, scanzonati, aperti agli altri molto di più che nel senese, dove vivo io, e anche se Montepulciano è un posto bellissimo, è chiuso, conservatore e sonnolento. O forse sarà solo una mia impressione…..ma non credo.

Grazie nuovamente

giuly

“Il Canto degli inquieti spiriti”, al Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”.

cantodomenica 19 marzo

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

Sabato 25 marzo 2017 alle ore 16,30 presso il Centro Studi Campaniani di Marradi, Via Castelnaudary, 5 verrà presentato il libro di Alessio Fabbri, Il Canto degli inquieti spiriti”,edito da goWare nel 2016.  L’iniziativa, alla quale è previsto il saluto del sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, sarà introdotta dal Presidente del Centro Studi Campaniani, Mirna Gentilini. Interverrà oltre all’autore Mauro Gurioli, editore di Tempo al Libro, che parlerà del Taccuinetto Faentino di Dino Campana. Alessio Fabbri è nato a Lugo di Romagna, ma le sue radici sono marradesi. Laureato in lingue e letterature straniere è un giovane insegnante di inglese con un profondo amore per la letteratura ( ha già pubblicato un romanzo e alcuni racconti) e uno spiccato interesse per la storia e la genealogia. Il Canto degli inquieti spiriti”è il racconto di un viaggio fisico ed introspettivo tra emozioni e rimorsi di un reduce della prima guerra mondiale che deve ricostruire la propria vita dopo il conflitto. Lo stile del romanzo deve qualcosa a Dino Campana a cui l’autore rende omaggio nella premessa, che torna alla mente con una delle sue più belle liriche “Il canto della tenebra” evocata nel titolo del libro:  La luce del crepuscolo si attenua:/ inquieti spiriti sia dolce la tenebra/ Al cuore che non ama più!”

Mirna Gentilini

Presidente Centro Studi

Velocità e cinema in Dino Campana “PRIMO ARRIVATO AL TRAGUARDO DI MARRADI”

boccionimartedì 28 febbraio
Il 1 marzo 1932 moriva  Dino Campana, lo ricordo quest’anno in modo del tutto particolare associandolo ad un evento sportivo del 1909 che ebbe come protagonista mio nonno, nato il 5 marzo del 1889  e che è possibile sia stato fonte di ispirazione per il grande marradese.

Infatti Domenico Vanni, mio nonno, nel 1909, a vent’anni, vinse la corsa ciclistica Firenze–Marradi come riporta l’edizione dell’Eco delle Scalelle nel numero unico del 13 luglio 1952, pubblicato per la Festa della Madonna del Popolo. Nell’articolo firmato Adriano, sotto il titolo Glorie del Passato Vecchi Tempi e Vecchi Campioni del 1909, ritroviamo, con taglio futurista, la velocità ed il cinema elementi che caratterizzano la poesia di Dino Campana, e che dimostrano come la cultura marradese li stesse assimilando . Si legge infatti: “Quella notte i cittadini marradesi, non chiusero occhio specialmente i giovani! In quella lontana giornata dell’estate 1909 era atteso l’arrivo, con ansia spasmodica, della prima grande corsa ciclistica Firenze-Marradi di oltre 90 Km che l’impareggiabile Cecchino Dal Pozzo aveva così brillantemente organizzato. Già alle 8 del mattino, un imponente gruppo di atleti, più di 70, è pronto per il via dal Ponte Rosso in Firenze, per slanciarsi, moderni dominatori dello spazio e del tempo, sulle allora deserte, assolate e polverose strade mugellane. C’era davvero motivo per perdere il sonno almeno per una settimana. Il meraviglioso, l’importante, l’incredibile, è che nello squadrone in partenza, insieme ai migliori dilettanti nazionali quali Marzocchini, Ciucchi, Guardiani e Mosconi, già celebri, ci sono anche i tre campioni locali: Betti Angiolino, Consolini e Vanni Domenico. Questi sono i nostri pionieri delle moderne avventure, i nostri primi eroi della bicicletta, i simboli e gli antesignani dei tempi nuovi, i beniamini di tutta la nostra gioventù. Tutta Marradi fin dalle nove si accalca sui marciapiedi di fronte all’ospedale e sembra che molta gente sia improvvisamente impazzita; “sono o non sono partiti? Sì, devono essere sulla salita di Polcanto! Saranno arrivati a Borgo? Macché, nemmeno a Vicchio! Quanti sbaglieranno strada a Panicaglia? Devono essere a Ronta! A Razzuolo! Vorrei contare quelli a piedi sulla Colla di Casaglia! Ci sarà l’Avvocato a Camurano? Arrivano, eccoli, no è Parigino che si torna a casa! Largo, largo, eccoli! No è il cane di Lorenzone; lasciatelo passare che ha paura! È troppo tardi! No è troppo presto! Ormai è mezzogiorno e non arriva più nessuno! All’improvviso, quando meno ci si aspetta, fra una confusione indescrivibile, trafelato, sudato irriconoscibile, dondolante quasi come un ubriaco, accolto da mille braccia arriva il 1°; è il nostro Domenico Vanni! Non arriva a scendere che viene acclamato e portato in trionfo! Viva Vanni! La gloria c’è, la carriera non può mancare; tutti ne sono sicuri tranne proprio l’interessato!” In questo articolo emerge l’influenza del linguaggio campaniano sul taglio futurista del linguaggio giornalistico. Dino Campana aveva poco più di 24 anni quando scrisse la poesia “1° Arrivato al Traguardo di Marradi”. Un’altra versione della stessa poesia Campana la dedicò, col titolo Traguardo a Filippo Tommaso Marinetti. Poiché il Giro d’Italia nel 1909 non fece tappa a Marradi è possibile che Campana abbia assistito all’arrivo della prima corsa Firenze-Marradi e proprio dalla vittoria di mio nonno abbia tratto ispirazione per la sua lirica: “Dall’alta ripida china precipita/Come movente nel caos di un turbine/Come un movente grido dal turbine/Come il nocchiero dal cuore insaziato/Bolgia di roccia alpestre: grida di turbe rideste/Vita primeva di turbe in ebrezze/Un bronzeo corpo dal turbine/ Si dina alla terra con lancio leggero/Oscilla di vertigine il silenzio dentro la muta catastrofe/di rocce ardente d’intorno/Tu balzi anelante fuggente fuggente nel palpito indomo/Un grido fremente dai mille che rugge e scompare con te/Balza una turba in caccia si snoda s’annoda una turba/Vola una turba in caccia Dionisos Dionisos Dionisos”.

Rodolfo Ridolfi

Dopo l’evento di Forza Italia a Marradi “centro destra sempre più unito”

bella marradidomenica 19 febbraio

Marradi per un giorno diventa capitale di un dialogo molto positivo per l’unità del centro destra a livello nazionale e lo fa partendo dal libro di Rodolfo Ridolfi “Matteo Bomba e le coop rosse”. E’ proprio dalla cittadina della Romagna-Toscana che gli azzurri offrono, anche a tutto il centro destra locale e provinciale, la possibilità di realizzare un programma unitario basato su valori condivisi per contendere alla sinistra, dopo aver girato pagina per la sconfitta del 2013, il governo del Comune alle elezioni del 2018. Rinnovamento, rappresentatività e merito saranno alla base della nuova squadra che si presenterà alle elezioni, partendo proprio dall’unità straordinaria che Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia hanno sancito nell’evento di Marradi. L’onorevole Guglielmo Picchi, della Lega Nord, Jacopo Cellai, capogruppo di Forza Italia al Comune di Firenze, e Giovanni Donzelli capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Toscana e dirigente nazionale del Partito di Giorgia Meloni, con i loro interventi hanno scaldato i cuori di un pubblico attento e rinfrancato dal recente clamoroso successo referendario che ha provocato il tramonto del renzismo che così tanti disastri ha provocato ai cittadini. A presiedere e moderare gli interventi il leader locale di Forza Italia, Mauro Ridolfi sempre attento ai problemi della gente e protagonista del rilancio organizzativo e politico degli azzurri a Marradi. Di spessore politico rilevante l’intervento del v.coordinatore provinciale e responsabile politico di tutta l’area del Mugello, Silva Gurioli che ha anche dato conto del suo lavoro da quando, in seguito al grande successo di consensi, conseguito in occasione delle elezioni regionali a Marradi ed in tutto il collegio, è stata chiamata a riorganizzare Forza Italia nel Mugello ed a contribuire alla direzione provinciale e regionale.

pubblico

Mentre l’evento era in corso Renato Brunetta, immediatamente ripreso dalle agenzie di stampa nazionali affermava: “Stiamo lavorando, Forza Italia sta lavorando, con il presidente Berlusconi in prima linea, al centrodestra unito di governo. Non solo con la Lega di Salvini e Fratelli d’Italia della Meloni, ma anche con i Conservatori e Riformisti di Fitto, i Popolari di Mario Mauro, Idea di Gaetano Quagliariello, l’Udc di Cesa, Rivoluzione Cristiana di Rotondi, i Repubblicani di Nucara, la Destra di Storace, Azione nazionale di Alemanno, i Liberali di De Luca, il Nuovo Psi di Caldoro, le forze del civismo che stanno attorno ai nostri sindaci come Brugnaro a Venezia e Di Piazza a Trieste… Il centrodestra da sempre, in Italia e in Europa, e’ plurale. L’importante e’ convergere su programmi, valori e regole”. “Noi siamo convinti che il centrodestra unito di governo, con Berlusconi in campo e protagonista, possa raggiungere e superare il 40%. I sondaggi gia’ ci danno al 34%, con il Pd fermo al 30% e i 5 stelle in caduta libera. Torneremo a governare il Paese. Come governiamo in Lombardia, nel Veneto, in Liguria, come abbiamo governato dieci anni su venti in Italia. La prospettiva e’ unica: centrodestra unito di governo. Dopodiche’, il centrodestra e’ plurale in Italia, come in Francia, come in Germania. Ma con quello che sta succedendo a sinistra, con l’autodistruzione del Pd, sarebbe veramente assurdo per noi non riuscire a stare insieme. L’unita’ nel centrodestra e’ obbligatoria”. Il Partito democratico è ormai morto, è irrimediabilmente diventato il Pdr, il partito di Renzi. Già il Pd mi era poco simpatico perché lo vedevo come una fusione innaturale di democristiani di sinistra e comunisti. Adesso poi non è più neanche il Pd ma è Pdr, partito di Renzi”. “Probabilmente assisteremo alla deflagrazione finale di questo progetto nato fallito, perché non può che far male al Paese un agglomerato insensato di questo tipo. Che i comunisti siano comunisti, i democristiani siano democristiani e non si nascondano gli uni dentro gli altri. Renzi e i suoi hanno fatto danni nel Paese ma almeno hanno ucciso il Pd. Saranno ricordati per questo”. Rodolfo Ridolfi in un lungo e dettagliato intervento ha espresso soddisfazione per come la presentazione del suo libro sia stata come lui sperava l’occasione per vedere finalmente a Marradi, nella cittadina dove è stato sindaco, i più importanti Partiti del centrodestra, per la prima volta, rappresentati in modo così autorevole e tutti insieme, riprendere il contatto con i cittadini fuori dai contorsionismi e gli opportunismi che non sono stati e non sono prerogativa della sinistra e del renzismo ma anche del centro destra come le vicende di Follini, Casini, Fini, Alfano e Verdini dimostrano.

P.S.

Al via il Premio Dino Campana “La Poesia ci salverà” IV^ Edizione 2017.

F.Balucani premia G.Zambelli

F.Balucani premia G.Zambelli

venerdì 17 febbraio 2017

La Poesia ci salverà”, al via la quarta edizione del Premio on line Dino Campana.

Il Quotidiano On-line Marradi Free News, l’ “Accademia degli Incamminati” di Modigliana, il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” di Marradi, l’Accademia Il Fauno, Associazione Culturale “Giovanni Arcidiacono”di Firenze, Associazione Culturale “Opera In-Stabile”, l’Officina Artistica “L’Infinito” di Brisighella, #POETRY di Faenza, hanno deciso di indire per il quarto anno consecutivo il  Premio Dino Campana “La poesia ci salverà” riservato a liriche edite e inedite. Il premio che si svolgerà prevalentemente attraverso le modalità della rete si pone anche l’obbiettivo di contribuire alla ricerca ed alla promozione dei talenti poetici emersi nelle precedenti edizioni e dei nuovi che parteciperanno. La pubblicazione sul quotidiano Marradi Free News, sulle riviste e sui siti degli Enti organizzatori delle opere vincitrici è uno dei modi scelti per diffondere le opere ritenute meritorie dalla eclettica giuria. Al concorso possono partecipare con una sola opera tutti gli autori con testi editi o inediti in lingua italiana. Le poesie dovranno pervenire online al sito www.marradifreenews.com info utilizzando l’apposito formulario entro e non oltre il 20 agosto 2017.  Ogni autore può partecipare con una sola lirica che non potrà superare i quaranta versi. La premiazione si svolgerà a settembre. Della Giuria del Premio che formulerà la graduatoria dei finalisti e dei tre vincitori fanno parte: Rodolfo Ridolfi (Direttore Responsabile Marradi Free News); Mirna Gentilini (Presidente Centro Studi Campaniani), Giancallisto Mazzolini (Accademia degli Incamminati), Lamberto Lilli (Presidente Accademia Il Fauno), Pape Gurioli (Direttore dell’Officina Artistica Infinito) Barbara Betti (Direttore di Opera-In-Stabile) Monica Guerra (poetessa #POETRY) Federica Balucani (Soprano), Gianna Botti (Scrittrice), Maurizio Ferrini (Attore), Riccardo Monopoli (Attore-Regista), Massimo Scalini (Psichiatra),

 

La Poesia ci salverà” si è ormai affermata come un’iniziativa, nel nome di Dino Campana, tesa alla scoperta ed alla valorizzazione di nuovi autori da proporre all’attenzione di quel pubblico che ancora ama la poesia la legge e la valuta sulla carta stampata ma anche attraverso la rete.

il direttore responsabile Rodolfo Ridolfi

Paolo Bassetti interroga sulla chiusura del Palazzetto.

thvenerdì 17 febbraio Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione dell’ex sindaco Paolo Bassetti che ha rivolto una interrogazione sulla chiusura del Palazzetto:

“Abbiamo presentato in questi giorni una interrogazione sul Palazzetto dello Sport che risulta ad oggi ancora chiuso al pubblico. Speravamo che non ce ne fosse bisogno ma sono ormai tre mesi che la situazione è ferma e per questo ci siamo mossi affinché ci vengano fornite spiegazioni e soprattutto soluzioni per permettere al più presto la riapertura di un locale fondamentale per il Comune di Marradi, in particolare per i giovani che praticano sport.

Per il Palazzetto dello Sport di Marradi dal 2008 ci sono due progetti nel cassetto

thvenerdì 17 febbraio

Da Forza Italia Marradi,  riceviamo e pubblichiamo:

Nei mesi scorsi la commissione di vigilanza provinciale competente ha effettuato un sopralluogo al palazzetto dello sport del Comune di Marradi dichiarandolo inagibile perché non più rispondente ai requisiti richiesti dalle normative e disposizioni vigenti. E’ un grave colpo per le attività dello Sport Marradese e per tutte le attività di rilevanza sociale che all’interno della struttura si svolgono o possono svolgersi. Forza Italia sollecita l’Amministrazione Comunale a prendere tutte le iniziative indifferibili ed urgenti e soprattutto ricorda come l’ex assessore ai lavori pubblici Silva Gurioli avesse fatto predisporre nel novembre del 2008 due progetti esecutivi per un totale di 700.000 euro ammessi a finanziamento: Interventi sulla Palestra Comunale e sugli spogliatoi dello stadio per: Coibentazione, installazione di corpi illuminanti a basso consumo, installazione di pannelli solari e fotovoltaici per la riduzione dei consumi energetici. Richiesta di contributo in base al bando di concorso della Regione Toscana D.G.R. n.257 del 31.03.2008; Completamento, recupero e ristrutturazione della palestra polifunzionale comunale. Abbattimento delle barriere architettoniche e dei costi di esercizio degli impianti attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica e l’ottimizzazione dell’uso delle risorse. Richiesta di contributo in “Conto Capitale” per la realizzazione di impianti sportivi L.R. n.72 del 31/08/2000.

Forza Italia auspica che l’Amministrazione Comunale voglia tirar fuori dal cassetto e dar corso, con i necessari aggiornamenti e modifiche, questi due progetti esecutivi che a distanza di nove anni confermano la loro validità non solo per la messa a norma della struttura ma anche per rispettare le direttive europee in materia di risparmio energetico.

Mauro Ridolfi Presidente di Forza Italia Marradi capogruppo nell’Unione dei Comuni del Mugello

La presentazione a Marradi del libro di Rodolfo Ridolfi “Matteo Bomba e le coop rosse”

img20160818_12033385venerdì 10 febbraio

Il Coordinamento Provinciale fiorentino di Forza Italia e quello Comunale di Marradi organizzano, per sabato 18 febbraio, a Marradi, Teatro degli Animosi (sala Mokambo) ore 15,30, la presentazione dell’ultimo libro di Rodolfo Ridolfi: “Matteo Bomba e le coop rosse”, Edizioni del Girasole, Ravenna 2017. Dopo Ravenna, Rimini, Bologna, Firenze, il libro di Rodolfo Ridolfi fa tappa anche a Marradi. Con l’autore ci saranno il deputato fiorentino della Lega Nord Guglielmo Picchi, il capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Vecchio Iacopo Cellai ed in collegamento telefonico Renato Brunetta. A fare gli onori di casa, Mauro Ridolfi capogruppo azzurro nell’Unione dei Comuni del Mugello e Silva Gurioli vice coordinatore provinciale.

Del libro di Ridolfi scrive il giornalista e scrittore Rino Camilleri: “L’autore non è un polemista qualsiasi, sa perfettamente di cosa parla. E’ stato esperto per la cooperazione presso il ministero del lavoro, dirigente della presidenza del consiglio, sindaco di Marradi (in provincia di Firenze), consigliere comunale a Faenza (in provincia di Ravenna) e vicepresidente della regione Emilia-Romagna. Insomma, conosce bene e dall’interno le regioni «rosse». E ha scritto libri sul tema, anche con editori importanti (Mondadori, per esempio). L’incipit della sua ultima fatica merita di essere riportato in ampio stralcio: “Nessuno meglio di chi vive in una Regione rossa avverte il soffocamento di un regime che pretende che i cittadini facciano la spesa alla coop, comprino il giornale alla coop, acquistino i farmaci alla coop, si facciano barba e capelli alla coop, si curino i denti alla coop, affidino i loro risparmi alla coop, nella coop sottoscrivano le polizze assicurative Unipol, per la costruzione della casa si rivolgano alla cooperativa, mangino alla mensa cooperativa, telefonino con “coop voce”, affidino le pulizie alla coop, si servano delle cooperative di professionisti, prendano i taxi e gli autobus delle cooperative, agli incroci si facciano pulire i vetri dai lavavetri coop, le ferie e i viaggi e il turismo rigorosamente coop, cantino e ballino in cooperativa e utilizzino perfino i servizi funebri coop».E che dire dell’accoglienza al migrante? «Più di 1.800.000 euro al giorno: tanto, nel 2013, ha speso l’Italia per garantire l’accoglienza», scrive Ridolfi. “E’ una torta luculliana che in Italia si spartiscono ormai da dieci anni veri e propri “colossi” del business dell’accoglienza”.

L’autore non si limita solo alla filippica, ma snocciola nomi e cifre e date, con tanto di note e citazioni. E io pago (copyright Totò). “Trattenere gli ospiti molto più a lungo del previsto è uno dei “trucchi” utilizzati dai gestori di molti Cara”.  Tanto, c’è Pantalone (copyright Goldoni). E fosse solo quello. Il giornalista Bruno Vespa ha recentemente dichiarato quante telefonate pressorie ricevette per non mandare in onda la puntata di Porta a Porta sul caso Forteto. Se volete saperne di più, leggete Ridolfi.

P.S.

Caro Marradi ti scrivo…. di Giuly

11755780_1040035259343063_5647894326656855935_nmercoledì 8 febbraio Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo integralmente la lettera inviataci

Caro Marradi,

nello stesso momento in cui mi sono accinta a scrivere questa lettera, ho saputo che non avrei potuto mandarla a nessun altro che a te, come paese, come luogo, come ricordo. Il fatto è che io di te conosco la tua splendida natura, i tuoi boschi, il fiume che scorre sotto casa mia, e canta l’eterna canzone della vita, il castellone che richiama antiche gesta, ma non conosco più i tuoi abitanti, le tue abitudini, anche se cerco di tenermi informata leggendo tutte le notizie che posso trovare.

Io, non so neanche se ho ancora qualche parente alla lontana nelle tue case, ma l’affetto che mi lega a te, non solo è duraturo, ma è cresciuto nel tempo, via via che io invecchiavo e sentivo sempre di più il mio senso di appartenenza ai monti che ti circondano, che forse, impropriamente, chiamo ‘i miei monti’. Io non sono nata nella tua terra, ma i miei genitori sì e tutti gli anni, per tanti, tantissimi anni, sono venuta a passare le mie vacanze nel verde in cui sei immerso, nelle acque che ti scorrono fin sotto le strade e porto dentro di me ricordi legati quasi tutti alla mia infanzia e a quella dei miei figli. Ricordi fatti di risate, di scampagnate, di bagni nel fiume, di marachelle, di schiacciata al rosmarino del forno di Marino, di grigliate di castrato e salsiccia matta, di tortelli di ricotta del ristorante delle Scalelle, di funghi porcini raccolti da quell’inestimabile fungaiolo che era mio zio Gianè, che, quando manifestavo la voglia di mangiarli mi diceva: “ora te ne vado a prendere qualcuno!” e tornava sempre con il panierino pieno, ma non mi ha mai rivelato il posto in cui andava.

Anche ora, quando faccio una scappata veloce a trovarti, ho i miei punti fissi dove voglio sempre andare. Il Bar Bianco è la prima delle nostre tappe perché un bombolone come lo mangio lì ha qualcosa di speciale, solo per il fatto che anche quello fa parte dei ricordi belli, allo stesso modo in cui ce l’ha l’acqua della fonte di Campigno, che non sarà neanche più potabile, ma è così buona, così buona! E poi una scappatina a veder passare il treno, che una volta era la littorina, che di strada ferrata ne ha macinata tanta e lì torno a ricordi anche più antichi, che non ho mai vissuto se non attraverso le parole dei miei genitori quando mi parlavano della guerra. Quanti episodi, per me come novelle, quando ero bambina e guardavo la cassetta delle munizioni che in segno di pace era diventata il frigorifero delle birre e della coca-cola, sotto il getto della fonte di Biforco, ormai da troppo tempo secca. Di fronte c’era il bar della Morina, dove un merlo,nonostante tutto, fischiava ancora “Allarmi siam fascisti!”. Piccole storie, ma storie vere. Spaccati di vita.

La mia visita si conclude al cimitero, proprio sotto la stazioncina. Lì c’è il mio babbo, la mia famiglia, le mie radici.

La cosa bella, che ho scoperto di te caro Marradi, è che ogni volta che torno, trovo sempre la stessa accoglienza calda, libera, gioiosa. Almeno così la intendo io, per cui spero di vederti presto e se mi permetti ti mando una piccola cosa che ho scritto un po’ di tempo fa. Non è una poesia, ma uno stato d’animo. Un ricordo e niente più.

 

Temporale

 

Risplende di vita la mia valle

verde di fresca acqua trasparente,

brillante di colore che degrada

nel blu di lontani orizzonti.

Ed il mio sguardo si perde su nel cielo

dove giocano nuvole e pensieri

che correndo si intrecciano e si perdono

lontano, più lontano,

nei vellutati muschi e nelle felci

dei boschi superbi dei castagni

e più giù, nelle rive

del sonante ruscello di acque pure.

Ed ecco il sole che filtra tra le foglie

mentre il tuono con lontano fragore se ne va.

Io resto lì, non più donna ma bambina,

e rivedo la mano a me vicina

“Non temere, il temporale non c’è più

dammi la mano…vieni piccolina!”

Come vorrei ancora quella mano

nei temporali della vita mia!

Così sicura e così cara.

“Eccomi babbo” dico

e non ho più paura.

 

Con affetto

Giuliana Parrini (per tutti Giuly)

 

L’interessante risposta dell’Unione dei Comuni sui Migranti a Mauro Ridolfi capogruppo di Forza Italia

Mauro Ridolfi

Mauro Ridolfi

Marradi 5 febbraio 2017:

Riceviamo e pubblichiamo da Forza Italia:

Con la data del 31 gennaio 2017 ed il numero di protocollo 1941, a firma di Paolo Omoboni, è giunta il 4 febbraio scorso a Mauro Ridolfi, capogruppo di Forza Italia nell’Unione dei Comuni del Mugello, la risposta alla sua interrogazione del 14 gennaio sulle iniziative in atto, da parte di una cooperativa e di un privato, interessati all’arrivo di una quota di migranti, verso la Prefettura. Nella interrogazione, nella quale Mauro Ridolfi riportava che il Comune sosteneva di non saperne nulla, chiedeva di conoscere se quanto riportato corrispondesse a verità. Prima il Comune, con una mail , confermava di non “. essere a conoscenza dell’iniziativa del privato marradese che si è mosso tramite una cooperativa non locale. La realtà è questa al momento: un privato ha manifestato interesse, ma non risulta alcuna decisione…” Ora l’Unione dei Comuni conferma come le iniziative di singoli cittadini (e delle cooperative aggiungiamo) possano compromettere l’intero sistema di gestione dell’accoglienza oltre che l’equilibrio stesso del territorio. L’Unione dei Comuni ricorda poi come il Mugello ospiterà con il completamento dei progetti 561 persone quindi 8,78 migranti ogni 1000 abitanti quando la quota prevista dalle direttive in materia non dovrebbe superare i 2,5 migranti ogni 1000 abitanti “Una situazione che protraendosi ancora, metterà in crisi l’equilibrio e la tenuta sociale” .

Proprio al concetto di equilibrio e tenuta sociale aveva fatto riferimento Mauro Ridolfi che aveva chiesto alle Istituzioni di fare chiarezza e di garantire sicurezza e convivenza civile. Ed oggi interpellato commenta: “…. speriamo che il pericolo sia stato scongiurato e che Ministero degli Interni e Prefetti, che sono il braccio operativo del Governo, procedano ad un cambio politico radicale in materia; nella risposta che parzialmente apprezzo, sarebbe stato opportuno indicare anche qual’è la cooperativa interessata a scavalcare le Istituzioni locali e sovracomunali per trasferire e gestire migranti a Marradi”.

Forza Italia.

10 luglio 2017 Il Bicentenario della nascita di Celestino Bianchi

untitled 3martedì 25 gennaio

Marradi Free News si prepara a ricordare solennemente con un convegno di Studi il 10 luglio 2017 Bicentenario della nascita, la figura di quel grande protagonista marradese dell’Unità  d’Italia che fu Celestino Bianchi che nel 1861 era Segretario Generale del Ministero dell’Interno del Governo di Bettino Ricasoli. Marradi Free News inizia il suo lavoro preparatorio riproponendo un breve profilo di Celestino Bianchi. A Celestino Bianchi intelligenza che ha unito in sé i fermenti romagnoli e la lucidità toscana, l’Amministrazione Comunale dedicò una lapide il 3 dicembre del 1988. Celestino Bianchi era nato a Marradi il 10 luglio 1817 da Giuseppe Bianchi, scrivano e Susanna Ciliegioli. Compiuti i primi studi a Marradi a sedici anni si trasferirà a Firenze per proseguire gli studi presso gli scolopi, sotto la guida di padre Giovanni Inghirami. Il suo primo impiego fu quello di insegnante di storia e geografia presso l’Istituto femminile della SS. Annunziata di Firenze. Negli anni 1847-49 cominciò ad impegnarsi come giornalista politico. Collaboratore dal giugno 1847 del giornale “La Patria”, che appoggiava il gruppo moderato ricasoliano, ne diventò presto segretario di redazione e poi responsabile. Il primo dicembre 1848 fondò un proprio giornale, “Il Nazionale”, cui egli impresse un indirizzo filo-piemontese che appoggiava il triunvirato rivoluzionario di Giuseppe Montanelli, Giuseppe Mazzoni e Francesco Domenico Guerrazzi opponendosi però al progetto di unione con la Repubblica Romana diretta da Giuseppe Mazzini. Collaborò a titolo gratuito all’ l’«Imparziale fiorentino», giornale di beneficenza, i cui proventi erano destinati «a benefizio degli indigenti». Nel 1850, in seguito al ritorno del Granduca, il giornale venne soppresso e il Bianchi fu rimosso anche dal suo incarico di insegnante. Si diede allora ad organizzare con il fratello Beniamino una tipografia in Piazza Santa Croce trasferita poi in via Faenza al numero 66 dal 30 aprile 1860 che si denominò Barbèra, Bianchi e comp.. Ma Beniamino ebbe problemi di salute e Celestino non era molto adatto a correggere bozze e si recava nella stamperia solo ogni tre o quattro mesi così ma l’impresa finanziata da F. A. Gualterio non ebbe grande successo e venne presto rilevata da Gaspero Barbèra (Bianchi… ha il nome nella ragione commerciale per un riguardo che io e il M.se Gualterio abbiamo voluto usare alla sua famiglia allora numerosa, caduta in istrettezze quando il Governo toscano tolse a Celestino il posto di Maestro di Scuola nell’Istituto della SS.Annunziata ) La sua passione per il giornalismo politico trovò di nuovo modo di esprimersi con la collaborazione a giornali letterari del tempo come “Il Genio” (1852-54) e la “Polimazia di famiglia” (1853-55). Egli potè inoltre fondare di nuovo un proprio giornale, “Lo Spettatore”, che, divenuto presto uno fra i migliori giornali letterari della Toscana, diresse fino al 1858. Legato ai moderati filo-piemontesi, il Bianchi promuoveva tuttavia una linea politica che salvaguardasse l’autonomia della Toscana. Costituitosi nel 1859 in Toscana, in seguito alla fuga del granduca, un governo provvisorio sotto la guida del Ricasoli, il Bianchi ne fu nominato segretario. La notte del 26 aprile in casa del fornaio Dolfi si radunarono i capi del gruppo liberale nazionale e dei radicali alcuni del circolo Ricasoli e non pochi ufficiali dell’esercito, i quali stabilirono per il giorno dopo una grande dimostrazione; ne diedero avviso a tutte le città toscane, scelsero i nomi per la giunta provvisoria di governo (Ubaldino Peruzzi, Ermolao Rubieri, Ferdinando Zannetti, Vincenzo Malenchini e Bettino Ricasoli, che rifiutò dovendo recarsi dal Cavour, e fecero stendere da Celestino Bianchi il seguente manifesto: “Toscani ! L’ora è suonata: la guerra dell’Indipendenza d’Italia già si combatte. Voi siete italiani; non potete mancare a queste battaglie; e italiani siete anche voi, prodi soldati dell’Esercito Toscano; e vi aspetta l’esercito italiano sui campi di Lombardia. Gli ostacoli che impediscono l’adempimento dei vostri doveri verso la Patria devono essere eliminati: siate con noi e questi ostacoli spariranno come la nebbia. Fratellanza della Milizia con il popolo. Viva l’Italia, Guerra all’Austria ! Viva Vittorio Emanuele Generale in capo dell’Armata Italiana.

untitledCelestino Bianchi prima deputato all’Assemblea dei Rappresentanti della Toscana, ed in seguito fu eletto deputato alla Camera dal 1860 al 1880 per sette legislature. Ricoprì la carica di Segretario generale del Ministero dell’Interno durante i due ministeri Ricasoli del 1860-61 e 1866-67. Collaboratore de “La Nazione” dal 1860, a partire dal 1871 ne divenne direttore fino al 1885 anno della sua morte. Quando divenne direttore de “La Nazione” aveva i capelli ed i baffi bianchi ed un pizzo tipicamente risorgimentale e portava dei piccoli occhiali sopra il naso. Agli anni della direzione di Bianchi risale il primato de ”La Nazione” a Firenze che vantava fra i suoi collaboratori De Amicis, Collodi e successivamente Yorick suo amico da quando Bianchi, era direttore dello Spettatore: “Ero giovane – scriverà YoricK – ero un po’ bollente di spiriti liberali, ero un po’ mordace nello scrivere e più d’una volta, ai tempi del granduca, ho compromesso i giornali ai quali davo la mia prosa. Ma ero a buona scuola, e imparai presto a saper dire tutto quello che volevo senza compromettere nessuno”. Fu l’ideatore di rubriche di successo, come quella della moda femminile. Bianchi politico della destra scoprì un nuovo tipo di lettore: la donna e. nei giorni del referendum per l’annessione al Piemonte, La Nazione ospitò un dibattito sul voto alle donne. Al Bianchi che studiò e lavorò sugli scritti di Giambattista Vico, si devono anche alcune opere storiche come la “La geografia politica dell’Italia” (1843), La Compagnia della Misericordia di Firenze Cenni storici (1855); “Federico Confalonieri e i carbonari del 21”(1863), Manuale di Storia Moderna (1454-1866) (1869).”Storia della questione romana”, (1870) e i volumi a carattere patriottico su “Ciro Menotti”, su “Venezia e i suoi difensori” (1863) e “I martiri d’Aspromonte” (1871). Tutta la sua opera fu protesa verso l’unificazione dell’Italia sotto la Casa Savoia. In particolare un suo opuscolo “Toscana e Austria” (1858) ebbe un’importanza decisiva contro il Governo granducale. Il giornalismo rimase sempre il suo amore sia negli anni più combattivi del 1848 e 1859 sia nel periodo dell’unità d’Italia quando si schierò con la destra. Anche il grande marradese Angelo Fabroni aveva saputo equilibrare spirito innovativo e conservazione dei valori tradizionali. Celestino Bianchi a Firenze fu protagonista di molte battaglie la più famosa quella per ottenere dal Governo Nazionale una “legge speciale” per la città poiché il Comune era alla bancarotta per le molte spese sostenute negli anni di Firenze capitale.

Rodolfo Ridolfi- direttore responsabile

Mauro Ridolfi: Amministrazione di Marradi poco trasparente sui rendiconti 2013, 2014 e continua a pubblicare in ritardo le delibere

Mauro Ridolfi

Mauro Ridolfi

domenica 22 gennaio

La Corte dei Conti aveva scritto in merito ai rendiconti del Comune di Marradi presentava un extradeficit sostanziale di amministrazione al 1 gennaio 2015 :“…è da considerarsi grave in quanto espressione di situazioni sottostanti contrarie ai principi di sana gestione e sostenibilità finanziaria”.Quella vicenda più grave, della precedente del 2014, pubblicata solo il 6 ottobre sulla sottosezione Controlli e rilievi sull’Amministrazione, certificò per chi avesse avuto dubbi sulle mediocri capacità gestionali degli amministratori, la loro propensione a commettere inadempienze e irregolarità che si accompagnano ad una reiterata avversità alle norme sulla trasparenza in dispregio al diritto dei cittadini ad essere correttamente informati nei modi e nei tempi previsti dalle norme.

L’ultimo caso che ci pare doveroso segnalare è come: la delibera n. 58 del Consiglio Comunale del 7 novembre dello scorso anno sia stata pubblicata, con consapevole ritardo sul sito ufficiale del Comune nella sezione “Amministrazione Trasparente” nella Sezione “Controlli e rilievi sull’Amministrazione” soltanto il 12 gennaio 2017. Evidentemente Sindaco e Assessore, ad un anno circa dal termine del loro mandato, per i rendiconti e la trasparenza non sono ancora pronti….

Mauro Ridolfi Coordinatore di Forza Italia – capogruppo nell’Unione dei Comuni.

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