Marradi ha ricordato il sindaco Enrico Consolini nel 25° anniversario della scomparsa

lunedì 30 settembre
Si è svolta alla presenza della moglie Nara Somigli, dei nipoti Fiorenza e Federico di un pubblico di amici ed estimatori fra i quali gli ex Sindaci di Marradi Paolo Bassetti, di Faenza Giorgio Boscherini e di Brisighella Vincenzo Galassini, la V.Preside della Scuola Dino Campana Fedora Anforti, la commemorazione di Enrico Consolini nel 25° anniversario della morte. La giornata era cominciata con una Santa Messa in suffragio nella Chiesa delle Domenicane. Nella sala del Centro Campaniano dopo il saluto dell’assessore Andrea Sartoni in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, la Presidente Mirna Gentilini nel suo intervento ha detto:Come presidente del Centro Studi Campaniani, che porta il nome di Enrico Consolini, credo sia doveroso ed opportuno che il mio intervento, per commemorare l’opera di Enrico, evidenzi i suoi meriti nella divulgazione e valorizzazione della vita e dell’opera di Dino Campana e nello stesso tempo spieghi come si è giunti alla costituzione della associazione a lui dedicata.
Quando scomparve così tragicamente nel 1988, i suoi amici sentirono il desiderio di fare qualcosa per ricordarlo per sempre e con questo intento l’anno dopo la sua morte fondarono il Centro Studi Campaniani.L’importanza di costituire un punto di raccolta di documenti dedicato a Campana era sentita da tempo.
Mi è capitato di rileggere un articolo dal titolo “Marradi e il suo poeta Dino Campana”, che scrissi nel lontano maggio 1978, ne “Il giro speciale della Romagna Toscana” supplemento al periodico “ Il Marzeno” numero unico in occasione del 61° giro d’Italia, in cui auspicavo la costituzione nel nostro paese di un Museo e di un centro di documentazione dedicato al poeta.
Anche Enrico, appassionato campaniano, pensò che fosse necessario realizzarlo, ma non ebbe il tempo per farlo.
A lui va il grande merito di avere concretizzato tutta una serie di attività per la diffusione e la conoscenza di Dino Campana, della sua vita, della sua opera e di tutte quelle “reazioni culturali”, come ebbe a scrivere, che la testimonianza artistica del poeta continua a provocare in Italia e nel mondo.
Era appunto sindaco quando l’amministrazione comunale di Marradi istituì nel 1981 il premio letterario Dino Campana, articolato in due sezioni: premio per un ‘opera di poesia e per una tesi di laurea sul poeta. La commissione giudicatrice, presieduta da Giorgio Saviane, premiò poeti diventati famosi quali Gina Lagorio, Bellezza e giovani laureati che proseguirono gli studi campaniani, pubblicando testi importanti sul poeta; ricordo ad esempio Giovanni Turchetta che scrisse una importante biografia di Campana.
In quegli anni salirono sul palcoscenico del teatro Animosi per leggere i Canti Orfici, attori famosi come Albertazzi (1981), la Proclemer(1982), la Pitagora(1983),Arnaldo Foà (1984).Nel 1985, centenario della nascita del poeta, Enrico, allora assessore alla cultura, organizzò le celebrazioni campaniane che furono scandite da numerosi e diversificati eventi di grande interesse:
-La presentazione di libri: “La notte della cometa” di Vassali, “Souvenir deu pendu” e “Dino Campana fuorilegge” di Gabriel Cacho Millet, la biografia del poeta di Corsaro e Verdenelli.
-La proiezione del film “Inganni” di Luigi Faccini
-La ristampa dei Canti Orfici edizione Vallecchi con prefazione della prof. Ceragioli
-La realizzazione di una medaglia del centenario dello scultore Alessandro Caetani.
-L’ inaugurazione della mostra “Sensazioni orfiche” di Enrico Visani
-La performance teatrale di Ugo de Vita e il recital di Edmonda Aldini per la cerimonia del premio.
Incontrò Enrico in quegli anni personaggi famosi, come il pittore Primo Conti che conobbe Campana personalmente. Di questo incontro lasciò una testimonianza scritta che impreziosisce “Pancreas(fantasie cosmiche)”, la raccolta giovanile di scritti e poesie ristampata nel decimo anniversario della morte, con prefazione di Rodolfo Ridolfi, allora presidente del Centro Studi.
Sempre negli anni ottanta Enrico iniziò tutta una serie di pratiche per riportare le spoglie di Campana da Badia a Settimo a Marradi; individuò lo spazio nel cimitero che fece circondare da una bella cancellata in ferro, all’interno del quale, come ancora oggi possiamo vedere, fece porre il cenotafio in pietra serena e un busto del poeta realizzato dallo scultore Leonardo Poggiolini. Quando il grande evento, a cui era stato invitato a partecipare l’allora presidente della repubblica Alessandro Pertini, sembrava ormai pronto e le pratiche erano a buon punto, improvvisamente tutto questo si fermò assieme ad Enrico ,in quel tragico incidente del 1988.
E allora quale modo migliore per ricordarlo,se non legando il suo nome al poeta che lui aveva tanto amato ed onorato. Questa fu l’idea dei suoi amici e tra questi voglio ricordare Enrico Gurioli il coordinatore del progetto e l’allora sindaco Rodolfo Ridolfi . Entrambi si prodigarono per realizzare un’associazione che fu denominata Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”che doveva avere il compito precipuo di diffondere e valorizzare l’opera del poeta , proseguendo il lavoro da lui iniziato . L’atto costitutivo è del marzo 1989, quindi meno di un anno dopo la sua morte. Voglio ricordare i nomi delle persone che sottoscrissero quell’atto perché mi sembra bello e doveroso menzionare gli amici, i parenti (alcuni dei quali purtroppo non ci sono più) che vollero fargli questo dono e che dettero vita alla nostra associazione:
Bassetti Paolo in qualità di assessore al turismo del Comune, Gurioli Giuseppe, Moretti Gian Luca, Nieddu Pier Luigi, Papini Andrea, Rodinò Nicola, Scalini Franco, Somigli Nara, Tagliaferri Fiorenza, Tagliaferri Enrico, Tagliaferri Franco, Zacchini Fulvio.
Oggi, 25 settembre, noi ricordiamo il 25° della scomparsa di Enrico Consolini e il prossimo anno celebreremo il 25° della fondazione del Centro Studi assieme al centenario della stampa dei Canti Orfici. Speriamo di dare a questi anniversari il giusto rilievo con iniziative che anche lui avrebbe auspicato ed apprezzato.
Enrico rimarrà sicuramente nel cuore di coloro che lo hanno conosciuto. Anch’io ho di lui un ricordo vivido e ancora ho nelle orecchie il suono della sua voce quando in una serata tra amici, recitò in un modo tutto suo una poesia di Campana che lui amava, “Poesia facile” e terminò invocando a piena voce “ O quando o quando in un mattino ardente/ L’anima mia si sveglierà nel sole/ Nel sole eterno, libera e fremente.”
Il secondo relatoreRodolfo Ridolfi ha detto: Enrico Consolini è stato Sindaco, Vice Sindaco, Assessore alla cultura del Comune di Marradi. E’ come assessore alla cultura, della giunta DC-PSI, guidata dall’on. Goffredo Nannini, nel 1970 a venticinque che entra nella vita amministrativa del nostro Comune imponendosi come tratto d’unione fra i vecchi socialisti ed una nuova, incalzante generazione di giovani, che incontrandosi, dopo qualche turbolenza, con i giovani della Dc, scriveranno pagine politiche e amministrative importanti sul piano locale ma anche su quello provinciale e regionale.
Dieci anni dopo nel 1980 Enrico Consolini è Sindaco per cinque anni sostenuto dal PCI di Baracani, e Monducci, all’opposizione per la DC c’erano Giuseppe Matulli e Luciano Bausi.
Consolini istituisce i Consigli di Frazione, ma soprattutto la prima edizione del premio letterario Dino Campana. Si dedica alla realizzazione della residenza Sanitaria assistita nella dependance di Villa Ersilia, sua sarà anche la realizzazione del Ponte Pedonale di Via Francini e la costruzione dei Giardini della Chiesa. Ad Enrico Consolini si deve il nuovo Monumento ai caduti, l’incontro storico a Marradi con la delegazione cinese guidata dal Sindaco di Nanchino e l’avvio, insieme a Silva Gurioli, della procedura del gemellaggio con la Francia che Enrico Consolini aveva immaginato con il Comune di Mézières città natale di Arthur Rimbaud. Con Enrico Consolini il centro storico, in particolare Piazza Scalelle, per molti anni abbandonata, torna ad essere il salotto buono, centro dell’estate marradese, con il Piano Bar ed il ritorno di eventi musicali, teatrali e culturali che contribuiscono ad una nuova ed importante stagione turistica.
Il PCI al termine del mandato vuole ingiustificatamente il cambio del Sindaco, quelli però sono gli anni del craxismo, della forte intesa nazionale del CAF (Craxi-Andreotti-Forlani), il PSI in quegli anni è caratterizzato da una forte autonomia ed è craxiano, così insieme pensammo di dare vita ad una rinnovata alleanza con la DC accettando la candidatura del compianto Lorenzo Liverani, con l’intesa che questo avrebbe poi lasciato a metà mandato al candidato socialista Enrico Consolini il ruolo di Sindaco.
Così Consolini a partire dall’85 fino all’inizio del 1988 è Vice Sindaco e Assessore alla cultura. E’ proprio da Assessore alla cultura che rilancia attraverso la figura di Dino Campana Marradi all’attenzione nazionale: il suo Premio Letterario, coinvolge importanti poeti, letterati, studiosi e giornalisti di caratura nazionale ed internazionale. Nel 1985 fa del centenario della nascita di Dino Campana un evento straordinario e difficilmente ripetibile.
Quella per Marradi fu una stagione assai felice di rilancio, di progettazione, di infrastrutture e di ripresa turistica, ed il grande architetto di cotanto successo fu in gran parte proprio Enrico Consolini.
L’8 febbraio del 1988 Enrico Consolini succede a Lorenzo Liverani e si rimette a lavorare per portare a termine il programma ambizioso avviato da quella squadra molto affiatata di democristiani e socialisti.
Il 25 settembre del 1988 un tragico incidente ci privò di quel Sindaco intellettuale, dai tratti miti e gentili che contrastavano con la sua imponenza fisica, un sindaco così vicino alla gente comune con la quale parlava prevalentemente in dialetto. Chi ha avuto la fortuna di lavorare con Enrico e di essergli amico, sa che l’amore per Marradi, per la sua storia, la sua cultura, il contatto popolare e gli ideali riformisti erano la sua vita.
Enrico era nato a Marradi in Via Tamburini il 29 marzo del 1945 da Maria Parrini e Renato Consolini macellaio, vecchio socialista, Presidente dell’Ospedale San Francesco che Enrico aiutava, chi non lo ricorda l’estate a dorso nudo con i jeans tagliati all’altezza del ginocchio (precursore dei bermuda), trainando, dal Macello alla bottega di Via Talenti, il pesante barroccio rosso con dentro la bestia macellata.
Enrico aveva frequentato le scuole elementari a Marradi con mio padre e mia madre e l’avviamento professionale al Lazzaretto, si era diplomato all’Istituto agrario di Imola per poi conseguire la laurea in sociologia all’Università di Urbino nel luglio 1972 con una tesi sul “Sindacalismo rivoluzionario di Arturo Labriola”, tesi di cui andava fiero, discussa con il Prof. Luciano Pellicani che Enrico ritroverà nel PSI come grande teorico dell’anticomunismo craxiano negli anni ’80.
Insegnante di Educazione Fisica alla scuola media Dino Campana sarà poi a Empoli Dirigente del Consorzio Etruria e poi a Firenze Presidente del Cooper – Toscana e del Ceforcoop il centro di studi e Formazione delle cooperative.
Nel partito socialista è stato vice segretario e segretario della sezione di Marradi, segretario del Comitato di zona del PSI del Mugello e Alto Mugello, componente del direttivo e dell’Esecutivo regionale del Partito. Fu candidato alla Camera dei Deputati nel 1983.
il 2 giugno 1984 fu insignito dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini dell’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.
. Enrico Consolini non si lasciò abbagliare dal ’68 che contestava puntigliosamente. La sua avversione per il comunismo l’esprimeva in forma di sottile ironia definendosi “a-communista”. Penso spesso con grande rammarico che non ha visto la caduta del muro di Berlino che auspicava fin da quando alla fine degli anni sessanta aveva visitato Praga.
Era quello che si definirebbe un “laico devoto” e nutriva grande rispetto per i credenti.
Alla sua morte assieme a tanti amici volemmo fortemente l’Istituzione del Centro Studi Campaniani a lui titolato ed al Centro affidammo la biblioteca comunale che realizzammo sicuri di interpretarne e conservarne la memoria.
Il venticinque settembre del 2008, In occasione del ventesimo anniversario della morte fu commemorato solennemente in quell’ aula del Consiglio Comunale che Lui da Sindaco volle così solenne e decorosa ascrivendolo fra gli insigni personaggi che hanno onorato e servito la nostra comunità marradese. Enrico, alla marradesità innata, all’ orgoglio di condividere l’aria, la luce, l’acqua ed il paesaggio che avevano ispirato Dino Campana univa una conoscenza ed una cultura profonda che insieme all’amore per la poesia, la letteratura, l’arte e la filosofia ne faceva un vero intellettuale .
. Quella di Enrico Consolini, è stata una stagione veramente straordinaria della quale rimane il suggello artistico del nuovo monumento ai Caduti realizzato dallo scultore Caetani ed il sacello di Dino Campana al Cimitero Comunale. Di quel periodo così brillante, dove Marradi, risplendeva sotto i riflettori della cultura nazionale, furono a Marradi e mi piace ricordarli il regista Sergio Miniussi che realizzò per la RAI il filmato che stiamo per vedere, Giorgio Albertazzi, Paolo Pitagora, Anna Proclemer, Arnoldo Foà, Mario Maranzana, Bruno Zanin, Ugo Maria Morosi e fra gli scrittori e i giornalisti: Mario Luzi, Giorgio Luti, Aldo Rossi, Antonello Trombadori, Sebastiano Vassalli, Giorgio Saviane, Renzo Ricchi, Claudio Angelini, Giovanni Turchetta, Gabriel Cacho Millet, Claudio Marabini, Ruggero Orlando, Fiorenza Ceragioli, ed ancora lo psichiatra Agostino Pirella, il regista Luigi Faccini e tanti molti altri ancora.
Capelli lunghi, buona forchetta, ottimo disegnatore, indimenticabili i suoi cavalli e le scene realizzate per la filodrammatica marradese, una passione per i viaggi e gli Stati Uniti, amante della musica colta, fine dicitore con intonatissima e perentoria voce, oratore colto ed elegante, ci ha lasciato l’eredità del ricordo indelebile della sua sensibilità artistica e culturale raffinata e il suo “Pancreas”, fantasie cosmiche, pamphlet di poesie e prose, lavoro giovanile che Enrico fece stampare nel 1970 quando aveva appena 25 anni, ristampato dal Centro Studi nel 1998 con l’approvazione di sua sorella Marisa in occasione del decimo anniversario della morte con l’aggiunta di alcuni straordinari inediti messici a disposizione da Nara sua moglie. Pancreas è un’importante testimonianza della sua personalità e contiene forti i segni delle sue radici e dei suoi valori l’attaccamento alla famiglia e a Marradi. Mi hanno colpito nello scritto “mio padre e mia madre” le parole di Enrico a chiosa della dolcissima frase di Garaudy “La morte è amore, l’amore che si prova quando stiamo per perdere il padre e la madre…” E dunque l’amore è perdita, perdita irreparabile dell’amore, anche senza coraggio.
Importanti testimonianze e riflessioni su Enrico Consolini hanno portato Paolo Bassetti, Enrico e Silva Gurioli e la moglie Nara Somigli che sono intervenuti dopo la suggestiva lettura di alcuni brani da “Pancreas” affidata alla pregevole interpretazione di Maurizio Paganini.

P.S.

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