Sono passati quarant’otto anni dall’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966

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Il 4 novembre del 1966 l’Arno inondò Firenze due giorni dopo Renato Ridolfi di fronte al disastro che si presentava ai suoi occhi scrisse questi versi che oggi pubblichiamo:
Aquaforte
Sul tuo caro fiume
ribelle,
sporca la faccia,
piagata dalla furia,
il fango fino ai capelli,
o Firenze,
in ginocchio,
tu figlia di Dio,
perla del mondo,
piangi.
Con te , nel fango
Di rovina e di morte,
tanti occhi sbarrati,
i miei esterefatti,
hanno pianto,
e il cuore sobbalzava
e il nodo
stringeva la gola.
Era domenica,
con un po’ di sole ritrovato!
Mi aggiravo
Tra la tua miseria
E la distruzione.
Tu, apocalittica,
inebetita,
sempre le lacrime agli occhi
la schiena curva
nell’acqua melmosa,
cercavi qualche briciola
per correre di nuovo la vita.
Il disastro
Segnava a dito
Le mura tribulate.
Il tuo Battista
In piedi, fiero,
nell’acqua
del nuovo Giordano,
ti battezzava
nel sacrificio.
Le tue campane erano mute.
Il Bargello
dolorava
Ora con l’ardore dei forti,
sulle braccia di Dante,
Michelangelo,
Donatello,
dal campanile di Giotto
e dai merli d’Astolfo,
è destino!
Ti levi verso un cielo più bello,
riprendi il tuo grande cammino.
ReRi   6 /Nov/1966
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