La vita quieta di Emanuela Dalla Libera vincitrice del Campana on Line 2018

sabato 29 settembreemanuela-dalla-libera

La vita quieta
A passo di farfalla vivo il tempo
che mi aspetta. Non mi opprime più
la fretta di arrivare, né la brama
tra le mani di ogni scampolo di vita.
E pure non vorrei tornare nel guscio
di giorni già richiusi, né sull’uscio
di lusinghe riaffacciarmi dileguate.
Vivo spazi sospesi sopra un cielo
che doglie non conosce,
sento vano il sogno di ogni gloria,
quasi esuvia risucchiata
dalle angosce dentro muri polverosi
dove inerme ogni immagine si sbreccia
e tra soffici preludi scioglie l’ombra
la penombra del dolore. Non ho pesi
sulle spalle, li ho sepolti tra i sopori
degli eventi ammutoliti, nelle pagine
annerite in cui muore la memoria,
in paludi dove affoga l’illusione.
Solo porto dentro gli occhi un vuoto
vergine di attese, come piuma
spensierata su cui volo, lieve lieve,
come ali di farfalla dentro l’aria.

Forteto: “quella comunità-setta era l’antro dell’orco…”

fortetomercoledì 26 settembre
Il Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai ricorda
 
Il nostro lavoro d’inchiesta di allora venne svolto in un clima ostile da parte della sinistra e in particolare del Pd, nel più totale isolamento umano, politico e istituzionale. Tuttavia, ascoltate le vittime di quegli orrori, a noi è sempre stato chiaro da che parte stava la verità. L’abbiamo sostenuta, voluta, cercata, perseguita, conosciuta. I pronunciamenti giudiziari non sono che conferme, ma per quelle vittime hanno oggi il valore morale del riconoscimento della verità».
«La nuova condanna comminata oggi a Rodolfo Fiesoli dal Tribunale di Firenze nel processo stralcio per abusi su uno dei minori affidati all’interno del Forteto non rappresenta che un ulteriore tassello a conferma del mosaico tristemente ricostruito negli ultimi anni a partire dal lavoro della commissione regionale di inchiesta che ho avuto l’onore e l’onere di guidare durante il mio mandato nell’Assemblea della Toscana, ovvero che quella comunità-setta era l’antro dell’orco, e l’orco era Fiesoli»: questo il commento con cui il Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai riflette sulla sentenza appena emessa dai giudici fiorentini nell’ambito del processo stralcio per violenza sessuale su un minore. Fiesoli, che al Forteto si faceva chiamare ‘Il Profeta’, della comunità di Vicchio del Mugello era il leader indiscusso: «Le violenze e gli abusi in quella comunità erano la regola, la pratica diffusa. Tutti gli adulti, lì, erano vittime e aguzzini manipolati dal burattinaio Fiesoli».
«La verità drammatica che ricostruimmo nel 2012 durante la prima Commissione regionale d’inchiesta, che si rivelò sovrapponibile al castello accusatorio cui era giunta la procura fiorentina il quale sarebbe poi stato validato dai giudici – afferma Mugnai – oggi trova ulteriori conferme. Non ci sorprende.

EMANUELA DALLA LIBERA CON “LA VITA QUIETA” SI AGGIUDICA IL “CAMPANA” 2018

locandina genetliaco.inddlunedì 24 settembre

Emanuela Dalla Libera con l’opera “La vita quieta” vince il “Campana on line” 2018
Si svolgerà a Marradi, il 29 settembre prossimo la cerimonia di Premiazione dell’edizione 2018 del Concorso Nazionale ispirato a “Dino Campana” dal titolo “La Poesia ci salverà…” dedicato al grande Campaniano Enrico Consolini nel trentesimo anniversario della scomparsa.
emanuela-dalla-liberaE’ Emanuela Dalla Libera con l’opera “la vita quieta” la vincitrice del premio per il 2018.
Nata a Vicenza dove è stata docente di scuola superiore. Per ragioni familiari ha viaggiato e vissuto spesso all’estero ( soprattutto in India e negli Stati Uniti), fino al suo trasferimento in Maremma dove trascorre attualmente gran parte dell’anno e dove ha iniziato a dedicarsi alla poesia. Ha ottenuto premi e riconoscimenti in vari concorsi nazionali di poesia. Ha pubblicato una raccolta di testi poetici dal titolo “ Lo sguardo altrove “ edito da Gilgamesh che è risultato finalista al premio Marcel Proust 2018.
Secondo classificato Ubaldo Bitossi con la sua lirica “I Falò di Castellammare”. Medico a Careggi nato a San Mauro a Signa (FI) il 26 novembre 1958 che vive a S.Casciano in Val di Pesa (FI) con la sua numerosa famiglia. Organista, fin dall’adolescenza si è dedicato alla poesia. Al suo attivo numerose pubblicazioni sta per pubblicare la raccolta “Appunti di Viaggio (Dal Libro di Bordo di un Cavaliere Navigante)” in cui compare a prologo la poesia “I Falò di Castellammare”.
Terza con “Mondi Riuniti” un’altra poetessa Grazia Ciampaglione nata a Milano che vive a Modigliana. Madre di 6 figli, e nonna di 3 nipoti. Informatica per 30 anni. Insegnante di scuola dell’infanzia da 6 anni. Catechista e animatrice in parrocchia. Scrive poesie da quando era adolescente.
Conquistano la menzione ed il diploma: “La Lontananza” Eleonora Ronconi; “Il riflesso dell’anima” Lucio Gibin; “Preghiera” Claudio Mecenero; “Passeggiata in Collina” Anna Maria Bondi; “Bruno e Rosalba” Franco Casadei; Mare Nostrum” Paola Maccioni; menzione anche per Paolina Pini “La farfalla Bianca; “Claudia Sartoni “Felicità”; Elisabetta Zambon “Nuova Primavera; “Ettore Povia “Poesia Libera”; Eugenia Qirjoko “Empatia”; Patrizia Socci “Comparse”; Martina Cappelli; “Paura di Perdere”; Paola Tassinari “La Gratitudine”; Paola Carmignani “Di fiore in fiore”.
Nel 2014 il premio se lo era aggiudicato Michele Toriaco, nel 2015 Elena Faralli , nel 2016 G.Battista Zambelli e nel 2017 Giulia Berti.

Una nuova stella dello sport mugellano: Mattia Moretti campione dell’EasyKart nella classe 100.

Il podio di Adria al centro il vincitore Mattia Moretti.

Il podio di Adria al centro il vincitore Mattia Moretti.

giovedì 6 settembre
Mattia Moretti, il giovanissimo campione marradese di Easy Kart classe 100, dopo aver trionfato con il suo Kart n.204 ad Adria dove partiva in seconda fila, parteciperà, per la gioia dei suoi fans, domenica 30 settembre a Siena alla prova decisiva per l’assegnazione del titolo finale prima della International Grand Finals che si disputerà sempre a Siena il weekend successivo. Con i risultati conseguiti Mattia Moretti scrive a pieno titolo il suo nome fra le eccellenze sportive marradesi e mugellane.

R.R.

Il 20 agosto il Centro Studi “Enrico Consolini” racconta il viaggio di Campana a Buenos Aires

isgiovedì 16 agosto
Si concludono a Marradi,lunedì 20 agosto alle 21.00 nella antica Corte delle Domenicane le “Tre giornate per Dino Campana”, evento organizzato dal Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” come ogni anno in occasione del 20 agosto anniversario della nascita del Poeta. Le iniziative prevedono a Firenze un concerto a lui dedicato e proseguono a Faenza con un percorso guidato nei luoghi più cari a Campana.
Anno importante il 2018 perché è l’anno in cui a trent’anni dalla morte di Enrico Consolini i suoi amici organizzano sotto l’impulso di Enrico Gurioli con l’Amministrazione del sindaco Rodolfo Ridolfi che predispone la bozza di Statuto la nascita del Centro che formalmente inizia la sua attività nel 1989. Il Centro Studi “Enrico Consolini” presieduto in questi trent’anni da Franco Scalini, Rodolfo Ridolfi, e Mirna Gentilini si è imposto a livello nazionale ed internazionale per la sua attività di studio e di ricerca come una delle Istituzioni più prestigiose fra quelle che si dedicano a Dino Campana ed ha spesso ospitato spettacoli con interpreti d’eccezione.
Il tema che il Centro propone quest’anno si collega al viaggio in sud America che , secondo le testimonianze del fratello Manlio e del cugino Lello Campana, il poeta compie nel 1908, precisamente 110 anni fa.
Nel registro passaporti del Comune di Marradi risulta che il 7 settembre fu rilasciato a Campana Dino, professione scrivano, un passaporto per Buenos Aires, ma non esiste nessun documento che ne provi l’effettiva partenza. Tra i grandi scettici del suo viaggio ci fu Ungaretti che negò risolutamente questa possibilità.
Al momento nessun biografo di Campana ha trovato prove certe, tuttavia il poeta ricorda nei Canti Orfici questa esperienze in ben quattro testi : Viaggio a Montevideo, Dualismo ( lettera aperta a Manuelita Etchegarray), Passeggiata in tram in America e ritorno, Pampa.
Negli anni di internamento nel manicomio di Castelpulci Campana ne parla allo psichiatra Carlo Pariani che pubblica l’intervista dalla quale veniamo a sapere che andò a Buenos Aires, si spostò al centro dell’Argentina sino alle Ande, svolgendo vari mestieri: suonò il piano nei bordelli, il triangolo nella Marina argentina, fece il poliziotto, il pompiere, il portiere e lo sterratore nella Pampa sterminata.
Ci sembra improbabile che si sia inventato tutto, dato che nei suoi testi mescola ricordi, emozioni e sogni, ma partendo sempre da un dato oggettivo . Comunque per saperne qualcosa in più abbiamo invitato Barbara Betti che sta svolgendo un’indagine sulla rotta Genova Buenos Aires e che ci racconterà la ricostruzione , secondo lei, di questo viaggio.
Il racconto si immerge nel “mondo – madre” del Tango argentino e grazie alla collaborazione di Riccardo Centazzo, uno dei fisarmonicisti più quotati nel panorama internazionale, saremo condotti nelle origini e nelle pieghe dell’anima di un mondo libero dove Campana aveva immaginato la nascita di un uomo nuovo .
Una serata che consentirà agli intervenuti di ripercorrere con Campana la rotta Genova- Buenos Aires, di ascoltare un racconto pieno di curiosità con riferimenti a marradesi, a conoscenti di Campana e a personaggi del mondo artistico e politico dell’epoca ed infine di sentire la voce fascinosa dell’Argentina con tutta la fisicità del tango.

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