Grazie Luogotenente Paolo Tiberii e buona permanenza a Marradi

Tiberii nel 2012

venerdì 17 giugno
Dopo quarant’anni di pregevole servizio nell’Arma Benemerita, il maresciallo Paolo Tiberii, sessant’anni, di cui gli ultimi sedici vissuti a Marradi dove ha comandato la locale Stazione dei Carabinieri si godrà la meritata pensione. Paolo Tiberii, bolognese, dal 1985 al 1987 frequenta la scuola sottufficiali, poi la prima esperienza in Val Camonica, presso la stazione di Capo di Ponte. Nel 1988 è a Collio in val Trompia come brigadiere sciatore per raggiungere l’anno successivo Sondrio, come comandante della squadra di soccorso alpino dei carabinieri e in seguito come comandante dell’aliquota radiomobile.

Dal 1995 al 2001 opera al nucleo NAS di Torino e successivamente alla sezione di polizia giudiziaria del Tribunale di Vercelli. Nel luglio 2006 arriva a Marradi con l’incarico di comandante della stazione come maresciallo aiutante ed oggi si congeda con il grado di luogotenente con carica speciale. A Paolo Tiberii il ringraziamento del nostro giornale, dei lettori e del Direttore Responsabile per il proficuo lavoro e per i risultati positivi ottenuti nell’adempimento del suo importante servizio a favore della comunità marradese e l’augurio a Lui ed alla sua famiglia di una felice permanenza fra di noi.

P.S.

Raffaella Ridolfi Ridolfi (Forza Italia) vede con favore la ‘rinascita’ di Fratelli d’Italia a Marradi

giovedì 2 giugno

Raffaella Ridolfi, Vice Coordinatore Provinciale Forza Italia di Firenze e Capogruppo di Siamo Marradi in Consiglio Comunale ha dichiarato:
Abbiamo accolto con favore la “rinascita” di Fratelli d’Italia a Marradi. Questo ci fa ben sperare per il futuro amministrativo a Marradi avendo noi, con grande impegno e dedizione, portato avanti fino ad oggi una puntuale, attenta e serrata opera di opposizione, denuncia, e proposta di centro destra nella sede istituzionale del Consiglio Comunale Marradese e nell’Unione dei Comuni.

Riteniamo che per il futuro, visto la compattezza del Pd ed Italia Viva nel sostenere una candidatura espressione dei renziani, imposta al PD dall’uscente Sindaco Triberti, sia quanto mai utile e necessario che quella parte di destra non più rappresentata ad oggi nel consiglio comunale marradese, vista l’uscita dalla maggioranza di governo che sosteneva il candidato Sindaco Triberti del Consigliere e poi assessore Fabio Gurioli e che fino a poco tempo fa esprimeva totale sostegno ad un progetto di paese oggi miseramente fallito, debba battere un colpo.

Dopo quattro anni, al netto della pandemia, e della propaganda portata avanti con grande costanza e pervicacia dal Sindaco, tutti gli indicatori reali ci mostrano un paese in forte declino ed agonizzante! È Finito il tempo di strisce pedonali e di lavori realizzati dalle ferrovie e magnificati come “opere in house – fatte in casa” dal Sindaco, non c’è merito o abilita, se non bieca appartenenza di partito, nell’attrarre finanziamenti dal partito che governa Regione, Città Metropolitana e Unione dei Comuni.

Non è più tempo di affidamenti di progetti che verranno non si sa quando, sempre se verranno, che hanno un ingannevole sapore meramente elettoralistico. Non è più tempo di far finta che i Bilanci del Comune non siano preoccupanti, non è più tempo di far finta che la macchina comunale sia poderosa quando invece la realtà dimostra che ci sono tantissime difficoltà legate al personale ridotto al lumicino.

Non è più accettabile che il Comune venga gestito sommariamente e alla buona anche dal punto amministrativo. E’ tempo che i Fratelli d’Italia di Marradi nelle loro rappresentanze e nei loro aderenti, sperando vivamente in un’intensa opera di dialogo che vorranno intraprendere Jacopo Cellai e Claudio Gemelli, al di là delle bandiere, decidano se continuare a sostenere per il futuro il PD ed Italia Viva, oppure inizino un dialogo assai serrato con noi che ci siamo spesi per non far cadere Marradi nel “fondamentalismo” renziano locale, garantendo una visione alternativa e di buon governo della cosa pubblica.

Noi ci auguriamo quanto prima di poter mettere a disposizione e di condividere con tutti coloro che sono e sono stati i nostri alleati, quel progetto e quel programma di Paese realizzabile e realistico che abbiamo portato avanti dal 2018 ad oggi privilegiando sempre i contenuti e soprattutto la capacità ed il merito che dovranno essere la strada maestra per garantire un futuro possibile per Marradi.

Renato Ridolfi (1919- 2018) nel 103° genetliaco della nascita

venerdì 6 maggio
Renato Ridolfi scriveva il 19 maggio del 1978 su un periodico della Romagna Toscana questo semplice ma suggestivo articolo dal titolo “Ho incontrato un uomo”. E con la riproposizione del suo scritto vogliamo doverosamente ricordarlo nel 103° anniversario della nascita come una “bella penna” giornalista e scrittore, ma anche “penna nera” ufficiale degli alpini, insegnante, animatore delle più importanti attività teatrali marradesi fin dagli anni ’30.

Autore di numerosissime pubblicazioni di storia locale e di monografie sui grandi marradesi. Era nato il 7 maggio 2019, scriveva e studiava il dialetto locale senza dimenticare di essere anche un ottimo latinista. E’ stato maestro di molte generazioni di marradesi illustri e fra questi i Sindaci Enrico Consolini, Paolo Bassetti e del Cardinal Gualtiero Bassetti.


Autore e regista di numerose riviste ed operette fra le quali: Il Canzoniere, 1957, e Suona la naja, 1987. Interprete, in gioventù, de “La resa di Titi” e “L’Antenato”. Ha scritto i libri: “Cose di Casa nostra, 1977”; “Campigno” Escursione storico leggendaria, 1985; La Battaglia delle Scalelle, 1987; “Bel Ami” e “Gigino Il giornalista ed il filosofo amici marradesi di Dino Campana”, febbraio 2001; “La cantata de Le Scalelle”, novembre 2002; con la nipote Raffaella; “Camminando per Marradi tra cento ricordi e mille nostalgie”, settembre 2003; “Nondum matura est-ricordando le favole di Fedro in dialetto marradese”, novembre 2005; “Nelle sere invernali, progetto “scaccia noia” tra aneddoti e curiosita”, ottobre 2006; Quaderne -Il mio Zibaldone 2015. Signori il Canzoniere…! (pubblicato postumo nel 2019 un anno dopo la sua morte). Corrispondente del giornale “II Telegrafo” nel 1938, della “Nazione” dal 1952 al 1954 e poi de “La Giustizia”. Cultore del dialetto, ha contribuito, in questo ambito, con Oriana Fallaci, a New York alla stesura del libro “Insciallah”.
Viveva a Marradi paese cui ha dedicato tanta passione anche come assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione dal 1960 al 1965 e come consigliere di amministrazione dell’Ospedale San Francesco. Fra i fondatori dell’U.G.M (Unione Giovanile Marradese), del Club Sportivo Culturale, della Pro Loco e della Sagra delle Castagne, ha coltivato sempre grande amore per la letteratura greca e latina e per i grandi marradesi del passato.
Ho incontrato un uomo
Venendo dalla ceramicante Faenza per la statale 302, s’incontra, a ridosso dell’Appennino tosco-romagnolo, la Prioria di Popolano, un casale dai natali remoti, a cavallo del fiume Lamone,
all’ombra della sua calda torre campanaria, ultimo avanzo di un famoso castello murato.
Qui, presso la Dogana, mi sono imbattuto in un uomo, portamento modesto, faccia buona, abito da lavoratore, vecchia bicicletta a mano, sua pendolare amica di lavoro. Un tredoziese emigrato da noi, ch’io avevo già notato musicante della banda paesana e intento a piallare sul bancone di un falegname mio conoscente. Un saluto, una battuta banale, un luogo comune. Siamo sul ponte; lo sguardo fisso nell’acqua gorgogliante verso l’Adriatico. Il discorso cade sull’intarsio e sull’intaglio.
Il nostro schivo interlocutore è insigne maestro. «Ma la coltivo a tempo perso questa passione! È un riposo, ecco, uno svago!» Le sgorbie e i ferri taglienti si muovono decisi sul legno stagionato, che tra scaglie e trucioletti sprigiona rose delicate, boccioli freschi e foglioline leggere, come rinverdito da una miracolosa primavera. Arte delicata, abilità suggestiva! Il mazzo di rose, subconsciamente profumato, è stupendo, e, insieme ad altri cento e più visitatori lo abbiamo apprezzato ed applaudito nella mostra artigianale aperta in occasione della «1a Giornata del Marradese Lontano». Espressione soave di arte genuina scaturita da un essere oscuro, restio, senza boria, originalmente posseduto dalla sublime passione per il bello; umilmente deciso a mantenere dolce, pulita, umana la vita societaria costellata, purtroppo, di storture, traumi fastidiosi e nocivi; fermamente proteso all’esaltazione dell’arte, alla celebrazione dell’artigianato che ci parlano dell’uomo che non è sempre e per forza malvagio, egoista, usurpatore. Arte e artigianato che addolciscono con tenui colori di
soffusa bellezza le fosche stanze della tragica vita quotidiana; ci distraggono dalla sofferenza di giorni grigi; ci ripropongono il rispetto di noi, della natura madre e non matrigna. Attività che sublimano ideali persi di vista tra la nebbia fitta e inquinata di un progredire egoisticamente propugnato e indirizzato al privilegismo. Momenti che riaffermano il valore dell’uomo soggetto e non oggetto della realtà contingente, artefice delle proprie fortune e non distruttore del cosmo, intelligente manipolatore di arnesi e pacifici attrezzi, non creatore di delitti e di caos. Quell’artista, Luigi Nannini, così si chiama, figura un po’ ricurva sulle spalle, mi fa apparire più fulgido il messaggio che esce anche da una grandinata di trucioli bianchi, giallastri come pezzetti di sole che vanno a scoprire l’opera d’arte. Di opera d’arte si tratta di legno scolpito che è roba rugiadosa. Cristo sofferente e sanguinante, cornice fastosa da serrare un caro ricordo; un cantuccio di armonia bellezza che fa più lieta la casa e dà all’anima segni spaziosi di gioia soave. È un artista, ma non vuole esserlo, non gli importa di esserlo. Questo fa più bella l’opera sua. Sfugge alle domande precise. È un appassionato e nient’altro.
Ha un dono che gli è venuto così… per fatalità! Scolpisce, perché un desiderio forte forte lo spinge. – Ma artista… no no! Che vale? Si nota, però una certa commozione quando parla delle sue creature. Son tutte belle; ognuna rappresenta un momento… Le fissa e tace. Parole e pensieri son scivolati veloci sulle onde gorgoglianti sotto il ponte. Sull’acqua chiacchierina ora s’accendono mille briciole di luce ch’han lasciato la grande lampada della cantonata. Il fiume le porta coi pezzetti di luna che raccoglie al mare romagnolo. Grazie e mi scusi se sono stato importuno e impertinente.
Posso offrirle…? Non possiamo lasciarci così, asciutti asciutti. Traversiamo la strada. Da Carlo un bicchiere di Sangiovese, rosso come la passione dell’artista, sigla il commiato. Arrivederci e mi scusi. Ma tornerò perché la sua arte, il suo modo di concepirla mi piace. Forse anch’io, se avessi potuto lavorare il legno e trarne quel che tanto ho sognato, sarei stato schivo come Lei. Anch’io sono un timido. Mi scusi! Buona notte! In fondo al bicchiere svanisce il sogno di questo incontro e ritrovo la strada erta e faticosa, ma il cuore corre leggero e vola gonfio di soddisfazione: ho trovato un vero uomo.

Renato Ridolfi

PROGETTO APP “QUI” : PER RILANCIARE LE ATTIVITA’ LOCALI

Qui. Ovunque essere sempre. Senza limiti.

mercoledì 27 aprile L’App “Qui” è una applicazione per Android che permette agli esercenti e liberi
professionisti di creare gratuitamente una propria vetrina ( con prodotti , prezzi e
promozioni ) visibile nel raggio di 50 km; in pratica diamo ai vostri clienti ( cioè
chiunque scarica l’app) la possibilità di avere in tasca un centro commerciale virtuale
– di cui voi sarete parte- sempre a portata di mano mentre diamo visibilità a tante
piccole realtà che altrimenti sarebbero conosciute solo a livello di paese o quartiere.
Scaricando l’App ognuno ha infatti la possibilità di guardare le
vetrine delle varie attività che si sono iscritte, scorrere i prodotti e
le promozioni che hanno caricato ed ovviamente contattare
l’esercente via Whatsapp per prenotare un prodotto o chiedere
informazioni.
“Quindi voi non guadagnate niente? Come può essere gratuito?” spesso ci chiedono. Si:
iscrizione, vetrina , prodotti e promozioni sono completamente gratuiti – come definito
anche nei documenti presentati nel sito – e tali resteranno per sempre. Qualora in futuro
questa condizione dovesse cambiare lo specificheremo e comunque riguarderebbe solo i
nuovi iscritti negli anni a venire mentre ovviamente chi si è iscritto gratuitamente (come
attualmente) conserverà l’iscrizione gratuita a vita. Gli unici servizi a pagamento,
completamente opzionali, sono le notifiche ( per chi vuole mettere in notifica le proprie promozioni per
attenzionare di più il pubblico ) e le pubblicità aggiuntive, cioè il proprio logo ed informazioni presenti anche
sotto le vetrine di altre attività.
Proprio perché è tutto gratuito, al momento l’App è progettata solo per Android , anche se non escludiamo
nel futuro il sistema iOS ( Apple ), comunque pure chi non ha un sistema Android può iscriversi senza
problemi, solo, per il momento, non potrà visualizzare l’App.
Nel primo mese di lancio già raggiunte 50 iscrizioni, nei mesi a venire punteremo ad aiutare le attività a
costruire vetrine di qualità mentre preferiamo avere un tasso di crescita più lento ma meglio seguito da noi,
anche perché un eccesso di iscrizioni farebbe perdere di visibilità alle vetrine già presenti.
“Perché iscriversi è facilissimo?”. Perchè nel sito www.appqui.it si trova il format di iscrizione
da compilare, una volta fatto noi invieremo all’e-mail dell’esercente ( nell’arco
di poche ore) un link aprendo il quale egli potrà molto facilmente costruirsi la
propria vetrina ( si fa in pochi minuti ). Stiamo inoltre preparando piccoli video
esplicativi che spiegheranno sia come costruire la vetrina che come inserire i

prodotti, li invieremo via whatsapp. Inoltre per assistenza siamo contattabili al numero 3534311428. Infine
sul PlayStore l’esercente potrà scaricare l’App digitando “Qui”, per non confondersi con altri, questo è il
nostro simbolo

Qui. Ovunque essere sempre. Senza limiti.

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Il 1° Maggio del 1945 a Marradi liberata: il discorso del Sindaco Attilio Vanni

martedì 26 aprile
Anche quest’anno mi piace ricordare e festeggiare il 1° Maggio, festa dei lavoratori, riproponendo dal mio libro “Domenico Vanni, sovversivo per la libertà” questo ricordo ed il il testo del discorso tenuto dal sindaco di Marradi Attilio Vanni in piazza Scalelle il 1° maggio del 1945.
Attilio Vanni nato a Marradi il 12 aprile 1885, biforchese, impresario edile, sindaco socialista dal gennaio all’ aprile 1945, membro socialista del CLN con Arturo Scalini. Uno dei promotori del PSDI di Saragat a Marradi nel 1947 con l’onorevole Bianca Bianchi, il cugino Domenico ed i giovani Sergio Miniati e Renato Ridolfi.

Di Attilio Vanni scriveva il maresciallo Ulderigo Gazzarini comandante la stazione dei reali carabinieri in una informativa del 14 ottobre 1927 V anno della Rivoluzione Fascista: …Ha militato nel partito socialista…fu il primo pioniere del partito socialista di questo paese, tenne più volte conferenze pubbliche riuscendo di attirare la buona parte al socialismo gli operai di questo paese…. Con Palmerino Mercatali, Guglielmo Ranieri uno degli ex amministratori sotto l’egida di Gigi il Rosso (Luigi Maestrini) e degli altri compagni che regnarono in Marradi con l’etichetta socialista”, Giovanni Bernasconi segretario socialista e della Lega Operaia aderente alla Camera del Lavoro di Firenze, Giuseppe Mercatali , Alessandro Cappelli e Domenico Vanni (Consigliere Provinciale nel 1920) Attilio Vanni è uno dei principali protagonisti della Marradi Socialista della prima metà del secolo scorso.
Il discorso tenuto da Attilio Vanni il 1° maggio del 1945, il primo dopo che Marradi fu liberata dagli alleati il 25 settembre del 1944, è una pagina molto bella, improntata ai valori più pregnanti del riformismo turatiano, preludio alle più moderne teorie socialdemocratiche che hanno prevalso nella storia del movimento operaio dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989.
Attilio Vanni

“Cittadini marradesi, Compagni! Mentre gli ultimi avanzi di quella che fu la tirannia fascista volge ignominiosa e la giustizia umana ha finalmente inchiodato al muro il rinnegato Mussolini; mi è caro potervi liberamente parlare in questo 1° Maggio, che si riallaccia all’antica consuetudine di celebrare la festa dei lavoratori. Ricordiamoci, che non dobbiamo essere degli approfittatori di questa libertà tanto duramente conquistata poiché altrimenti cadremmo nell’errore del 1919, i fatti che si sono succeduti ci debbono dare esempio, se vogliamo che questa nostra Italia risorga bella e libera non insozzata di sangue impuro, non abbandoniamoci in pretese egoistiche, tutto ciò che desideriamo deve avere scopo collettivo, poiché soltanto, seguendo l’antica divisa socialista: uno per tutti e tutti per uno, potremo risanare le orribili ferite che dilaniano la nostra povera Patria. Nelle rovine e nelle distruzioni che vediamo nel nostro paese, dobbiamo vedere l’immagine di quelle che sono le sofferenze di tutta l’Italia. Mentre noi pensiamo intanto alla ricostruzione delle nostre case distrutte mettiamo in questa opera la nostra volontà e tutto il nostro spirito di sacrificio. Solo con una stretta e leale collaborazione di tutti i lavoratori del braccio e del pensiero, senza pregiudizio di partito, potremo riuscire ad ottenere veri e proficui risultati.
Lavoratori! Non aspettate a fare il vostro sforzo solo quando la vostra famiglia, sentirà la stretta del bisogno materiale, ma iniziamo subito l’opera della ricostruzione, con animo fermo e braccio vigoroso. Avremo così l’orgoglio di mettere il nostro paese uno dei più colpiti dall’asprezza della guerra, all’avanguardia dei paesi d’Italia.
Il braccio del lavoratore marradese, si è distinto sempre ovunque esso sia portato, in Italia ed all’estero, questo braccio deve oggi centuplicare le sue forze e dimostrare la sua bravura per ricostruire i focolari infranti e far sì che, il paese riprenda nel più breve tempo possibile il suo aspetto e la sua vita normale.
Date prova di voi stessi, perché soltanto così i vostri dirigenti potranno sostenervi di fronte a qualsiasi conflitto di interessi che potesse sorgere tra capitale e lavoro e difendere i vostri santi interessi.”

Rodolfo Ridolfi direttore responsabile.

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