MANIFESTAZIONE DI FORZA ITALIA A MARRADI: IN TOSCANA PREVALGA IL CAMBIAMENTO. SOLO COSI’ POTREMO SVILUPPARE I TERRITORI DELLA MONTAGNA

raffa a Marradivenerdì 18 settembre

Marradi ombelico dell’universo azzurro. Alla manifestazione elettorale degli azzurri di Marradi Palazzuolo e Firenzuola sono intervenuti, insieme agli eletti,  Mauro Ridolfi coordinatore Comunale, Mirco Monti capogruppo a Palazzuolo S/Senio,  Fulvio Boni storico dirigente di Forza Italia di Borgo San Lorenzo e la responsabile del Mugello, Silva Gurioli. 

Paolo Gandola Consigliere della Città Metropolitana di Firenze, Massimo Mallegni Coordinatore Regionale e Raffaella Ridolfi V.Coordinatore della Provincia di Firenze hanno svolto gli interventi centrali:

“La Toscana – ha osservato Mallegni – è un elemento importante, perché la sconfitta della sinistra in questa regione non potrà passare inosservata rispetto agli equilibri di governo. Noi abbiamo un compito come Forza Italia: riportare il popolo moderato a votare perché lo abbiamo probabilmente trascurato in questi anni. Noi parliamo a questo mondo per dire che ci siamo e che non siamo certo su posizioni antieuropeiste”.

“Quest’anno abbiamo davanti a noi un’occasione irripetibile per far prevalere il cambiamento in Toscana – ha aggiunto Paolo Gandola, consigliere metropolitano Forza Italia – centrodestra per il cambiamento – un’occasione storica e anche una grande responsabilità: cambiare faccia alla Toscana. Solo con Forza Italia possiamo avere persone competenti alla guida della Toscana. Forza Italia è uno dei movimenti più importanti della politica nazionale che Silvio Berlusconi ha inventato con lungimiranza 26 anni fa ed è ancora attuale. Sta a noi tornare a riempirla di uomini e donne capaci che provengono dal mondo del lavoro e che sappiano garantire capacità, competenza e concretezza, in Toscana ed in Italia. Raffaella Ridolfi concludendo ha sottolineato: Nell’imminenza delle elezioni regionali che si terranno il 20/21 prossimi riteniamo opportuno indicare un’azione di governo regionale che dia nuova linfa strategico-amministrativa ai nostri territori della
montagna. Scendendo nello specifico sottolineiamo come la marginalità che sta vivendo la montagna sia un dato allarmante, un dato figlio dell’incapacità di invertire il trend dell’inurbamento, che sarà sempre più importante in futuro, e che creerà difficoltà sia alle grandi città sia ai nostri territori che già si stanno pesantemente spopolando a causa di mancanza di lavoro, di infrastrutture telematiche, di servizi, di trasporti adeguati, di un piano efficace di sviluppo economico e di una sanità adeguata.

Riteniamo che un nuovo governo della regione debba oggettivamente mettere in campo una politica a rete che garantisca uno sviluppo dei territori omogeneo e sinergico per non trovarsi a gestire in un futuro ormai prossimo, le emergenze che uno stravolgimento dell’assetto della popolazione della regione comporterà immancabilmente. Riteniamo necessario rivedere il ciclo completo delle politiche di sviluppo dei territori a 360° ed è necessario ripartire proprio dalla cenerentola regionale che è ormai la montagna. I cittadini che la abitano già da tempo pagano il prezzo di una politica vecchia non capace di tagliare un vestito su misura per i territori, che sappia arginare e ribaltare quei terribili dati che vedono pochissime possibilità di lavoro e di fare impresa, gravi disagi legati alla fruibilità del sistema sanitario regionale, di comunicazioni viarie che non riescono pienamente a servire i territori ed assecondare le poche speranze di sviluppo di questi, politiche agricole adeguate e lungimiranti, piani di difesa del territorio. I cittadini della montagna non solo si caricano i costi della distanza da tutti i servizi ma soprattutto sopportano e pagano il Prezzo della marginalità a loro riservata.

Toscana 2020 una Regione “all’altezza” della propria montagna.

cangini raffalunedì 7 settembre  Raffaella Ridolfi V.Coordinatore di Forza Italia della Provincia di Firenze in occasione dell’incontro degli azzurri e delle azzurre di Marradi, Palazzuolo e Firenzuola che si terrà a Marradi domenica 13 settembre  dal titolo”ci giochiamo la montagna” scrive:

Nell’imminenza delle elezioni regionali che si terranno il 20/21 prossimi riteniamo opportuno indicare un’azione di governo regionale che dia nuova linfa strategico-amministrativa ai nostri territori della montagna.

Scendendo nello specifico sottolineiamo come la marginalità che sta vivendo la montagna sia un dato allarmante, un dato figlio dell’incapacità di invertire il trend dell’inurbamento, che sarà sempre più importante in futuro, e che  creerà difficoltà sia alle grandi città sia ai nostri territori che già si stanno pesantemente spopolando a causa di mancanza di lavoro, di infrastrutture telematiche, di servizi, di trasporti adeguati, di un piano efficace di sviluppo economico e  di una sanità adeguata.

Riteniamo che un nuovo governo della regione debba oggettivamente mettere in campo una politica a rete che garantisca uno sviluppo dei territori omogeneo e sinergico per non trovarsi a gestire in un futuro ormai prossimo, le emergenze che uno stravolgimento dell’assetto della popolazione della regione comporterà immancabilmente. Riteniamo necessario rivedere il ciclo completo delle politiche di sviluppo dei territori a 360° ed è necessario ripartire proprio dalla cenerentola regionale che è ormai la montagna.

I cittadini che la abitano già da tempo pagano il prezzo di una politica vecchia non capace di tagliare un vestito su misura per i territori, che sappia arginare e ribaltare quei terribili dati che vedono  pochissime possibilità di lavoro e di fare impresa, gravi disagi legati alla fruibilità del sistema sanitario regionale, di comunicazioni viarie che non riescono pienamente a servire i territori ed assecondare le poche speranze di sviluppo di questi, politiche agricole adeguate e lungimiranti, piani di difesa del territorio. I cittadini della montagna non solo si caricano i costi della distanza da tutti i servizi ma soprattutto sopportano e pagano il prezzo della marginalità a loro riservata.

mallegni marradiA nostro avviso non è più il tempo di politiche buone per tutte le stagioni e per tutti i territori.

La montagna costituisce una risorsa veramente poco sfruttata e troppo spesso dimenticata a livello regionale che adeguatamente trattata potrebbe rappresentare una risposta importante in termini di qualità della vita per molti cittadini, non solo per quelli che ancora la abitano, come ampiamente dimostrato durante l’emergenza Covid. Pianificare il futuro di questa regione passa a nostro avviso attraverso una nuova concezione della Toscana come un tessuto dove ogni trama ha il suo colore e si combina alle altre spiccando in un unico tessuto, se non si sposa questa visione siamo destinati a rattoppare sempre un tessuto pieno di buchi. Riteniamo che chi non è riuscito in questo fino ad oggi non riuscirà neppure nel futuro e per questo auspichiamo che i cittadini toscani abbiano il coraggio di cambiare affidando in mani nuove il loro futuro.

Renzi in Mugello cerca di togliere voti al PD

i renzianiDomenica 30 agosto

Matteo Renzi  nel suo mini tour nel Mugello accompagnato dalla capolista  Saccardi, dai candidati locali Giusto Chiaracane e Tommaso Triberti (recentemente fuoriuscito dal PD) Spiegando le ragioni del voto a “Italia Viva” ha sottolineato che il Pd si sta progressivamente “grillinizzando” e  per chi non vuole il prevalere da una parte di Salvini, e dall’altro quello dei grillini è necessario rafforzare il suo Partito.

20 agosto: 135° anniversario della nascita di Dino Campana

th (1)martedì 18 agosto

In occasione di questo 135° anniversario della nascita di Dino Campana mi piace ricordare come il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” aggiungerà, alle sue tante iniziative editoriali, il 20 agosto “Il più lungo giorno” riproduzione anastatica integrata di testi e documenti curata da Mirna Gentilini contenente un importante testo Omaggio a Soffici di Stefano Giovannuzzi.  In questa nuova edizione è contenuta anche una mia riflessione sulla vicenda del ritrovamento del manoscritto e perché Campana restò nel cassetto secondo il racconto di Luigi Cavallo, Come nel ’65 ritrovai la copia smarrita tra le carte di Soffici a Poggio a Caiano, in “Il Giornale”, Milano, a. XXIX, n° 216, 13 sett. 2002; e, Caro Luzi, ecco perchè Campana restò nel cassetto, in “Il Giornale”, Milano, 5.10.2002. Continua così una importante attività della quale ricordo, per esserne stato uno dei coprotagonisti:

Canti Orfici, edizione anastatica, presentazione di Rodolfo Rodolfi, introduzione di Pedro Luis Ladrón de Guevara Mellado, Libreria Chiari, Firenze-1994. Con quella ristampa, ricordammo come nella vicenda umana e poetica di Dino Campana il rapporto con la sua terra natale non fu soltanto un rapporto difficile e spesso conflittuale: un rapporto di grande amore, segnato da alcune amicizie sincere, come furono quelle con Luigi Bandini che raccolse la colletta dei 44 sottoscrittori marradesi, trattò con lo stampatore Bruno Ravagli e lo persuase a stampare quella sublime poesia campaniana che rivoluzionerà il “Novecento” culturale italiano e mondiale e Anacleto Francini amico di sempre di Dino Campana che ha recitato per Francini nella Commedia operetta “Il Marciapiede alla Ribalta” e nello Zibaldone. Di Francini Campana scrive a Papini nel febbraio del 1915: “E’ un toscano della vecchia razza, non mai contento di quello che fa….Lavora alla Gazzetta del Popolo come redattore. Io vendo lo stesso giornale per le vie di Torino…” ma anche di risentimento: ” …è stato il dottore, il farmacista. Il prete l’ufficiale della posta, tutti quegli idioti di Marradi, che ogni sera al Caffè facevano quei discorsi da ignoranti e da scemi. Tedescofobi, francofili, massoni e gesuiti…mi fecero andare in bestia”.

locandina genetliaco.cdrIl Più Lungo Giorno riproduzione anastatica del manoscritto 2001.

Su questa pubblicazione scrisse Alberto Bertoni:  È interessante notare quanto Rodolfo Ridolfi scrive nella Prefazione: “Campana aveva una cultura straordinaria ed un culto per la perfezione filologica e questo fatto è largamente testimoniato dalla tragicità con la quale vive la perdita del manoscritto, tanto da far pensare fino al ritrovamento, che “Il più lungo giorno” contenesse una più alta espressione della poesia campaniana rispetto ai Canti Orfici, soprattutto perché Campana affermava di avere ricostruito a memoria il testo del manoscritto perduto. Fortunatamente così non è.” Ce lo conferma uno dei maggiori esperti mondiali di Campana, il drammaturgo e giornalista argentino Gabriel Cacho Millet”, prosegue Bertoni.

premio campanaCampana dal vivo Il libro fu pubblicato dal Centro Studi Campaniani Enrico Consolini con il titolo Campana dal vivo (Scritti e testimonianze sulla vita e sulla poesia), Pedro Luis Ladrón de Guevara Mellado, Marradi 2002, presentazione di Mario Luzi e prefazione di Rodolfo Ridolfi, presentato al Caffè “Giubbe Rosse” di Firenze il 27 febbraio 2002 e ripubblicato con il titolo “Campana dal vivo Scritti e testimonianze sul poeta” nel 2006 da Firenze Libri. Fra i tanti scritti contenuti  quelli di Binazzi sul “Giornale del Mattino” del 25 dicembre del 1914 che dimostra come sia Ardengo Soffici il primo a convincere il libraio Ferrante Gonnelli della Qualità degli Orfici “è una vera rivelazione Soffici pensa che sia l’unico volume di Poesia uscito in quest’anno  Leggilo!” e dello stesso  Soffici in due articoli del 1930 sulla Gazzetta di Torino e in Dino Campana a Firenze Ricordi di vita artistica e letteraria Vallecchi 1931 che  racconta come Papini  nel 1913  gli disse che aveva trovato nel libretto “cose molto buone” “…in quello scartafaccio scritto per tutti i versi, dove nella stessa pagina maculata e sgualcita si vedevano brani di canzoni, note di viaggio e antiche operazione aritmetiche cancellate  io trovai accenti di così pretta e forte poesia da restare stupito trattandosi per lo più dell’opera d’un autore  alle prime armi e d’aspetto tanto bizzarro” ed ancora “dalla sua conversazione trapelavano ogni momento conoscenze di paesi, di linguaggi, di usi e costumi alieni e remoti, che nessuno di noi sapeva spiegarsi…”

20 agosto 2003

20 agosto 2003

Ed infine l’anastatica dei Canti Orfici del 20 agosto 2004, con contributi critici di Paolo Berruti, Luigi Bonaffini, Fiorenza Ceragioli, Pedro Luis Ladron de Guevara, Christophe Mileschi, presentazione di Rodolfo Ridolfi. In quell’ occasione sulla base del ritrovamento delle bozze di stampa dei Canti Orfici realizzammo il progetto che cullavamo da tempo di un’edizione dei Canti che riproponesse la lezione originale, integrata da quelle poche correzioni autografe di Campana, contenute nelle bozze di stampa, ma ignorate dal tipografo Ravagli. Dino Campana disse a Paolo Toschi mostrandogli la bozza dei Canti Orfici: Voglio che lo legga anche Lei, il mio volume; non posso regalargliene una copia, ma Le darò le bozze, tanto fra i poeti non si fanno complimenti. Fino allora nessuno aveva utilizzato le bozze di stampa dei Canti Orfici, con le correzioni autografe di Campana che fin dal 1926 Paolo Toschi dichiarava di possedere.

Rodolfo Ridolfi

Buone Vacanze a Tutti le pubblicazioni riprendono il 20 agosto

 

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sabato 15 agosto

 

La redazione del giornale si concede 5 giorni di riposo riaprirà il 20 agosto. Purtroppo questi ultimi giorni sono stati turbati dalla comparsa nel nostro territorio e nel territorio limitrofo Brisighella e Modigliana di casi di Sars 2 Covid 19. Ci auguriamo una pronta guarigione per le persone  colpite ed un comportamento responsabile di tutti i cittadini insieme ad una efficace azione di controllo e prevenzione da parte delle autorità preposte. Buone vacanze.

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