Pietro Nenni: ricordi e riflessioni nel quarantesimo anniversario della morte.

Enrico Consolini il 3 gennaio 1980 a Roma ai funerali di Pietro Nenni

Enrico Consolini il 3 gennaio 1980 a Roma
ai funerali di Pietro Nenni

sabato 26 dicembre

Ho conosciuto personalmente Pietro Nenni a Faenza il 23 aprile del 1974 accompagnato da Bettino Craxi vicesegretario Nazionale del PSI, per la corrente autonomista. Una data storica, Nenni scrive nel suo diario: “Volutamente ho tenuto stasera a Faenza il mio primo discorso nella campagna elettorale…”. Al Circolo U. Bubani, dopo il comizio di chiusura della campagna referendaria sul divorzio, al vecchio palazzetto dello sport Bubani in Piazza d’Armi, Giorgio Boscherini, v.Sindaco di Faenza nel ‘75 e poi Sindaco dal ‘81 al ‘93, ci presentò Pietro Nenni con me c’era Enrico Gurioli che aveva realizzato il manifesto socialista di Nenni a favore del no, e Vincenzo Galassini che sarà sindaco di Brisighella. Con Nenni parlammo di mio nonno e se lo ricordava bene Vanni che aveva frequentato a Parigi durante gli anni dell’esilio, Mengone come lo chiamò familiarmente, accennando un sorriso, mentre ricordava divertito gli anni della sua gioventù quando da Faenza, in bicicletta, saliva a Marradi per incontrare qualche bella ragazza toscana. La breve conversazione scivolò sull’incontro con mio nonno al Congresso dell’Eur del ‘68, un incontro che ho ancora davanti agli occhi: mio nonno era seduto accanto a mia sorella Giuliana, si alzò, salì al banco della Presidenza, si sedette vicino a Nenni e gli parlò. Nenni sorrise poi firmò una cartolina. Quella cartolina mia sorella la spedì a “nonna Linda”.

nenni-a-Faenza-1974Pietro Nenni moriva quarant’anni orsono il 1 gennaio del 1980, quando ormai il PSI era saldamente nelle mani del suo delfino, Bettino Craxi. Ai funerali di Nenni a Roma il 3 gennaio  partecipai insieme a mia moglie Silva e ad Enrico Consolini che lo stesso anno sarebbe diventato sindaco di Marradi.  Il PSI sotto la guida di Bettino Craxi intraprenderà la stagione della sua modernizzazione attraverso il percorso del “socialismo tricolore” per poi concludere la sua centenaria storia sotto i colpi dei comunisti alleati con le toghe rosse.

Pietro Nenni, nato Faenza, isola bianca della Romagna, il 9 febbraio 1891 da una famiglia umilissima, ha rappresentato per oltre mezzo secolo la storia e gli ideali del Socialismo e del Partito Socialista Italiano.  Ricordo con sofferenza e fastidio come negli anni del “prodismo incipiente” a Faenza i catto-comunisti delle coop bianche e rosse volessero addirittura cancellare Piazza Pietro Nenni e come noi socialisti di Forza Italia ci battemmo perché ciò non avvenisse. Bettino Craxi, Pietro Nenni e Giuseppe Saragat rappresentano l’orgoglio socialista che si riprende la rivincita storica contro il Pci e la Dc del compromesso storico. Parlare di Nenni significa parlare anche degli anni del frontismo e della peculiare e paradossale situazione di fine anni ’40 quando Nenni e il Psi avevano i voti e i militanti, Saragat e il Psdi la classe dirigente e i quadri intermedi.

Nella primavera del 1947 De Gasperi si recò negli Usa ed al rientro estromise comunisti e socialisti dal governo varando una formula di governo quadripartito centrista composta, oltre che dalla Dc, dai repubblicani di Pacciardi (Pri), dai liberali di Einaudi (Pli) e dai socialdemocratici di Saragat (Psli) che assumerà la Vicepresidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria (1956) magnificata da Giorgio Napolitano, Nenni si riavvicinò a Saragat, proponendo ed ottenendo la riunificazione tra le due diverse anime del socialismo italiano e, dopo aver intrapreso la via dell’autonomismo, giunse a collaborare al governo con la DC di Fanfani e di Moro, con il PSDI di Saragat ed il PRI di Ugo La Malfa come vicepresidente del consiglio e poi ministro degli esteri. Subì a sinistra la scissione del Psiup (1964) ma avviò nel 1966 la riunificazione con il Psdi di Saragat, destinata però a durare solo tre anni.

Oggi possiamo tranquillamente affermare che la posizione anticomunista di Saragat fu assai lungimirante e vincente e poi confermata, nell’ultimo decennio del Novecento, dagli stessi avvenimenti storici. Saragat assunse ben presto posizioni riformiste moderate e filoatlantiche in contrasto con tutti gli altri partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti d’Europa aprendo la strada all’autonomismo nenniano ed al riformismo craxiano. De Gasperi, Saragat, La Malfa il 18 aprile 1948 sconfissero, il Fronte Democratico. Il più grande errore di Nenni, fu il patto di unità d’azione con i comunisti che portò alla lista unica con il PCI nelle elezioni del 1948. Saragat fu uno dei sostenitori dell’apertura ai socialisti di Nenni che dopo i fatti d’Ungheria del 1956, avevano abbandonato l’opzione frontista con i comunisti di Togliatti. Contro Saragat e Nenni e poi contro Craxi, si scateneranno le ire e le accuse di tradimento della classe operaia, dei comunisti e dei loro eredi, che ancora oggi in maniera ipocrita e strumentale sono ancora in campo, a riproporre il balletto strisciante degli opportunismi con Conte, Zingaretti, Di Maio, Renzi e Speranza impedendo di fatto il compimento di quel rinnovamento dell’Italia di cui Pietro Nenni nel suo ultimo articolo aveva parlato: “Rinnovarsi o perire” “Tutto è in questione, tutto è posto di fronte all’alternativa di rinnovarsi o perire”, un invito, un ammonimento. Certo è che, letta quarant’ anni dopo, la frase di Nenni mantiene intatta la sua grande forza ideale e morale.

Rodolfo Ridolfi

Marradi Piange la scomparsa di Emilio Betti

emilio2domenica 20 dicembre

Ci ha lasciato nei giorni scorsi all’età di 82 anni Emilio Betti uomo, generoso, affabile, intelligente e brillante, che non si risparmiava e non lesinava il suo contributo, importante tanto quanto la sua esperienza frutto di una lunga e meritoria attività associativa e benefica. Emilio Betti il secondo dei tre figli della marradesissima famiglia di Giuseppe Betti e Bruna Squarcini, ragioniere bancario nella filiale di Marradi della Cassa di Risparmio di Firenze e direttore della filiale di Palazzuolo Sul Senio ha meritato per i risultati conseguiti nel suo lavoro, il San Giovannino d’oro dell’Ente Cassa di Risparmio.

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Con la scomparsa di Emilio, Marradi perde uno dei protagonisti assoluti della vita Associativa che Emilio ha servito attraverso il suo impegno per tutta la vita, come Presidente del Club Sportivo Culturale di Marradi dal 1972 al 1974, i migliori anni della Graticola d’oro, e come storico volontario e socio componente del Magistrato della Venerabile Confraternita della Misericordia dove ha svolto per molti anni il ruolo di Governatore. Membro dell’AIDO di Palazzuolo Sul Senio da quarant’anni. Sposato con Anna Gentilini da 55 anni, dal 2011 cofondatore e primo presidente dell’Associazione Opera In-Stabile che ha promosso la musica, la ricerca storica e archivistica e di tutte le arti.  La sua vita rimane nella sua attività e nelle scelte che insieme a tanti altri ha saputo compiere per il bene del paese che lui amava, in particolare la cura per, oltre che l’attenzione particolare per qualunque forma innovativa del fare associazionismo e volontariato.

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Una attività ricca tanto in qualità che in quantità, portata avanti con tanta passione e onestà intellettuale. Chi lo ha conosciuto ne ricorda i tratti della assoluta semplicità e riservatezza che sapeva coniugare con la curiosità, la disponibilità nei confronti dei più giovani, l’apertura al dialogo, il carisma, la positività e l’ottimismo.

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Consapevoli di avere perso un amico generoso e leale e una intelligenza tanto feconda, nel ricordarlo con indelebile affetto ci stringiamo intorno ad Anna, Barbara e Francesco ed alla famiglia tutta.

 

Rodolfo Ridolfi

 

Rodolfo Ridolfi è il nuovo Responsabile Enti Locali di Forza Italia nella Provincia di Firenze

fotodomenica 6 dicembre

 

FIRENZE – Durante il Direttivo provinciale di Forza Italia di lunedì 16 novembre svoltosi in modalità streaming il coordinatore Paolo Giovannini ha comunicato che in data 23 ottobre ha provveduto  ad indicare, visto l’impegno profuso per il Partito e gli attestati di stima di tutto il coordinamento provinciale di Firenze,  quale nuovo responsabile degli Enti Locali e componente la Giunta Esecutiva Rodolfo Ridolfi, attuale capogruppo nell’Unione dei Comuni Montani del Mugello-Alto Mugello.

Iscritto a Forza Italia dal 1994, commendatore al merito della Repubblica, è stato Sindaco di Marradi, V.Presidente del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, giornalista pubblicista è direttore responsabile del Mattinale, di Free news on line, quotidiano nazionale e del locale Marradi Free News.

Ridolfi rispondendo positivamente alla proposta del Coordinatore Provinciale Giovannini nel suo intervento al coordinamento provinciale ha affermato: “ho accettato di mettere a disposizione la mia esperienza, per la grande stima ed amicizia che mi lega al coordinatore regionale, senatore Massimo Mallegni ed a quello provinciale Paolo Giovannini nel momento in cui Forza Italia in Provincia di Firenze si sta riorganizzando. Coordinerò l’attività degli Eletti nella Provincia di Firenze ed intendo iniziare il mio lavoro seguendo in particolare gli appuntamenti elettorali nei Comuni di Reggello e Sesto Fiorentino che vanno al voto nel 2021.

nomina Ridolfi

 

 

Sottolineo anche come sia importante avere affidato la responsabilità dell’Organizzazione a Maria Tauriello una dirigente azzurra di grande capacità ed intelligenza”.

Forza Italia contraria alla soppressione della Guardia Medica nelle ore notturne

Raffaella Ridolfi  con Antonio Tajani

Raffaella Ridolfi
con Antonio Tajani

domenica 22 novembre

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

Forza Italia esprime forte preoccupazione per l’interruzione notturna del servizio di Guardia medica sostituito solo da un consulto telefonico. Una scelta inspiegabile che produrrà un aumento di accessi nelle strutture ospedaliere in questo momento di grave pandemia e gravissime conseguenze sulla tenuta del 118 e del pronto soccorso.

Il gemellaggio Marradi-Castelnaudary 1990-2020 trent’anni dopo. Diario di un viaggio.

gemellaggio-Marradi-Castelnaudarydomenica  11 ottobre

Il  Virus cinese ha interrotto il gemellaggio con la  città francese nel trentesimo anniversario così non è stato possibile per la delegazione di Marradi essere in Francia nell’estate scorsa e non sarà possibile come è accaduto tutti gli anni alla delegazione francese essere presente alla Sagra delle castagne. Tuttavia dopo 30 anni quello con la cittadina francese di Castelnaudary è un gemellaggio, un rapporto di amicizia ben saldo e riuscito. Un legame forte e concreto che si  è rinnovato  di anno in anno con visite reciproche, scambi culturali tra le due comunità e le rispettive associazioni. Il gemellaggio fu firmato a Marradi dai sindaci Rodolfo Ridolfi e Bernard Embry il 30 settembre 1990 e a Castelnaudary il 14 luglio 1991 e lo hanno continuato confermandolo in occasione del ventennale e del venticinquennale  i sindaci Paolo Bassetti e Tommaso Triberti con il sindaco Patrick Mougard. Ricordiamo quindi doverosamente come: “Le comuni radici medicee – è scritto nella pergamena  firmata dai sindaci trent’anni orsono- servono a mantenere legami permanenti tra le municipalità delle nostre città ed a favorire in ogni campo gli scambi fra i cittadini per sviluppare insieme ad una migliore comprensione reciproca il vivo sentimento della fraternità europea”. Alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo in Europa sembrano concetti inconsueti ma che fra i Marradesi e les Chauriens  hanno resistito nel tempo. L’idea di un gemellaggio fra Marradi ed una città dell’allora regione Languedoc-Russillon gemellata con la Toscana fu di Silva Gurioli moglie del Sindaco di Marradi che lavorava al dipartimento delle relazioni internazionali presso la Presidenza della Regione Toscana  che la preparò in tutti i dettagli e la sottopose alla Amministrazione del Comune di Marradi che la fece propria. Fu così che il 30 settembre 1990 Marradi accolse la delegazione francese e ci fu la firma del gemellaggio. La speranza è che l’Europa si liberi quanto prima dalla pandemia e che le numerose ed importanti iniziative culturali, commerciali, sportive sociali fra i due Comuni possano riprendere il loro trentennale cammino. A ricordo di quegli anni riportiamo il diario di un viaggio a Castelnaudary del maestro Renato Ridolfi:

locandina Marradi 90“Il torpedone rumoreggia. I giovani marradesi sono pronti a partire. Il fiume Lamone, da sotto il ponte grande, manda il suo fresco saluto ai gitanti. Il teatro degli Animosi, voluto e costruito  nel 1792 dai Fabroni, nobili marradesi fedeli alla famiglia de’ Medici, assiste, silenzioso e severo, l’allegra e chiassosa partenza. Un ultimo bacetto ai propri cari che restano in trepida attesa e la carovana si muove tra sospiri dignitosi e calde lacrimucce. La cupola rossa…con il suo leone”, di campaniana memoria , dal palazzo municipale, saluta i partenti con svelti rintocchi. Le vie silenziose e assonnate hanno un breve sussulto. Si imbocca la statale 302 per Firenze davanti al Monumento ai Caduti di tutte le guerre e via per Biforco e Castiglionchio, le cascate di valbura, l’abazia di Santa Maria di Crespino, Casaglia, la Colla con i suoi930 metri sul mare, poi la discesa a Ronta, Panicaglia, dall’antica badia di S.Giovanni, Borgo san lorenzo con la torrelongobarda, San Piero a sieve, ai piè della rocca medicea, a Cafaggiolo turrita residenza della Famiglia De’ Medici, presso il lago asciutto di bilancino, borgo natio del famoso corridore ciclista gastone Nencini, Prato la tessile città patria di Curzio Malaparte, giornalista e scrittore, Pistoia, città romana e medievale importante, che ha originato i Fabroni, Montecatini Terme, Viareggio famosa per il suo carnevale, e Carrara dal marmo bianco caro a Michelangiolo Buonarroti e ad Antonio Canova.

Qui, Toscana…addio!

La confinante Liguria si presenta con La Spezia, importante arsenale della Marina Militare Italiana; e Genova, la “Superba” città natale di Cristoforo Colombo; sanremo la città dei fiori e del festival della canzone italiana e giù per la riviera fino a Ventimiglia.

Ora l’Italia cede il passo alla Francia che mostra la Costa Azzurra, Mentone e il Principato di Monaco con Montecarlo e il suo casinò, e Nizza, la città italiana, patria di Giuseppe Garibaldi, ceduta dai Savoia alla Francia nel 1860 per aver aiuti militari nella II^ guerra d’indipendenza contro l’Austria, Cannes, rinomata, tra l’altro per il festival cinematografico internazionale, Aix en Provence, centro termale per la cura dei reumatismi a trenta chilometri da Marsiglia; Salon de Provence , che ospita la Scuola di Aeronautica Militare francese; Arles, sul fiume Rodano nella Camargue, di origine greca, ma civilizzata dai Romani che, sotto l’impero di Augusto, la dotarono di insigni monumenti, Nimes conquistata dai Romani nell’anno 120 a.c. e abbellita da importanti opere, come la “Maison Carrée”, tempio  fatto costruire da Agrippa, l’Arena e il tempio di Diana, ancora  visibili. Poi, Montpellier, il più importante centro della Languedoc Roussillon e Narbonne, interessantissimo nodo ferroviario ed autostradale fra l’Atlantico, la Provenza e la spagnola Catalogna. Anche qui si trovano importanti vestigia romane. C’è Carcassone, lungo il fiume Aude e il Canal du Midì, che presenta il fascino medievale del più bell’esemplare francese di fortificazioni. Ma quello che più commuove chi arriva dalla valle del Lamone fiorita dicastagni ai rigogliosi vigneti del Louragais è il cartello segnaletico del gemellaggio: “Castelnaudary-Marradi”.

Castelnaudary, fondato dalla regina di Francia, Caterina De’ Medici, gemellato con Marradi, già possesso della Signoria medicea, ampliato ed abbellito dai Fabbroni che la rappresentavano in questo territorio ai confini con la Romagna e ne difendevano la “Via del grano e del sale”.

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