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Il primo anniversario della morte del grande musicista Giampaolo Pape Gurioli

giovedì 12 marzo

In uscita il 18 marzo il libro “La scintilla del genio” di Rodolfo Ridolfi, dedicato alla memoria di Giampaolo
Pape Gurioli
Il 12 marzo, nel primo anniversario della scomparsa del musicista Giampaolo Pape Gurioli, viene annunciata l’uscita del volume La scintilla del genio, il nuovo libro di Rodolfo Ridolfi, pubblicato da Edizioni Il Papavero e disponibile dal 18 marzo.
Il libro nasce come omaggio alla figura di Pape Gurioli, straordinario musicista nato a Marradi il 19 novembre 1959 e scomparso a Firenze il 12 marzo 2025. Attraverso una narrazione intensa e ricca di riferimenti biografici e culturali, Ridolfi mette in dialogo la sua vicenda artistica con quella del poeta Dino Campana, nato anch’egli a Marradi il 20 agosto 1885.

Da Marradi, luogo d’origine e destino simbolico per entrambi, si fronteggiano due geni inquieti e purissimi: poeta l’uno, musicista l’altro, separati dal tempo ma uniti da una stessa urgenza interiore e da una fedeltà assoluta all’arte come necessità spirituale. La scintilla del genio intreccia le loro vite e le loro opere in un dialogo serrato fatto di risonanze, silenzi e contrappunti, restituendo il ritratto di due figure che non hanno mai tradito la propria voce autentica.
Con questo libro Ridolfi prosegue il suo lavoro di ricerca e valorizzazione della figura di Dino Campana, già al centro della sua edizione dei Canti Orfici pubblicata nel 2023 da Edizioni Il Papavero con copia anastatica e il contributo di Luigi Bonaffini.
La scintilla del genio dunque non è solo un omaggio a Pape Gurioli, ma anche una riflessione più ampia sulla genialità artistica: quella che nasce dalla musica delle parole e dalla poesia dei suoni, dove l’arte diventa spazio di libertà, ricerca e autenticità.

La “scintilla del genio” è davvero come una intuizione creativa improvvisata, non è solo un dono innato, ma è il risultato di una combinazione di talento naturale, profondità e durata. In realtà, è un genio che lascia piena espressione alle idee e alla capacità di creare nuove regole. Nel caso di Pape produce la Svolta Pianistica il momento in cui un’idea appare inaspettatamente. E’un segnale informativo di alta qualità, non solo una sensazione di breve durata Sebbene il genio si combina con un livello di istruzione e perseveranza. Nessuno può attendersi di arrivare alle vette della creatività senza padroneggiare le necessarie conoscenze e abilità.

10 luglio Genetliaco di Celestino Bianchi

giovedì 10 liuglio

Il manifesto del 2017

Ricorre oggi 10 luglio, l’anniversario della nascita di Celestino Bianchi intelligenza che univa in sé i fermenti romagnoli e la lucidità toscana caratteristica comune a molti marradesi. A proposito di eventi celebrativi del grande marradese mi piace ricordare la manifestazione tenuta nel teatro degli Animosi il 25 luglio 1909 che fece seguito alla delibera del Consiglio Comunale che approvava il testo dell’epigrafe realizzata dal Prof. Guido Mazzoni, in occasione della posa della lapide nella casa natale del Bianchi. Scrive Baldesi sindaco di Marradi in quel tempo: …ebbe luogo nel Teatro degli Animosi la commemorazione del grande patriota tenuta da Valentino Soldani. Il teatro era gremito di persone, di bandiere, di fiori. I palchi rigurgitavano di signore, nel palcoscenico, in mezzo ad un trofeo, troneggiava il busto di Celestino Bianchi dello scultore Sodini, il teatro presentava un colpo d’occhio imponente, solenne.
Nel 1944 la guerra aveva cancellato quella lapide. Fu così che, divenuto sindaco nel 1988, una delle primissime iniziative che volli fu appunto la lapide di piazzale Celestino Bianchi per la quale ritrovai la proposta di Giovanni Campana: A Celestino Bianchi storico e letterato insigne, caldo patriota, politico eminente,
qui dove ebbe i natali il 10 luglio 1817 Il municipio di Marradi ad onorare la memoria dell’illustre concittadino questo ricordo pose. il 3 dicembre del 1988. Dopo il convegno su Celestino Bianchi, al quale portarono preziosi contributi il professor Luigi Lotti Preside di Scienze Politiche a Firenze, il prof Pierfrancesco Listri de La Nazione e il Sindaco di Firenze Giorgio Morales, alla presenza del
sottosegretario agli Interni onorevole Valdo Spini, la lapide fu scoperta. Nel 2011, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, collaborai con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero per la Pubblica Amministrazione alla stesura del libro Servitori dello Stato centocinquanta biografie fra le quali quella di Celestino Bianchi. Nel 2017 in occasione del 200° anniversario della nascitacon il patrocinio del Comune di Marradi, insieme al giornale Free News e all’Accademia degli Incamminati, organizzai un importante convegno, reso particolarmente prestigioso dalla presenza
di Gabriele Canè, più volte direttore ed editorialista insigne dei quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino ed Il Giorno e dell’allora Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani.
Leggendo la storia e le biografie dei grandi marradesi Angelo Fabbroni 1732-1803 e Celestino Bianchi 1817-1885 possiamo ricavare alcune fondate considerazioni: ambedue hanno saputo equilibrare spirito innovativo e conservazione dei valori
tradizionali. Fabroni in larghi tratti della sua cultura e delle sue posizioni si caratterizza sia rispetto a certo cattolicesimo “moderno”, cui pure appartenne, sia rispetto ai tipici connotati illuministici, che accettò in molti aspetti senza mai aderire del tutto al loro spirito di fondo. Basti pensare che fu sostenitore di posizioni di rigorismo etico di ispirazione giansenistica, in contrapposizione cauta, ma netta, con quelle gesuitiche. Celestino Bianchi, che nasce 14 anni dopo la morte del Fabroni, fu liberale cristiano molto legato ai valori della famiglia era filopiemontese e cavouriano si opponeva al
Granduca ma anche al progetto mazziniano. Ambedue (Fabroni e Bianchi) sono stati grandi protagonisti della politica Toscana, Celestino Bianchi anche di quella Italiana e unitaria. Bianchi, collaboratore de La Nazione dal 1860, a partire dal 1871 ne
divenne direttore fino al 1885 anno della sua morte.
Quando divenne direttore de La Nazione aveva i capelli ed i baffi bianchi ed un pizzo tipicamente risorgimentale e portava dei piccoli occhiali sopra il naso. Agli anni dellasua direzione risale il primato de La Nazione a Firenze che vantava fra i suoi collaboratori De Amicis, che Bianchi aveva strappato all’esercito per farne un inviato
speciale, Collodi e successivamente Yorick suo amico fin da quando Bianchi, era direttore dello Spettatore. Sotto la direzione di Bianchi La Nazione passò da tremila a 10 mila copie. Tante tantissime in una città di 150.000 abitanti con un tasso di analfabetismo molto elevato. Fu l’ideatore di rubriche di successo, come quella della moda femminile. Affrontò grandi temi come lo sfruttamento del lavoro minorile e con lui fecero la comparsa anche le prime cronache di sport: pugilato, ippica, ginnastica ed infine le prime sfide in bicicletta. Anche il listino della Borsa e l’economia compaiono nella quarta pagina della Nazione del tempo. Bianchi scoprì un nuovo tipo di lettore: la donna e nei giorni del referendum per l’annessione al Piemonte, La Nazione ospitò un dibattito sul voto alle donne.
Rodolfo Ridolfi ex sindaco di Marradi

Al Prof. Luigi Bonaffini dantista e campaniano di fama mondiale un importante riconoscimento a New York.

martedì 24 giugno

A Luigi Bonaffini dantista e campaniano di fama mondiale un importante riconoscimento a New York
In occasione dell’ ITA June Luncheon And Awards Ceremony 2025, a New York il 14 giugno scorso
è stato conferito un importante riconoscimento al Prof. Luigi Bonaffini autorevole membro del
Comitato Scientifico del Centro Studi Campaniani Enrico Consolini di Marradi. Numerosi i
personaggi illustri fra i quali spiccava Lucrezia G.Lindia Presidente della National Italian Honor
Society organizzatrice insieme all’American Association of Teachers of Italian dell’evento e John
Lauro celeberrimo avvocato penalista del Presidente U.S.A Donald Trump.

Per il Professore,
assente per malattia, ha ritirato il premio Giuliana Ridolfi che ha consegnato a Luigi Bonaffini la
lettera di Barbara Betti Vice Presidente del Centro di Marradi nella quale si legge fra l’altro: “… La
memoria torna in Piazza Le Scalelle, dove si trovava la prima sede del Centro Studi, conosciuto
come “Giardino della Violetta”. Ed è proprio lì che si fermano i ricordi, nel lontano 1992, dove il
Professor Luigi Bonaffini del Brooklyn College di New York, con la sua voce calma e chiara espose in modo semplice e fluente la componente dantesca del nostro poeta: tessendo un filo che da l’Orfeo Georgico di Virgilio confluiva alla palude Stigia del VII canto dell’Inferno ci condusse fino al primo paragrafo de “ La Notte”… Un viaggio nella storia della letteratura da Dante a Ronsard e Villon, fino a Verhaeren, Jammes, Rimbaud, Verlaine…Non solo una serata letteraria in occasione del genetliaco campaniano, ma un viaggio straordinario, ipnotico, coinvolgente…. Il Professor
Bonaffini è stato uno dei primi pilastri su cui si è fondato tutto il lavoro svolto dal Centro.

E non posso non citare continua la lettera il grande evento internazionale tenuto nel 2004 all’Istituto diCultura Italiana di New York dove Lei, grandioso protagonista, tratteggiò in modo memorabile la figura e l’opera di Dino Campana….Dare Cultura è un privilegio che il nostro Centro ha creato …
Devo al Professor Bonaffini l’aver compreso che la grandezza del sapere non è di chi ci inonda di accademica grandiloquenza ma di chi sa parlarci, attraverso monumentale e profonda conoscenza, permettendo a tutti di comprendere. Lei lo ha sempre fatto con grande umiltà, semplicità ed eleganza aprendoci un mondo molto più vasto di quanto all’epoca eravamo abituati a credere.

 

Grazie Professor Bonaffini. A nome del Centro Studi Campaniani le porgo le nostre più sincere
congratulazioni per questo importantissimo premio la cui fama ed internazionalità ci rende
orgogliosi di essere Italiani nel Mondo. Con immensa stima, un grazie personale per quella luce che
ha acceso per me e che mi ha sempre guidato nel lavoro di ricerca e nella mia professione.