Venerdì 22 maggio alle ore 21,00 a Brisighella nella sala Polivalente Cicognani.in Via Pascoli n.1 nell’ambito della rassegna Brisi Books diretta e curata da Elisabetta Zambon, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Brisighella con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e l’Unione della Romagna Faentina si terrà la presentazione del libro di Rodolfo Ridolfi “La scintilla del Genio” edizioni Il Papavero 2026.
Insieme all’autore, intervistato da Elisabetta Zambon, è prevista la testimonianza ed il canto di Federica Caseti Balucani e l’intervento di Lamberto Fabbri.
All’evento collaborano: La Pro Loco, L’Associazione Storica I Naldi Gli Spada, La Biblioteca Comunale Carlo Pasini, Il Gruppo Amici dell’Osservanza, L’Associazione Musicale L.Varoli,
Quest’anno l’81° anniversario del 25 aprile 1945 assume un particolare significato per la drammatica situazione di guerra nel medio oriente ed in Ucraina e ci riporta alla grandissima attualità dei valori espressi, nel mirabile discorso tenuto nel 2009 il 25 Aprile ad Onna in Abruzzo, da Silvio Berlusconi nella parte in cui affermava: “…Benché frutto evidente di compromessi, la Costituzione repubblicana riuscì a conseguire due obiettivi nobili e fondamentali: garantire la libertà e creare le condizioni per uno sviluppo democratico del Paese. Non fu poco. Anzi, fu il miglior compromesso allora possibile. Fu però mancato l’obiettivo di creare una coscienza morale “comune” della nazione, un obiettivo forse prematuro per quei tempi, tanto che il valore prevalente fu per tutti l’antifascismo, ma non per tutti l’anti-totalitarismo. Oggi, il nostro compito, il compito di tutti, è quello di costruire finalmente un sentimento nazionale unitario. Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, Se da oggi riusciremo a farlo insieme, avremo reso un grande servizio non a una parte politica o all’altra, ma al popolo italiano e, soprattutto, ai nostri figli che hanno il diritto di vivere in una democrazia finalmente pacificata…”.
In occasione della ricorrenza del 25 Aprile 1945 in Italia, 8 maggio in Europa (giorno della resa del nazismo) è giusto e doveroso ricordare la liberazione dalla guerra, dal nazismo e dal fascismo anche se bisognerà aspettare la notte fra il 9 ed il 10 novembre 1989, momento storico della caduta del Muro di Berlino, per vedere completata la liberazione della parte orientale dell’Europa caduta dopo l’oppressione nazista nell’altrettanto odiosa ed efferata tirannide comunista. E giusto onorare tutti i resistenti: i nostri giovani combattenti e tutti quegli altri giovani, americani, inglesi, francesi, polacchi, dei tanti paesi alleati, che versarono il loro sangue.
Senza di loro, il sacrificio dei nostri partigiani sarebbe stato vano. Con rispetto dobbiamo ricordare, anche quelli che in buona fede hanno combattuto dalla parte sbagliata sacrificando la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta.
Quello che non ci piace è assistere alla falsa e strumentale liturgia apologia di ex fascisti diventati eroi e medaglie dell’antifascismo, a comunisti che si ergono a paladini della democrazia, ad opportunisti democristiani che sono passati alla resistenza in tarda età.
Una parte dell’Italia come la nostra, che prima di essere comunista fu in tanta parte così fascista, dovrebbe avere il coraggio di porre fine a 81 anni di nebbia densa di imbarazzo, rimarcando l’ipocrisia, la, fragilità, lo spirito di accomodamento, anche la pavidità, di cui diede prova larghissima parte degli italiani, intellettuali in testa, che, come lamentò l’esule Salvemini, avevano baldanzosamente esibito le loro idee socialiste, comuniste e cattoliche solo in tempi di bonaccia…”.Sarebbe ora che il “tabù” fosse smascherato.
Un’opera non di revisionismo, ma piuttosto una corretta e necessaria operazione di rimozione di falsità, menzogne e silenzi imposti dalla cultura comunista alla storia italiana degli ultimi 77 anni. I partigianio comunisti non aspiravano alla democrazia ma all’instaurazione della dittatura comunista nel nostro Paese ed è per questo che si accanirono sui partigiani non comunisti, soprattutto quelli che non accettavano l’egemonia comunista, sui borghesi e sui tanti silenziosi ed innocenti non comunisti. Rileggiamoci : “Il sangue dei vinti”.
resti della fusoliera
Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile, o “la Grande Bugia” di Giampaolo Pansa o Vincitori e vinti di Bruno Vespa, che raccontano anche gli eccidi commessi dai partigiani comunisti. Fra i delitti più odiosi è da annoverare l’assassinio di Marino Pascoli, giovane giornalista e comandante partigiano di fede mazziniana.
Pascoli raccontò su La Voce di Romagna del 6 dicembre 1947: “Prima di tutto dobbiamo distinguere i partigiani veri dai partigiani falsi. I partigiani veri sono coloro che hanno corso sul serio dei rischi, che hanno combattuto con fede per la liberazione d’Italia e questi, a dir il vero, sono pochi. I partigiani falsi che purtroppo sono la maggioranza, sono coloro che hanno fatto i teppisti mascherati, i collezionisti di omicidi, e che andarono in giro col mitra, quando non vi era più pericolo, a fare gli eroi. Questa gente anche se è riuscita a munirsi di un brevetto o di un certificato, anche se oggi milita indebitamente nelle fila dei partigiani, non bisogna avere nessuna esitazione a chiamarla teppa. Teppa da reato comune, macchiata di sangue, di prepotenza e di ricatti
Attenzione, partigiani veri, partigiani onesti, partigiani italiani e rimasti italiani, a non seguire coloro che vogliono vendere l’Italia allo straniero, altrimenti il vostro sacrificio sarebbe stato vano…L’organizzazione militare delle Brigate Garibaldine venne creata più tardi a rivoluzione d’Aprile conclusa. Quando contati i partigiani, rimpolpate le formazioni, aumentati gli effettivi, organizzate le forze comuniste e muniti i comandi di timbri e carta intestata, si procedette alla farsa della smobilitazione delle forze comuniste, si svolgeva, invecen un’opera diametralmente opposta quella cioè di inquadrare ed organizzare per l’avvenire queste forze per un eventuale colpo di Stato…”
Presentato a Faenza il libro di Rodolfo Ridolfi “La scintilla del Genio”
Il Genio di Dino Campana e di Pape Gurioli hanno sprigionato tanta qualità poetica e musicale e illuminato la emozionante presentazione del libro “La scintilla del Genio” di Rodolfo Ridolfi Edizioni Il Papavero che si è tenuta nella Sala Bigari del Palazzo Comunale. Significativi gli interventi e le testimonianze di Tommaso Triberti, Sindaco di Marradi, e Presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello; di Arianna, figlia di Pape; del patron del Mei Giordano Sangiorgi; di Giorgio Andrini in rappresentanza del Pavone d’oro; di Anna Galletti delle edizioni musicali Galletti-Boston, di Gianni Zampaglione fotografo e storico amico di Pape Gurioli come il professore Davide Solaroli e la scrittrice Gianna Botti. La partecipazione del pubblico ha reso la giornata, vivida di emozioni e di grande forza emotiva ma anche spontanea, sincera e commovente. Concludendo l’autore, dopo aver ringraziato il comune di Faenza che ha ospitato l’evento, ha ricordato come il libro nasca dalla volontà di ricordare, approfondire e onorare la figura geniale di Giampaolo Pape Gurioli il grande musicista marradese messo in parallelo con Dino Campana in un confronto continuo che metta in luce punti di contatto, affinità e differenze creando un dialogo dinamico tra le loro visioni e la loro scrittura artistica poetica e musicale. Giampaolo Pape Gurioli musicista, Dino Campana poeta . Entrambi, figli della buona borghesia locale: il padre di Campana, maestro e possidente, quello di Gurioli artigiano, buon musicista, clarinettista, sassofonista ma soprattutto pianista. Dino e Pape fortemente dotati di ironia mista a profondo pudore, manifestato in Campana dal suo desiderio di essere compreso e nella sua lotta contro l’indifferenza del mondo contemporaneo e in Gurioli dal suo inflessibile rifiuto della trasgressione così diffusa nel mondo della musica. La loro prima giovinezza trascorsa nei due quartieri più famosi di Marradi, Campana a J’um-marè, Gurioli in Via Fabbrini agli Archiroli. Tutti e due sentivano forte l’attrazione per il magicoConvento delle Domenicane Il mattino arride sulle cime dei monti. In alto sulle cuspidi di un triangolo desolato si illumina il castello, più alto e più lontano. Venere passa in barroccio accoccolata per la strada conventuale. Dino Campana. Pape nel Monastero era di casa e la Priora del tempo Suor Maria Paola se lo coccolava. Le campane del Convento, della Chiesa, la campanella della scuola e della Torre dell’orologio gli sono rimaste dentro ed hanno ispirato il suo emozionante brano musicale a Marè….
Dino e Pape amanti dello stesso palcoscenico quello del settecentesco Teatro degli Animosi dove Campana sotto la direzione di Anacleto Francini partecipò alla commedia-operetta Il Marciapiede alla Ribalta, rappresentata nell’agosto del 1910 nel Coro dei Nattambuli e nell’ agosto del 2011 nella rivista comico-satirica Marradineide, Zibaldone o Epidemiade. Per Pape Gurioli il Teatro degli Animosi era una seconda casa, ne ha calcato il palcoscenico per tutta la vita: su quel palco ha messo in scena spettacoli di elevato profilo come La nostra Commedia ispirato a Dante e Campana con Riccardo Monopoli, Federica Caseti Balucani e Alex Bordigoni. è stato protagonista delle celebrazioni di Anacleto Francini (Bel Amì), memorabili per i suoi arrangiamenti delle canzoni Creola e Sfoglia la Margherita.
E poi c’è il pianoforte verticale sul quale Dino e Pape hanno posato le geniali mani quello che ancor oggi si trova nella casa di Pape dove a soli sei anni iniziò ad esercitarsi dopo che suo padre, Cinto, aveva acquistato nell’agosto del 1947 da Manlio Campana fratello maggiore del poeta, lo stesso pianoforte sul quale Dino aveva imparato a suonare il pianoforte nella casa dello zio Torquato in Via Pascetti dove Campana trascorreva i suoi giorni marradesi. Come per Dino Campana anche per Pape Gurioli l’arte non è solo una descrizione della realtà, ma una speranza interiore e spirituale che va oltre la forma e la rappresentazione e non ammette compromessi e così Pape ha suonato tutta la musica: Il jazz prima di tutto, ma anche il rock, la fusion e il pop. Musica che non ha mai rinnegato ma che alla lunga ha preferito abbandonare per recuperare una dimensione vera, diretta quella del contatto senza mediazioni tecnologiche con lo strumento acustico. Un musicista puro come se ne incontrano pochi così come Dino Campana è stato un poeta puro. La “scintilla del genio” è davvero come una intuizione creativa improvvisata. Non è solo un dono innato, ma è il risultato di una combinazione di talento naturale, profondità e durata. In realtà, è un genio che lascia piena espressione alle idee e alla capacità di creare nuove regole. Nel caso di Pape produce la Svolta Pianistica il momento in cui un’idea appare inaspettatamente, è un segnale informativo di alta qualità, non solo una sensazione di breve durata. Nessuno può attendersi di arrivare alle vette della creatività senza padroneggiare le necessarie conoscenze e abilità.
Con questo libro Ridolfi prosegue il suo lavoro di ricerca e valorizzazione della figura di Dino Campana, già al centro della sua edizione dei Canti Orfici pubblicata nel 2023 da Edizioni Il Papavero con copia anastatica e il contributo di Luigi Bonaffini. La scintilla del genio dunque non è solo un omaggio a Pape Gurioli, ma anche una riflessione più ampia sulla genialità artistica: quella che nasce dalla musica delle parole e dalla poesia dei suoni, dove l’arte diventa spazio di libertà, ricerca e autenticità. La “scintilla del genio” è davvero come una intuizione creativa improvvisata. Non è solo un dono innato, ma è il risultato di una combinazione di talento naturale, profondità e durata. In realtà, è un genio che lascia piena espressione alle idee e alla capacità di creare nuove regole. Nel caso di Pape produce la Svolta Pianistica il momento in cui un’idea appare inaspettatamente è un segnale informativo di alta qualità, non solo una sensazione di breve durata. Sebbene il “genio” se avviene come una dote innata si combina con un livello di istruzione e perseveranza. Nessuno può attendersi di arrivare alle vette della creatività senza padroneggiare le necessarie conoscenze e abilità.
Mi piace:
Mi piaceCaricamento...
Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI