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Alessia Tarantino vince il Premio Dino Campana e il Premio speciale per la musicalità Emilio Betti con la Poesia: La Veste. Lucia Lo Bianco con: Dawn of ashes in Gaza prevale nella Sezione Internazionale. Sabato 20 settembre a La Spezia le premiazioni.

La vincitrice del Premio Dino Campana 2025 Alessia Tarantino

domenica 13 settembre

XII^ Edizione Premio Internazionale Dino Campana nel segno di Pape Gurioli

Alessia Tarantino vince il Premio Dino Campana e il Premio speciale per la musicalità Emilio Betti con la Poesia: La Veste. Lucia Lo Bianco con: Dawn of ashes in Gaza prevale nella Sezione Internazionale. Sabato 20 settembre a La Spezia le premiazioni.

Con l’opera La Veste Alessia Tarantino di Tropea e residente in Svizzera vince il Premio Letterario Dino Campana imponendosi su Paola Badanai Scalzotto di Padova con: Cuor di Roccia; terzo posto exaequo per Federico Del Monaco di Avezzano con: Scintilla e Maura Querci di Rapallo con: Finitudine . Alla palermitana Lucia Lo Bianco con la poesia in lingua inglese Dawn of ashes in Gaza va il premio della sezione internazionale e sempre ad Alessia Tarantino, il premio speciale per la musicalità “Emilio Betti”. Diploma di merito del Presidente della Sezione Internazionale allo spezzino Giancarlo Guani per la lirica in lingua francese . Menzioni del Presidente della Giuria del Premio Campana anche per: Ida Cecchi: Questa Quasi sera, Lucio Gibin: La nebbia nell’anima; Grazia Ciampaglione: Navigando il tuo animo; Francesca Manuelli: Sovescio d’Autunno; Marzia Tiseo: Dove io respiro. La cerimonia di Premiazione si svolgerà nella Sala della Mediateca Ligure Sergio Fragoso alla Spezia.

La vincitrice della Sezione Internazionale del Premio Dino Campana 2025 Lucia Lo Bianco

La XII^ edizione del prestigioso premio fa tappa a La Spezia dopo le edizioni di Lastra a Signa 2024, Brisighella, 2023, di Marradi, 2022, Palazzuolo Sul Senio 2021, Faenza 2020, Modigliana 2019, Marradi 2018, Borgo San Lorenzo 2017, Brisighella 2016, Firenze 2015 e 2014. Sarà nel segno di Pape Gurioli il grande musicista marradese che faceva parte della Giuria del Premio fin dalla prima edizione. Per ricordare la genialità ed il talento dell’artista marradese, recentemente scomparso, gli organizzatori hanno realizzato un CD che contiene due brani: La lupa Chiara e la Panchina Numero Zero musica di Paolo Gurioli parole del poeta spezzino Giancarlo Guani prodotto da Gurioli con la collaborazione di Angelino Cappelli per le Edizioni Galletti Boston di Faenza. A interpretarla, sabato 20, sarà Federica Caseti Balucani.

Il Premio, patrocinato dal Comune si tiene per la prima volta a La Spezia, per sottolineare la mediterraneità ligure della quale Dino Campana divenne sommo cantore. I poeti appartengono al mondo e la Liguria per il Poeta di Marradi è una suggestione universale come fonte di ispirazione: (Crepuscolo mediterraneo perpetuato di voci che nella sera si esaltano, di lampade che si accendono …nel cielo più vasta più ardente del sole notturna estate mediterranea?). La Poesia Frammento di Dino Campana che appare nell’agosto del 1915 sulla rivista La Voce è ispirata al suo viaggio per mare fra Spezia e Genova.

I presidenti delle Giurie Rodolfo Ridolfi, Barbara Betti, Luciano Giovannini

12 settembre 2025

Alessia Tarantino vince il Premio Dino Campana e il Premio speciale per la musicalità Emilio Betti con la Poesia: La Veste. Lucia Lo Bianco con: Dawn of ashes in Gaza prevale nella Sezione Internazionale. Sabato 20 settembre a La Spezia le premiazioni.

La vincitrice del Premio Dino Campana 2025 Alessia Tarantino

domenica 13 settembre

XII^ Edizione Premio Internazionale Dino Campana nel segno di Pape Gurioli

Alessia Tarantino vince il Premio Dino Campana e il Premio speciale per la musicalità Emilio Betti con la Poesia: La Veste. Lucia Lo Bianco con: Dawn of ashes in Gaza prevale nella Sezione Internazionale. Sabato 20 settembre a La Spezia le premiazioni.

Con l’opera La Veste Alessia Tarantino di Tropea e residente in Svizzera vince il Premio Letterario Dino Campana imponendosi su Paola Badanai Scalzotto di Padova con: Cuor di Roccia; terzo posto exaequo per Federico Del Monaco di Avezzano con: Scintilla e Maura Querci di Rapallo con: Finitudine . Alla palermitana Lucia Lo Bianco con la poesia in lingua inglese Dawn of ashes in Gaza va il premio della sezione internazionale e sempre ad Alessia Tarantino, il premio speciale per la musicalità “Emilio Betti”. Diploma di merito del Presidente della Sezione Internazionale allo spezzino Giancarlo Guani per la lirica in lingua francese . Menzioni del Presidente della Giuria del Premio Campana anche per: Ida Cecchi: Questa Quasi sera, Lucio Gibin: La nebbia nell’anima; Grazia Ciampaglione: Navigando il tuo animo; Francesca Manuelli: Sovescio d’Autunno; Marzia Tiseo: Dove io respiro. La cerimonia di Premiazione si svolgerà nella Sala della Mediateca Ligure Sergio Fragoso alla Spezia.

La vincitrice della Sezione Internazionale del Premio Dino Campana 2025 Lucia Lo Bianco

La XII^ edizione del prestigioso premio fa tappa a La Spezia dopo le edizioni di Lastra a Signa 2024, Brisighella, 2023, di Marradi, 2022, Palazzuolo Sul Senio 2021, Faenza 2020, Modigliana 2019, Marradi 2018, Borgo San Lorenzo 2017, Brisighella 2016, Firenze 2015 e 2014. Sarà nel segno di Pape Gurioli il grande musicista marradese che faceva parte della Giuria del Premio fin dalla prima edizione. Per ricordare la genialità ed il talento dell’artista marradese, recentemente scomparso, gli organizzatori hanno realizzato un CD che contiene due brani: La lupa Chiara e la Panchina Numero Zero musica di Paolo Gurioli parole del poeta spezzino Giancarlo Guani prodotto da Gurioli con la collaborazione di Angelino Cappelli per le Edizioni Galletti Boston di Faenza. A interpretarla, sabato 20, sarà Federica Caseti Balucani.

Il Premio, patrocinato dal Comune si tiene per la prima volta a La Spezia, per sottolineare la mediterraneità ligure della quale Dino Campana divenne sommo cantore. I poeti appartengono al mondo e la Liguria per il Poeta di Marradi è una suggestione universale come fonte di ispirazione: (Crepuscolo mediterraneo perpetuato di voci che nella sera si esaltano, di lampade che si accendono …nel cielo più vasta più ardente del sole notturna estate mediterranea?). La Poesia Frammento di Dino Campana che appare nell’agosto del 1915 sulla rivista La Voce è ispirata al suo viaggio per mare fra Spezia e Genova.

I presidenti delle Giurie Rodolfo Ridolfi, Barbara Betti, Luciano Giovannini

12 settembre 2025

Cinema e velocità in Dino Campana di Rodolfo Ridolfi

martedì 19  agosto

Il 20 agosto 1885 nasceva Dino Campana, mi piace ricordarlo nel 140° anniversario riproponendo una parte della mia relazione del 30 aprile 2004 all’annuale Conferenza dell’American Association For Italian Studies di Ottawa Velocità e cinema in Dino Campana.

Cinema e velocità: Ne la sera dei fuochi di Dino Campana Cinema e velocità sono aspetti molto marcati della modernità di Campana. La tradizione letteraria (Dante, Leopardi, Carducci, Pascoli) e pittorico-scultorea (Leonardo, Michelangelo, Ghirlandaio, Della Robbia) sono sorgenti dalle quali Campana estrae la sua materia poetica. La modernità ed in modo particolare la velocità ed il cinema sono strettamente legati al Futurismo. Certamente Campana non condivideva il punto 10 del Manifesto del Futurismo Noi vogliamo distruggere i Musei e le Biblioteche e neppure il punto 3 Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa perché la letteratura aveva f ino ad allora esaltato l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Campana dice: Ogni tanto scrivevo dei versi balzani ma non ero futurista. Il verso libero futurista è falso, non è armonico. E’ una improvvisazione senza colore e senza armonia. Io facevo un poco di arte. I Futuristi li trovavo vuoti. Ciò nonostante la vicinanza di Campana con il Cubismo ed il Futurismo è notevole.

Il punto 4 del Manifesto futurista, quello della nuova bellezza: la velocità ed il cinema, lo coinvolge molto e caratterizza in più parti la sua poesia. Il tema del cinema in Campana è stato accennato da molti critici: Bonifazi che parla di tecnica cinematografica, la Ceragioli che sostiene ripetutamente come Campana avesse considerato cinematografico il proprio procedimento che annulla la dimensione cronologica e Pedro Luis De Guevara che ha colto e approfondito più di ogni altro il rapporto Campana-cinema seguendo la pista del manoscritto del Più lungo giorno. Nel manoscritto II più lungo giorno la prima composizione appare con il titolo La notte mistica ma in alto Campana scrive La notte mistica dell’amore e del dolore-Scorci bizantini e morti cinematografiche e cancellato si può leggere in carattere maggiore: Cinematografia sentimentale e sotto L’amore che ricompare come titolo Ne la sera di fiera. Nel 1895 i Fratelli Lumière costruiscono la camera portatile e f ilmano le prime scene esterne; la prima ripresa in movimento avviene a Venezia su una gondola nel 1897. Le proiezioni avvenivano nei caffè concerto e nelle fiere in apposite baracche. A Faenza all’inizio del ‘900, II settimanale II Lamone, periodico che usciva la domenica, il 21 maggio del 1905 scriveva: il cinematografo che è stato presentato ieri sera all’Arena Borghesi, richiamò molto pubblico e ottenne un lieto successo. Lo stesso settimanale il 17 Settembre dello stesso anno annuncia la proiezione dell’assedio e capitolazione di Port Arthur (Guerra russo-giapponese).

La diffusione del cinema continua in Romagna. Il 24 settembre 1905, sempre sul periodico Il Lamone si può leggere: il grande cinematografo Lumiere si è installato con un grandissimo padiglione nella Piazza Pasi del Borgo D’Urbecco. … ponti gettati dalla città al sobborgo ne le sere dell’estate torrida. Nella Notte dei Canti Orfici Dino Campana si aggira in una fiera (Le fiere del bestiame si svolgevano a Faenza la seconda domenica di Luglio, che in quell’anno, cadde il 9 Luglio e la domenica d’Agosto prima di Sant’Elena, il 20 agosto compleanno di Campana).E’ ambientata a Faenza o a Marradi la Sera di Fiera? Nell’undicesimo componimento dei Canti Orfici, che rievoca trasfigurandola una sera di fuochi artificiali come Campana dice al Pariani l’ambientazione sembrerebbe Faenza tuttavia è possibile considerare anche il 22 luglio del 1906 la sera di Fiera (Festa) e Marradi il luogo della sera di Fiera.

Ne la sera dei fuochi’ ne la luce deliziosa e bianca, assomiglia tanto alla festa d’estate, la Festa della Madonna del Popolo che Dino Campana ha vissuto in prima persona nel suo paese natale, come ricorda Franco Scalini nel suo lavoro Nell’odore pirico di sera di fiera. Tradizionalmente l’avvenimento ha una data ben precisa e cioè la seconda domenica di luglio, festa della Madonna del Popolo, ma nel 1906 la celebrazione, fu posticipata per farla coincidere con l’inaugurazione di una fiera di beneficenza allestita nel loggiato delle scuole comunali a favore dell’Asilo infantile che si stava costruendo per accudire i figli delle molte donne lavoratrici. In questa ipotesi il sobborgo sarebbe il quartiere di Jummarè a nord ovest verso Faenza e i ponti quello sul Lamone e quello adiacente la casa di Via Pescetti. Campana ricorda quella sera di f iera e di fuochi che le cronache del tempo datano 22 luglio 1906 e che fu splendida ed imponente e si concluse con le girandole di fuoco, le stelle multicolori che lasciavano appunto un odore pirico, una vaga gravezza rossa nell’aria.

Tuttavia è possibile che anche il 20 agosto del 1905 o 1906 a Faenza Campana abbia vissuto la sua sera di Fiera festeggiando il suo ventesimo o ventunesimo compleanno. Torniamo al Più lungo giorno: L’ Amore è sicuramente una delle prime descrizioni del cinematografo in Italia, ma dal punto di vista dello spettatore che si trova di fronte al grande schermo. Il poeta si trova Ne la sera dei fuochi della festa d’estate, i giochi d’artificio sono finiti, nell’aria l’odore della polvere, il silenzio dopo il forte rumore dei fuochi, gli occhi stanchi di guardare il cielo ed il poeta scopre che è accanto ad una ragazza. Non sappiamo se ci sia un rapporto fra loro neanche se si conoscono, la ragazza si sente attirata da una baracca dove offrono le più grandi invenzioni del momento, il cinematografo, e decide di entrare e dietro di lei l’uomo e gli spettatori o le persone che chiedono i biglietti per entrare che già sono seduti rivolgono lo sguardo verso chi entra quando lo spettacolo è cominciato. E lì ci sono le vedute(vistas, tomevistas si chiamano le cineprese da trentacinque millimetri) ed appaiono dei panorami scheletrici del mondo che non sono altro che le città attraverso il cinema muto, i soldati morti a Port Arthur e le odalische. E si sente l’odore della segatura, che si usa per asciugare il fondo della baracca e le donne sono stupite per quella invenzione che permette loro di vedere Parigi e Londra e la battaglia di Muckden senza uscire dal paese. E si esce dalla baracca come ci si è entrati senza sapere dove andare e con quella sensazione di essere fuori dal tempo Noi guardammo intorno doveva essere tardi. La ragazza è presso di me perché è immobile alla porta della baracca, ma ognuno prenderà la sua strada. Sentii con una punta di amarezza tosto consolata che mai più le sarei stato vicino, e raccoglie un’altra delle sensazioni che ancor’oggi il cinema ci procura: la vicinanza di una persona sconosciuta nel buio, come non sarà possibile in altre circostanze, perché quella situazione si verifica soltanto nell’intimità della coppia. C’è in Pampa un altro spaccato di velocità cinematografica che assume un’inimmaginabile dimensione lirica

 

10 luglio Genetliaco di Celestino Bianchi

giovedì 10 liuglio

Il manifesto del 2017

Ricorre oggi 10 luglio, l’anniversario della nascita di Celestino Bianchi intelligenza che univa in sé i fermenti romagnoli e la lucidità toscana caratteristica comune a molti marradesi. A proposito di eventi celebrativi del grande marradese mi piace ricordare la manifestazione tenuta nel teatro degli Animosi il 25 luglio 1909 che fece seguito alla delibera del Consiglio Comunale che approvava il testo dell’epigrafe realizzata dal Prof. Guido Mazzoni, in occasione della posa della lapide nella casa natale del Bianchi. Scrive Baldesi sindaco di Marradi in quel tempo: …ebbe luogo nel Teatro degli Animosi la commemorazione del grande patriota tenuta da Valentino Soldani. Il teatro era gremito di persone, di bandiere, di fiori. I palchi rigurgitavano di signore, nel palcoscenico, in mezzo ad un trofeo, troneggiava il busto di Celestino Bianchi dello scultore Sodini, il teatro presentava un colpo d’occhio imponente, solenne.
Nel 1944 la guerra aveva cancellato quella lapide. Fu così che, divenuto sindaco nel 1988, una delle primissime iniziative che volli fu appunto la lapide di piazzale Celestino Bianchi per la quale ritrovai la proposta di Giovanni Campana: A Celestino Bianchi storico e letterato insigne, caldo patriota, politico eminente,
qui dove ebbe i natali il 10 luglio 1817 Il municipio di Marradi ad onorare la memoria dell’illustre concittadino questo ricordo pose. il 3 dicembre del 1988. Dopo il convegno su Celestino Bianchi, al quale portarono preziosi contributi il professor Luigi Lotti Preside di Scienze Politiche a Firenze, il prof Pierfrancesco Listri de La Nazione e il Sindaco di Firenze Giorgio Morales, alla presenza del
sottosegretario agli Interni onorevole Valdo Spini, la lapide fu scoperta. Nel 2011, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, collaborai con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero per la Pubblica Amministrazione alla stesura del libro Servitori dello Stato centocinquanta biografie fra le quali quella di Celestino Bianchi. Nel 2017 in occasione del 200° anniversario della nascitacon il patrocinio del Comune di Marradi, insieme al giornale Free News e all’Accademia degli Incamminati, organizzai un importante convegno, reso particolarmente prestigioso dalla presenza
di Gabriele Canè, più volte direttore ed editorialista insigne dei quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino ed Il Giorno e dell’allora Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani.
Leggendo la storia e le biografie dei grandi marradesi Angelo Fabbroni 1732-1803 e Celestino Bianchi 1817-1885 possiamo ricavare alcune fondate considerazioni: ambedue hanno saputo equilibrare spirito innovativo e conservazione dei valori
tradizionali. Fabroni in larghi tratti della sua cultura e delle sue posizioni si caratterizza sia rispetto a certo cattolicesimo “moderno”, cui pure appartenne, sia rispetto ai tipici connotati illuministici, che accettò in molti aspetti senza mai aderire del tutto al loro spirito di fondo. Basti pensare che fu sostenitore di posizioni di rigorismo etico di ispirazione giansenistica, in contrapposizione cauta, ma netta, con quelle gesuitiche. Celestino Bianchi, che nasce 14 anni dopo la morte del Fabroni, fu liberale cristiano molto legato ai valori della famiglia era filopiemontese e cavouriano si opponeva al
Granduca ma anche al progetto mazziniano. Ambedue (Fabroni e Bianchi) sono stati grandi protagonisti della politica Toscana, Celestino Bianchi anche di quella Italiana e unitaria. Bianchi, collaboratore de La Nazione dal 1860, a partire dal 1871 ne
divenne direttore fino al 1885 anno della sua morte.
Quando divenne direttore de La Nazione aveva i capelli ed i baffi bianchi ed un pizzo tipicamente risorgimentale e portava dei piccoli occhiali sopra il naso. Agli anni dellasua direzione risale il primato de La Nazione a Firenze che vantava fra i suoi collaboratori De Amicis, che Bianchi aveva strappato all’esercito per farne un inviato
speciale, Collodi e successivamente Yorick suo amico fin da quando Bianchi, era direttore dello Spettatore. Sotto la direzione di Bianchi La Nazione passò da tremila a 10 mila copie. Tante tantissime in una città di 150.000 abitanti con un tasso di analfabetismo molto elevato. Fu l’ideatore di rubriche di successo, come quella della moda femminile. Affrontò grandi temi come lo sfruttamento del lavoro minorile e con lui fecero la comparsa anche le prime cronache di sport: pugilato, ippica, ginnastica ed infine le prime sfide in bicicletta. Anche il listino della Borsa e l’economia compaiono nella quarta pagina della Nazione del tempo. Bianchi scoprì un nuovo tipo di lettore: la donna e nei giorni del referendum per l’annessione al Piemonte, La Nazione ospitò un dibattito sul voto alle donne.
Rodolfo Ridolfi ex sindaco di Marradi