Un fil rouge lungo ventotto secoli: da Esopo a Renato Ridolfi.

lunedì 17 giugno

Un fil rouge lungo ventotto secoli: da Esopo a Renato Ridolfi.
Questo il tema dell’evento promosso e organizzato dal Centro Studi Campaniani “ E. Consolini” che si terrà venerdì 21 Giugno corrente alle ore 21 dedicato al compianto Renato Ridolfi , che, fra le molteplici sfaccettature della poliedrica personalità, si dimostra eccellente linguista. Un omaggio che si vuole non solo celebrativo ma anche esplicativo del grande spessore che inserisce l’opera di Renato Ridolfi, Nondum matura est nella continuità favolistico-satirico- moraleggiante iniziata da Esopo 28 secoli fa. Favole queste, riprese e adattate da Fedro alle peculiarità del latino, riviste e ritmate da Jean de la Fontaine uniformandole alle sonorità barocche del francese in uso XVII secolo, fino a Renato Ridolfi che, trasfondendole nel dialetto marradese di cui è stato profondo conoscitore, fa del nostro dialetto una lingua a tutti gli effetti. Un patrimonio da tramandare ai giovani perché attraverso la conoscenza delle loro radici possano costruire il loro futuro.
Gianna Botti

A Brisighella Dino Campana e il mare

domenica 9 giugno Non ha tradito le attese l’evento culturale Acqua di mare amaro-Dino Campane e il mare
Organizzato dal Comune di Brisighella, dalla Pro loco, da Cotidie Legere e dal Gruppo Amici dell’Osservanza ed il patrocinio del Centro Studi Campaniani Enrico Consolini di Marradi si è svolto sabato 8 giugno nel suggestivo Convento dell’Osservanza di Brisighella l’evento culturale “Dino Campana ed il mare”. Dopo l’introduzione di Rodolfo Ridolfi e della Presidente del Centro Studi Campaniani Gianna Botti, l’attore e studioso dantista e campaniano Giovanni Tonelli ha deliziato gli intervenuti con una performance incentrata sulle più significative liriche campaniane sul mare: da Genova a Barche Amorrate a Batte Botte ricevendo lunghi e meritati applausi dal numeroso e qualificato pubblico.

IL Sogno di Don Milani al Centro Studi Campaniani il primo giugno alle ore 17,00

IlSognodiDonMilani_Manifesto_web (1)venerdì 31 maggio – Li conta spesso gli anni di fedeltà al Profeta di Barbiana e tutte le volte ne rimane sorpreso anche lui, che si ritrova a ripetere cinquantotto… cinquantotto… Ma non si sbaglia, è dal 31 luglio 1966, giorno in cui incontrò a Barbiana Don Milani, che la sua vita è cambiata per sempre. Ed è per questa ricorrenza che Alessandro Mazzerelli, a Marradi, suo paese di adozione, ha sposato una marradese doc, ha accolto ben volentieri l’invito a tenere una conferenza sul suo ultimo libro: “Il Sogno di Don Milani”, Edizione LEF, la Casa Editrice che di per se è una garanzia, infatti di tutte le Opere del Priore ha i diritti esclusivi. L’evento avrà luogo sabato 1° giugno, alle ore 17, nel salone del Centro Campaniano. Ma oltre ai 58 anni ci sarà un altro traguardo, la conferenza sarà la “centesima” ed anche questo è un primato. Non si è trattato di eventi secondari, molti si sono svolti in sedi di grande prestigio, sparsi per tutta Italia. Ma cosa va dicendo, da decenni e ovunque, il Mazzerelli ? Prima di tutto pubblicizza “l’immortale” Decalogo di Barbiana che formulò insieme al Profeta. Si tratta di dieci punti che se applicati cambiano il modo di far politica una volta per sempre. Quando, in Via Martinengo a Milano, lo lesse a Mons. Giussani, il celeberrimo fondatore di Comunione e Liberazione, il prelato affermò sbalordito: “E’ un disegno gigantesco e geniale , se gli uomini che andranno su Marte non l’applicassero, anche lassù si ripeterebbe il dolore e la corruzione che c’è sulla Terra.” Ma nel “Sogno” di Don Milani non c’è soltanto il Decalogo, c’è la sua scientifica definizione del marxismo, c’è la strategia e la missione che i cattolici dovrebbero attuare mentre svolgono il loro Servizio nella Pubblica Amministrazione. Ci sono le ragioni della sua ferma opposizione all’aborto, allo sfascio delle famiglie, all’eutanasia, alla pornografia, alla pedofilia… insomma la Sua “linea rossa” che fanno di Don Milani un prete coerentissimo e fedele ai valori della Chiesa. “Era un Profeta, era un Santo !” Grida Mazzerelli , con un entusiasmo giovanile che contraddice i suoi 81 anni… Credo che poi ricorderà le sue innumerevoli battaglie, a cominciare da quella sul divorzio del 1974, che ricorderà certamente il celebre Convegno del 1976 con Don Giussani, Padre Santilli e il Vescovo di Arezzo Mons. Cioli, in difesa della corretta e vera memoria del Priore-Profeta, che si tenne a Pozzo della Chiana, suo paese di origine. Ma ad ascoltarlo non si finisce più di scoprire un mondo che lui ha cercato di descrivere, con una infinità di note e documenti, nel libro “Il Riscatto”, Edizioni IF-PRESS di Roma, premiato a Sanremo, nel Teatro del Casinò, con il Premio “Semeria” il 23 settembre 2023.

Fedora Anforti

DINO CAMPANA E IL MARE: 8 GIUGNO ORE 18 A BRISIGHELLA

lunedì27 maggio

Sabato 8 giugno alle ore 18 nel Chiostro dell’Antico Convento dell’Osservanza di Brisighella, organizzato da Cotidie Legere dal Gruppo Amici del Convento dal Comune e dalla Pro Loco di Brisighella con il patrocinio del Centro Studi Campaniani Enrico Consolini, Giovanni Tonelli presenta Acqua di Mare amaro-Dino Campana e il Mare introdotto da Elisabetta Zambon e Rodolfo Ridolfi

I Canti Orfici di Dino Campana, curati da Rodolfo Ridolfi, alla 36^ Edizione del Salone del libro di Torino

venerdì 17 maggio
L’edizione dei Canti Orfici di Dino Campana curata da Rodolfo Ridolfi alla 36^ Edizione del Salone del Libro di Torino


Ancora in prima linea la casa editrice edizioni il Papavero che, grazie all’editrice Martina Bruno, è tornata al Salone Internazionale del libro di Torino.
Dopo la partecipazione nel 2023 al Rights Centre, dove ha potuto dialogare con case editrici estere e cinematografiche, la casa editrice irpinia, dal 9 al 13 maggio, ha visto i suoi titoli più importanti, fra i quali la bella edizione dei Canti Orfici curata da Rodolfo Ridolfi con il prezioso contributo di Luigi Bonaffini, esposti alla 36a edizione del Salone del Libro presso lo stand della Regione Campania, gestito da Fondazione Campania dei Festival.
Ancora tante le avventure che si apprestano a vivere gli autori de Il Papavero regalando emozioni e cultura ai lettori più attenti.

BIBLIOTECA MARUCELLIANA MOSTRA: ARCO TESO. LA MUSICA A FIRENZE AL TEMPO DEI «CANTI ORFICI»>

domenica 5 maggio
ARCO TESO. LA MUSICA A FIRENZE AL TEMPO DEI «CANTI ORFICI»>
Il 9 maggio 2024 alle ore 17.30 presso il Salone Monumentale della Biblioteca Marucelliana, sarà inaugurata la mostra Arco teso. La musica a Firenze al tempo dei «Canti Orfici» con a seguire un concerto per pianoforte di Gregorio Nardi.
Il 10 maggio alle ore 17.30 verrà presentata la Trilogia campaniana di Alessandro Magini Preludio scordato della sera: Arco teso (violino solo), Viola della notte (viola sola), Corda elettrizzata (violino, viola, elettronica), nella quale interverranno l’autore e il violinista-violista Alberto Bologni.
La Biblioteca Marucelliana che conserva dal 2005, grazie alla Fondazione CR di Firenze, il manoscritto di Dino Campana Il più lungo giorno, continua con la mostra e il suo catalogo, Arco teso. La musica a Firenze al tempo dei «Canti Orfici», l’impegno a promuovere e valorizzare le pagine del poeta marradese. La sua opera, inserita nel contesto musicale di quegli anni, assai vivi e fecondi, offre così nuovi spunti di interpretazione e motivi di indagine.
I curatori, Silvia Castelli, Roberto Maini, Gregorio Nardi, Maria Beatrice Sanfilippo, attraverso l’esposizione di scritti, pubblicazioni, riviste, opere musicali, partiture, fotografie, spesso inediti, si propongono di interpretare il dialogo, talvolta inesplorato, esistente fra il mondo letterario e quello musicale nella Firenze dei primi due decenni del Novecento. Proprio in quegli anni Dino Campana aveva respinto tanta parte di vocabolario obsoleto, adottando liberamente i meccanismi della prosa quanto il libero susseguirsi di rime e ripetizioni e procedimenti retorici. Simile a uno scultore che rimuova strati di pietra, il poeta sfrondava la sua grammatica per giungere alla frase essenziale, che fosse insieme musica colore archetipo. La sua avventura letteraria può divenire allora un codice essenziale anche per i musicisti: il genio di Marradi porge infatti un’originale chiave di lettura a un mondo musicale ingiustamente dimenticato, per giungere a una diversa consapevolezza riguardo a quel periodo culturale che avrebbe spalancato le porte a un Novecento composito e più europeo.
La mostra è declinata in dieci sezioni, che trovano riscontro nel catalogo edito da Logisma, nel quale sono presentati anche saggi che ne documentano in maniera più approfondita, la particolare impostazione ricercata.
La Biblioteca Marucelliana e il suo Direttore, Dott. Luca Faldi, grazie alla preziosa collaborazione degli enti promotori, del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” di Marradi, di Musical Ricercata e American Friends of Florence Music, dei prestatori, del Conservatorio di Firenze Luigi Cherubini, della Fondazione Primo Conti, del Lyceum Club Internazionale di Firenze, dell’Archivio di San Francesco di Fiesole (Provincia toscana di San Francesco Stimmatizzato), dei membri del Comitato scientifico e d’onore, e al sapiente e fondamentale intervento di tutti coloro che hanno partecipato alla costruzione del progetto espositivo, sono onorati di poter celebrare Dino Campana, il suono della sua parola nello spazio della musica coeva.
Sommario

Presentazioni
Luca Faldi
Direttore della Biblioteca Marucelliana
Gianna Botti e Walter Scarpi
Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”
Michael Stüve
Direttore di Musica Ricercata

«Le ragioni di una mostra»
Silvia Castelli

«La musica a Firenze negli anni del Modern (1907-1917)»
Gregorio Nardi
«Musica, musicisti e improvvisazioni nelle serate futuriste»
Eleonora Negri
«UN IGNOTO TURBINE DI SUONO. All’ascolto di Campana: note di un compositore»
Alessandro Magini
«Mi sono impegnato con un editore. Lettera inedita di Dino Campana»
Roberto Maini
«Fra Giuseppe amatore folle di Campana: La Verna, la Bolivia, il Vieusseux»
Silvia Castelli, Roberto Maini
«Accanto a Dino Campana nella realtà manicomiale del suo tempo (1906-1932)»
Esther Diana
«Il Meridiano di Dino Campana: un progetto editoriale complesso»
Giovanni Turchetta

Opere in catalogo
Introduzioni alle sezioni a cura di GREGORIO NARDI
Schede a cura di Alessandro Magini, Roberto Maini, Gloria Manghetti, Gregorio Nardi, Maria
Beatrice Sanfilippo

Sezione I – Il poeta e i musicisti
cat. nn. 1 – 11
Sezione II – I Maestri
cat. nn. 12 – 20
Sezione III – “Dissonanza”
cat. nn. 21 – 28
Sezione IV – Musica futurista di anteguerra
cat. nn. 29 – 35
Sezioni V-VI Giannotto Bastianelli: critico e compositore
cat. nn. 36 – 47
Sezione VII – Suggestioni musicali
cat. nn. 48 – 54
Sezione VIII – Le nuove generazioni
cat. nn. 55- 63
Sezioni IX – Ferruccio Busoni a Firenze
cat. nn. 64 – 72
Sezioni X – Un epilogo: l’opera lirica
cat. nn. 73 – 83

Bibliografia generale

Ancor oggi 76 anni dopo ispiriamoci al 18 Aprile del 1948 perchè l’Italia sia libera e forte.

giovedì 18 aprile
Gli italiani che amano la libertà e la democrazia e rifuggono i totalitarismi rossi e neri non possono dimenticare il 18 aprile 1948, il giorno della nostra storia in cui fu il popolo vero, fu l’Italia profonda, dal nord al sud, che seppe difendere, unita, un patrimonio comune di valori ereditato nei secoli; perché quel giorno il nostro popolo seppe dire «no» ad una ideologia che, se avesse vinto, avrebbe portato in Italia il terrore rosso che già aleggiava sui Paesi dell’Est europeo, consegnati a Stalin dagli accordi di Yalta; perché, infine, il 18 aprile non vinse, come invece troppo comunemente si crede, il partito che ci avrebbe portati verso il cattocomunismo e la partitocrazia. Il 18 aprile fu giustamente definito una seconda Lepanto, in quanto se Lepanto ha impedito ai musulmani di invadere l’Europa, il 18 aprile ha impedito ai comunisti di conquistare l’Italia. Se il 25 aprile del ’45 segnò la fine del nazifascismo per l’opera determinante delle truppe anglo-americane e dei resistenti, il 18 aprile del ’48 fu la data in cui, con il voto, l’Italia decise per la democrazia e la libertà, sconfiggendo il pericolo frontista.

Come non sottolineare l’intelligenza politica, la lungimiranza ed il coraggio di Saragat, il quale si staccò da un partito socialista, ormai succube del Pci, per dar vita ad un socialismo liberale e democratico? Settantasei anni sono passati da quel 18 aprile 1948, quando, alle prime elezioni dell’Italia repubblicana, i partiti del centro-destra ottenevano il 48,5% dei suffragi, battendo di oltre diciassette punti la lista di Unità Popolare, formata da Pci e Psi. Il significato della vittoria del 18 aprile va sicuramente al di là del pur considerevole risultato ottenuto dalla Dc, e supera di gran lunga la sigla stessa, sotto la quale tutti quei consensi vennero raccolti. Il 18 aprile vinsero i Comitati Civici, creati pochi mesi prima, che, forti di trecentomila volontari e di ventimila comitati elettorali, intrapresero una politica anticomunista e organizzarono una campagna elettorale nella quale risultò evidente, attraverso slogan e manifesti, che la posta in gioco era la salvezza del Paese dal comunismo. Vinse uno spirito di «crociata» in difesa della civiltà, un anno prima della scomunica lanciata da Pio XII, il 28 giugno del 1949, nei riguardi dei cristiani che aderivano alle dottrine del comunismo e che collaboravano con movimenti comunisti, e undici anni dopo l’enciclica Divini Redemptoris di Pio XI che aveva definito il comunismo «intrinsecamente perverso».

Certamente, una delle cause della sconfitta del Fronte popolare è da ravvisare nella levatura politica e morale di uomini come De Gasperi, Saragat, Einaudi. Fu così che i moderati contribuirono a salvare la democrazia e la civiltà del nostro Paese; mentre presuntuosi intellettuali di sinistra, ciechi di fronte ai crimini di stampo leninista-stalinista, iniziavano la loro triste marcia dentro il comunismo. Un’analisi di oltre mezzo secolo di storia italiana potrà contribuire a far luce sul significato politico e culturale di una data troppo importante per essere dimenticata, forse, un po’ troppo scomoda, dopo che gli sconfitti di ieri vorrebbero diventare i vincitori di oggi. Le istituzioni dovrebbero ricordare con gratitudine i protagonisti di quell’evento: Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat, Luigi Einaudi, Randolfo Pacciardi, che affermarono i valori della democrazia, della libertà, dell’atlantismo, dell’europeismo e dell’Occidente, valori che sono ancora attuali ed irrinunciabili.

Quella del 18 aprile 1948 non fu una delle consuete competizioni elettorali tra differenti forze politiche, ma una scelta di civiltà fra due opposte concezioni del mondo: fra un’Italia profondamente legata alle proprie radici nazionali, religiose e civili, ed una parte del Paese plagiata dall’utopia marxista-leninista; un’utopia che proprio nella primavera dello stesso anno portava con un golpe i comunisti al potere a Praga e forniva l’ennesimo saggio di brutalità nell’Europa dell’Est con la defenestrazione del socialista Masarik. Il clima da guerra civile di quegli anni, le aspettative dei comunisti italiani nei confronti dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito, che avanzavano nell’Italia orientale, e l’eliminazione sommaria da parte comunista dei partigiani non comunisti e di tanti innocenti subirono il 18 aprile del 1948 un duro colpo.

Rodolfo Ridolfi

L’intervista di Rodolfo Ridolfi a OK Mugello

giovedì 11 aprile
Al termine del suo mandato in Consiglio Comunale a Palazzuolo Sul Senio, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Rodolfo Ridolfi, candidato sindaco nel 2019. Ridolfi, dopo aver proposto Paola Cavini come candidata Sindaco della lista civica Palazzuolo Rinasce, ha condiviso le sue considerazioni sui cinque anni trascorsi nella minoranza di centro-destra in Consiglio.

Al termine della sua esperienza in Consiglio Comunale a Palazzuolo Sul Senio, tenuto conto che non intende candidarsi come Sindaco, visto che ha proposto come candidato Sindaco della lista civica Palazzuolo Rinasce Paola Cavini che già è stata sindaco del Comune dell’Alto Mugello, quali sono le sue considerazioni sui cinque anni fra i banchi della minoranza di centro destra in Consiglio?

Nelle elezioni comunali del 2019 gli elettori di Palazzuolo Sul Senio scelsero con il 64% il sindaco di centro sinistra Phil Moschetti attribuendo a me ed alla mia lista civica di centro-destra il 36% un buon viatico per svolgere, come minoranza, il ruolo di attività ispettiva e di controllo.

Come ha svolto concretamente il suo ruolo visto che sarebbe buona norma che al termine di una consiliatura maggioranza e minoranza rendessero conto del loro operato e che a Palazzuolo la sinistra ha bocciato senza appello il suo operato non ricandidando il suo Sindaco?

Nella mia lunga attività amministrativa e politica come Sindaco, assessore nella Comunità Montana del Mugello Alto Mugello Val di Sieve, Consigliere Comunale a Faenza, Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri e responsabile degli ispettori della Funzione Pubblica, ho sempre cercato di rappresentare il mio lavoro astenendomi da valutazioni su quello dei protagonisti delle altre forze politiche che anche nel caso del piccolo Comune di Palazzuolo appartengono al corpo elettorale del centro sinistra che ha condiviso programmi e uomini. Nel quinquennio che sta per concludersi ho puntualmente garantito la mia presenza a quasi tutti i Consigli Comunali, sono mancato una sola volta cercando di svolgere al meglio il mio ruolo.

Quanti atti, interrogazioni, mozioni e ordini del giorno ha presentato?

30 interrogazioni e 14 mozioni ed ordini del giorno prevalentemente su temi concreti e di interesse comunale alcuni dei quali su impulso dei cittadini: sanità, scuola, viabilità comunale e di competenza della città metropolitana, esigenze delle imprese e provvidenze, trasporti, assetto del territorio, turismo, commercio e cultura. Ho presentato anche alcune modifiche ai regolamenti presentato al Sindaco un documento – riflessione sull’unificazione con i Comuni limitrofi e svolto la funzione di garante per gli anziani.

Questa Consigliatura è stata caratterizzata dal lungo e drammatico periodo della pandemia come lo ha vissuto dal punto di vista amministrativo?

Nel periodo drammatico della pandemia sono sempre stato a stretto contatto con Sindaco, V.Sindaco e Giunta per condividere responsabilmente le straordinarie e difficili decisioni da intraprendere.

Dopo la Pandemia su Palazzuolo e sull’Alto Mugello si è abbattuto il flagello delle frane degli smottamenti e dell’alluvione e perfino il terremoto che contributo ha messo in campo?

Durante il lungo periodo dell’emergenza che fra l’altro non è ancora stato superato non ho fatto mancare il mio impegno fin da subito in sinergia con l’on.Erica Mazzetti, per tenere vivo il massimo impegno del Governo, la Regione ed il Commissario Straordinario gen. Figliuolo affinchè intervenissero tempestivamente.

Quale è stato il vostro atteggiamento nei confronti della maggioranza spesso latitante ai lavori del Consiglio Comunale e non solo?

E ’cosa nota e trasparente che non ho mai tenuto un atteggiamento pregiudiziale e che ho più volte supplito, credo con spirito di responsabilità istituzionale alle continue difficoltà della maggioranza del Consiglio a garantire il numero legale ed il corretto svolgimento dei lavori, abbiamo in sintesi evitato che le assenze e/o i forti contrasti tutti interni alla sinistra paralizzassero l’Amministrazione in periodi molto critici e difficili.

Come vede il futuro elettorale di Palazzuolo ed il suo impegno in Palazzuolo Rinasce?

Pur non candidandomi al Consiglio Comunale ho garantito a Paola Cavini ed a tutta la lista che ho contribuito a determinare tutta la mia disponibilità ed il mio contributo sia nella fase elettorale che nella fase in cui Paola Cavini e Palazzuolo Rinasce saranno chiamati a governare.

Sarà Paola Cavini il candidato sindaco della Lista Civica a Palazzuolo Sul Senio.

giovedì 11 aprile
Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:
Si è svolta, martedì 9 aprile scorso, a Palazzuolo Sul Senio, l’Assemblea della Lista Civica “Palazzuolo Rinasce”.
Nel corso dell’Assemblea sono intervenute le candidate ed i candidati per delineare il programma e per impostare gli aspetti organizzativi della campagna elettorale.
E’ stato approvato il simbolo con il quale la lista civica sostenuta anche dalle forze del centro-destra si presenterà agli elettori e Rodolfo Ridolfi che ha guidato la lista civica di centro destra “Palazzuolo Viva” dal 2019 ad oggi ha proposto la candidatura a Sindaco di Paola Cavini già sindaco del Comune dell’Alto Mugello dal 2004 al 2009. L’Assemblea ha accolto la proposta di Ridolfi all’unanimità.

Una iniziativa da non perdere il 1 aprile al Museo Artisti per Dino Campana

sabato 30 marzo Fra le importanti iniziative che il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” brilla la valorizzazione del Museo Artisti per Dino Campana una delle eccellenze del Centro. Finalmente la nuova presidenza da il via ad una serie di iniziative per il rilancio partendo dall’apertura delle sale espositive il 1 aprile affidandosi ad una guida di eccezione l’artista e pittore marradese il maestro Maurizio Rogai che sarà a disposizione dei visitatori, l’iniziativa prevede anche un percorso sensoriale alle ore 17 affidato al M° Barbara Betti. E’ indubbiamente un’occasione culturale da non perdere.

Chiusura traffico veicolare in Piazza Scalelle il centro destra propone un O.d.g del Consiglio Comunale

lunedì 25 marzo riceviamo e molto volentieri la proposta del centro destra a firma di Stefano Benedettini e Raffaella Ridolfi

PREMESSO di essere venuti a conoscenza ed interpellati personalmente da vari cittadini
per avere delucidazioni in merito alla chiusura al traffico veicolare in Piazza Scalelle;
CONSIDERATO che già in data 10 giugno 2021 numerose attività e residenti in Piazza
Scalelle si riferivano all’Amministrazione Comunale di Marradi, nella figura del Sindaco e per
mezzo di lettera scritta (prot. 3455 del 14/06/2021 – “osservazioni chiusura traffico Piazza
Scalelle”), nella quale veniva riportato:
● di avere preso atto il 7 giugno 2021 della chiusura senza adeguata e preventiva
informazione, dell’intera Piazza Scalelle all’accesso e alla sosta di autoveicoli dallo
stesso 7 giugno 2021 al 13 settembre 2021 per la durata di tutto il giorno;
● che l’impedimento all’accesso per l’intero arco della giornata e per un periodo
prolungato (superiore a tre mesi) arrecasse un notevole disagio con conseguente
danno economico alle attività firmatarie del documento;
● che anche i residenti nella Piazza e nelle limitrofe vie del centro, soprattutto in
caso di anziani, non potendo parcheggiare e neppure sostare con automezzi propri,
ne ricavassero grave nocumento;
● che le modalità e l’estensione temporale del divieto non fossero oggettivamente
rapportate al numero di visitatori e frequentatori turistici della piazza;
CONSIDERATO che i firmatari della sopracitata chiedevano al Sindaco di rivedere le
proprie scelte proponendo di valutare la riduzione del periodo di chiusura, eventualmente a
parte dei mesi di luglio e agosto e/o di limitare la chiusura a determinate fasce orarie, ad
esempio tardo pomeriggio e serata;

PRESO ATTO che il Sindaco accettava l’incontro con i firmatari come da loro stessa
richiesta il giorno giovedì 24 giugno 2021 alle ore 16.00 presso la terrazza Dino Campana
c/o Urban Center;
APPURATO, dai partecipanti richiedenti, che, nell’incontro, il Sindaco non accennava al
confronto non rendendosi disponibile ad una eventuale revisione degli orari di chiusura o
ridimensionamento del lasso temporale (superiore a tre mesi) con la motivazione di rendere
fruibile la piazza solo ed esclusivamente ai flussi turistici;
CONSIDERATO che gli stessi firmatari denunciavano una diminuzione del giro di affari nel
periodo di chiusura della Piazza;
CONSIDERATO che le attività marradesi, spesso di nicchia, sono già state colpite
provenendo da un periodo difficoltoso per il nostro territorio teatro di due alluvioni ed un
evento sismico, per non togliere la precedente ed oggettiva difficoltà del moltiplicarsi ogni
genere di onere tributario dovuto al consumo delle energie atte alle produzioni o
all’espletamento delle attività in questione dettate dalla crisi inflazionistica dello scorso anno;
CONSIDERATO che per l’anno 2022 Piazza Scalelle veniva chiusa al traffico veicolare dal
giorno 4 giugno al giorno 15 settembre;
PRESO ATTO che per l’anno 2023 la chiusura della Piazza slittava di un mese, ovvero dal
giorno 3 luglio al giorno 15 settembre, questo per far fronte alle difficoltà logistiche dettate
dall’emergenza alluvione del 17 maggio, e, quindi, prova inconfutabile che la Piazza aperta
serve;

Piazza Scalelle

IL CONSIGLIO COMUNALE

Impegna il Sindaco e la giunta a rivedere il piano di chiusura al traffico veicolare di Piazza
Scalelle limitandolo alla sola settimana di ferragosto o agli orari serali, non prima delle ore
20, per il periodo estivo di luglio e agosto.

Ridolfi, Palazzuolo Viva, propone provvedimenti a favore delle famiglie e imprese su Tari ed IMU

martedì 12 marzo riceviamo e pubblichiamo:
In occasione del Consiglio Comunale dell’11 ma
rzo scorso chiamato ad approvare il Bilancio di 2024/2026 ed il rinvio della 1^ rata di acconto TARI 2024 Rodolfo Ridolfi leader della minoranza di Palazzuolo Viva ha riproposto due capisaldi delle proposte amministrative della lista civica sostenuta dal centro destra:
la riduzione del 60% alle utenze non domestiche comprese nelle zone direttamente interessate dagli eventi atmosferici del 16/17 maggio e 2 novembre 2023 ed il 30% a tutte le rimanenti utenze non domestiche del Comune di Palazzuolo Sul Senio. La motivazione risiede nella necessità di mantenere intatto e competitivo il tessuto economico e i livelli occupazionali attraverso un intervento a favore delle imprese del territorio con una differenziazione in base all’intensità dei problemi e dei danni che gli eventi metereologici estremi hanno causato alla viabilità ed alla tenuta del territorio incidendo negativamente sulle attività economiche;
il rilancio di quanto previsto nel programma elettorale di Palazzuolo Viva fin dal 2019 l’abolizione e/o forti riduzioni dell’IMU per chi investe in lavori di ristrutturazione degli immobili per importi superiori ai 10.000 euro con la sospensione per gli immobili inutilizzabili non abitati o inagibili oggetto di danneggiamento e/o isolamento causa alluvioni e/o terremoti.
Quanto proposto è possibile se il virtuoso comune di Firenzuola lo ha realizzato.

Alessandro Mazzerelli protagonista dell’evento su Don Milani al Santuario di San Donato a Livizzano

venerdì 8 marzo da Alessandro Mazzerelli riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

Il novantottesimo evento milaniano è stato eccezionale per svariati motivi. Si è svolto dall’Altare di un Santuario officiato da Sacerdoti esorcisti; è stato introdotto dalla Santa Messa del Cardinale Ernest Simoni, Testimone della Chiesa, ferocemente perseguitato per 29 anni nell’Albania – al tempo – “atea” per Costituzione; era presente un notevole uditorio. Il giornalista Emanuele Piccini mi ha posto esaurienti ed efficaci domande sulla personalità umana e sacerdotale di Don Lorenzo Milani e sulle Sue clamorose preconizzazioni. Nel corso del confronto è comparso il ruolo di Giorgio Pecorini, il giornalista a cui va il merito di aver scoperto e pubblicato, dopo quaranta anni dai fatti, una lettera di Don Milani, da me del tutto sconosciuta, dalla quale emerge l’accordo che intercorse tra me e il Priore di Barbiana il 31 luglio 1966. E’ stato citato anche il giornalista Antonio Lovascio, testimone della mia conoscenza con Padre Reginaldo Santilli, il Sacerdote che per primo difese e riscattò il vero Don Milani e che mi inviò in Via Martinengo a Milano ad incontrare Mons. Luigi Giussani , il celeberrimo fondatore di “Comunione e Liberazione”, che il 2 giugno 1976 venne a Pozzo della Chiana, il mio paese di origine, a legittimare, davanti al Vescovo di Arezzo Mons. Cioli ed uno stuolo di sacerdoti e suore, la mia testimonianza.

Grazie per l’attenzione e fraterni saluti milaniani. Alessandro Mazzerelli

Che schifo alla Curva di Cencione una discarica illegale ignorata dalle Istituzioni che dovrebbero salvaguardare l’ambiente

martedì 5 marzo Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione di Rodolfo Ridolfi e la documentazione fotografica di Mauro Ridolfi
Il sottoscritto consigliere Rodolfo Ridolfi
Premesso che:
la situazione di assoluto degrado presso il casotto ex ANAS nella curva di
Cencione sul Passo della Colla di Casaglia continua a suscitare sconcerto,
rabbia e indignazione nei cittadini;
ormai non si contano più le proteste dei cittadini che documentano lo stato
di quella discarica con rifiuti di ogni tipo che inquinano e danneggiano
l’ambiente deturpando anche il paesaggio di questa pregevole zona della
nostra montagna e legata alla tragica storia di Gaspare Lapi Cencione;
a partire dal Comune di Borgo San Lorenzo, nel cui territorio insiste la
discarica abusiva, all’Unione dei Comuni del Mugello Alto Mugello ed alla
città Metropolitana di Firenze, che gestisce quel tratto di viabilità che
collega Firenze alla Romagna, tutte le istituzioni hanno colpevolmente
ignorato per troppo tempo questa intollerabile situazione nonostante la
denuncia di Forza Italia del maggio 2021;
ritengo opportuno allegare alcune foto pervenutemi nei giorni scorsi e che
inchiodano le Istituzioni alle loro responsabilità ed alle loro gravi
inadempienze;
Tutto ciò premesso:
Interrogo il Presidente

Per conoscere se quanto riportato in premessa corrisponda a verità e del
caso se non ritenga, come l’interrogante ritiene, necessaria una immediata
e concreta azione, di concerto con il Comune di Borgo San Lorenzo e la Città
Metropolitana, affinchè intervengano immediatamente per porre fine alla
vergognosa ed illecita situazione di degrado ambientale restituendo pulizia
e decoro all’intera area

13° Anniversario della morte di Francesco Galeotti il più grande pittore primitivo della Romagna-Toscana

martedì 27 marzo Il più grande pittore naive della Romagna-Toscana Francesco Galeotti era nato il 25 maggio 1920 a S.Adriano di Marradi (Firenze), antica Scola, dove morì il 22 febbraio 2011. Nel tredicesimo anniversario della sua scomparsa lo ricordiamo, come sempre commossi, insieme a tutti gli amici e le Associazioni Culturali marradesi, che hanno istituito, fin dal 2008, una personale sezione amici di Francesco Galeotti che realizzò in occasione del suo novantesimo compleanno il libro “Francesco Galeotti: novant’anni di vita a colori”, monografia curata da Rodolfo Ridolfi e che fu presentata sabato 19 giugno 2010 nel Teatro degli Animosi di Marradi, dove, alla presenza del pittore contadino e della premurosa moglie Maria alla presenza del Sindaco di Marradi, Paolo Bassetti e della professoressa Cecilia Filippini super esperta del “Maestro di Marradi”. Nell’autunno del 2012. il sindaco Bassetti, l’assessore alla cultura Silva Gurioli, grazie alla generosità della vedova del pittore, Maria, realizzarono al primo piano del “Centro Dino Campana” uno spazio espositivo permanente.

Maria Petronici Galeotti scomparsa nel 2021 volle poi arricchire, nell’agosto del 2018, con la collaborazione del Sindaco Tommaso Triberti, la sala con le “Vetrine Francesco Galeotti”, teche che contengono premi e riconoscimenti al grande Pittore di Sant’Adriano. Marradi Free News su Galeotti ha scritto: “Se il Maestro di Marradi, ha colorato di porpore e di ori il nostro artistico passato, Francesco Galeotti occupa con grandi meriti un posto di rilievo per le sue meravigliose tele ricche di inconfondibili colori. Contadino, iniziò a dipingere fra le soste delle sue fatiche nel 1952. La sua predisposizione naturale lo avvicinarono al grande pittore macchiaiolo Eduardo Gordigiani che frequentò durante i soggiorni a Popolano del maestro toscano. Ma la vera esplosione fantastica di Galeotti lo portò ad allontanarsi ben presto come sostenne, Anatole Jakovsky, dal lato aneddotico delle cose rappresentate, a tal punto che la forma e gli elementi che popolano le sue tavole acquistano una vita pressoché indipendente. Tali sono ad esempio l’antica torre di casa Cappello uno dei temi più ricorrenti, insieme alle variopinte faraone ed ai girasoli, emblemi straordinari delle emozioni di colori che il grande pittore della Romagna-Toscana, Francesco Galeotti ci ha lasciato impressa sulle sue inconfondibili tele: i girasoli, le faraone e gli uccelli finiscono per affollare e vivere un mondo fantastico abitato dalla poesia.

Quando Firenze, a Palazzo Vecchio nel 1993, allestì la grande rassegna europea sui primitivi del XX secolo, da Rousseau il Doganiere a Ligabue, Galeotti venne scelto per rappresentare la Toscana e l’Italia. Cataloghi, giornali riviste d’interesse nazionale ed internazionale hanno parlato di Lui e pubblicato riproduzioni delle sue opere con le caratteristiche faraone ed i girasoli. Le opere di Galeotti si trovano in raccolte pubbliche e private europee e americane tra le quali: Museo Nazionale dei naif italiani di Luzzara (Reggio Emilia) Collezione della Baronessa Rockfeller (trenta dipinti distribuiti oggi nei Musei degli Stati Uniti)-Coll. Zavattini-Raggianti-Bargellini-Mazzacurati-Ferrante-Viotti-Nevio Iori-Galleria d’Arte Moderna di Firenze, Museum of Modern Art di New York- Colchester Gallery di Greenwich. Il 2020 fu l’anno del centenario della nascita del Pittore Contadino e per l’occasione l’Amministrazione Comunale Marradi, realizzò un evento teso a sottolineare lo straordinario patrimonio artistico e culturale che Francesco Galeotti ci ha lasciato. Confidiamo che la più prestigiosa istituzione culturale di Marradi, il Centro Studi “Enrico Consolini” che nelle settimane scorse ha rinnovato con eccezionale consenso la sua classe dirigente, rilanciando una fortissima identità culturale che onora la storia dei tempi migliori del Centro cui è affidata la gestione della Sala “Francesco Galeotti” che bene si integra con il Museo Artisti per Dino Campana si impegni per un forte rilancio ed una forte promozione della mostra permanente del Pittore Contadino vissuto all’ombra di Casa Cappello sopravvissuta alla distruzione del Castello, l’antica torre di Benclaro dove morì Maghinardo Pagano da Susinana nel 1302.

Marradesi delegati al Congresso di Forza Italia

domenica 25 febbraio
I delegati del Mugello al Congresso di Forza Italia Roma Eur 23/24 febbraio 2024
All’unanimità, acclamato, Antonio Tajani è eletto segretario di Forza Italia dal congresso di Roma, il primo dopo la morte del fondatore Silvio Berlusconi. Ancora punto di riferimento. Con lui fra i quattro vice – la toscanissima onorevole Deborah Bergamini.

70 i delegati della Toscana guidati dal coordinatore Marco Stella e dalle onorevoli Deborah Bergamini, Erica Mazzetti e Chiara Tenerini; fra i sei delegati azzurri della Provincia di Firenze hanno partecipato e seguito tutte le fasi ed il dibattito congressuale i mugellani: Silva Gurioli storica dirigente del Partito di Silvio Berlusconi fin dal 1993 e Rodolfo Ridolfi attuale capogruppo del centro destra nell’Unione dei Comuni e consigliere di Palazzuolo Sul Senio, probabile candidato Sindaco alle elezioni della prossima primavera già Sindaco di Marradi e Vice Presidente del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna.

con il ministro dell’Università Anna Maria Bernini

Fra i delegati, in rappresentanza degli azzurri residenti all’estero, anche Giuliana Ridolfi Cardillo dirigente delle azzurre e degli azzurri di New York.

Il primo marzo a Marradi Dino Campana Open Day

giovedì 22 febbraio
La nuova Presidenza del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” ed il consiglio di amministrazione eletto il 20 gennaio scorso e voluto con una così ampia partecipazione dai soci della prestigiosa istituzione marradese debuttano con un evento ben congeniato e ricco di contenuti culturali per celebrare il primo di marzo la morte di Dino Campana in occasione del 92° anniversario rivolgendosi agli allievi dell’Istituto Comprensivo di Marradi e Palazzuolo sul Senio ed ai tanti appassionati campaniani con il Dino Campana “Open Day” Percorso sensoriale di Musica, Colori, Parole e Immagini patrocinato dal Comune e finanziato dal Ministero della Cultura e dall’Unione Europea. L’iniziativa si svolgerà nalla Sala del centro e nel Museo “Artisti per Dino Campana” e prevede anche alle ore 21 Pùm con Beatrice Achille e Carlo Ragliani introduce Michele Donati

Il Comune di Marradi ignora le foibe

massacrati dai comunisti
mercoledì 21 febbraio
riceviamo e molto volentieri pubblichiamo
Interrogazione consigliare: inottemperanze riguardo il giorno del ricordo delle foibe (10 febbraio)

I consiglieri Stefano Benedettini e Raffaella Ridolfi:

visto l’art. 1 legge n.92 del 30 marzo 2004 – La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale;

visto l’art. 2 legge n.92 del 30 marzo 2004 – Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero;

vista la circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro ufficiale E.0015056 . 01-02-2024 / UCE-0000669-P-01/02/2024 – Nella ricorrenza del “Giorno del Ricordo” si dispone per sabato 10 febbraio 2024, l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale [.];

preso atto del materiale fotografico pervenutoci.

interrogano il Sindaco e la Giunta

Su quali iniziative per diffondere la conoscenza di quanto sopra sono state intraprese dall’amministrazione comunale in occasione della ricorrenza del 10 febbraio 2024 e sulle motivazioni per le quali nel palazzo comunale c/o Piazza Scalelle 1, non sia venuta predisposta l’esposizione a mezz’asta delle bandiere Europea, Nazionale e seppur non citata dal provvedimento, la bandiera della Regione Toscana.

Stefano Benedettini Ridolfi Raffaella

Alessandro Mazzerelli, il Priore di Barbiana e l’Associazione Giovanile Antifascista “Forza del Popolo”

Alessandro Mazzerelli
domenica 18 febbraio 2024 Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

Una vergognosa menzogna si aggira per l’Italia, per il Vaticano e non solo. E’ la menzogna che un
Sacerdote che, quasi certamente, è il più grande Profeta cattolico del secolo scorso, sia stato una sorta di
“cappellano” del partito comunista. Si parla di Don Lorenzo Milani, il Priore di Barbiana, e della sua
celeberrima – anche troppo – scuola parrocchiale. C’è una prova del nove che accerta la clamorosa
menzogna. Don Milani è molto ammalato, siamo nel giugno 1966, è colpito da un linfogranuloma maligno,
morirà un anno dopo, il 26 giugno 1967, ed ha un urgente bisogno, quello di passare il suo “sogno” a
qualcuno che lo porti avanti negli anni, per poi lanciarlo nei secoli a venire. Ha saputo che una ragazzo della
Federazione Giovanile Socialista di Firenze, che si diceva cattolico, aveva combinato un gran “casino”. Il
giovane, dopo aver fondato nel 1962 un’associazione denominata “Associazione Giovanile Antifascista
“Forza del Popolo”, composta da socialisti, cattolici e repubblicani, nel 1964 promosse un “primo convegno
interprovinciale” presso la sede del “mandamento” socialista di Prato e, nella sua relazione, affermò una
cosa che a sinistra non si poteva assolutamente dire: denunciò con forza il crimine delle “foibe”, compiuto
in Istria e Dalmazia dai partigiani comunisti Jugoslavi per ordine di Tito. Tutti sapevano, in particolare gli
anziani, ma nessuno aveva il coraggio di parlarne. I comunisti toscani presero la denuncia come una
gravissima provocazione e scrissero su “L’Unità” un feroce articolo di ben quattro colonne e un gran titolo
contro il “ragazzetto” qual’ero a quel tempo… Don Milani che era stato Cappellano a Calenzano, paese
limitrofo a Prato, lo venne a sapere e pensò che, forse, quello era il giovane che cercava. Mi telefonò
dicendomi a bruciapelo: “ Sei te che hai fatto tutto quel casino a Prato ? “ “Sì sono io…” “Allora vieni subito
a trovarmi che ho urgente bisogno di parlarti.” Pensavo di presentare ai “ragazzi di Barbiana” e soprattutto
al Priore l’Associazione “Forza del Popolo”, affinché Don Lorenzo desse loro l’autorizzazione ad aderirvi. Il
31 luglio 1966 era una domenica, mentre affrontavo a piedi la salita che dopo la Stazione ferroviaria di
Vicchio di Mugello va a Barbiana, incontrai casualmente un certo Italino Rossi di Lucca che sarà testimone
della prima parte dell’incontro. Trovai il Priore sdraiato e sofferente su di una poltrona, contornato da
quattro o cinque ragazzi. Senza perder tempo illustrai i fini e gli obbiettivi della mia Associazione, mentre,
con mio grandissimo piacere, vedevo che Don Milani annuiva condividendo tutto quanto dicevo. Concludo

alzandomi dalla seggiola ma improvvisamente, con fare imperioso, il Priore mi fa cenno di seguirlo. Sarà
quella l’ora che cambierà per sempre la mia vita. Non fa preamboli. Mi domanda quel che succede nel
Partito Socialista Italiano, al quale come alla CISL aderivano tutti i “ragazzi di Barbiana”. Gli spiego la
situazione : ci sono “compagni” che fanno la collezione di incarichi e di cariche, con l’inamovibilità di chi le
ricopre, risse di potere fra correnti interne, bustarelle sugli appalti pubblici, vita privata dei dirigenti
semplicemente “vergognosa”. Don Milani reagisce dettandomi un sublime Decalogo, che chiamerò il
“Decalogo di Barbiana” nei confronti del quale il programma dei “Cinque Stelle” fa ridere, se non
piangere… Poi, pur volendo molto bene ai semplici comunisti che facevano gli operai e i contadini,
definisce il comunismo con una frase fulminante e chiarissima: “Il comunismo è la mediazione e
l’organizzazione di ogni male, al fine di consentire, ad una classe dirigente parassitaria e brutale, la gestione
di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”. Altro che “cappellano” del PCI ! Ma non mancò di definire
la Democrazia “Cristiana” – le virgolette sono le Sue – una “bestemmia”. “Se vogliono fare i cattolici in
politica fondino il “partito dei battezzati” e si assumino le loro responsabilità.” Le guerre ? La distruzione
dell’ambiente ? La persecuzione dei popoli e delle fedi religiose ? Per tutte e tre le questioni occorre
combattere radiacalmente l’imperialismo. “Ci vorrebbero ventimila sanmarini per eliminarli. Il mondo
cambierebbe radicalmente in meglio, sarebbero protette le culture e le identità. Sostanzialmente sarebbe
protetta anche la pace, perché le guerre diverrebbero guerricciole.” “Vuoi un esempio ? Se i pigmei
vogliono star nudi su gli alberi, che ci stiano e si crei il libero Stato dei Pigmei.” Sul comportamento etico
dei cattolici e di tutti gli uomini di “buona volontà” aveva idee chiarissime. L’aborto è un crimine
“mostruoso”; il divorzio è tollerabile per le unione delle “coppie laiche”, mai per quelle cattoliche; la
pedofilia e la pederastia “sono peccati mortali, sono i diritti del diavolo!” “Anche di me – certi infami –
hanno detto che sono uno di loro … Ma io sono invece un prete cattolico coerentissimo, che non ha nulla a
che vedere con i pastori protestanti… Vedi sono in veste talare, non me la tolgo mai, la porterò anche nella
tomba”. E così fece. Conclusione, il Suo “sogno” è quello che definì un sorta di “socialismo cattolico “, che
“ cammina in terra guardando in alto” e che è quindi “ immortale.” Frase che è tanto piaciuta al Prof.
Franco Cardini medievalista insigne ed autore di una bellissima introduzione ad una mia pubblicazione.
Infine mi fa promettere per tre volte di non “tradire quanto abbiamo concordato”. Da allora sono passati

sessanta anni, eravamo ambedue antimarxisti, anticapitalisti e antiimperialisti ed io, ormai ottantenne, lo
soio ancora e spero vivamente di non averlo tradito. Anche perché Lui certamente non mi tradì, promise e
mantenne di far aderire tutti i suoi “ragazzi” alla “Forza del Popolo”, cosa che concluse a quattro mesi dalla
Sua terrena scomparsa. Il tutto è un “sogno” ? A me non sembra affatto, anzi, a ben pensare, si aggancia
perfettamente – completandolo – al “sogno” di San Francesco. Ma prima che ciò avvenga, Volle ricordarmi
che prima che le nostre Idee divengano vincenti “scorrerà molto sangue e sia la degenerazione morale che
quella politica giungeranno a livelli di incredibile bassezza.”
Alessandro Mazzerelli

La scomparsa di Giuseppe Matulli nel ricordo di tanti politici ed amici

Beppe Matulli
domenica 18 febbraio

Il nostro giornale esprime sentite condoglianze alla famiglia di Giuseppe Matulli e si associa al dolore dei suoi tanti amici e della politica marradese, mugellana e fiorentina che perde un indubbio protagonista di tante stagioni politiche della Prima e della Seconda Repubblica. Abbiamo scelto di ricordarlo con le parole di Riccardo Nencini e della sua amica di Crespino Sul Lamone

Riccardo Nencini: conosceva bene Giuseppe Matulli. Pur su sponde diverse ne era amico e ha spesso lavorato fianco a fianco nell’attività politico-istituzionale. Ora gli dedica un pensiero affettuoso e commosso.

Colto, preparato, la politica come scelta di vita, alla vecchia maniera. Un orizzonte vitale, la politica, quando ti metti al servizio di una piccola comunità, quella dove sei nato, dopo aver trascorso tutta una vita in istituzioni prestigiose.

Beppe Matulli è stato un mugellano a tutto tondo: solido come lo è chi proviene dalla montagna, lontano dai fuochi d’artificio della città; di poche parole, per lo più sagge; uomo di potere, si, ma senza farsene un vanto; mai integralista, nemmeno quando la DC dominava.

Ci siamo incontrati spesso nonostante la differenza d’età. Rispetto e condivisione di una passione violenta per il Mugello e per la storia, lui cattolico democratico io socialista, dalla stessa parte però quando si trattava di difendere Firenze, di attrarre finanziamenti per le opere pubbliche, dalla stessa parte anche quando c’era da difendere un diritto leso.

Ricordo il sorriso di Beppe. Pacato e garbato. Lo porto con me.

Irene Alpi:Tra gli interventi tenuti durante la cerimonia funebre a Marradi, di addio a GiuseppeMatulli, c’è stato quello di Irene Alpi, presidente del Comitato Onorcaduti di Crespino del Lamone e Fantino. Lo pubblichiamo qui.

Ringrazio sentitamente il Sindaco Tommaso Triberti per avermi chiesto di portare il saluto all’amico Beppe Matulli del Comitato Onorcaduti di Crespino del Lamone e Fantino, dell’APS Crespino Culturale, e dei Crespinesi nella mia veste di presidente.
Voglio iniziare questo mio intervento leggendo l’ultimo messaggio che con Beppe ci siamo scambiati il 26 gennaio.
“Io ho cominciato la mia lotta contro un tumore ai polmoni che credo mi accompagnerà per la parte terminale della mia vita.
Ma a 85 anni bisogna accettare la realtà. Ti ringrazio per tutta l’amicizia che tu con Don Bruno, ma direi tutta Crespino mi avete sempre dimostrato, e che io avevo sempre sperato di venire a ringraziare nel prossimo luglio. Non sarà possibile e bisogna accettare quello che la vita ci riserva.
Un grandissimo abbraccio Beppe.”

Caro Beppe, voglio ricordarti così in quella espressione di profonda amicizia e stima che ti legava e ci legava, ci hai sempre onorato della tua presenza per lunghissimi anni, tanti, più di venti! Dove con le tue parole piene di significato e ricche di affetto hai onorato i nostri caduti nelle Commemorazioni Ufficiali dell’Eccidio, questa la presenza predominante, ma sempre pronto a dare la tua disponibilità ogni qualvolta fosse richiesta.
Già nel tuo volto avevo letto il profondo dispiacere per non essere potuto esserci l’anno scorso alla commemorazione per i già presenti problemi di salute, e quel rammarico si è fatto sempre più forte quando hai capito che non ci sarebbe stata una prossima volta!
Io caro Beppe ti faccio la promessa che in questo 80° il 21 di luglio, sarai presente, non come avresti voluto tu, ma nel ricordo di tutti noi!

Ho imparato a conoscerti circa vent’anni fa quando ho cominciato a muovere i primi passi nel Comitato, ad organizzare le Cerimonie insieme a Don Bruno tuo carissimo amico e Alberto Nati, la mia stima e ammirazione per te sono sempre stati sentimenti forti nei tuoi confronti, con la certezza che tu c’eri, era quasi un silenzio assenso. Le più volte ti scrivevo a febbraio l’invito e senza ombra di dubbio senza risentirci
sapevo che ci saresti stato! E puntualmente arrivavi con la giacca che tenevi sulle spalle, e cominciavi a dispensare a tutti i saluti, e nel tuo volto traspariva la gioia di essere li. Si perché come ci hai dimostrato era un appuntamento importante al quale non avresti mai rinunciato, era un ritrovare vecchi e nuovi amici, parlare un po’ di tutto, insomma essere nella tua terra natia, che ti apparteneva e ti apparterrà per
sempre.
Mancherai a tutti noi caro Beppe, mancheranno le tue sentite orazione delle quali eri un autentico maestro. Mancherà quel tuo cordiale sorriso! Mancherà quel tuo salire la scalinata al momento dell’orazione ufficiale, portare il tuo pensiero con forza, pensieri sempre attuali e di anno in anno sempre nuovi! Non è cosa facile! Ma tu lo sapevi fare! eccome se lo sapevi fare!
Poi ridiscendere e risederti in mezzo ai presenti, perché era il tuo modo di sentirti unito a tutti.
Concludo con un pensiero di Salvador Allende: Noi vivremo in eterno in quella parte di noi che abbiamo donato agli altri.

E tu caro Beppe, penso che tu abbia dato tanto al prossimo! Quindi fai buon viaggio, rimarrai per sempre nei nostri cuori.
Grazie

I soci del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” puntano alla qualità culturale affidandosi al rinnovamento ed alla collegialità nella scelta dei dirigenti della prestigiosa istituzione nel triennio 2024/2027.

giovedì 1 febbraio

A seguito delle elezioni per il rinnovo degli organi statutari del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini, cui hanno concorso 98 soci sabato 20 gennaio, si è riunito e si è insediato convocato dal Sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, lunedì 28 gennaio il Consiglio di amministrazione che ha così deliberato l’organigramma di vertice per il triennio 2024 2027: La quadriga di testa è così composta :
Copresidenti Gianna Botti e Walter Scarpi.
Vicepresidenti Barbara Betti e Leonardo Chiari

Consiglieri eletti :
Sara Naldoni
Raffaella Ridolfi
Chiara Benedetti
Lorenzo Somigli
Stefano Drei
Giambattista Zambelli
Alessandro Mazzerelli.
Il nuovo CDA ha subito iniziato a lavorare all’insegna della compartecipazione e della condivisione per portare avanti La prestigiosa istituzione che ha anche eletto il Comitato Scientifico composto dai Professori: L. Bonaffini C. Mileschi G.Da Filicaia G. Turchetta M.Verdenelli
Il consiglio entrante non ha mancato di esprimere il proprio ringraziamento ai membri del precedente CDA per il lavoro svolto con particolare riferimento alla presidente uscente Mirna Gentilini, al vice Rodolfo Ridolfi alla tesoriera Anna Gentilini che non si sono ricandidati.

Marco Mancini eroico servitore dello Stato presenta a Faenza “Le regole del gioco”

giovedì 25 gennaio
Sarò felice di dare il benvenuto a Faenza, a Casa Spadoni venerdì 26 gennaio, a Marco Mancini che presenta il suo bel libro “Le Regole del Gioco”. Nel 2014 a sostegno di Marco Mancini che ha guidato il controspionaggio italiano scrivevo pubblicamente: FINE DI UN INGIUSTO CALVARIO GIUDIZIARIO PER MARCO MANCINI
La gogna mediatica ed il calvario giudiziario durati undici anni cui è stato sottoposto Marco Mancini strenuo difensore dello Stato e della sicurezza di tutti noi cittadini dall’attacco eversivo del terrorismo islamico sono finiti e questo ci rende felici. Rimane tuttavia il tentativo che si è determinato in questa assurda vicenda di trasformare valorosi militari fedeli alle istituzioni in delinquenti da condannare a nove anni di carcere come nel caso di Mancini. Ironia della sorte, un po’ come sta accadendo in India, per i nostri due marò. Rimane lo sconcerto per chi ripagherà i nostri valorosi militari e le loro famiglie del danno subito e soprattutto chi risponderà del danno e dell’indebolimento che tutti noi abbiamo subito con il discredito gettato sui nostri servizi di sicurezza e con l’allontanamento dalle funzioni che nell’ambito della nostra sicurezza uomini come Marco Mancini esercitavano. E’ uno strano Paese quello dove gli eroi vengono fatti passare per carnefici e i terroristi e i loro amici vittime. Le istituzioni della Romagna sentano almeno il dovere di esprimere riconoscenza e vicinanza a Marco Mancini, come noi facciamo pubblicamente da un decennio.
Dopo dieci anni mi onorero di salutare questo italiano valoroso con il quale condivido comuni amici, di vecchia data anche nell’Arma dei Carabinieri, dove Marco fu carabiniere fin dal 1979, dove ha partecipato a operazioni cruciali per la sicurezza del nostro Paese nella Sezione speciale anticrimine di Milano fondata dal Generale Carlo Alberto dalla Chiesa per combattere i terroristi delle Brigate Rosse, Prima Linea e Nar e poi come agente segreto dello spionaggio e del controspionaggio in Africa, nei Paesi dell’Est Europa, in Libano e Iraq. Autentico protagonista del “Controspionaggio offensivo” che ha inventato e messo in pratica con successo per molti anni con il suo libro ci fa capire e ci presenta una storia d’Italia inedita vissuta e scritta da chi ha vissuto per difendere tutti noi e la nostra democrazio il grande intreccio dei servizi segreti internazionali dedicando tutto se stesso a sventare attentati ed impedire conflitti. Leggere il suo libro “Le Regole del Gioco” edito da Rizzoli è una occasione da non perdere

Rodolfo Ridolfi Commendatore al Merito della Repubblica Italiana

Congresso Provinciale di Forza Italia: forte rappresentanza azzurra del Mugello-Alto Mugello

alcuni dirigenti azzurri del Mugello con Marco Stella
mercoledì 20 dicembre Forte rappresentanza del Mugello-Alto Mugello nei vertici provinciali di Forza Italia
Si è celebrato domenica 17 dicembre a Campi Bisenzio all’Hotel 500 Firenze, il congresso provinciale di Forza Italia-Partito Popolare Europeo, chiamato ad eleggere il coordinatore, il coordinamento provinciale ed i 5 delegati al Congresso Nazionale. Significativa la presenza delle azzurre e degli azzurri del Mugello-Alto Mugello fra gli eletti. I lavori del Congresso presieduto dall’on. Raffaele Nevi alla presenza del coordinatore regionale Marco Stella, sono stati aperti dalla relazione del coordinatore Provinciale Paolo Giovannini che presentando la mozione congressuale ha detto fra l’altro: Per Forza Italia il congresso è un momento atteso e importante: un giro di boa dopo il grande lavoro fatto con il tesseramento su cui abbiamo puntato grazie al Segretario Tajani nel solco di un uomo, un politico, un imprenditore straordinario come Silvio Berlusconi.

Giovannini è stato eletto per acclamazione insieme ai membri del nuovo coordinamento provinciale ed ai 5 delegati al Congresso Nazionale di Roma del 24 25 Febbraio 2024. Forte la rappresentanza del Mugello Alto Mugello: Silva Gurioli responsabile della Zona Mugello-Alto Mugello è stata eletta insieme a Davide Galeotti (Borgo San Lorenzo), Carolina Mangiapelo (Dicomano) Claudia Dominici (Vaglia) e Raffaella Ridolfi (Marradi) nel Coordinamento Provinciale, Rodolfo Ridolfi capogruppo nell’Unione dei Comuni e consigliere comunale di Palazzuolo Sul Senio, delegato nazionale, Angelo Di Meo (Firenzuola) sarà il nuovo responsabile provinciale della Sanità e Giovanni D’Uva (Barberino del Mugello) guiderà ancora l’organizzazione dei Seniores azzurri. Di particolare rilievo gli interventi nel dibattito dell’on Erika Mazzetti (parlamentare del Mugello), Giovanni D’Uva, Raffaella Ridolfi e Claudia Dominici. Concludendo i Lavori Marco Stella ha sottolineato come: Forza Italia continui a crescere ed il partito mostri grande vitalità. Il 9 giugno andranno al voto 183 Comuni nella nostra regione, ed è importante che la base di Forza Italia rinnovi e scelga dopo i coordinatori provinciali anche i dirigenti locali. I numerosi congressisti hanno poi partecipato alla tradizionale cena azzurra per gli auguri di Natale

Un ombra di vino nella botte poetica di Dino Campana

Reportage de trois photos sur l’activité portuaire
domenica 17 dicembre Enrico Gurioli ha scritto sul componimento BATTE BOTTE di Dino Campana:

Si deve essenzialmente a Enrico Falqui poi la sistematica raccolta e divulgazione completa dei componimenti di Dino Campana, raccolta di testi, frammenti, abbozzi e varie scritture e nel riesame dei testi si trova di fronte a un termine pressoché sconosciuto tuttora negli ambienti letterari italiani di formazione letteraria liceale. Infatt Falquii chiede a De Robertis lumi in merito nei giorni in cui stava cercando un senso alla poesia Batte Botte. Si tratta certamente di una poesia marina ma come spesso accade nell’opera di Campana c’è un “inciampo” che da’ un senso ulteriore al componimento. Infatti il poeta crea una suggestione potente che rende Batte Botte un componimento che si svolge in uno scenario d’acqua che non è quello di un porto di mare, bensì quello di una città d’acqua lagunare oppure squisitamente fluviale e a sorpresa, introduce messo tra parentesi questo periodo.

(Il mio passo
Solitario
Beve l’ombra
Per il Quais)

Chi ha frequentazioni, da foresto, della laguna e soprattutto con Venezia conosce senza dubbio alcuno che “bere l’ombra” è una sana abitudine di consumare vino nei “bacari” veneziani: Non a caso si dice “andar par ombre”- andare per bacari- quindi si potrebbe con tutta certezza pensare che Dino Campana si trova a bere un ombra di vino camminando nelle fondamente o approdi (rive) con gradini in pietra d’Istria che scendono in acqua, per favorire l’attracco delle barche, il carico e scarico delle merci e la salita/discesa dei passeggeri. Per quel piacevolissimo gioco di suggestioni create dalla poesia Batte Botte, Dino Campana butta, apparentemente a caso, tra le righe, la figura di sé stesso che beve l’ombra per il Quais. E questo termine fa impazzire Falqui il quale chiede a De Robertis se non sia il caso di correggere il testo con la parola “Quelli”, considerandolo “Quais” un refuso dello stampatore Ravagli. Evidentemente non conosce la parola quais, termine che viene usato in Francia per definire esclusivamente una banchina fluviale utilizzata per l’attracco e il carico/scarico di merci. C’è pur tuttavia, da parte di Campana, una sottile precisazione attraverso l’uso del maiuscolo nella parola quais che sta ad indicare una precisa banchina fluviale, che potrebbe essere quella di Quais des Chartron della Garonne a nord nella città di Bordeaux. La banchina in cui si affacciavano le cantine del vino e si accatastavano le botti da usare per imbarcare vino sulle navi utilizzate per le esportazioni al di là dell’oceano. Campana dunque da l’immagine di un scenario di un porto fluviale con un linguaggio corretto come si dovrebbe quando si usa raccontare ambienti marittimi, un luogo in cui il suo passo vaga nella notte mentre

“ L’acqua (il mare
Che n’esala?)
A le rotte
Ne la notte
Batte: cieco
Per le rotte
Dentro l’occhio
Disumano
De la notte
Di un destino
Ne la notte
Più lontano
Per le rotte
De la notte
Il mio passo
Batte botte.”

Rotte, notte, botte: mi pare di cogliere nel gioco simmetrico degli accenti sulle “O” che Dino Campana sia propenso a battere la botte di vino anziché i tacchi. Per Campana frequentare le banchine era un modo di vivere fuori dal comune e di intendere gli studi in contrapposizione a una vera e autentica esistenza della normalità. Come se avesse paura dei propri pensieri. Quella passata a bordo di qualche scafo e tra le botti delle cantine o delle banchine, nelle cantine nel tentativo di divulgar l’enorme fascino del mare e la sua grande civiltà, perché la sua idea e la realtà continuano a esercitare un fascino irresistibile per le culture dei paesi che vi si affacciano in questo immenso spazio. E come tali le idee e le suggestioni vanno divulgate e soprattutto conosciute per il loro linguaggio. Scrivere oggi dell’idea e della realtà del mare, delle lagune, dei fiumi, è come guardare nello specchio del nostro passato, per intravedere i nostri possibili scenari futuri. Nel solco delle sue acque e sulle sue rive si intreccia in una inimitabile storia senza fine che è il frutto di storie molteplici dipanate in un identico scenario.

Ma questa è tutta un’altra storia.

Enrico Gurioli dicembre 2023

Marradi Free ed i suoi lettori piangono la scomparsa di Marino Mengozzi un grande indimenticabile palazzuolese

giovedì 14 dicembre 2023 Con la scomparsa di Marino Mengozzi Palazzuolo, Marradi, Firenzuola, il Mugello, la Romagna Toscana, i territori romagnoli del Santerno e della Valle del Lamone perdono una figura di grande umanità e cultura un protagonista delle trasformazioni tecniche e urbanistiche di Palazzuolo Sul Senio, un profondo conoscitore del territorio dell’Alto Mugello. Marino nasce a Palazzuolo il 16 marzo 1948, dopo le scuole dell’obbligo, frequenta L’istituto tecnico Aldini Valeriani di Bologna dove si diploma perito edile, inizia a lavorare da precario nel Comune di Palazzuolo Sul Senio dove vincerà, in seguito il concorso per Tecnico Comunale. Da competente e appassionato tecnico sarà fra i protagonisti dello sviluppo industriale e urbanistico del territorio comunale negli anni 70 e 80 e le numerose opere di abbellimento e arredo del Comune e delle sue strutture pubbliche. Tecnico anche fuori dell’orario di lavoro ha sempre seguito con professionalità tutti i cantieri per 35 anni di servizio, fino alla pensione. Appassionato del suo lavoro un grande amore per la sua terra sempre generoso e disponibile carattere aperto e dialogante metteva molto del suo gusto personale anche nei piccoli interventi senza tralasciare la praticità. Lascia la moglie Paola il figlio Riccardo e la nuora Cristiana con le nipotine Lavinia e Ludovica. Una grande impressione e commozione ha suscitato la sua inattesa scomparsa. La redazione ed i lettori partecipano al dolore dei familiari ed esprimono le più sentite condoglianze

Una Giuria di qualità presieduta dal Maestro Paolo Olmi per il PREMIO EMILIO BETTI 2024 per la poesia più musicale

Anna Gentilini e Barbara Betti premiano Alessia Tarantino vincitrice del Premio per il 2023
mercoledì 13 dicembre
Una Giuria di qualità per il PREMIO EMILIO BETTI 2024 per la poesia più musicale
Va completandosi il quadro delle Giurie del Premio Dino Campana edizione 2024 dopo la pubblicazione dei nomi dei giurati della Sezione Internazionale è ora la volta della Giuria della 4^ Edizione del Premio Speciale Emilio Betti per la musicalità istituito da Opera In-Stabile.
Saranno infatti i Maestri:
Paolo Olmi Direttore d’Orchestra Presidente
Giuseppe Lanzetta Direttore d’Orchestra
Concetta Anastasi Direttore d’Orchestra
Pape Gurioli Pianista Compositore
Franca Codeluppi Clarinettista
Barbara Betti Contrabbassista
a scegliere la poesia più musicale, fra quelle che parteciperanno al Premio Dino Campana, cui assegnare il premio speciale Emilio Betti il 14 settembre del prossimo anno a Lastra a Signa.

Alessandro Mazzerelli: Clamorosi successi in nome del Profeta di Barbiana

venerdì 8 dicembre
Dopo il grande successo alla trasmissione “Diritto e Rovescio”, diretta da Paolo Del Debbio, del 22 ottobre, in cui è risuonata chiara la Verità sulla questione islamica, udita da due milioni di italiani, il 25 novembre , il libro “Il Riscatto – le esperienze di un giovane che incontrò e non tradì le Profezie di don Lorenzo Milani”. Ed. IF-PRESS, Roma, 2022, ha raggiunto a Milano un grande successo.

Accompagnato da Pietro Virgilio, nostro valoroso e generoso delegato lombardo, ho partecipato alla cerimonia del VII° Premio Letterario Internazionale di Milano, svoltosi nella prestigiosa Sala Barozzi, presenti almeno 250 persone, nell’occasione è stato ufficializzato dal Presidente del Premio Roberto Serra, che il nostro libro, su 850 opere edite in concorso, ha raggiunto la ragguardevole posizione di quinto nella graduatoria finale, che vedeva anche la presenza di stranieri e di Autori sponsorizzati dalla “Mondadori”, mentre noi ci muovevamo con il solo nome del Profeta… che ho cercato di onorare con un applaudito – anche se troppo breve -intervento. Il 27 novembre, nella prestigiosa Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena, è stato presentato, davanti ad un qualificatissimo pubblico di decine di intellettuali : “Il Sogno di Don Milani” Ed. LEF , Firenze 2022.

Alessandro Mazzerelli

Dopo una brillante introduzione del Prof. Raffaele Ascheri, che ha illustrato la personalità di Don Milani, evidenziando il grande spessore culturale della sua famiglia e degli avi, è stata passata la parola a chi scrive. Durante il mio intervento ho ricordato le ragioni dell’incontro con il Profeta del 31 luglio 1966, tutte le Sue immortali parole e le relative implicazioni religiose, politiche e storiche, concludendo – per la prima volta – affermando che il Profeta di Barbiana non è soltanto il più grande Profeta cattolico del secolo scorso, ma anche il sacerdote che dà corpo e definizione al Sogno di San Francesco. In sostanza, il Sogno di Don Milani si integra perfettamente in quello di San Francesco, a cui conferisce concretezza, attualità e realizzabilità. P.S.: Chiunque può ascoltare la conferenza su Facebook digitando Biblioteca Intronati Siena e cercando l’ evento del 27 novembre c.a. A tutti e tutte un ringraziamento per l’attenzione e un fraterno saluto milaniano.
Alessandro Mazzerelli

Più Libri più liberi Gianna Botti con il suo “I cavalieri d’Irlanda” sabato 9 dicembre a Roma alla Nuvola dell’Eur

Gianna Botti Premiata da Dacia Maraini a Firenze
giovedì 7 dicembre
Gianna Botti, talentuosa scrittrice di Marradi una delle più belle penne del Mugello e della Romagna Toscana autrice di numerosi libri pluri premiati in altrettanti Premi, rassegne e concorsi nazionali, sabato 9 dicembre sarà a Roma all’evento presentazione del suo ultimo romanzo i Cavalieri d’Irlanda presso l’editore Progetto Cultura che partecipa alla Fiera della piccola e media editoria alla Nuvola dell’Eur a Roma. La brillante intellettuale marradese si conferma con il suo ultimo romanzo una vera ed autentica ambasciatrice ed interprete di una cultura letteraria che partendo da vicende storiche reali, questa volta porta il lettore ad immergersi nel misterioso mondo del druidismo celtico, immaginando che ancora oggi ve ne sia traccia. Lo fa con un thriller storico-contemporaneo nel quale capitoli ambientati nel medioevo si alternano a capitoli ambientati nel mondo contemporaneo, intrecciando le vicende storiche a quelle di personaggi a noi storicamente più vicini.

Per i danni nel Comune di Marradi il Governo della Repubblica ha già stanziato 11 milioni e settecento mila euro

Il Commissario gen. Francesco Paolo Figliuolo
I consiglieri di centro-destra
sabato 2 dicembre riceviamo e molto volentieri pubblichiamo

Il gruppo consigliare centro destra unito per Marradi esprime viva soddisfazione per l’impegno del Governo che ha tempestivamente destinato la seconda tranche di finanziamenti al Comune di Marradi per i danni dell’alluvione pari a otto milioni quattrocento quarantasettemila euro. Una somma importante che porta lo stanziamento del Governo ad oggi per il nostro territorio a più di undici milioni e settecentomila euro. La cifra degli otto milioni e quattrocento quarantesettemila euro verrà gestita, a supporto del Comune di Marradi, dall’Unione dei Comuni cui il Comune si è rivolto per l’insufficienza degli uffici a gestire i bandi di gara per assegnazione di lavori per importi così elevati in tempi così ristretti, 2023 2024. La tempistica e l’entità dei fondi destinati ai danni dell’alluvione dimostrano la grande serietà e capacità del Commissario straordinario Figliuolo voluto fortemente in questo incarico dal Governo di centro destra. Il gruppo centrodestra unito per Marradi ringrazia sentitamente la parlamentare del territorio e tutti coloro che hanno dato corso alle nostre insistite sollecitazioni spendendosi presso il Governo della Repubblica affinchè intervenisse adeguatamente in aiuto del nostro Comune e di quelli dell’Alto Mugello.

La luna nel borgo di Brisighella

Ho lasciato teorie di case gettate alla rinfusa
schivando gli ultimi bimbi nei giochi di palla.
Ho lasciato uliveti e vigneti
per arrampicarmi sulla collina che mi porta in alto.
Subito ho sentito la voglia di lasciare le scarpe
di abbandonarle ai piedi dei primi ciottoli.
Allora sento, ed allora ascolto
ho l’impressione che qualcosa si vuole attaccare alla mia anima.

Subito ho sentito la voglia di lasciare le scarpe
di abbandonarle ai piedi dei primi ciottoli.

Ascolto l’improvviso silenzio.
Sono, sono entrato in un piccolo spazio di storia.
Qualcosa di palpabile mi aspetta tra gli scalini che portano al cielo.
Le mani a conchetta catturo profumi e colori.
Sento una voce, tante voci che mi entrano dentro.
Poi un contadino che a forza vuole presentarmi la sua cantina.
Così ebbro di vino e di magia inizio le rampe che baffano il cielo.
I piedi inumiditi dalle ciottole
poi
poi ecco, ecco apparire la prima donna: il borgo!
Allora è pelle d’oca.
Il silenzio
il silenzio della storia che mi aspettava:
il borgo, il borgo!
In alto la luna
in alto la vecchia luna
che ancora una volta diventa la mia amante.
Gli occhi piccoli e teneri d’ebbrezza per i goti appena trascorsi
e sono ad uno spettacolo dell’universo:
la ciottolana, la ciottolana, la ciottolana!

in alto la vecchia luna che diventa amante dei ciottoli

La tavolozza di colori che tagliano il cielo
scendono per pitturare i ciottoli
vi palpano sopra
come fossero suoi.
Il borgo allora diviene palcoscenico
la luna che entra a dare luce.
Luce, luce, luce
tra fantasmi vestiti di tanti colori.
Dove sono, dove sono, dove sono!
“se non ti agiti, se stai buono, se non ti fai prendere dall’emozione
ti portiamo con noi lassù da dove parte la luce
se guarderai sempre il cielo finirai per avere le ali”
– È una voce del borgo uscita come magia da una porticina.
Un attimo perché la voce scompare dal fondo della via degli asini.

In alto la vecchia luna sembra strizzarmi l’occhio.
“dai Giba, provaci, io la luce te la mando”
In questo frastuono di silenzi
in questo frastuono di colori
in questo frastuono di immagini
in questo frastuono di profumi
mi tocca a malincuore lasciare il borgo.
Allora ritrovo le scarpe
lascio dietro la luna
lascio dietro la rocca
cavalieri di una storia che si ripete.
Lascio lo zoccolio dei cavalli.
lascio dietro la luna, lascio dietro la rocca

Giù a passi svelti verso la città che apre le sue porte
tra frenate e bestemmie
tra il ritmo delle televisioni che mi danzano attorno.
Ho fatto tardi
le scale di getto.
Ho fatto tardi
la porta si apre
un affrettato richiamo alle labbra
“Giba ma cosa hai dietro la schiena, sembra l’immagine della luna “

Giancarlo Guani (giba)

PREMIO DINO CAMPANA PER I POETI DEL MONDO

mercoledì 29 novembre
la Sezione Internazionale dell’edizione del Premio Dino Campana del 2024, con una giuria di eccellenze accademiche di grande prestigio darà vita ad un contest poetico plurilingue e aperto al mondo anche attraverso le più importanti Università.

Luigi Bonaffini professore emerito del Brooklyn College, Dipartimento di Lingue moderne e letteratura dell’Università di New York; Luciano Giovannini Poeta laureato in Lingue e Letterature Straniere all’ Università “La Sapienza” di Roma, docente di Inglese presso l’I.I.S. Eliano-Luzzatti di Palestrina di Roma; François Giraudeau Dottorato in Didattologia delle Lingue e delle Culture, Università di “Parigi-Sorbona”, Laurea in Lingue e Letterature straniere” – Università degli studi di Pisa e Maîtrise ès Lettres Classiques-Università di Rouen); Pedro Luis Ladrón de Guevara Mellado, professore all’Università di Murcia, poeta e grande traduttore. Questa la Giuria d’eccezione che valuterà le opere poetiche in lingua inglese, francese e spagnola per stabilire i vincitori che verranno premiati il 14 settembre 2024 a Lastra a Signa.

Il Bando tradotto in lingua prevede che saranno ammesse le opere con testi in lingua inglese e/o francese e/o spagnolo editi o inediti che non potranno superare i quaranta versi o righe e che dovranno pervenire entro il 20 agosto 2024, il bando prevede inoltre che gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione sui giornali sui siti e sui social che gli organizzatori riterranno di utilizzare senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore anche se i diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori il bando prevede infine che gli autori selezionati saranno avvisati telefonicamente o tramite notifica mail e che i risultatisaranno pubblicati, appena disponibili, sul web www.marradifreenews.com. e sui social network collegati.

DINO CAMPANA PRIZE FOR THE POETS OF THE WORLD
The International Section of the 2024 edition of the Dino Campana Prize, with a jury of highly prestigious academic excellences, will give life to a multilingual poetic contest open to the world also through the most important Universities.

Luigi Bonaffini Professor emeritus of Brooklyn College, Department of Modern Languages and Literatures at New York University; Luciano Giovannini Poet graduated in Foreign Languages and Literatures at “La Sapienza” University of Rome, teacher of English at the I.I.S. Eliano-Luzzatti of Palestrina in Rome; François Giraudeau Doctorate in Didactology of
Languages and Cultures, University of “Paris-Sorbonne”, Degree in Foreign Languages and Literatures” – University of Pisa and Maîtrise ès Lettres Classiques-University of Rouen); Pedro Luis Ladrón de Guevara Mellado, professor at the University of Murcia, poet and great translator.

This is the outstanding jury that will evaluate the poetic works in English, French and Spanish in order to establish the winners who will be awarded on the 14th September 2024 in Lastra a Signa. The translated literary competition announcement provides that works with published or unpublished texts in English and/or French and/or Spanish, which cannot exceed forty verses or lines, will be admitted. The works must be received by the organizers not beyond the 20th August 2024. The notice also provides that the authors, by the very fact of taking part in the competition, transfer the right of publication in newspapers, on sites and on social networks that the organizers deem to use, without having anything to claim as copyright even if the rights remain the property of the individual authors. Finally, the announcement provides that the selected authors will be notified by telephone or via email and that the results will be published, as soon as they are available, on the website www.marradifreenews.com. and on related social networks

Raffaella dott. Ridolfi Direttore Responsabile

Un evento su Dino Campana ed una lezione straordinaria ed irripetibile quella di Ugo De Vita a FIrenze

Ugo De Vita dice Campana a voce nuda
sabato 25 novembre
Ugo De Vita al Teatro Niccolini di Firenze: Un evento ed una Lezione Magistrale su Dino Campana irripetibile.
E’ stata una lezione magistrale su Dino Campana ed un evento campaniano eccelso e straordinario quello che si è svolto venerdì 24 novembre al Teatro Niccolini di Firenze nella Sala del Cocomero, tutta esaurita e che ha visto protagonista e mattatore di alto profilo il prof. Ugo De Vita attore, scrittore e regista, cittadino onorario di Marradi che ha interpretato Dino Campana a voce nuda davanti ad un pubblico qualificato e attento fra i quali il Sindaco di Marradi Tommaso Triberti, il Presidente del Premio Dino Campana comm. Rodolfo Ridolfi, il consigliere comunale Walter Scarpi ed il due volte vincitore del Premio Nazionale Dino Campana Giambattista Zambelli. L’eccelsa e unica interpretazione di Campana a voce nuda con il solo emozionante accompagnamento al violoncello di Andrea Sarnesi si è conclusa fra i prolungati applausi degli intervenuti.

S.G.

Il centro destra di Marradi impegna il sindaco a chiedere a Giani e alla sua Giunta di destinare l’avanzo regionale di 1,7 milioni agli alluvionati

martedì 21 novembre molto volentieri pubblichiamo l’odg del centro destra marradese

Ordine del giorno collegato alla Proposta di deliberazione di competenza del Consiglio regionale di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza: Bilancio di previsione finanziario del Consiglio regionale per il triennio 2023-2024-2025 – 8° variazione.
Il Consiglio comunale di Marradi,
Vista
La proposta di deliberazione di competenza del Consiglio regionale di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza: Bilancio di previsione finanziario del Consiglio regionale per il triennio 2023-2024-2025 – 8° variazione
Premesso che
Si è registrato un avanzo di amministrazione pari a euro 1,7 milioni;
Considerati
I modi e i tempi previsti dallo Statuto e dal Regolamento del Consiglio regionale della Toscana;
Gli eventi legati al maltempo che, il 2 novembre 2023 hanno colpito la Toscana, indebolendone, dal punto di vista economico, imprese e famiglie;
Tutto ciò premesso e considerato
Impegna il Sindaco
A sollecitare tempestivamente il Presidente e la Giunta affinchè voglia destinare l’avanzo di amministrazione di 1,7 milioni di euro a beneficio di imprese e famiglie toscane colpite dal maltempo in occasione dell’evento registratosi in data 2 novembre 2023.

Stefano Benedettini-Raffaella Ridolfi

Tempo di iniziative su Dino Campana il 9 dicembre uscirà a Marradi la Rivista Batte Botte

martedì 21 novembre

Tante iniziative per ricordare il Poeta Dino Campana si sono svolte e si svolgeranno in questo autunno 2023 ed il Centro Studi “Enrico Consolini di Marradi” ne propone una interessante il prossimo 9 dicembre: la presentazione di Batte Botte rivista letteraria che si terrà nel Teatro degli Animosi di Marradi alle ore 15.45 dal titolo “Dino Campana e il femminile” La rivista è cartacea e avrà cadenza annuale per quest’anno ne sono state stampate presso la Tipografia Fabbri di Modigliana 500 copie. Fra i molti interventi di studiosi e appassionati campaniani quello del Direttore Emilio Quinto e della Presidente Mirna Gentilini, di Fiorenza Ceragioli che riceverà anche un meritato riconoscimento, Gianni Turchetta e Marcello Verdenelli.
L’evento sarà aperto dalla prima di Acqua di mare amaro, per voce recitante e chitarra. Drammaturgia liberamente elaborata da Pier Luigi Berdondini sui suoni di mare dei versi di Dino Campana, con la voce dello stesso Berdondini, la chitarra di Donato D’Antonio su musica di Giorgio Colombo Taccani. seguirà il Duo Chiari di Marradi che presenterà Batte Botte</em>, uno dei brani premiati nella secondo concorso musicale Canti Orfici in musica.
La Manifestazione è realizzata con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Marradi ed è finanziata con i Fondi del PNRR
Nelle prime pagine della rivista compare un intervento di Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana, che si rallegra per il forte senso di vicinanza, espressso in questo primo numero, alle terre di Romagna e Toscana colpite negli ultimi mesi da devastanti fenomeni naturali avversi. Di seguito la poesia di Dino Campana che da il titolo alla rivista:

Batte botte
Ne la nave
Che si scuote,
Con le navi che percuote
Di un’aurora
Sulla prora
Splende un occhio
Incandescente:
(Il mio passo
Solitario
Beve l’ombra
Per il Quais)
Ne la luce
Uniforme
Da le navi
A la città
Solo il passo
Che a la notte
Solitario
Si percuote
Per la notte
Dalle navi
Solitario
Ripercuote:
Così vasta
Così ambigua
Per la notte
Così pura!
L’acqua (il mare
Che n’esala?)
A le rotte
Ne la notte
Batte: cieco
Per le rotte
Dentro l’occhio
Disumano
De la notte
Di un destino
Ne la notte
Più lontano
Per le rotte
De la notte
Il mio passo
Batte botte.

Francesco Maria De Gaetano batte il record mondiale poi conquista la medaglia di bronzo del Softair a Taipei


Il record mondiale a Taipei
De Gaetano ha partecipato alla G&G World Cup 2023 dal 27 al 29 ottobre, come rappresentante dell’Italia a Taipei, in Taiwan. La gara si è conclusa con un meraviglioso terzo posto! Francesco Maria, nella prima giornata, ha battuto il record mondiale e, insieme al suo compagno di squadra Zorzini, si è classificato primo in un’altra prova, guadagnando la testa della classifica provvisoria. Nelle gare successive del 29 ottobre ogni prova è stata superata brillantemente ed è arrivato il meritato risultato. Sul podio di Taipei ha sventolato il nostro tricolore.

Il Softair
Il Softair è uno sport assai particolare; è riconosciuto in Italia come “tiro tattico sportivo” ed è una coinvolgente competizione basata sull’impiego di tattiche militari, per raggiungere obiettivi diversi, che cambiano a seconda del numero dei partecipanti, del loro livello e della tipologia di partita. Recentemente il Softair è stato riconosciuto come disciplina sportiva del CONI ed è sempre più praticato dai giovani; è uno sport di squadra, dove vengono utilizzate delle riproduzioni di armi che sparano piccoli pallini di plastica o di materiali biodegradabili. Si devono, come in ogni sport, rispettare norme basilari di sicurezza; per la azioni di gioco non esistono regolamenti ufficiali e proprio nella parte creativa, in cui si preparano tattiche e strategie di intervento, risiede l’aspetto più bello di questa attività sportiva.

De Gaetano Marradi
Una passione che nasce dall’infanzia
Francesco Maria ci ha raccontato che fin da piccolo è stato attratto da questo sport, avvicinandosi alla squadra di “Airsoft” di Marradi grazie al cugino Paolo Benerecetti, che da anni era inserito nel settore. La squadra fa parte del Club Sportivo Culturale Marradese e già nel 2018 ha vinto il Campionato PCS (pattuglie Combact a scena) in Emilia Romagna, classificandosi per la finale italiana. Francesco continua il racconto: “Ho partecipato quasi per curiosità ad una prima gara, ottenendo risultati soddisfacenti e questo mi ha spronato ad allenarmi di più per ottenere risultati sempre migliori. Poi sono arrivati gli anni difficili del COVID, in cui tutte le attività si sono come congelate ma finalmente, nel 2023, si è tenuto nuovamente il Campionato e sono riuscito a posizionarmi in classifica per poter partecipare alle semifinali italiane tenutesi a San Marino, dove mi sono classificato al secondo posto dietro al campione in carica Franco Zorzini. I primi due classificati a questa gara, secondo regolamento, partecipano a Taipei alla finale del Campionato mondiale, dove sono presenti 21 nazioni: un sogno si è realizzato! È stato necessario tantissimo impegno, non senza sacrificio, ma ne è valsa sicuramente la pena. Mi ha sempre accompagnato il motto di Franco Zorzini “Go hard or go home” (tieni duro o vai a casa). Un ringraziamento particolare va al coach Diego per i molti allenamenti presso il Camphoenix di Monsano”. Anche noi pensiamo, caro Francesco Maria, che ne sia valsa veramente la pena. Hai potuto vivere un’esperienza importante e indimenticabile della tua vita, che ti ha permesso di incontrare tante persone e scoprire mondi lontani, così diversi da noi. A te va il nostro grazie per aver portato il nome di Marradi ai confini della terra e, naturalmente, l’augurio per nuovi e significativi risultati. Ancora una volta ci auguriamo, in questo mondo così conflittuale e divisivo, che proprio attraverso lo sport possa crearsi un ponte capace di fare incontrare civiltà diverse improntate alla tolleranza e al pluralismo.

Fedora Anforti

Ugo De Vita racconta Dino Campana” il 24 Novembre prossimo, nell’ evento alla Sala “cocomero”, Ridotto del Teatro Niccolini, ( via Ricasoli n 3) alle ore 18.00.

lunedì 20 novembre riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:
Ugo De Vita racconta Dino Campana” il 24 Novembre prossimo, nell’ evento alla Sala “cocomero”, Ridotto del Teatro Niccolini, ( via Ricasoli n 3) alle ore 18.00.

“Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa sulla pianura sterminata nell’agosto torrido… “ sono passi in prosa di un poeta, che ci ha lasciato versi incandescenti: Dino Campana.
Per Ugo De Vita, Campana non è solo una delle voci più alte del Novecento Italiano.
De Vita ha declamato le liriche Campaniane in Italia e all’estero.
“Dino” non è stato per lui solo il poeta “matto”, protagonista dello scandalo letterario e la passione con Sibilla Aleramo.
Ugo De Vita a Marradi è giunto ragazzo, a credere in lui dopo l’Accademia, è stato Enrico Consolini, Marradi lo ha accolto, e a Marradi ha preso moglie, ama il paese del Mugello e la sua gente.

L’odissea per gli utenti della Faentina continua!

lunedì 20 novembre Pubblichiamo l’interrogazione inviataci dal centro-destra nell’Unione dei Comuni:

Premesso che:
Una ferrovia efficiente rappresenta una risorsa importante per il Mugello-Alto Mugello ed una condizione insostituibile per arrestare il declino e l’ulteriore gravissimo spopolamento in atto nei Comuni di Marradi e Palazzuolo Sul Senio (FI);
purtroppo e da lungo tempo i cittadini interessati prima dell’alluvione subivano disservizi e disagi intollerabili quali ritardi quasi costanti, soppressioni, sovraffollamento delle vetture mancati rimborsi ai lavoratori ed agli studenti;
le forze politiche che governano la Toscana, come sostenuto puntualmente con numerosi e ricorrenti documenti, ordini del giorno e interrogazioni anche nei comuni interessati, sulla Faentina, non sono mai riuscite ad individuare soluzioni adeguate ed hanno disatteso le esigenze dell’utenza destinando, spesso le risorse comprese quelle per i danni della Tav, ad imbiancare stazioni invece di istituire nuovi treni più corse e servizi efficienti per gli utenti, in primis studenti e lavoratori pendolari;
l’escalation dei disagi e delle inadempienze sembra drammaticamente accentuarsi, complice il lungo dopo alluvione, con le inaccettabili decisioni che la riapertura della tratta Marradi – Faenza, sarebbe accompagnata dalla la soppressione di alcuni treni:
questa annunciata decisione sarebbe talmente improponibile da avere generato la moina di alcuni consiglieri della maggioranza regionale che governa che chiedono a se stessi di fare qualche cosa per impedire l’accrescere dei disagi per gli utenti ormai stremati dall’inefficiente servizio ferroviario regionale;
lo scorso ottobre l’assessore della Regione Toscana alle infrastrutture e mobilità e l’assessore ai trasporti dell’Emilia-Romagna, i Sindaci e gli amministratori dei territori coinvolti, RFI e Trenitalia si sono incontrati annunciando il tardivo ripristino, dicembre 2023, dei treni sulla tratta, frequentata da studenti e pendolari;
la linea ferroviaria Faentina, tra Marradi e Faenza, dovrebbe riaprire a dicembre ma, con l’orario invernale in vigore dal 10 dicembre, ci sarebbero meno corse sull’intera tratta;
agli inesistenti servizi notturni sulla tratta si aggiungerebbero tagli al servizio ignorando le obbiettive necessità del territorio;
il tratto ferroviario più penalizzato della linea è quello compreso tra Borgo San Lorenzo, Marradi, Brisighella e Faenza la cui interruzione ha aggravato lo stato di marginalità in cui versano soprattutto i Comuni di Marradi e Palazzuolo Sul Senio.
Interroga il Presidente
Per conoscere se quanto riportato in premessa corrisponda a verità e del caso se non ritenga, come l’interrogante ritiene, necessaria una immediata azione, di concerto con i Comuni interessati, affinchè venga ricondotta alle proprie responsabilità la Regione Toscana, incalzandola affinché questa vitale infrastruttura sia restituita finalmente funzionante ai cittadini penalizzati da questa situazione non più tollerabile che colpisce soprattutto studenti e lavoratori pendolari e impoverisce economicamente i territori provati dai recenti danni alluvionali e sismici.

Un libro per gli Asili Nido alluvionati

venerdì 17/11 Dall’ufficio stampa del Comune di Borgo San Lorenzo riceviamo e molto volentieri pubblichiamo

Giochi, libri, arredi: gli asili nido di Campi, Prato, Montemurlo, hanno visto sparire tutto in pochi istanti. Il Comune di Borgo San Lorenzo, grazie all’iniziativa coordinata dall’Ufficio Scuola, ha organizzato la “Raccolta solidale di libri cartonati per bambini destinata ai nidi d’infanzia alluvionati”. Chi lo vorrà potrà donare libri cartonati e di stoffa dedicati alla prima infanzia (per bambini da 0 a 6 anni) che saranno così rimessi in un circolo virtuoso di sostenibilità e di solidarietà.
“Le inondazioni che hanno colpito la nostra Regione a inizio Novembre – afferma il Sindaco Paolo Omoboni – hanno messo in ginocchio famiglie, imprese, strutture pubbliche, un dramma che ha generato una risposta di solidarietà enorme, una solidarietà che arriva anche da un comune come il nostro colpito in quella notte anche se fortunatamente in modo più lieve. Con questo gesto vogliamo aiutare a ricostruire le dotazioni di quello che riteniamo un servizio fondamentale per la nostra comunità, gli asili nido. I libri sono un tassello importante dell’apprendimento dei bambini e abbiamo deciso di ripartire da lì”.

La raccolta è destinata in particolare ai nidi d’infanzia danneggiati dall’alluvione che a Novembre ha colpito parte della nostra Regione, strutture che hanno perso, tra l’altro, le loro intere dotazioni librarie.
L’iniziativa resterà aperta fino al prossimo 14 dicembre, le donazioni potranno essere effettuate tramite gli appositi punti di raccolta presenti nel Palazzo comunale (negli orari di apertura degli uffici e in occasione dell’Ingorgo Letterario il 18-19 novembre), in Biblioteca, al Centro Remida e nei nidi comunali di via Curiel.
“I libri donati verranno revisionati, confezionati e donati nel periodo natalizio agli asili nidi danneggiati dall’alluvione, -spiega il vicesindaco e assessore alla scuola Cristina Becchi- ma andranno anche ad arricchire i pacchi della solidarietà destinati alle famiglie con bambini del nostro Comune e alle Associazioni che si occupano di famiglie e prima infanzia. Crediamo che sia un segnale concreto di vicinanza.”

34° Anniversario della Caduta del Muro di Berlino notte 9/10 novembre 1989

giovedì 9 novembre
34° Anniversario della Caduta del Muro di Berlino
Rodolfo Ridolfi*

La Caduta del Muro di Berlino è una bellissima pagina di storia, di rivoluzione pacifica dove la voglia di libertà si è dimostrata più forte delle armi, segno della liberazione, di riscatto e di vittoria di quelle centinaia di uomini e donne che vennero uccisi dalle tremende guardie di confine (vopos) nel tentativo di oltrepassare o aggirare il muro di Berlino per raggiungere l’occidente e fuggire il comunismo, nei trent’anni in cui questo terribile simbolo rimase in piedi. Per questo la sua caduta sotto la spinta popolare, dopo che in tutt’Europa stava franando il comunismo, fu la più grande festa popolare mai avvenuta in Germania e rappresentò, non solo il via libera dell’unificazione tedesca in un unico stato, ma anche una grande spinta a riprendere con forza la strada dell’unificazione europea Fra i principi fondanti di ogni democratico c’è la libertà e la lotta all’ideologia comunista che sopravvive, insieme alle altre totalitari, come negazione stessa delle basi della nostra civiltà. Ancora oggi circola in Italia e in Europa, l’idea che il comunismo sia stato un modello in se stesso buono, che però ha trovato una cattiva applicazione. No, il comunismo era ed è intrinsecamente sbagliato perché nega la natura umana ed è stato, con il nazismo, l’impresa più disumana e criminale della storia dell’umanità. Il crollo del muro di Berlino ha segnato la fine dei regimi comunisti nell’Europa centrale ed orientale. Purtroppo non ha significato la fine di tutti i regimi comunisti nel mondo. Ma il comunismo non sopravvive soltanto in Cina o nella Corea del Nord, il comunismo continua a sopravvivere anche in Italia spesso camuffato riconoscibile per il modo di essere, di molti, comunisti senza comunismo che rinnegano le proprie idee ed il proprio passato, ignorando colpevolmente l’evidenza delle decine di milioni di vittime del comunismo, come se fossero semplici dettagli della storia. Troppi in Italia mantengono metodi di lotta politica propri del comunismo, primo fra tutti quello di considerare gli avversari dei nemici da eliminare, moralmente e politicamente, con la “verità” che conviene al partito, con l’uso politico della giustizia, imponendo, in un intreccio con i poteri forti, anche a livello europeo, l’egemonia sulla società civile, sull’economia, sulla scuola, sull’informazione. Per questo mi piace sottolineare come la notte fra il 9/10 novembre 1989, momento storico della caduta del Muro di Berlino, rappresenti, nel comune sentire di tutta l’Europa dei popoli, la stagione della liberazione dal regime comunista, che, imposto in tanti Paesi di antica civiltà e cultura, li aveva precipitati nel sottosviluppo ed allontanati dalla comune matrice europea. La caduta del Muro di Berlino ha lo stesso valore simbolico ed integra la liberazione dalla guerra, dal nazismo e dal fascismo che ricordiamo doverosamente tutti gli anni il 25 aprile. Il 9 novembre è qualcosa di più di una ricorrenza, può essere la prima significativa festa dell’Europa. L’allargamento dell’Unione, la nascita dell’euro, fra l’altro non condivisa da tutti gli Stati Europei, l’applicazione dei trattati di Maastricht e dei successivi, sono solo dei momenti importanti, di una costruzione sovranazionale che non può limitarsi alla libera circolazione delle merci e delle persone Infatti l’edificio europeo dovrebbe essere fatto di istituzioni comuni senza egemonie e prevaricazioni, capaci di valorizzare radici storiche e culturali che sono già, nella coscienza dei diversi popoli e dei singoli Paesi, ben vive e riconoscibili. Ebbene, il 9 novembre di trenta quattro anni orsono, il “giorno del muro”, l’Europa si è identificata nel suo valore primo che è quello della democrazia e si è fondata nella comune aspirazione dei suoi cittadini alla libertà. Per la prima volta, dal Nord al Sud e dall’Atlantico agli Urali, l’Europa si è riconosciuta tutta nel valore della libertà, che si è affermato come valore primario e condizione per l’esistenza di ogni altro. C’era stata quaranta quattro anni prima un’altra indimenticabile vittoria della libertà: l’8 maggio 1945 giorno della resa del nazismo (in Italia il 25 aprile), ma questa aveva liberato dalla tirannide solo la parte occidentale del continente. Come avrebbe riconosciuto per primo Wiston Churchill nel famoso discorso di Fulton: “da Trieste a Stettino una cortina di ferro era calata a separare l’Europa”. A cinquantotto anni dalla firma del Trattato di Roma di De Gasperi, Adenauer, Schumann e Spaak, La giornata del 9 novembre può essere a pieno titolo il simbolo continentale di un’Europa che si riconosca come unità di popoli. L’Italia e l’Europa, hanno il dovere di ricordare, soprattutto alle giovani generazioni, quello storico avvenimento che ha determinato la prospettiva di un mondo migliore, il più importante e significativo avvenimento della ultima parte del ventesimo secolo. Io stesso fra i primi in Italia, da consigliere regionale, mi sono mosso con progetti di legge ed iniziative politiche tese ad istituire una festa per la liberazione dal comunismo in Europa con il Progetto di legge del 27 gennaio 1998, riproposto il 24 settembre 1999, il 7 giugno 2000, il settembre 2003 ed il 28 ottobre 2005, ma la sinistra ha sempre respinto le mie proposte. Oggi la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni come già Silvio Berlusconi ha voluto ricordare all’Italia l’importanza storica della Caduta del Muro di Berlino.

Comm. Rodolfo dott.Ridolfi
9 novembre 2023

Prosegue il tour milaniano di Alessandro Mazzerelli dopo la sua presenza sul set di Mediaset ospite di Paolo Del Debbio

Alessandro Mazzerelli
mercoledì 8 novembre Alessandro Mazzerelli ci scrive e noi molto volentieri pubblichiamo

Carissime e carissimi Amici, dopo il successo de “Il Riscatto”, al prestigioso Premio Letterario “Semeria” del Casinò di SANREMO, farà seguito quello del 25 novembre prossimo a MILANO, relativamente al Premio Letterario Milano International 2023, sempre in riferimento a “Il Riscatto” , Edizioni IF – PRESS, Roma. IL NOVANTACINQUESIMO EVENTO MILANIANO con la presentazione de “Il Sogno di don Milani” – Ed. LEF 2022, avrà luogo il 27 novembre (lunedì) alle ore 17,30 nella prestigiosa e storica Biblioteca Comunale degli Intronati di SIENA, posta in Via della Sapienza, 5, presiederà l’evento il Professore Raffaele Ascheri, Presidente dell’Istituzione. Ha promosso l’iniziativa un nostro Amico da decenni, che è il decano delle Guide Turistiche di Siena, il dott. Paolo Faldoni. Tutte e tutti siete invitati a parteciparvi.
Un saluto fraterno e milaniano. Alessandro Mazzerelli

Dante Alighieri e Dino Campana a Ravenna Conferenza il 9 novembre

Copertina Quaderni 4

Giovedì 9 novembre alle ore 18 torno a Ravenna a presentare insieme a Paolo Gambi ed Elisabetta Zambon la bella edizione dei Canti Orfici che ho curato nell’anno dantesco per le edizioni Il Papavero avvalendomi del prezioso contributo del Professor Luigi Bonaffini esimio ed insuperabile studioso di Dante e di Campana.
Nel quadro delle tante Conferenze su Dino Campana, quella di Ravenna ha per me un sapore particolare, non solo perché si tiene nella l’antica capitale bizantina scelta dal Sommo Poeta come sua ultima dimora di serenità e tranquillità insieme alla famiglia, consentendogli di concludere la sua Divina Commedia. L’incontro si svolgerà nel Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, nella sala intitolata a Padre Severino Ragazzini nato a S. Adriano di Marradi nel 1920 come Francesco Galeotti il grande pittore contadino.
Ravenna è citta dantesca e campaniana e il connubio poetico né uscirà esaltato. Nei miei lavori Per l’amor dei poeti… edizioni Centro Studi “Enrico Consolini del 2005 e Campana e l’aria di Romagna Edizioni FREE del 20 agosto 2007 ho scritto:

Dino Campana fu a Ravenna allievo del 40° Reggimento Fanteria
La notizia che vuole Dino Campana nei primi otto mesi del 1904 presso l’Accademia Militare di Modena è infondata ed inequivocabilmente smentita dai dati del Registro di Leva del Distretto militare di Firenze, anno 1885 e da altri documenti che dimostrano. come il poeta non frequentò l’Accademia militare e non pensò mai di diventare ufficiale superiore in servizio permanente. Una comunicazione del Distretto militare di Firenze, del 18 dicembre 1903, avvisava il giovane Campana Dino …. che la domanda da lui inoltrata per l’ammissione nel plotone allievi Ufficiali del 40° Reggimento fanteria, di stanza in Ravenna, venne accolta favorevolmente e che dovrà trovarsi alla sede del reggimento stesso il giorno 4 Gennaio prossimo alle ore 9. Campana, fu dunque allievo ufficiale volontario a Ravenna. Questo importante particolare certifica come il poeta di Marradi volesse diventare, almeno per il periodo della ferma obbligatoria, sottotenente, ovvero, quello che oggi definiamo un ufficiale di complemento. Il plotone allievi ufficiali di cui fece parte costitutiva, fra l’altro, un distaccamento del 40° Reggimento Fanteria Bologna: istituzione militare che dal 1900 al 1905 ebbe sede a Bologna che le diede il nome per esservi stata costituita durante la seconda guerra d’indipendenza. Il foglio matricolare di Campana e il registro per l’estrazione della leva della classe 1885, documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze, sono chiari al riguardo. Campana, Possidente e benestante, secondo documenti inediti dell’Archivio della Provincia di Firenze, stava svolgendo il servizio militare a Ravenna dopo aver deciso di anticiparlo di un paio d’anni e di compierlo come sottotenente. Il Poeta aveva approfittato di particolari agevolazioni previste dalle leggi e dai regolamenti del tempo per facilitare l’ingresso temporaneo nei quadri inferiori dell’esercito. ai giovani di buona condizione sociale La decisione di diventare ufficiale subalterno, in linea con il personaggio, anche Rimbaud fu soldato volontario, va correlata con la iscrizione alla Facoltà di Scienze dell’Università di Bologna. Nell’autunno del 1903 Campana, matricola a chimica pura, presenta la domanda di arruolamento come consentiva l’art.48 della Legge sul Reclutamento al 40° Reggimento Fanteria Bologna, direttamente: al corpo nel quale aspira[va]prestare servizio. Questa scelta molto probabilmente fu determinata dal bisogno profondo di sentirsi accettato e di rientrare nella normalità (Più tardi nel 1911 cercherà di ottenere l’ammissione agli esami di concorso per la carriera di allievo delegato di pubblica sicurezza) e dalla consapevolezza, che una volta rientrato al reggimento bolognese dopo aver seguito il corso allievi ufficiali presso il distaccamento di Ravenna, avrebbe potuto studiare con maggiore serenità usufruendo della maggiore libertà e indipendenza di cui godevano i sottoufficiali rispetto ai soldati. Sul foglio matricolare si può leggere come Campana (classe 1885) si arruolasse prima del tempo e fosse inserito nel contingente dei nati nel 1883. Il 4 aprile 1904 conseguì i galloni rossi di caporale. La riga successiva del documento riporta la seguente annotazione: Cessò dalla qualità di allievo ufficiale per non aver superato gli esami al grado di sergente, lì 4 agosto 1904. Campana, da Ravenna, fu rispedito direttamente a casa senza nemmeno aver ottenuto il grado intermedio di sergente. Sempre sul suo foglio matricolare si legge: Prosciolto dal servizio per applicazione dell’art 353 dell’Istruzione complementare al regolamento sul reclutamento. Questo articolo racchiude forse le vere ragioni dell’espulsione di Campana dal corso allievi ufficiali: problemi caratteriali ed il manifestarsi dell’irrequietezza e dell’impulsività? Oppure, progressiva disaffezione da parte sua per quella vita in divisa, fatta di interminabili addestramenti quotidiani all’uso delle armi e di lezioni ripetitive sull’impiego tattico e strategico della fanteria? Le autorità militari rilasciarono, tuttavia, una dichiarazione di buona condotta, poi trascritta sul suo foglio matricolare che gli avrebbe consentito, una volta giunto il momento della chiamata del contingente di leva al quale apparteneva, di poter completare l’adempimento del servizio militare nel Regio Esercito con il grado di caporale. L’anno seguente, con dieci giorni di preavviso, Campana fu chiamato alle armi, e il 24 novembre 1905 si recò alla Caserma del Carmine di Firenze dove richiese e ottenne il rinvio di un anno del servizio militare per motivi di studio. Dopo undici mesi, leggiamo ancora sul foglio matricolare: Chiamato alle armi per prestare il servizio con la classe 1886 e non giunto perché ricoverato al manicomio di Imola, lì 23 ottobre 1906. L’undici novembre Campana fu congedato d’ufficio, pur mancando la sua firma in calce al verbale (“dichiarazione Mod. 46”) redatto dalla competente commissione d’inchiesta. I due ufficiali e l’ufficiale medico della suddetta commissione stimarono superfluo un viaggio fino a Imola per vedere il caporale Campana che venne congedato perchè al manicomio. Ciò nonostante Campana nel 1915 partecipa alla campagna interventista e si presenta al Distretto militare di Firenze perché vuole arruolarsi come volontario per il fronte ma, dopo un accertamento delle sue condizioni presso l’Ospedale militare del Maglio, viene riformato una seconda volta. Campana non si arrende. Dopo due anni, qualche settimana prima di essere ricoverato nel manicomio di Castel Pulci, da dove non uscirà più, tenta nuovamente ed invano la via dell’arruolamento volontario. I documenti confermano quanto Campana racconterà al Pariani e cioè che era stato riformato tre volte: l’ultima il 19 dicembre del 1917. Dino Campana morirà il 1marzo 1932. Per una svista assai curiosa, non la sola, il timbro mandato in congedo assoluto è della fine del 31 dicembre 1945 quando lui era morto ormai da più di tredici anni.

Rodolfo Ridolfi Direttore Responsabile dei Quaderni del Maestro di Marradi Rivista di Lettere e Cultura Anno 2° numero 3

Unione dei Comuni Montani del Mugello, il Centrodestra apprezza i provvedimenti del Governo per la montagna

mercoledì 25 ottobre – Il gruppo consiliare “Centrodesta Mugello Alto Mugello” ha presentato una mozione di sostegno al disegno di Legge approvato dal Consiglio dei Ministri per la promozione delle zone montane. Nel testo si sottolinea che “In data 23 ottobre 2023 Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge che introduce disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane. Le norme sono volte alla tutela dell’ambiente, delle risorse naturali, del paesaggio e della salute e alla salvaguardia delle peculiarità territoriali, storiche, culturali delle zone montane. Tali provvedimenti sono da decenni invocati dalle imprese, dai cittadini e dalle istituzioni che operano nei territori montani; L’approvazione della legge è molto opportuna e risponde alle esigenze dei nostri territori; In particolare nell’area della nostra Unione rappresenterebbero una soluzione alle tante sofferenze ed alla marginalità in cui versa tanta parte del nostro territorio”.

Per questo la mozione elogia il provvedimento proposto dal Governo:

Per la sanità di montagna “con la previsione di modalità per valorizzare l’attività prestata dagli esercenti le professioni sanitarie, ai fini della partecipazione alle procedure concorsuali presso le aziende del Servizio sanitario nazionale e per l’assunzione di incarichi nell’ambito delle aziende e degli enti medesimi. La norma prevede inoltre crediti d’imposta per coloro che, per fini di servizio, acquistano un immobile a uso abitativo con accensione di finanziamento ipotecario o fondiario per il trasferimento nei comuni del predetto personale”.

Per le scuole di montagna “con deroghe ai punteggi ordinariamente attribuiti in favore di chi svolge il proprio servizio in tali scuole, deroghe in materia di dimensionamento delle classi e crediti d’imposta per locazioni e acquisti di immobili da parte dei docenti.

Per i servizi di comunicazione “con la previsione di contratti di programma relativi alle concessioni della rete stradale e ferroviaria nazionali nei quali saranno inseriti interventi sulle infrastrutture di competenza atti a garantire la continuità dei servizi di telefonia mobile e delle connessioni digitali. Si afferma inoltre che la copertura dell’accesso ad internet in banda cosiddetta ultra-larga rappresenta una priorità per lo sviluppo socioeconomico dei territori montani, con specifico riguardo ai Comuni a maggiore rischio di spopolamento. Si prevedono agevolazioni per la residenza e il domicilio stabile in montagna, come la deducibilità degli interessi passivi per mutui contratti per l’acquisto di proprietà immobiliare derivante da ristrutturazione edilizia di edificio preesistente da adibire ad abitazione principale e domicilio stabile.

Con il PDL del Governo, “si introducono misure di valorizzazione dei pascoli e dei boschi montani, demandate ad apposite linee guida. Si riconoscono le zone montane come zone floro-faunistiche a sé, caratterizzate dalla consistente presenza della tipica flora e fauna montana.

Si introducono norme in materia di bacini idrici “previsti ai fini dell’attività agricola, della lotta agli incendi e dell’attività turistica, incluso l’innevamento artificiale, per prevenire e fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico e la crisi idrica nei territori montani.

Infine, vengono introdotti “incentivi sotto forma di credito d’imposta agli investimenti e alle attività diversificate degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti, che investono nel miglioramento delle pratiche di coltivazione e gestione benefiche per l’ambiente e il clima, misure fiscali di favore per le imprese montane fondate da giovani (flat tax del 15 per cento per ricavi fino a 100.000 euro) e agevolazioni del lavoro agile nei comuni montani disponendo un credito d’imposta per le imprese che promuovono il lavoro agile quale modalità ordinaria di esecuzione della prestazione lavorativa. Si riconosce la professione di accompagnatore di media montagna, quale presidio per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale delle zone montane”.

A Ravenna il 9 novembre la Presentazione dei Canti Orfici curata da Rodolfo Ridolfi per l’editrice Il Papavero

giovedì 19 ottobre

Nella sala intitolata a Padre Severino Ragazzini di S.Adriano (Marradi) il compianto frate minore Francescano che fondò il Centro Dantesco di Ravenna oggi diretto da Padre Ivo Laurentini con il Patrocinio della Provincia di Ravenna si terrà giovedì 9 novembre alle ore 18 la presentazione dei Canti Orfici di Dino Campana la bella e interessante edizione curata da Rodolfo Ridolfi con il prezioso contributo di Luigi Bonaffini per l’editrice il Papavero. All’evento parleranno insieme a Rodolfo Ridolfi Paolo Gambi ed Elisabetta Zambon.

Si rafforza l’unità del centro destra nell’Unione dei Comuni Mugello-Alto Mugello:Francesco Atria aderisce al Gruppo Centro destra Mugello Alto Mugello.

Domenica 8 ottobre

Francesco Atria
Nel corso della riunione del Consiglio dell’Unione dei Comuni Montani del Mugello, del 06 ottobre scorso, il Consigliere comunale di Borgo San Lorenzo Francesco Atria, ventotto anni, laureato in scienze giuridiche specialistica in criminologia, investigazione e sicurezza che rappresenta la minoranza di centro-destra nel Consiglio dell’Unione, ha comunicato ufficialmente la sua adesione al Gruppo Consigliare Centro-Destra Mugello Alto-Mugello presieduto da Rodolfo Ridolfi rappresentante del centro destra di Palazzuolo e del quale fanno parte Giampaolo Buti Sindaco di Firenzuola, Angelo Di Meo sempre per Firenzuola, Raffaella Ridolfi in rappresentanza del centro destra unito di Marradi.
Francesco Atria ha così motivato la sua adesione al gruppo: Sono felice di annunciare che ho deciso di unirmi al gruppo del centro-destra nell’Unione dei Comuni dell’Alto e Basso Mugello. Questa decisione è stata accolta con entusiasmo dal capogruppo, il Consigliere Ridolfi, che ha gentilmente accettato la mia adesione. La mia motivazione principale è quella di contribuire in modo più efficace al bene della comunità. Desidero ringraziare Rodolfo Ridolfi e tutto il gruppo del centro-destra per questa opportunità e sono ansioso di collaborare con loro per il bene dell’Alto e Basso Mugello. Resto impegnato nel servire la comunità con determinazione e passione.

Cinema, velocità e transrealismo in Dino Campana.

mercoledì 4 ottobre

Il 30 novembre del 1913, il ballo dei Pederasti, quadro di Ardengo Soffici viene presentato nella mostra futurista presso la libreria Gonnelli di Via Cavour. Campana lo vede e nonostante Papini e Soffici gli avessero smarrito il manoscritto de Il più lungo giorno, nei Canti Orfici del 1914 inserirà la lirica dal titolo Fantasia su un quadro d’Ardengo Soffici (faccia zig zag anatomico…) Cinema, velocità e transrealismo sono aspetti della modernità di Campana. La tradizione letteraria (Dante, Leopardi) e pittorico-scultorea (Leonardo, Michelangelo, Ghirlandaio, Della Robbia) sono sorgenti dalle quali Campana attinge per la sua poesia. La modernità ed in modo particolare la velocità ed il cinema sono in parte riconducibili al Futurismo. Certamente Campana non condivideva il punto 10 del Manifesto del Futurismo “Noi vogliamo distruggere i Musei e le Biblioteche” e neppure il punto 3 “Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa perché la letteratura aveva fino ad allora esaltato l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno: Campana dice: Ogni tanto scrivevo dei versi balzani ma non ero futurista. Il verso libero futurista è falso, non è armonico. E’una improvvisazione senza colore e senza armonia. Io facevo un poco di arte. I Futuristi li trovavo vuoti. Ciò nonostante Campana è molto vicino al Cubismo ed al Futurismo. Il punto 4 del Manifesto futurista, quello della nuova bellezza: La velocità ed il cinema, lo coinvolge molto e caratterizza in più parti la sua poesia che è sintesi fra modernità e tradizione. Il tema del cinema in Campana è stato accennato da molti critici che parlano di volta in volta di tecnica cinematografica, di consapevole procedimento cinematografico che annulla la dimensione cronologica. Nel manoscritto Il più lungo giorno la prima composizione appare con il titolo scorci bizantini e notti cinematografiche e cancellato si può leggere in alto: Cinematografia sentimentale che doveva essere il titolo della parte che diventerà La Notte. Facciamo un passo indietro: nel 1895 i Fratelli Lumière costruiscono la camera portatile e firmano le prime scene esterne; la prima ripresa in movimento avviene a Venezia su una gondola nel 1897. Le proiezioni avvenivano nei caffè concerto e nelle fiere in apposite baracche. Trasferiamoci a Faenza e vediamo un po’ quello che succedeva all’inizio del ‘900. Il settimanale Il Lamone, periodico faentino che usciva la domenica, il 21 maggio del 1905 scriveva: il cinematografo che è stato presentato ieri sera all’Arena Borghesi, richiamò molto pubblico e ottenne un lieto successo. Lo stesso settimanale il 17 Settembre dello stesso anno annuncia la proiezione dell’assedio e capitolazione di Port Arthur (Guerra russo-giapponese). La diffusione del cinema continua in Romagna il 24 settembre 1905 Il Lamone: il grande cinematografo Lumière si è installato con un grandissimo padiglione nella Piazza Pasi del Borgo D’Urbecco.
Torniamo ai Canti Orfici dove ne La Notte rinveniamo una delle prime descrizioni dello stato d’animo che il cinematografo muto produce nello spettatore che si trova di fronte al grande schermo. Il poeta si trova in una fiera (Le fiere del bestiame si svolgevano a Faenza la seconda domenica di luglio che, in quell’anno, cadde il 9 luglio, la domenica d’Agosto prima di Sant’Elena, in quell’anno, il 20 agosto, compleanno di Campana) i giochi d’artificio sono finiti, nell’aria l’odore della polvere, il silenzio dopo il forte rumore dei fuochi, gli occhi stanchi di guardare il cielo ed il poeta scopre che è accanto ad una ragazza. Non sappiamo se ci sia un rapporto fra loro neanche se si conoscono, la ragazza si sente attirata da una baracca dove offrono le più grandi invenzioni del momento, il cinematografo, e decide di entrare e dietro di lei l’uomo e gli spettatori o le persone che chiedono i biglietti per entrare che già sono seduti rivolgono lo sguardo verso chi entra quando lo spettacolo è cominciato. E lì ci sono le vedute ed appaiono i panorami scheletrici del mondo che non sono altro che le città attraverso il cinema muto, i soldati morti a Port Arthur e le odalische. E si sente l’odore della segatura (che si usa per asciugare il fondo della baracca) e le donne sono stupite per quella invenzione che permette loro di vedere Parigi e Londra e la battaglia di Muckden senza uscire dal paese. E si esce dalla baracca come ci si è entrati senza sapere dove andare e con quella sensazione di essere fuori dal tempo Noi guardammo intorno doveva essere tardi. La ragazza è presso di me perché è immobile alla porta della baracca, ma ognuno prenderà la sua strada. Sentii con una punta di amarezza tosto consolata che mai più le sarei stato vicino, e raccoglie un’altra delle sensazioni che ancor’oggi il cinema ci procura: la vicinanza di una persona sconosciuta nel buio, come non sarà possibile in altre circostanze, perché quella situazione si verifica soltanto nell’intimità della coppia. C’è in Pampa un altro spaccato di velocità cinematografica che assume un’inimmaginabile dimensione lirica.
Concludo ricordando che Dino Campana aveva poco più di 24 anni quando scrisse la poesia 1° Arrivato al Traguardo di Marradi”. Un’altra versione della stessa poesia Campana la dedicò, col titolo Traguardo a Filippo Tommaso Marinetti. Poiché il Giro d’Italia nel 1909 non fece tappa a Marradi è possibile che Campana abbia assistito all’arrivo della prima corsa Firenze-Marradi e proprio dalla vittoria di mio nonno: Domenico Vanni abbia tratto ispirazione per la sua lirica: Dall’alta ripida china precipita/Come movente nel caos di un turbine…

RODOLFO RIDOLFI da Il Maestro di Marradi, Quaderni, Rivista di lettere e cultura Anno II n° 2

La poesia Fango 2^ classificata al Premio Nazionale Dino Campana.

Luciano Giovannini con i giurati del Premio
mercoledì 4 ottobre

Dopo aver pubblicato la vincitrice della decima edizione del Premio Letterario Nazionale “Dino Campana”, organizzato dal nostro quotidiano, L’ultimo straccio di luce dello spezzino Giancarlo Guani, pubblichiamo il testo della seconda classificata Fango del romano Luciano Giovannini:

Fango Alle vittime dell’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna, le Marche e la Toscana (maggio 2023)

Ha il colore del fango questo giorno di maggio e di lacrime fosche come un cielo autunnale.
È un mare improvviso quello che vedi avanzare senza spiagge dorate né canne protese verso il sorger del sole.
Intorno solo scrosci di pianto, lamine dense che ti scavano dentro,
come un dolore,come un lamento.
Ritorneremo e saremo le spighe di grano di questa immensa pianura.
Ritorneremo e non avremo paura.
. Ritorneremo come ombra sui vetri che si affaccia discreta
o attraverso la penna tremante di un vecchio poeta.

UNA MESSA PER BERLUSCONI IN AMERICA E UNA GRANDE FESTA A PAESTUM

Nostra Signora di Pompei New York
Domenica 1 ottobre
Nonostante il diluvio e lo stato d’allarme emesso,per il maltempo dal Governatore di New York, nella stupenda Chiesa di Our Lady of Pompei, prima chiesa a New York voluta e fatta costruire dagli Immigranti nel 1892 si è tenuta la Santa Messa per Silvio Berlusconi. L’Ave Maria di Schubert interpretata dal famoso tenore Christopher Macchio ci ha trasportato in una dimensione celestiale. Con il Vangelo e l’omelia il Parroco Don Luigi Portarulo ha ricordato le parole del Cardinale di Milano S.E Mario Delpini, pronunciate il 14 Giugno durante il funerale di Stato del Presidente Berlusconi nel Duomo di Milano. A fine Messa gli ospiti si sono riuniti in una sala, per ricordare e festeggiare un grande leader, essere umano, uomo di pace che amava l’Italia e la sua gente. Sono stati letti molti messaggi ricevuti anche via telefono di persone impossibilitate ad essere presenti e rimaste bloccate dal maltempo. Tantissimi coordinatori e amici di Forza Italia dal Connecticut, Pennsylvania, Massachusetts e New Jersey, On.le Fucsia Nissoli Fitzgerald coordinatrice Nord e Centro America, messaggi di Presidenti d’organizzazioni,e dignitari tra cui il Console Generale Di Michele.

Il messaggio di vicinanza del Responsabile del Dipartimento Italiani nel Mondo di Forza Italia On.le Salvatore De Meo, molto apprezzato, è stato letto da Giuliana Ridolfi che fortemente ha voluto questa celebrazione e nonostante tutti gli impedimenti, contrattempi e diluvio, con la grande collaborazione di Elisabetta Calello e Marzia Bortolin che hanno lavorato giorno e notte questa, dimostrazione d’affetto si è concretizzata. Molto sentito il messaggio del Commissioner Daniel Nigro da tutti conosciuto come l’eroe dei pompieri dell’11 Settembre letto dal Comm. Joseph Sciame Presidente della Order Sons and Daughters Foundation per gli Stati Uniti. Questa lettura è stata seguita da un suo ricordo personale dell’ incontro a Washington con Berlusconi alla presenza del Presidente George Bush e poi proseguito nel tempo quando la figlia di Berlusconi, Eleonora frequentava l’università’ a New York. Dai tanti racconti e scambi di ricordi è risultato evidente il grande affetto di fratellanza e amicizia che il Presidente Berlusconi aveva con gli Stati Uniti d’America e la sua gente.

Tra fiumi di parole, messaggi e ricordi è poi stata tagliata una bellissima torta di compleanno, in onore del Presidente scomparso, offerta dal coordinatore di Brooklyn e Staten Island Joseph Cirnigliaro, quella offerta dal coordinatore della Pennsylvania Roberto Caiaro, purtroppo, non è mai arrivata causa maltempo.
Anche da questa parte dell’Oceano, come a Paestum, si è brindato all’uomo che rimarrà nella storia: Silvio Berlusconi.

Giuliana Ridolfi Cardillo

Il dialogo-intervista di Elisabetta Zambon a Rodolfo Ridolfi: una lezione magistrale su Dino Campana e i Canti Orfici a Brisighella


domenica 24 settembre
Si è trasformata in una piacevole lezione magistrale su Dino Campana ed i Canti Orfici la presentazione, nell’ambito della Rassegna Cotidie Legere incontri con l’autore organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Brisighella, del libro Canti Orfici di Dino Campana curato da Rodolfo Ridolfi per le Edizioni Il Papavero.
Dopo il saluto dell’assessore Gessica Spada che ha ringraziato Ridolfi per aver voluto l’edizione 2023 del Premio Nazionale Dino Campana a Brisighella ha avuto corso l’intervista dialogo con Elisabetta Zambon direttrice artistica della rassegna culturale brisighellese che ha alternato puntuali e originali considerazioni sulla profonda influenza di Dante Alighieri sulla poetica campaniana, non solo Dante della Divina Commedia ma anche quello della Vita Nova, incalzando l’autore, che ha al suo attivo numerosi saggi ed articoli su Dino Campana fra i quali Per l’amor dei poeti o principessa…, Campana e l’aria di Romagna e Bel amì e Gigino gli amici marradesi di Dino Campana.
Prima di rispondere in maniera compiuta alle domande su come la presenza di Dante nei Canti Orfici sia da considerarsi di importanza fondamentale alla comprensione della struttura e del sottofondo mitico-religioso del libro perché illumina continuamente il viaggio di Campana in una continua compenetrazione dei piani narrativi e simbolici secondo gli studi comparativi e gli approfondimenti di Luigi Bonaffini, Ridolfi non ha mancato di ricordare come dalla famiglia di Brisighella che produceva i famosi inchiostri Diletti proveniva Giovanna Diletti detta Gina (1875-1967), la zia di Campana, moglie di Torquato nota agli studiosi campaniani per avere scritto nel 1965 una preziosa testimonianza biografica sul poeta di Marradi.
Brisighella è lo splendido borgo romagnolo dove sono ambientate alcune sequenze del film biografico-drammatico Il più lungo giorno prodotto da Antonio e Pupi Avati per la regia di Roberto Riviello, 1997 ha affermato Ridolfi.

Premio Dino Campana 1^ Classificata: L’ultimo straccio di luce

venerdì 22 settembre

Il vincitore G.Guani con R.Monopoli-P.Ravagli-L.Somigli

L’ultimo straccio di luce
Quasi appisolato sul divano
le labbra inumidite con l’ultimo ‘goto’ di vino.
Davanti il foulard della sera avvolge la collina.
La vedo sorniona la prua della luna
in agguato per il cambio con il sole.
Poi ecco l’ultimo straccio di luce
randagio e vagabondo.
Lo vedo scendere sgattaiolare e abbracciare uno spicchio di vento
assieme sfiorare i tetti amaranto.
Lo vedo lì sul balcone
pitturare con un baffo di rosa il mio tramonto.
Un taglio di luce
che entra
mi accarezza le guance
mi sfiora le palpebre
mi appisola gli occhi
acquarella il mio tramonto.
Randagio è arrivato
anche se lo aspettavo in un altro momento
questo soffio di vento.

Giancarlo Guani

Antologia, Premio Internazionale e tanta qualità alla X^ Edizione del Premio Dino Campana a Brisighella

mercoledì 20 settembre
Il Premio Campana non si ferma, pieno successo della X^ Edizione a Brisighella
Si è svolta, sabato 16, nel suggestivo chiostro dell’Osservanza di Brisighella, introdotta dall’azione poetica Nel viola della notte della Compagnia degli Accesi, la premiazione della X^ edizione del Premio Letterario Nazionale Dino Campana che comprende, dal 2021, il premio Emilio Betti per la poesia più musicale. In apertura l’intervento dell’assessore alla cultura Gessica Spada e l’annuncio da parte di Raffaella Ridolfi che dal 2024 il Premio si arricchirà di una sezione internazionale.
A consegnare i premi, con il Presidente della Giuria Rodolfo Ridolfi, Barbara Betti, Giampiero Buganè, Teresa Cavallari, Federica Caseti Balucani, Sandro Cosmai, Elisabetta Costantini Pelosini, Paolo Gambi, Anna Gentilini ved. Betti, Mirna Gentilini, Pape Gurioli, Riccardo Monopoli, Patrizia Ravagli, Lorenzo Somigli ed Elisabetta Zambon.
Ha vinto Giancarlo Guani, con l’opera Ultimo Straccio di luce. Secondo classificato Luciano Giovannini con Fango davanti a Federico Del Monaco Il matto è tornato.
Il Premio Emilio Betti, è andato ad Alessia Tarantino per la sua lirica Dama Antica.
Momenti particolarmente suggestivi sono stati quelli della consegna di Paolo Gambi di un suo calligramma al Comune di Brisighella a ricordo del Premio Campana; della lettura dei testi delle poesie affidati all’attore Riccardo Monopoli e la presentazione di Rodolfo Ridolfi dell’Antologia Nel Paesaggio Italiano Collocavo Dei Ricordi, Edizioni Il Papavero che raccoglie tutte le opere vincitrici del Premio Campana dal 2014 al 2023.
Calato il sipario sulla X^ edizione, continuando l’itinerario dei più significativi luoghi campaniani, l’appuntamento è per l’edizione del 2024 che ricorderà il centenario della pubblicazione dei Canti Orfici tornando in terra di Toscana, a Lastra a Signa, dove dall’aprile 1916 al gennaio 1918 Dino Campana visse prevalentemente all’Albergo Sanesi insieme alla madre ed al padre che svolgeva l’incarico di Direttore didattico.
Siamo felici di aver tenuto a Brisighella, grazie all’Amministrazione Comunale e agli Amici dell’Osservanza questo evento. La Brisighella della Pieve di Tho, di Dionigi Di Naldo, dei Naldi e degli Spada, la Brisighella dei Cardinali e del Convitto Emiliani delle Domenicane, la Brisighella di Domenico Dalmonte, di Bartoli e Cornacchia e delle feste medievali di Vincenzo Galassini e Andrea Vitali è una delle capitali culturali della Romagna per la vitalità della sua storia, della sua cultura e della sua arte ed è uno dei borghi più belli non solo della Romagna ma anche d’Italia. Oggi grazie al premio è tornata ad essere capofila della poesia che celebra Dino Campana ha detto Ridolfi nel suo intervento.

E’ Don MirKo Santandrea il nuovo arciprete di Marradi.

martedì 19 settembre
A Marradi come da tempo annunciato si è insediato nella Chiesa di San Lorenzo il nuovo arciprete Don Mirko Santandrea che sostituisce Don Pellegrino Montuschi.
sabato 16 Settembre, è arrivato a Marradi Don Mirko Santandrea, quale nuovo arciprete.

Nato a Faenza, quarantotto anni, ordinato sacerdote nel 2000, dal 2009 al 2016 è stato vicedirettore del Seminario Regionale di Bologna e gli ultimi dieci anni ha retto la parrocchia di Fognano e zone limitrofe.

La dimensione Missionaria ha sempre accompagnato Don Mirko: da giovanissimo è stato direttore del Centro Missionario Diocesano, visitando il Cameroun, ma anche l’India e la Tanzania con l’Ami, che ha una casa a Fognano, poi in Perù sui passi di Padre Daniele Badiali con la grande famiglia dell’OMG.
La cerimonia di ingresso segnata dalla presenza di numerosi fedeli delle parrocchie di Marradi, Sant’Adriano e San Martino, Cardeto e Crespino con i rispettivi parroci si è svolta alla presenza delle autorità civili ed è stata presieduta dal Vescovo Mario Toso.
Al termine della celebrazione è seguito, nei locali attigui alla Chiesa di San Lorenzo, il tradizionale rinfresco, dove il nuovo arciprete si è intrattenuto con i suoi nuovi parrocchiani.
Anche il nostro giornale partecipa alla festa di saluto al nuovo arciprete al quale augura a nome della redazione e dei suoi tanti lettori un sereno e proficuo servizio sacerdotale in questa sua missione pastorale nella Toscana di Romagna.

R.R.

Terremoti a Marradi: forte scossa di magnitudo 4,9 ha colpito il Comune di Marradi all’alba del 18 settembre

martedì 19 settembre

All’Alba del lunedì 18 settembre alle 5,10 un terremoto di magnitudo 4.8 ha colpito il Comune di Marradi, in provincia di Firenze: lo riporta sul suo sito l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). L’epicentro del sisma è stato localizzato a 3 km a sud-ovest di Marradi. Questa volta ci sono state due scosse più violente ed uno sciame scismico continuato per moltissime ore rispetto a quando il 4 marzo e 6 marzo 2013 altre scosse, quella volta di magnitudo 3.1 a 7.2 km di profondità, svegliò i marradesi, alle 3.12 della notte. Epicentro ancora la località di Crespino del Lamone nel comune di Marradi, nella Romagna Toscana. Scosse di minore intensità rispetto a quelle di questi giorni ma che comunque generarono spavento tra la gente. Marradi e la fascia appenninica fra la Toscana e la Romagna da sempre sono aree ad alto rischio sismico. Ricordiamo due dei più rilevanti e luttuosi eventi sismici:
Il 22 marzo del 1661 il terremoto nella Romagna Toscana provocò seri danni alla cattedrale (Chiesa di San Lorenzo) di questo borgo come scrive G.Battista Pieratti, tanto da essere puntellata e da richiedere importanti opere per continuare ad utilizzarla.
Il Trattato di Versailles che poneva fine alla prima guerra mondiale era stato stipulato il 28 giugno 1919 e Marradi era in festa. Raccontano le cronache del tempo che “..una forte scossa si è avuta alle ore 17 circa del 29 giugno. E’ crollata la cupola della Chiesa di S.Lorenzo durante la funzione domenicale. Vi sono due vittime e diversi feriti le vittime il piccolo chierico Aristide Vespignani intento ad accendere le candele e nel coro fra Giuseppe da Faenza un Cappuccino in preghiera”

Una iniziativa di alto profilo quella di Ugo De Vita

lunedì 11 settembre. Ugo De Vita, attore e regista, intellettuale poliedrico, noto anche per le sue pregevoli performances campaniane, del prossimo 15 settembre a Firenze, non smette di stupirci per il livello culturale di alta qualità dei suoi lavori come questo su Oriana Fallaci che rappresenta una occasione da non perdere.

Giancarlo Guani vince la X edizione del Concorso Nazionale Letterario Dino Campana con l’opera: L’ultimo straccio di luce, ad Alessia Tarantino, Dama antica, il Premio speciale per la musicalità “Emilio Betti”. Sabato 16 settembre a Brisighella le premiazioni.

giovedì 7 settembre Con l’opera L’ultimo straccio di luce Giancarlo Guani, di Spezia, vince il Premio Letterario Dino Campana imponendosi su Luciano Giovannini, di Roma, Fango e Federico Del Monaco, di Avezzano L’Aquila, Il Matto è tornato. Diplomi di merito del Premio Campana anche per: Francesca Giovelli (Caorso-PC) Nuovi sognati ritorni; Giuliana Vito (VigevanoPV) Dino Campana; Grazia Ciampaglione (Modigliana-FC) Cicatrici; Lucia Lo Bianco (Palermo) Cala il silenzio su parole senza senso; Daniele Rossi (S.Arcangelo-FC) Il viaggio.

Così ha stabilito la Giuria del Premio: Commendatore Rodolfo Ridolfi, (Ideatore e Fondatore del Premio) Presidente;
Federica Caseti Balucani (Soprano), Barbara Betti (Professore d’orchestra Opera In Stabile), Gianna Botti (Scrittrice),
Sandro Cosmai (Avvocato Opera In Stabile), Emanuela Dalla Libera (Poetessa), Paolo Gambi (Rinascimento poetico)
Mirna Gentilini (Presidente Centro Studi “Enrico Consolini”), Pape Gurioli (Compositore Musicista), Stefano Mercatali
(Pittore), Riccardo Monopoli (Attore Regista), Patrizia Ravagli (Presidente Biblioteca Classense-Accademia degli
Incamminati), Raffaella Ridolfi (Marradi Free News), Lorenzo Somigli (giornalista), Massimo Scalini (Psichiatra),
Elisabetta Zambon (Direttrice Cotidie Legere).
A Monia Casadei (Cesena) Le emozioni fanno il nido dentro il corpo; Cristina Battaglini (Origlio-VA) L’uomo vestito
di pelle, Carlo Perisinotto (Brisighella-RA) Cascano come fulmini d’estate e Giambattista Zambelli (Marradi-Fi),
L’ultimo strappo di vita, va la menzione del Presidente.
Alla Premiazione della X edizione del Premio è abbinato il Premio speciale per la musicalità “Emilio Betti” voluto da
Opera In-Stabile. La commissione giudicatrice dell’edizione 2023 Commendatore M’ Giuseppe Lanzetta Direttore
d’Orchestra, M’ Concetta Anastasi Direttore d’ Orchestra / Compositrice, M’Barbara Betti Professore OrchestraContrabbassista, M’ Elisabetta Costantini Pelosini Professore Orchestra -Violista, M’ Monica Pacchioni – Pianista) ha
scelto, unanimemente, di assegnare il premio all’opera Dama antica
di Alessia Tarantino che vive in Svizzera. Menzioni
per la musicalità anche per Liberi tutti, un gioco di Giancarlo Baroni di Parma e Merlino di Sabrina Poggiolini
S.Cassiano-Brisighella-RA.
La decima edizione del prestigioso premio torna a Brisighella grazie alla preziosa collaborazione del Gruppo Amici
dell’Osservanza
, dopo le edizioni di Marradi, 2022, Palazzuolo Sul Senio 2021, Faenza 2020, Modigliana 2019, Marradi
2018, Borgo San Lorenzo 2017, Brisighella 2016, Firenze 2015 e 2014.
Gli autori che hanno risposto a questo Concorso nazionale per il 2023, riservato a liriche edite e inedite, sono stati 60:
Emilia Romagna (20), Toscana (10), Veneto (6), Lombardia (4) Piemonte (1), Lazio (4) Marche (3), Campania (3), Friuli
Venezia Giulia (2), Abruzzo (1) Calabria (1) Liguria (1), Sicilia (1) Umbria (1) Puglia (1) Trentino (1).
La Premiazione si terrà a Brisighella (RA) in via Fratelli Cardinali Cicognani, 31, presso il Chiostro del Convento
dell’Osservanza sabato 16 settembre alle ore 10 e sarà anche l’occasione per assistere all’azione poetica Nel viola della
Notte della Compagnia degli Accesi e alla presentazione del libro-antologia Nel paesaggio italiano collocavo dei ricordi
🖊 A cura di Marradi Free News 335 396752.

Importanti incarichi per la nostra parlamentare Erica Mazzetti e per Deborah Bergamini

gioved’ 31 agosto “Una nomina quella di Erica Mazzetti alla guida del dipartimento nazionale lavori pubblici di Forza Italia che accogliamo con profonda gratitudine. In questo primo anno da parlamentare del territorio ha dimostrato il suo valore, la sua disponibilità, la sua voglia di fare e anche la sua intraprendenza. Soprattutto nei momenti più complessi.
Plaudo ad Antonio Tajani e Alessandro Cattaneo che hanno voluto questa nomina e con l’occasione mi complimento anche con Deborah Bergamini nominata al dipartimento esteri.
Il tema che seguirà Mazzetti è delicato e determinante anche per il nostro territorio, che ha problemi infrastrutturali cronici.
Sono certo e convinto che collaboreremo in modo proficuo”.
Lo fa sapere in una nota Rodolfo Ridolfi, Capogruppo Centrodestra.

Premio Letterario Nazionale Dino Campana, al via la valutazione delle 60 opere partecipanti alla X^ edizione

La IX^ Edizione del Premio
Dino Campana 2022
lunedì 21 agosto

La Giuria della X^ Edizione del Premio letterario Nazionale Dino Campana, La Poesia ci salverà, indetto e organizzato dal Quotidiano Marradi Free News con il Patrocinio del Comune di Brisighella e l’Unione dei Comuni del Faentino e la collaborazione dell’ l’Accademia degli Incamminati, Rinascimento Poetico, il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” e l’Associazione Culturale Opera In-Stabile, ha iniziato il lavoro di valutazione delle 60 opere in concorso, per il 2023 riservato a opere edite e inedite.
Al premio, che si svolge prevalentemente attraverso le modalità della rete per contribuire alla ricerca ed alla promozione dei talenti poetici, partecipano quest’anno autori provenienti dalla Emilia Romagna (20), Toscana (10), Veneto (6), Lombardia (4) Piemonte (1), Lazio (4) Marche (3), Campania (3), Friuli Venezia Giulia (2), Abruzzo (1) Calabria (1) Liguria (1), Sicilia (1) Umbria (1) Puglia (1) Trentino (1)
Della Giuria del Premio, che formulerà la graduatoria dei vincitori, fanno parte: Rodolfo Ridolfi, (Ideatore e Fondatore del Premio) Presidente; Federica Caseti Balucani (Soprano), Barbara Betti (Musicista Opera In Stabile), Gianna Botti (Scrittrice), Sandro Cosmai (Avvocato Opera In Stabile), Emanuela Dalla Libera (Poetessa), Paolo Gambi (Rinascimento poetico) Mirna Gentilini (Centro Studi “Enrico Consolini”), Pape Gurioli (Compositore Musicista), Stefano Mercatali (Pittore), Riccardo Monopoli (Attore Regista), Patrizia Ravagli (Accademia degli Incamminati), Raffaella Ridolfi (Marradi Free News), Lorenzo Somigli (giornalista), Massimo Scalini (Psichiatra), Elisabetta Zambon (Direttrice Cotidie Legere).
Al Premio letterario è abbinato il Premio speciale per la musicalità “Emilio Betti” voluto da Opera In-Stabile La Premiazione si terrà a Brisighella presso il Convento dell’Osservanza sabato 16 settembre alle ore 10 e sarà anche l’occasione per assistere all’azione poetica Nel viola della Notte della Compagnia degli Aaccesi e alla presentazione del libro Nel paesaggio italiano collocavo dei ricordi
🖊 A cura di Marradi Free News
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Nel 2003 Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi assegnò al Centro Enrico Consolini di Marradi il Premio della Cultura.

venerdì18 agostoLa magica Sardegna di Dino Campana Baciai quel granito

Sono passati vent’anni da quando Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi assegnò al Centro Enrico Consolini di Marradi il Premio della Cultura. L’ambitissimo riconoscimento che segnava il periodo d’oro dell’attività del Centro ed i prestigiosi impegni ed eventi promossi a favore degli studiosi e degli appassionati del grande poeta di Marradi, ho avuto il privilegio di viverlo da Presidente del Centro Campaniano. Per questo motivo mi piace ricordare quest’anno e celebrare insieme all’anniversario della nascita di Dino Campana, giovedì 20 agosto 1885, una delle pagine che più mi piacciono della poetica campaniana tornando ad una mia riflessione del 31 agosto del 2023 affidata all’Unione Sarda il quotidiano dell’Isola dove anche quest’anno trascorrerò un periodo di vacanze immaginando di nuovo come Dino Campana visse il suo rapporto con la Sardegna.
Gli stimoli letterari di Sebastiano Satta.
Sicuramente Campana non arrivò in Sardegna casualmente, suo fratello Manlio, aveva sposato Elisa Salaris figlia di una facoltosa famiglia sassarese e Dino amava recarsi in compagnia dei cognati a caccia fra quei monti. Ma nell’Isola arrivò motivato dalla grande determinazione di verificare di persona le immagini, le suggestioni, gli stimoli letterari ricevuti da Sebastiano Satta (Nuoro 1867-1914) i cui Canti Barbaricini erano ben noti al grande marradese; significativa la citazione di un verso della lirica Tedio (in Chiacchierata serale): Era il granito delle tombe la rosa centifoglie, che Campana scrive nel periodo torinese subito dopo essere stato in Sardegna.
Fra i tanti, percorsi, magici, di Dino Campana quello in Sardegna, nell’inverno del 1915 è senza dubbio suggestivo e fecondo di vera lirica. Campana scrive a Papini, in una lettera del primo febbraio di quell’anno, la Sardegna è un paese arido e scoraggiante: sono ora a Torino!
La Sardegna di Campana è un quadro intenso e vero della Gallura, della Maddalena, dell’Altipiano di Tempio con sullo sfondo i monti di Aggius il mare maddalenino cultura di vecchio bon sangue italiano.
Le lettere a Papini, Soffici e Aleramo, i versi del Taccuino
Dopo quella visita-soggiorno in Gallura, a proposito della Sardegna e della sua Prosa in poesia, contenuta nel Taccuino (del quale conservo una copia della preziosa edizione del 1949 curata dal Matacotta), Campana scrive da Livorno il 4 gennaio 1917 a Sibilla Aleramo: cara Rina….Mio amore mio amore La Gorgona è un dosso lontano sul mare abbandonata laggiù nei tramonti. Tu ora mi conosci e potremmo abitare lontani se non mi abbandoni col pensiero. Una volta in Sardegna entrai in una casa con fuori una vecchia lanterna di ferro che illuminava la parete di granito. Fuori la via metteva sulla costa pietrosa che scendeva dall’altipiano al mare. Questo ricordo che non ricorda nulla è cosi forte in me! La costa bianca di macigni aveva bevuto il tramonto cupo e rosso che chiudeva l’isola e ora colla lanterna rugginosa solo le stelle sull’altipiano brillavano a me a Garcia. (Augusto Garsia forlivese di quattro anni più giovane di Dino Campana che lo ricorda come compagno del suo soggiorno in Sardegna) Io baciai la parete di granito senza pensare e non so ancora perché. Ricordo che in quella casa stava la sarda moglie dell’alcoolizzato amico dell’amico del nostro amico. Bevemmo il moscato bianco salmastro di Sardegna ed è idiota come mi ricordo di tutto questo. La mia padrona e dell’Isola del Giglio dove io farei certamente bene ad andare ad abitare per un anno almeno. Tu non ne vedi la possibilità?….
Prosa in poesia riempie quasi cinque fogli del suo Taccuino e inizia la sua suggestiva descrizione con il motivo bizantino a lui così caro e ricorrente nella Notte dei Canti Orfici (il Taccuino è successivo alla pubblicazione dei Canti Orfici, Marradi-Ravagli 1914). Prosa in poesia con alcune pennellate racchiude, insieme all’incalzare della poesia campaniana che trasmette subito a chi la legge il movimento delle onde del mare, una Sardegna vera e forte, una cultura antica legata con la sua originalità a’n vecchio bon sangue italiano. Tutta mediterranea, dai toni forti e nello stesso tempo intriganti e magici, la Sardegna, pur non accolta nei Canti Orfici, perché scoperta e vissuta dopo il 1914, come la Toscana, la Romagna, la Liguria ed il Piemonte appartiene a pieno titolo ai luoghi campaniani. In una lettera dell’agosto 1913 a Sibilla Aleramo, Campana scriveva: Dalle rupi di Campigno, nelle cui rupi pietrose abita permanentemente il falco io spero di superarle e di volare sopra di esse con tutta la fierezza e la forza dell’aquila. Fra tutti gli aeroplani moderni, anche il mio seguirà il suo destino. O la morte o la Gloria!
Campigno, nelle montagne di Marradi non è poi così lontano dagli aspri picchi della Sardegna. Campana riuscì a volare in quella terra immergendosi in quella antica e straordinaria cultura armato della sua grande sensibilità, della sua straordinaria conoscenza, di un Taccuino e di una matita per immortalare l’Isola nella Gloria di un frammento della sua Poesia.

Rodolfo Ridolfi 18 agosto 2023

Dino Campana incanta Firenzuola: La buia notte della Chimera di Enrico Gurioli.

Enrico Gurioli con Tiziana Raspanti e Silvia Secco
domenica 6 agosto

Si è tenuta il 5 agosto a Firenzuola, organizzata dall’Associazione Pier Giuseppe Sozzi ed il Museo della Scuola, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Firenzuola, nel giardino della Biblioteca Comunale Oriana Fallaci davanti ad un numeroso pubblico, l’attesa presentazione del Libro di Enrico Gurioli “La buia notte della Chimera”. Dopo l’introduzione di Tiziana Raspanti Presidente del Museo della Scuola, l’autore ha dialogato con la poetessa Silvia Secco della Associazione Culturale Versante Ripido.
Enrico Gurioli collaboratore a contratto dei quotidiani del Gruppo Monrif: Il Resto Del Carlino, La Nazione, Il Giorno- QN. primo e unico giornalista italiano a scrivere stabilmente per il Times of Malta, il prestigioso giornale anglofono maltese ha definito l’evento una di quelle situazioni in cui si respira aria di libertà e di grande attenzione verso idee non necessariamente allineate con l’egemonia culturale dominante. Ho sostenuto e continuo a sostenere che ognuno di noi ha il Dino Campana che si merita. Così è stato; e io ho raccontato il suo libero canto.
Esiste un pregiudizio storicamente accettato su Dino Campana: quello legato alla sua follia. Morto nel 1932 presso il manicomio di Castelpulci, sin dai primi tempi della sua comparsa nella vita letteraria italiana, tramite la raccolta dei Canti Orfici (1914) , il poeta di Marradi era stato percepito come un’entità anomala, diversa, dalla genialità disturbata.
Per cercare di scardinare questa granitica interpretazione, Enrico Gurioli analizza la vita di Campana dimostrando quanto la sua mente fosse in realtà lucida: amante dei viaggi, dell’arte e dell’esoterismo, sceglieva di porsi in maniera anticonvenzionale, con gesti spesso sopra le righe, alimentando così il suo stesso mito e le dicerie che lo riguardavano. A cosa sarebbe dovuto dunque il definitivo internamento? L’autore trova la risposta in un incontro cruciale per il poeta marradese, quello con la sua impossibile chimera: la scrittrice Sibilla Aleramo. Un amore repentino, bruciato in pochissimo tempo, ma così intenso da fargli perdere definitivamente la ragione.

Rodolfo Ridolfi

i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze ci dicono che Marradi è il Comune maglia nera di tutti i Comuni del Mugello e dell’Alto Mugello;

sabato 5 agosto 2923 riceviamo e molto volentieri pubblichiamo l’interrogazione dei consiglieri Stefano Benedettini e Raffaella Ridolfi

Ripristinare una sana gestione Amministrativa e situazione applicazione Tari ed Irpef nel Comune di Marradi

I consiglieri Stefano Benedettini e Raffaella Ridolfi del gruppo centro-destra unito

Premesso che
dal 2014 Il Comune di Marradi è protagonista in negativo di reiterate attenzione della Corte dei Conti per i bilanci sempre negativi ed espressione di situazioni sottostanti contrarie ai principi di sana gestione e sostenibilità finanziaria. Nel 2019 La Corte dei Conti, con sentenza, dopo aver rilevato sui bilanci 2015 e 2016 gravi irregolarità contabili, distorta rappresentazione del risultato di amministrazione e violazione del patto di stabilità lo mise in punizione: niente mutui e assunzioni nel 2020, decurtazione del 30% per gli emolumenti degli amministratori locali, sindaco e assessori;
al tempo Triberti liquidò il fatto: un inciampo tecnico, già al lavoro su correttivi e impegni non modificherà il percorso che stiamo portando avanti per il rilancio di Marradi;
con delibera del 23 marzo sui rendiconti 2017-2018-2019 pubblicata solo il 6 luglio ad elezioni avvenute, la Corte dei Conti afferma: La presenza, poi, di un risultato negativo di amministrazione, accertato è da considerarsi grave, in quanto espressione di situazioni sottostanti contrarie ai principi di sana gestione e sostenibilità finanziaria;
conclude: in relazione alla presenza di un saldo negativo della parte disponibile degli esercizi 2017, 2018 e 2019, pari rispettivamente a 129.483,04 euro, a 231.216,32 euro e a 287.660,24 euro, l’ente dovrà provvedere al finanziamento del disavanzo di amministrazione come determinato al termine dell’esercizio 2019; altro che nessun Problema!
Nonostante le fatue apparenze la verità certificata è quella di bilanci in deficit, che determinano servizi: scuola, sanità e trasporti quantitativamente e qualitativamente molto lontani dagli standard di cui godono i cittadini di altre realtà comunali del Mugello e della Città Metropolitana;
le tasse e le tariffe per i cittadini di Marradi continuano ad essere applicate nella misura massima prevista risultando complessivamente molto più alte dei Comuni limitrofi;
sulla base dei dati ufficiali: oltre alla Tari che viene applicata nella misura massima prevista anche il pagamento dell’addizionale comunale all’IRPEF, una tassa istituita da ogni singolo comune che stabilisce l’aliquota e l’eventuale soglia di esenzione nei limiti fissati dalla legge statale, fa giustizia della propaganda e delle chiacchere e mette a nudo i numeri di come il Comune ha deciso di tassare i cittadini;
i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze ci dicono che Marradi è il Comune maglia nera di tutti i Comuni del Mugello e dell’Alto Mugello;
esaminando infatti il reddito annuo lordo di 25.000 euro, ci accorgiamo che i lavoratori marradesi hanno pagato negli ultimi 10/11 anni 2350 euro contro i 2225 dei palazzuolesi ed i 1625 dei firenzuolini, e le fasce più deboli, i pensionati con reddito di 10.000 euro hanno pagato 940 euro a Marradi, 890 a Palazzuolo Sul Senio e 0 a Firenzuola (che ha deciso l’esenzione totale);
il Comune di Marradi negli ultimi dieci/11 anni ha subito il calo demografico più consistente fra tutti i Comuni dell’Alto Mugello – 2,3 % rispetto al -1,5% di Firenzuola ed al -0,4% di Palazzuolo Sul Senio;
l’esodo di famiglie, e soprattutto giovani per mancanza di prospettive occupazionali certe e solide ha ridotto il numero dei residenti abbondantemente sotto la soglia dei 3.000 abitanti così che anche il Consiglio Comunale nella sua attuale composizione è retrocesso a sette consiglieri di maggioranza e tre di minoranza e gli assessori a due;

Interrogano il Sindaco per conoscere
Se alla luce di quanto riportato in premessa non intenda ristabilire le condizioni affinchè l’azione del Comune di Marradi sia compiutamente corrispondente ai canoni di buona amministrazione venuti meno, verificando le ragioni che hanno determinato le criticità accertate e dando puntuale attuazione alle misure prescritte dalla Corte dei Conti con la delibera n.142 /2023 PRSP

Stefano Benedettini
Raffaella Ridolfi

Appello a tutti i moderati di Italia Viva a disagio nel quinto polo che dopo aver lasciato il Pd immaginando il polo di centro possono rafforzarlo dentro Forza Italia.

Tajani Sguanci e Stella
mercoledì 2 agosto riceviamo il comunicato e pubblichiamo:
Appello a tutti i moderati di Italia Viva a disagio nel quinto polo che dopo aver lasciato il Pd immaginando il polo di centro possono rafforzarlo dentro Forza Italia

L’ingresso in Forza Italia del consigliere regionale fiorentino ex renziano, Maurizio Sguanci, che come molti del Pd, anche nel Mugello, aveva lasciato l’ammiraglia dei catto comunisti per confluire in quello che ambiva ad essere il punto di riferimento dei moderati e che invece, per la scarsa affidabilità di Calenda e Renzi, si è rivelato un totale fallimento politico ed una irrilevante dimensione elettorale destinata a perdere giorno dopo giorno i pochi consensi raccolti, è, insieme a quanto già avvenuto a Prato, un forte segnale della imminente scomparsa del quinto Polo destinato a vedere le sue donne ed i suoi uomini confluire in Forza Italia i moderati e riformisti di centro e nel Pd e nelle altre formazioni di sinistra i radical chic.
Per il centro destra che governa il Paese è un’importante occasione di rafforzamento, anche in Mugello, nel momento centrale della campagna per il tesseramento Forza Italia accogliendo gli europeisti, riformisti, liberali e cristiani delusi da Calenda e Renzi e non solo, può rafforzare la componente di centro che si ispira al popolarismo europeo contribuendo in modo decisivo all’alternativa di governo nei Comuni del Mugello, a Firenze e nella Toscana.
Anche in Mugello come sostiene molto opportunamente la nostra deputata Erica Mazzetti dobbiamo dar seguito alle idee geniali e rivoluzionarie di Silvio Berlusconi insieme a tutti coloro che vorranno lavorare con noi.

Rodolfo Ridolfi

10 ANNI NEL SEGNO DI DINO CAMPANA: IL LIBRO

martedì 1 agosto Il nostro giornale in occasione del 10^ anniversario del Premio Nazionale Dino Campana pubblica il libro: Nel paesaggio italiano collocavo dei Ricordi. 10 anni nel segno di Dino Campana 2014-2023
A 10 anni dalla prima edizione del Premio nazionale di Poesia Dino Campana, il nostro quotidiano Marradi Free News, pubblica un volume con Edizioni Il Papavero per celebrare un importante traguardo: i 10 anni del Premio di Poesia dedicato all’indimenticabile poeta italiano Dino Campana
L’iniziativa è diventata nel corso degli anni un evento di rilievo nel panorama letterario nazionale. La sua crescita e il riconoscimento che ha ottenuto sono stati possibili grazie all’impegno costante e alla passione di tutti coloro che vi hanno preso parte e alla collaborazione di prestigiose Ass.ni Culturali della Toscana e della Romagna.
Il libro Nel paesaggio italiano collocavo dei Ricordi. 10 anni nel segno di Dino Campana 2014-203, raccoglie le opere vincitrici di ciascuna edizione e i testi premiati nel recente Premio per la musicalità, introdotto nel 2021 e intitolato all’indimenticabile Emilio Betti, primo presidente dell’Ass.ne Opera-In-Stabile.
Questo testo, preziosa testimonianza dell’importanza della poesia nella nostra società e del valore di iniziative culturali, rappresenta un’occasione unica per riflettere sull’evoluzione della poesia e per apprezzare il talento dei poeti che, di anno in anno, hanno partecipato al Premio. La raccolta, inoltre, include i pregevoli contributi dei membri della Giuria, il cui ruolo è stato fondamentale nel riconoscimento e nella valorizzazione delle opere partecipanti.
Edizioni Il Papavero darà la possibilità di acquistare in prevendita il testo sul sito www.edizioniilpapavero.it

Enrico Gurioli presenta a Firenzuola :“La buia notte della Chimera. Dino Campana, l’altro canto non scritto”

martedì 1 agosto
Si terrà sabato 5 Agosto alle 18.00 presso il cortile della biblioteca comunale ‘Oriana Fallaci’ di Firenzuola la presentazione in anteprima libro di Enrico Gurioli “La buia notte della Chimera. Dino Campana, l’altro canto non scritto”, edito da Pendragon. All’evento Patrocinato dal Comune di Firenzuola ed organizzato dall’associazione Pier Giuseppe Sozzi e dal Museo della Scuola di Firenzuola, con il sostegno del Banco Fiorentino. Interviene l’autore e la poetessa Silvia Secco.
Per chi ama Campana un evento da non perdere!

Ad ogni poesia fare un quadro!

martedì 1 agosto – numerose le iniziative campaniane a Marradi nel mese di luglio la più significativa appare: “Ad ogni poesia fare il quadro”, la premiazione per il contest multimediale su Dino Campana che fa parte del progetto “Ad ogni poesia fare il quadro” con la premiazione del 1° Contest Multimediale e l’inaugurazione della Mostra con pubblicazione del relativo catalogo, edito dal Centro Studi “Enrico Consolini”.L’inaugurazione della Mostra d’Arte, preceduta dall’introduzione del critico d’Arte Aldo Savini, è avvenuta con il rituale taglio del nastro da parte della Presidente del Centro e del rappresentante del Sindaco . La visita alla mostra è accompagnata da un paesaggio sonoro dal titolo “Il migliore dei mondi impossibili” realizzato da Paolo Ravaglia per rendere più fruibile e suggestiva un’ esposizione d’Arte dedicate alla poesia “europea, musicale e colorita” di Dino Campana.
Fra i molti e significativi filmati giunti, la giuria ha assegnato il primo premio a “Realtà restituita” ispirato a “Il canto della tenebra” di Max Pruneti e Patrizio Del Duca. Motivazione: per la perfetta esecuzione cinematografica, in particolare, per l’inquadratura del personaggio che galleggia da un punto di vista “preraffaellita” e che ricorda Ophelia di Millais. Per l’interpretazione del poeta come se fosse vivo tutt’oggi, rappresentato nella sua inquietudine e nella sua ricerca metafisica delle “sorgenti che sanno”.

Soddisfazione del capogruppo Rodolfo Ridolfi: l’Unione dei Comuni con una variazione al Bilancio Preventivo finanzierà l’acquisto dell’immobile dove visse Dino Campana

sabato29/07/2023 riceviamo e molto volentieri pubblichiamo

Nella interrogazione al Presidente Stefano Passiatore del marzo 2022 scrivevamo che l’acquisizione da parte delle Istituzioni pubbliche (Regione, Città Metropolitane ed Unione dei Comuni del Mugello-Alto Mugello) dell’edificio che si trova a Marradi in Via Pescetti, che fu abitato dal Poeta Dino Campana, oggi di proprietà degli eredi che avrebbero manifestato l’intenzione di alienarlo, sarebbe una opportunità per trasformarlo in Casa Museo “Dino Campana” attraverso ovviamente necessari significativi lavori di ristrutturazione. Abbiamo seguito con attenzione gli sviluppi di questa vicenda e con soddisfazione, come ha sottolineato il Presidente, nella riunione delle Commissioni congiunte giovedì 27 luglio abbiamo preso atto che l’Unione ha individuato e destinato le risorse per l’acquisto dell’immobile (110.000 euro dell’avanzo di Amministrazione del 2022). Speriamo che non ci siano difficoltà con la proprietà che ha messo in vendita l’immobile nel giugno del 2019 al prezzo di 140 mila euro. Una volta acquisito l’immobile, da parte dell’Unione dei Comuni del Mugello-Alto Mugello, toccherà al Comune di Marradi provvedere a concretizzare il progetto “CASA MUSEO DINO CAMPANA” intervenendo, non solo con il cambio di destinazione ad uso pubblico per iniziative dedicate al poeta Dino Campana ed alle sue opere, ma soprattutto concretizzando il progetto approvato in sola linea tecnica per un importo totale di 710.000 euro che rimangono tutti da reperire.

M.R.

L’estate dei lupi: 1944 a Marradi e Palazzuolo sul Senio.

giovedì 20 luglio
L’estate dei lupi: 1944 a Marradi e Palazzuolo sul Senio

I fatti sono da inquadrare nella recrudescenza nazista che in seguito alla caduta di Mussolini e all’8 settembre ’43 avevano fatto scattare l’operazione Alarico l’invasione e l’occupazione militare dell’Italia.
Era il 14 giugno del ‘44, Pietro Carloni, capostazione titolare della Stazione di Marradi, come d’abitudine, era rientrato alla stazione ferroviaria di Fantino, in Comune di Palazzuolo di Romagna, oggi sul Senio, dove era assuntore suo figlio Armando. In casa c’erano soltanto Pietro e sua moglie Caterina, quando si presentarono alcuni individui armati di mitra i quali domandarono del capostazione, intendendo evidentemente riferirsi al capostazione di Fantino. Carloni non fece in tempo a rispondere sono io che ricevette una mitragliata al ventre. Caterina riuscì a chiedere aiuto ed a trasportarlo all’ospedale di Brisighella dove morì il giorno stesso. Nessuna giustificazione alla barbara e assurda esecuzione, una vendetta nei confronti del figlio Armando che non aveva consentito che i partigiani si impadronissero di un vagone di farina.

Angiolina Ciani il 21 gennaio del ‘45 scrisse alla sorella Annarosa suora a Roma: Gino Miniati, figlio di Florinda, tua comare (madrina) e marito di Lina Gigli, l’hanno ammazzato e tanti altri hanno fatto la fine del nostro Pietrino, non si sa dove sono!”. L’unica definizione, che mi convince per definire gli autori di quei crimini e di quelle assurde ed insensate vendette è questa Teppa da reato comune, macchiata di sangue, di prepotenza e di ricatti.

Beppino Ridolfi che abitava alle Fogare e in quegli anni ’43-‘44 passava giorni e giorni nella macchia per evitare i frequenti rastrellamenti dei renitenti alla leva (nel novembre del 1943 era uscita la chiamata di leva della Repubblica di Salò), mi raccontò che tutta la zona era piena di fascisti repubblicani e di tedeschi: Un giorno di metà luglio del “44 con il mio babbo lavoravo i campi e si sentivano più in basso degli spari. Mio babbo mi disse di scappare e di nascondermi perché a Fantino ed a Crespino stavano accadendo fatti molto pericolosi e così me ne rimasi nei boschi, nascosto per otto giorni. Vidi insieme a mio babbo quando i fascisti entrarono alle Fogare e si appostarono a tutte le finestre. In casa c’era solo mia mamma Angiolina le chiesero del pane ma prima di mangiarlo per paura di essere avvelenati costrinsero mia mamma a mangiarne una fetta. Vidi quando uscirono di casa con mamma in mezzo e si incamminarono. Fortunatamente dopo un po’ la lasciarono tornare a casa. Beppino aggiunse in quella intervista come Francesco Naldoni, il padrone di Campergozzole
(classe 1882, diplomato nel 1904 al Liceo Torricelli di Faenza, che aveva trascorso la sua vita coltivando il podere), venne ucciso il 18 luglio 1944 con una raffica di mitra da un soldato tedesco che l’aveva sorpreso mentre portava cibo ad un partigiano ferito e ricoverato in un capanno da caccia.

Domenica nove luglio ‘44 nel Casale di Modigliana, dove si trovava il parroco partigiano don Angelo Savelli, si riunì il battaglione Ravenna, forte di una quarantina di uomini, per prendere posizione fra la banda Corbari e la 36° Brigata Garibaldi Bianconcini. Il comando venne affidato a Vittorio Bellenghi, Nico, ex ufficiale del Regio Esercito ed al suo vice Bruno Neri, nome di battaglia Berni, calciatore che aveva giocato nel Faenza, nella Fiorentina, nel Torino e nella Nazionale italiana. La formazione partigiana si mise in movimento lungo il sentiero del crinale, diretta al Lavane e la sera aveva sorpassato il Torretto e l’indomani avrebbe raggiunto Gamogna.
La strada fra Marradi e San Benedetto brulicava di tedeschi che avevano alle Canove il loro comando retto da un capitano con circa cento militari e molti uomini del luogo, rastrellati forzatamente e costretti ai lavori stradali. I due comandanti, partigiani, Bruno e Vittorio, decisero, con grande imprudenza, di andare da soli in avanscoperta a perlustrare l’area. Quando, nel primo pomeriggio, con le armi in pugno, giunsero al cimitero, vennero sorpresi allo scoperto da una pattuglia tedesca e nello scontro a fuoco furono uccisi. Il parroco, don Angelo Ferrini, cercò di dare ai due giovani una sepoltura dignitosa, ma, come raccontò in una intervista del 1989, dopo aver trasportato, aiutato dal partigiano Vincenzo Lega, i corpi dei due giovani nella cappella del cimitero parrocchiale, si recò in municipio a Marradi a chiedere le bare che gli furono negate con questa motivazione: Non possiamo disporre nulla per dei traditori, per dei partigiani. Quindi dovemmo seppellirli in una fossa comune avvolti nella paglia e nelle frasche Il giorno successivo don Ferrini durante l’imponente rastrellamento nazista, dopo essere stato apostrofato dai tedeschi Tu pastore badogliano adesso fare Kaput a te e bruciare chiesa, sfuggì per miracolo alla morte grazie all’intercessione, presso i tedeschi, del parroco di Albero, don Vittorio Fabbri.

Crespino, Fantino, Lozzole Campergozzole.
Il 17 luglio 1944 a Monte Lavane gli alleati effettuarono un lancio di armi, munizioni e vestiario destinati ai partigiani che, attaccati da ingenti forze nazifasciste, ingaggiarono un duro combattimento di otto ore cui partecipò insieme alla banda Corbara, l’ufficiale Usa, Chester Kingsman, salvato a Pian delle Fagge. Quello stesso giorno ed il giorno successivo, a Crespino, antico Borgo di incontaminato verde, di acque limpide e di quiete, sorto intorno all’antica abbazia vallombrosana di Santa Maria a Crespino sul Lamone, si consumò un’assurda tragedia. I nazisti si macchiarono dell’orrendo crimine che non risparmiò neppure Don Fortunato Trioschi, arrestato insieme ai suoi parrocchiani e costretto a scavarsi la fossa prima di essere trucidato. Insieme a Don Trioschi, il 17 luglio, furono uccisi sul greto del Lamone, dove oggi sorge il sacrario, Luigi e Vittorio Bellini, Giuseppe e Lorenzo Ferrini, Giovanni Malavolti, Giuseppe e Guglielmo Nati, Angelo, Attilio Lorenzo fu Luigi e Lorenzo fu Pietro Pieri, Giuseppe Barlotti, Dante Chiarini, Pietro Tagliaferri, Ottavio Scarpelli, Luigi Vinci, Gherardo Visani, Adolfo Rosselli, Sante Bosi, Giulio Sartoni, Bruno Santoni e due persone non identificate. Abramo Tronconi fu fucilato a Fantino. Alfredo Beltrami, sua moglie Cecilia, e la figlia Lorena, furono fucilati il 17 luglio nel podere Il Prato con Alfredo Righini fucilato nell’aia. I Beltrami erano, padre, madre e sorella di Umberto il partigiano di cui Pietro Monti, detto Marconi, il testimone che tutto ricordava della strage di Crespino, raccontava: Ha preso una bomba a mano e gliel’ha tirata (alla Croce Rossa) ed ha ucciso il tedesco ed insomma tutti e due, l’autista ed il ferito. Il 18 luglio nel podere I Mengacci, di proprietà di Giovanni Buccivini Capecchi, i mezzadri, Francesco Botti, suo figlio Bruno diciassettenne, il quindicenne Pierino Caroli e suo padre Vincenzo, che era iscritto al partito fascista e che mostrò invano ai tedeschi la tessera, furono trucidati nonostante il disperato tentativo della coraggiosa mamma Palmira Gentilini Botti che, con le lettere dei figli militari in mano, cercava di far capire ai tedeschi che i suoi famigliari non c’entravano con i partigiani. Giuseppe Caroli e Adele Donatini furono fucilati al Cerreto di Fantino il 18 luglio come Dionisio Rossi. Carlo Quadalti contadino della Casa Nuova fu fucilato quello stesso giorno nel podere La Castellina dove si trovava per la mietitura a dare una mano ad Arturo Raspanti. La Wehrmacht aveva stabilito il proprio comando a Crespino, nella villa di Carlo Mazza, proprietario terriero della zona. I partigiani che operavano nell’area, ed ai quali erano associati i giovani renitenti alla leva repubblichina sbandati, erano quelli della 36° Brigata Garibaldi Alessandro Bianconcini. Nel bollettino partigiano della Bianconcini datato Imola 21 ottobre 1945. Ventotto pagine consegnate, con la relazione ufficiale che contiene il diario delle azioni e dei sabotaggi giornalieri operati dalla brigata, gli spostamenti, le imboscate, le catture ed uccisioni di nazisti e spie fasciste, gli attacchi e le uccisioni di partigiani e di civili da parte dei tedeschi a proposito della giornata del 17 luglio tra le varie azioni partigiane realizzate nel territorio viene descritta la seguente: Elementi misti delle compagnie di Paolo e di Marco attaccano il traffico sulla strada Faentina. Un automezzo tedesco distrutto, 2 soldati uccisi e sei feriti. Da parte nostra un ferito. A seguito di tale azione i tedeschi per rappresaglia massacrarono 35 coloni raccolti nei dintorni. La versione partigiana ha molto in comune con quella raccontata dagli abitanti di Crespino. Alcuni giovani partigiani e soldati sbandati, dopo l’8 settembre, continuavano ad appoggiarsi al paese e al podere dei Mengacci. Verso la fine di aprile, alcuni di questi partigiani uccisero due tedeschi in località Casaglia. Sembra che una delle vittime fosse il comandante di un gruppo appartenente alla Marina tedesca, che era acquartierato a Villa Ersilia a Marradi. L’episodio, tuttavia, rimase impunito per l’intercessione di una nobildonna tedesca sfollata a Ronta che ebbe il merito di convincere gli occupanti a stipulare con il paese una sorta di patto di tregua. L’accordo venne tuttavia violato dai partigiani del posto che ai primi di luglio, presso il ponte di Spedina, catturarono altri due soldati, scaraventandone uno da un burrone e lasciandosi scappare il secondo che, raggiunti i suoi commilitoni, dette l’allarme. Successivamente, la mattina del 17 luglio, la stessa banda, appostata su una collinetta, attaccò una pattuglia tedesca uccidendo un soldato e scagliando una bomba a mano contro l’autoambulanza sopraggiunta dal vicino ospedale militare di Villa Fantino. Il 17 luglio, dopo appena un’ora dall’agguato, una seconda pattuglia tedesca, rinforzata da squadre provenienti da Marradi, arrivava sul posto, interrogava due contadini intenti alla mietitura, mentre uno affermava di avere visto i partigiani imboscarsi e fuggire dopo l’attentato, l’altro taceva e veniva ucciso perché ritenuto complice. La rappresaglia partì poi dal podere Prato con lo sterminio dell’intera famiglia Beltrami, cui apparteneva uno dei partigiani responsabili dell’attacco. I tedeschi rastrellarono tutti gli uomini che trovarono, li raccolsero presso Villa Mazza, sede del comando, poi li trasferirono sulle rive del Lamone e qui li fucilarono. Soltanto uno dei prigionieri, Giuseppe Mariano Maretti, sopravvisse all’esecuzione, morendo poi nel 1948 in seguito alle ferite riportate quel giorno. Convocato il parroco, Don Fortunato Trioschi, e altri due contadini sul luogo dell’eccidio, i tedeschi li costrinsero a scavare una fossa e li fucilarono sul posto. Il 18 luglio l’operazione proseguì a Fantino con l’invasione di casa Caroli, in località Mengacci: gli uomini, quattro, furono trattenuti nell’edificio, mentre le donne e i bambini furono portati, attraverso il castagneto, in una grotta naturale e lì sorvegliati con una mitragliatrice. Quando le donne ed i bambini, che erano stati rilasciati, tornarono verso il podere in fiamme, trovarono una scena agghiacciante: due uomini assassinati con il colpo di pistola alla nuca e due legati ai materassi e asfissiati. Un altro reparto, nazifascista, frattanto, era impegnato nella ricerca e nell’assassinio di contadini rimasti a Castellara, Castellina, Cerreto, Lozzole e Campergozzole. La mattanza si concluse la sera del 18 luglio, con un bilancio di 44 vittime nell’area Crespino, Fantino e Lozzole. Anche se la documentazione tedesca non fa espressamente riferimento alla strage, sembra di poter ricostruire la presenza sul territorio di unità di polizia tedesca o miste italo-tedesche, come il III Polizei Freiwilligen Bataillon Italien, il cui trasferimento presso l’Appennino è dato certo. Da allora ogni anno si commemora la strage con una testimonianza che si rinnova per sottolineare come la gente di Marradi e della Valle del Lamone e del Senio non dimentica il sacrificio di quanti, consapevoli ed inconsapevoli, si immolarono con la stessa dignità e fierezza che molto tempo prima i loro padri, il 24 luglio 1358 alle Scalelle, avevano dimostrato fermando la compagnia tedesca di ventura del conte Lando.

A Sergio Jandelli è dedicata una lapide posta sul muro della strada che conduce a Palazzuolo sul Senio “Nel Luglio 1944 in combattimento a Crespino del Lamone / Sergio Jandelli / partigiano / corso in aiuto a compagno ferito/ fu catturato seviziato e ucciso dalle SS tedesche alla sua fraterna generosità / dette gloria duratura / l’indiscriminata ferocia / di un nemico ciecamente brutale/a ricordo del semplice eroismo/ di Sergio Jandelli volontario della libertà/ucciso perché credeva/ nella solidarietà tra gli uomini / al di sopra di ogni chiuso egoismo /i partigiani pongono / perché il ricordo sia esempio. Marradi il 23 luglio 1945

Rodolfo Ridolfi

A Marradi, dopo la maglia Rosa del Giro femminile, arriva la maglia Rossa dei Bilanci comunali. Bilanci come frane in movimento dal 2015 e non è ancora finita.

martedì 11 luglio La minoranza di centro destra ci ha inviato il comunicato che di seguito pubblichiamo

COMUNE DI MARRADI È ARRIVATA LA SORPRESA VERA!!!! BILANCI IN PROFONDO ROSSO!!!!!!!
Queste le risultanze della Corte dei Conti Deliberazione n. 142/2023/PRSP del 23 marzo pubblicata il 6 luglio
2023

Durante tutta la campagna elettorale i cittadini di Marradi hanno aspettato la “sorpresa” del Sindaco uscente,
poi rieletto, con tanto di pacco con nastro rosa sponsorizzato sui social. La sorpresa si è concretizzata in un
giorno di festa dovuto dal passaggio del giro d’Italia femminile.
La sorpresa vera però è arrivata, un po’ lunga rispetto alla data delle elezioni, esattamente il giorno 6 luglio
2023, e a farla è stata la Corte dei Conti con Deliberazione 142/2023/PRSP, che nell’adunanza del 23 marzo
2023 ha deliberato sui bilanci del Comune di Marradi negli anni 2017- 2018-2019: Ventidue pagine in cui la
Sezione, nell’ambito dei profili esaminati, ha concentrato il controllo sulle irregolarità ritenute, tra tanti
possibili fenomeni, maggiormente rappresentative di violazioni della normativa vincolistica statale in materia
di bilancio e contabilità, di pregiudizio per gli equilibri di bilancio e di difficoltà nel conseguimento degli
obiettivi generali di finanza pubblica.
Irregolarità, ripetute scorrettezze, situazioni contrarie ai principi di sana gestione e sostenibilità
finanziaria omissioni errori…sono la sintesi della delibera di cui riportiamo qualche parte:
…Quanto sopra rilevato in merito alla non corretta definizione delle componenti del risultato di
amministrazione costituisce una irregolarità contabile, in quanto la quota disponibile, nel caso di specie
negativa, risulta di fatto alimentata da risorse, vincolate per legge al finanziamento generico di investimenti
ovvero al finanziamento di specifici interventi, che sono state distolte dal loro ordinario impiego per essere
destinate al finanziamento di spese di diversa natura… La presenza poi, di un risultato negativo di
amministrazione… è da considerarsi grave, in quanto espressione di situazioni sottostanti contrarie ai principi
di sana gestione e sostenibilità finanziaria… Dall’esame istruttorio, infatti, non è stato possibile apprezzare se
l’ente ha opportunamente considerato le entrate da mutui, trasferimenti e quelle vincolate per legge, ai fini
della movimentazione e rilevazione della cassa vincolata… In sede di contraddittorio cartolare, l’ente si è
limitato a precisare che l’ammontare della cassa vincolata “derivava dall’anticipo risultante da un
trasferimento regionale finanziato dal Ministero”. Neppure in tale sede, quindi, l’ente ha fornito elementi utili
per la comprensione di quali siano state le tipologie di risorse e delle corrispondenti spese che sono state
considerate ai fini della determinazione dei flussi di cassa vincolata. Pertanto, se effettivamente, come ha
attestato, l’ente ha considerato nella gestione dei flussi di cassa vincolati solo il trasferimento sopra indicato,
occorre rilevare che la cassa vincolata non è stata correttamente gestita nel corso dell’esercizio e,
conseguentemente, determinata al 31.12.2017.
E ancora…. agli elementi riferiti all’evoluzione della capacità di indebitamento nel triennio: non essendo stato
correttamente compilato il questionario 2018 e 2019 con riferimento all’indebitamento iniziale 2018 e alla
quota di debiti rimborsati nello stesso esercizio, in sede di istruttoria sono state formulate specifiche richieste,
cui l’ente, in sostanza, non ha dato seguito, limitandosi a riferire la presenza di un errore che dovrà essere
rettificato, senza specificarne i termini in cui ciò sarà svolto né, tantomeno, la motivazione e la natura
dell’errore stesso. Pertanto, per tali annualità, ogni valutazione in ordine all’evoluzione dell’indebitamento a
seguito dei fatti gestionali posti in essere in ciascun esercizio (nuovo debito, quote di rimborso, eventuali
estinzioni anticipate, ecc.) e alla corretta quantificazione del debito stesso al termine dell’esercizio risulta
inficiata dalla carenza delle informazioni sopra indicate. Ne consegue che, al termine dell’esercizio 2019, il
disavanzo effettivo complessivo deve essere rideterminato in 287.660, In relazione ai rilievi formulati sulla
determinazione del risultato di amministrazione degli esercizi 2017,2018 e 2019, l’ente dovrà provvedere alla
corretta rappresentazione dei dati di rendiconto dei tre esercizi attraverso l’adozione di apposita delibera
consiliare. Tale atto dovrà avere riguardo non solo alla corretta determinazione del disavanzo, ma anche ai
necessari aggiustamenti dei bilanci degli esercizi successivi, per gli effetti che su questi si dovranno produrre
in conseguenza degli obblighi di finanziamento del disavanzo ordinario e da riaccertamento o per quelli
derivanti dalla copertura delle spese precedentemente finanziate con quote di avanzo non correttamente
determinate….In relazione alla presenza di un saldo negativo della parte disponibile degli esercizi 2017, 2018
e 2019, pari rispettivamente a 129.483,04 euro, a 231.216,32 euro e a 287.660,24 euro, l’ente dovrà
provvedere al finanziamento del disavanzo di amministrazione come determinato al termine dell’esercizio
2019 ovvero, in riferimento all’extradeficit, provvedere alla relativa copertura nei termini definiti nella
delibera consiliare approvata ai sensi del d.m. 2 aprile 2015. E ’in vigore il piano di rientro di cui al d.m. 2 aprile
2015, originariamente articolato in 30 annualità, con una rata costante di 3.358,19 euro (nuovo
indebitamento rateizzato per coprire i debiti) …Ai sensi dell’art. 148-bisTuel, e ai fini del successivo esercizio
dell’attività di controllo spettante a questa Sezione, l’ente dovrà adottare le menzionate…
In base a questa delibera della Corte dei Conti il calendario del nuovo consiglio comunale dei prossimi 60
giorni è già definito!
Sempre in campagna elettorale qualcuno ha ventilato che le nostre osservazioni sui bilanci fossero fasulle,
tant’è che così si esprimeva il sindaco in un’intervista del 9 maggio 2023 alla vigilia delle elezioni: …. Gli altri
candidati ti attaccano sul bilancio. È vero che il bilancio del comune di Marradi è così in crisi? Certo che no,
altrimenti non potremmo dare i servizi che eroghiamo e non potremmo fare gli interventi che abbiamo fatto
e che faremo…E nessun servizio di quelli fondamentali è a rischio…
Alla luce di quanto deliberato dalla giustizia amministrativa quelle dichiarazioni dovrebbero risultare assai
imbarazzanti, e pongono un problema di correttezza nella comunicazione ai cittadini visto che il Sindaco ha
buggerato senza batter ciglio anche l’ignaro giornalista.
La realtà dei fatti dimostra che ciò che sostenevamo non erano attacchi pretestuosi, ma critiche legittime e
fondate, e che ad essere attenzionati sono i pessimi bilanci del Comune di Marradi per i quali il Sindaco ha
doppia responsabilità diretta, essendo stato ed essendo ancora, non solo Sindaco, ma di volta in volta
responsabile dei servizi finanziari, responsabile degli Affari generali, cantandosela e suonandosela da solo
contro tutti i capi saldi di una corretta amministrazione.
Il sindaco Triberti non è certo il primo a fondare il suo interregno comunale sull’adagio di Giovenale “Panem
et circenses”, pane e giochi che utilizzavano alcuni imperatori nell’antica Roma, e che noi oggi consideriamo
demagogia. Un dato è certo che al di là dei risultati elettorali gli è sconosciuta da tempo immemorabile cosa
sia una sana e corretta amministrazione e che la situazione dei Bilanci anche quelli futuri sarà oltremodo
problematica e rappresenterà per i cittadini marradesi un danno pesante.

Stefano Benedettini-Raffaella Ridolfi

206° anniversario della nascita di Celestino Bianchi

Lunedì 10 luglio

Ricorre oggi lunedì 10 luglio il 206° anniversario della nascita di Celestino Bianchi intelligenza che univa in sé i fermenti romagnoli e la lucidità toscana caratteristica comune a molti marradesi. A proposito di eventi celebrativi del grande marradese mi piace sottolineare la manifestazione tenuta nel teatro degli Animosi il 25 luglio 1909 che fece seguito alla delibera del Consiglio Comunale che approvava il testo dell’epigrafe realizzata dal Prof. Guido Mazzoni, in occasione della posa della lapide nella casa natale del Bianchi. Scrive Baldesi sindaco di Marradi in quel tempo…ebbe luogo nel Teatro degli Animosi la commemorazione del grande patriota tenuta da Valentino Soldani…Il teatro era gremito di persone, di bandiere, di fiori. I palchi rigurgitavano di signore, nel palcoscenico, in mezzo ad un trofeo, troneggiava il busto di Celestino Bianchi dello scultore Sodini, il teatro presentava un colpo d’occhio imponente, solenne. Nel 1944 la guerra insieme al quartiere marradese Inferno, via Celestino Bianchi, aveva anche cancellato quella lapide. Fu così che divenuto sindaco nel 1988 una delle primissime iniziative che volli fu appunto la lapide di piazzale Celestino Bianchi per la quale ritrovai la proposta di Giovanni Campana A Celestino Bianchi storico e letterato insigne, caldo patriota, politico eminente, qui dove ebbe i natali il 10 luglio 1817 Il municipio di Marradi ad onorare la memoria dell’illustre concittadino questo ricordo pose. il 3 dicembre del 1988 dopo il convegno su Celestino Bianchi, al quale portarono preziosi contributi Il prof. Luigi Lotti Preside di Scienze Politiche a Firenze, il prof Pierfrancesco Listri de La Nazione il Sindaco di Firenze Giorgio Morales, alla presenza del sottosegretario agli Interni on. Valdo Spini, la lapide fu scoperta.
Nel 2011, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, collaborai con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero per la Pubblica Amministrazione alla stesura del libro “Servitori dello Stato” centocinquanta biografie fra le quali quella di Celestino Bianchi.
Nel 2017 in occasione del 200° anniversario, per il Club Celestino Bianchi, di cui ricorre il 30° anniversario (Nel 1993 i moderati e riformisti marradesi si organizzarono in un club politico e culturale e vollero titolarlo al grande politico e giornalista marradese) con il con il patrocinio del Comune di Marradi, insieme al nostro giornale e all’Accademia degli Incamminati, organizzai un importante convegno, reso particolarmente prestigioso dalla presenza del dott. Gabriele Canè, più volte direttore ed editorialista insigne dei quotidiani La Nazione, Il Resto del Carlino ed Il Giorno e dell’allora Presidente del Consiglio Regionale della Toscana dott.Eugenio Giani.
Leggendo la storia e le biografie dei grandi marradesi Angelo Fabbroni 1732-1803 e Celestino Bianchi 1817-1885 possiamo ricavarne alcune fondate considerazioni ambedue hanno saputo equilibrare spirito innovativo e conservazione dei valori tradizionali. Fabroni in larghi tratti della sua cultura e delle sue posizioni si caratterizza sia rispetto a certo cattolicesimo “moderno”, cui pure appartenne, sia rispetto ai tipici connotati illuministici, che accettò in molti aspetti senza mai aderire del tutto al loro spirito di fondo. Basti pensare che fu sostenitore di posizioni di rigorismo etico di ispirazione giansenistica, in contrapposizione cauta, ma netta, con quelle gesuitiche. Celestino Bianchi che nasce 14 anni dopo la morte del Fabroni fu liberale cristiano molto legato ai valori della famiglia era filopiemontese e cavouriano si opponeva al Granduca ma anche al progetto mazziniano. Ambedue (Fabroni e Bianchi) sono stati grandi protagonisti della politica Toscana, Celestino Bianchi anche di quella Italiana e unitaria.

Bianchi, collaboratore de La Nazione dal 1860, a partire dal 1871 ne divenne direttore fino al 1885 anno della sua morte. Quando divenne direttore de La Nazione aveva i capelli ed i baffi bianchi ed un pizzo tipicamente risorgimentale e portava dei piccoli occhiali sopra il naso. Agli anni della sua direzione risale il primato de La Nazione a Firenze che vantava fra i suoi collaboratori De Amicis, che Bianchi aveva strappato all’esercito per farne un inviato speciale, Collodi e successivamente Yorick suo amico fin da quando Bianchi, era direttore dello Spettatore. Sotto la direzione di Bianchi la Nazione passò da tremila a 10 mila copie. Tante tantissime in una città di 150.000 abitanti con un tasso di analfabetismo molto elevato. Fu l’ideatore di rubriche di successo, come quella della moda femminile. Affrontò grandi temi come lo sfruttamento del lavoro minorile e con lui fecero la comparsa anche le prime cronache di sport: pugilato, ippica, ginnastica ed infine le prime sfide in bicicletta. Anche il listino della Borsa e l’economia compaiono nella quarta pagina della Nazione del tempo. Bianchi scoprì un nuovo tipo di lettore: la donna e nei giorni del referendum per l’annessione al Piemonte, La Nazione ospitò un dibattito sul voto alle donne.

Rodolfo Ridolfi

La scomparsa di Giorgio Boscherini già sindaco socialista di Faenza

ciao Giorgio, mi piace ricordarti così, mi mancheranno la tua pacata intelligenza e i tuoi consigli politici.
Ti ho conosciuto nell’aprile del 1974 al comizio di Pietro Nenni al vecchio palazzetto dello sport Bubani in Piazza d’Armi. Ricordo che Nenni era accompagnato da Bettino Craxi vicesegretario Nazionale del PSI, per la corrente autonomista. Una data storica, Nenni scriveva nel suo diario: “Volutamente ho tenuto stasera a Faenza il mio primo discorso nella campagna elettorale…”.
Al Circolo U. Bubani, dopo il comizio di chiusura della campagna referendaria sul divorzio, presentasti a me a Vincenzo Galassini che sarà sindaco di Brisighella e ad Enrico Gurioli, che aveva realizzato il manifesto socialista di Nenni a favore del no, il grande vecchio socialista. Quando tornai a Faenza a fondare e dirigere Forza Italia i tuoi consigli, la tua esperienza e la tua grande conoscenza della politica e dell’Amministrazione manfreda mi furono preziosi. Sei stato un grande socialista un ottimo sindaco un prezioso e sempre presente azzurro del ’94. Ci mancherai come mancherai alla tua amata città ed alla sua cultura!
Le nostre sentite condoglianze a Livia, alle figlie di Giorgio ai famigliari e a tutti gli amici che ne piangono la scomparsa.

Rodolfo Ridolfi

Al via il tesseramento di Forza Italia nel segno di Berlusconi

giovedì 22 giugno Nel quadro delle giornate nazionali del Tesseramento, Domenica 25 giugno alle ore 10,00 a Firenzuola in Via E.Torricelli 16 si terrà un incontro pubblico, aperto agli iscritti e simpatizzanti del Mugello, di Forza Italia. Gli organizzatori sottolineano come senza Berlusconi non sarebbe mai esistita in Italia una forza politica capace di tenere insieme i filoni culturali e le esperienze politiche cristiane, liberali, riformiste, garantiste, europeiste, atlantiste. Un centro moderato, alternativo alla sinistra, nello spirito del PPE un partito Forza Italia che deve proseguire il percorso politico del suo Fondatore. All’ evento saranno presenti: Andrea Brunetti e Angelo Di Meo Consiglieri Comunali di Firenzuola Raffaella Ridolfi Vice Coordinatore Provinciale di Forza Italia, Gianni Gargiolli, Mauro e Rodolfo Ridolfi rispettivamente coordinatori di Firenzuola, Marradi e Consigliere Comunale di Palazzuolo Sul Senio.
Nel corso dell’evento, cui parteciperà il sindaco G.Paolo Buti, sarà ricordato il Presidente Silvio Berlusconi. L’iniziativa, che si chiuderà con un aperitivo, servirà anche a fare una prima riflessione sulle Elezioni Amministrative, Europee e molto probabilmente Provinciali e della Città Metropolitana di Firenze della primavera del 2024.

I Concorso Internazionale Multimediale “Ad ogni poesia fare il quadro”

mercoledì 21 giugno Riceviamo da Mirna Gentilini e molto volentieri pubblichiamo:

Il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” con il patrocinio del Comune di Marradi, indice il 1° Concorso Internazionale Multimediale dal titolo “Ad ogni poesia fare il quadro” frammento tratto dal Taccuinetto Faentino inedito di Dino Campana.
Il Concorso ha la finalità di fare conoscere la vita e l’opera di Dino Campana, poeta errante e autore dei Canti Orfici che ha definito la sua poesia “europea, musicale e colorita”.
Possono partecipare al concorso tutti gli autori, italiani o stranieri che abbiano compiuto la maggiore età entro il 16 di Luglio 2023, attenendosi alle regole riportate nel Regolamento allegato al Bando.
La premiazione si terrà a Marradi (FI) domenica 30 Luglio 2023. presso la sede del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”, Via Castelnaudary, 5 Marradi (FI).

I video premiati saranno inseriti e pubblicizzati nel sito e nel canale YouTube dell’ Associazione.

Il programma dettagliato dell’evento sarà comunicato successivamente.
Si veda in dettaglio Regolamento del Concorso allegato.

Regolamento

Art. 1. Il Centro Studi Campaniani di Marradi con il patrocinio del Comune di Marradi indice il 1° Concorso Internazionale Multimediale “Ad ogni poesia fare il quadro” titolo tratto da un frammento del Taccuinetto faentino, inedito di Dino Campana
Art. 2. Al Concorso possono partecipare tutti gli autori italiani o stranieri che abbiano compiuto la maggiore età entro il 16 di Luglio 2023.
Art. 3. Il Concorso ha la finalità di fare conoscere la vita e l’opera di Dino Campana, poeta errante e autore dei Canti Orfici che ha definito la sua poesia “europea, musicale e colorita”.
Art. 4. Si può partecipare al concorso multimediale con una sola opera, a cui va dato un titolo, inviando via mail un video che, tenendo conto del tema proposto, presenti una libera interpretazione di un testo campaniano. Il video, di minimo 1 minuto e massimo 5, può essere corredato da foto, musica e scritte e deve essere compatibile con la piattaforma di YouTube. Si consiglia l’uso via wetransfer (www.wetransfer.com). I video saranno inseriti e pubblicizzati nel sito e nel canale YouTube del Centro Studi Campaniani.

Art. 5. Nel caso in cui il video ritragga soggetti terzi (adulti e non) ai sensi dell’art. 93 della legge n.633 del 94, è necessario il rilascio di una liberatoria da parte dei soggetti ritratti. I modelli per le liberatorie possono essere scaricati da internet.

Art. 6. Si richiede quale tassa di partecipazione il pagamento di Euro 10 che potrà essere effettuato secondo le seguenti modalità: bollettino di C/C postale n. 22103501; bonifico bancario presso Banca BPER IBAN IT 62H0538737940000000000099, scrivendo la seguente causale: Contest Multimediale “Ad ogni poesia fare il quadro”.

Art.7. Il video, accompagnato dalla scheda di partecipazione debitamente compilata in ogni sua parte, dalla ricevuta di pagamento e dalla eventuale liberatoria sarà inviato via mail con oggetto “Ad ogni poesia fare il quadro” entro e non oltre la scadenza del 16 luglio 2023 all’indirizzo mail centrocampana@tiscali.it. Alla ricezione dei materiali verrà inviata una mail di conferma. Il Centro Studi Campaniani non si assume alcuna responsabilità per eventuali problemi tecnici di collegamento internet che potrebbero causare un non corretto invio del materiale.
Art.8. I primi tre classificati, i cui nomi saranno pubblicizzati nel sito, nelle pagine social del Centro Studi Campaniani e tramite stampa, riceveranno i seguenti premi:
• 1°classificato Euro 400 più medaglia del Centro Studi Campaniani
• 2° classificato Euro 200 più una pubblicazione del Centro Studi Campaniani
• 3° classificato Euro 100 più una maglietta con lirica del poeta.
A tutti i partecipanti sino al 10° posto verrà consegnato in occasione della premiazione finale un attestato di partecipazione.

Art.9. Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di alcun tipo.

Art.10. Le opere pervenute saranno sottoposte al giudizio insindacabile di una giuria di esperti composta di 5 membri, che dovranno selezionare e scegliere i tre elaborati vincitori. La Giuria potrà inoltre conferire menzioni, segnalazioni e premi speciali.
La commissione generale dei giurati sarà resa pubblica a chiusura delle valutazioni e prima della Cerimonia di premiazione.

Art.11. I premiati saranno contattati a mezzo mail o per telefono in base ai riferimenti che gli stessi avranno fornito al momento della partecipazione nella relativa scheda con i dati personali. I risultati saranno comunicati con un adeguato anticipo, onde organizzare la partecipazione dei vincitori alla premiazione. La presenza dei vincitori alla premiazione per ritirare il premio è obbligatoria . La cerimonia avverrà domenica 30 luglio 2023 in orario da definire presso la sede del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”, Via Castelnaudary, 5 Marradi (FI).

Art.12. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutti gli articoli che compongono il bando. Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al presente concorso, autorizzano il Centro Studi ad utilizzare liberamente il video, previa citazione del loro nome, rinunciando a qualsiasi pretesa economica o di natura giuridica in ordine ai diritti d’autore, ma conservando la paternità della propria opera.

Scheda di Partecipazione

All’indirizzo mail centrocampana@tiscali.it vanno inviati, pena esclusione, assieme al video predisposto:la presente scheda compilata, l’attestazione del pagamento della tassa di partecipazione e l’eventuale liberatoria entro e non oltre le ore 24 del 16/07/2023
Io sottoscritto/a nome e cognome_______________________________________________
nato/a _________________________________________ il ____________________________
Residente in via/piazza_______________________________________________________
Città __________________________________ Cap. _____________________ Prov. ( _______ )
Tel. __________________________________ Cell. ____________________________________
E-mail ______________________________________________________________________
CHIEDO
di partecipare con il video dal titolo:
____________________________________________________________________ ______
INOLTRE:

• Dichiaro che l’opera, che presento, è frutto del mio ingegno, che la stessa non è mai stata classificata in altri concorsi ed è inedita.
• Accetto incondizionatamente tutte le norme contenute nel Bando del Regolamento del Concorso e in particolare che il video di cui sopra non mi sia restituito.
• Riconosco il diritto del Centro Studi Campaniani ad usare il video inviato, in tutto o in parte, anche senza autorizzazione.
• Mi impegno a ritirare personalmente i premi che mi venissero assegnati nel corso della cerimonia di premiazione pena la decadenza dal diritto e l’incameramento degli stessi da parte del Centro Studi Campaniani.
• Accetto incondizionatamente il giudizio della Giuria.
• Esonero l’organizzazione da eventuali problemi tecnici di collegamento internet che potrebbero causare un non corretto invio del materiale.
• Acconsento al trattamento dei dati personali qui riportati in conformità a quanto indicato dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali (D. Lgs. 196/03) e solo relativamente allo scopo del Concorso in oggetto.
• Dichiara sotto la mia personale responsabilità che le informazioni fornite sono veritiere.

Firma _______________________________

Data __________________

La scomparsa di un amico straordinario protagonista della Storia d’Italia

lunedì 12 giugno
Era il 3 dicembre 1993 il venerdì in cui conobbi Silvio Berlusconi a Villa San Martino ad Arcore. Eravamo stati invitati come possibili candidati del nuovo movimento che Silvio Berlusconi stava fondando per presentarlo alle elezioni politiche della primavera 2024. Ricordo che fra i tanti personaggi presenti e che conoscevo c’erano Alfredo Biondi Mimmo Contestabile e Bruno Lauzi. Berlusconi prima di chiederci di prenderci tutti per mano e ascoltare l’inno che aveva composto per la sua creatura politica ci raccontò che gli uomini della sua azienda ed i suoi famigliari erano contrari alla sua discesa in campo e profetizzò che il suo impegno politico per impedire l’avvento dei comunisti alla guida del Paese sarebbe stato oggetto di una persecuzione politica per Lui, per i suoi amici e per il suo movimento mai registrata nella storia italiana.

Accettai di schierarmi con il partito di plastica come lo chiamavano i catto comunisti e fui candidato nel collegio senatoriale di Forlì- Faenza sotto il simbolo di Forza Italia-Lega a marzo del 1994. Sfiorai l’elezione e mi dedicai alla costruzione di Forza Italia in tutta la Provincia di Ravenna e in particolare a Faenza dove mi ero trasferito da Marradi dove ero stato Sindaco socialista insieme alla DC.A Faenza alle Comunali del 2004 Forza Italia ottenne ben 6 consiglieri.

Ho incontrato Berlusconi moltissime volte e a partire dal 1995 sono diventato suo amico. Intervenni al Consiglio Nazionale di Forza Italia a Roma e Berlusconi al termine del mio discorso non solo si complimentò ma mi chiese cosa poteva fare per me ed io gli chiesi di scrivere la prefazione per il mio primo libro sulle cooperative e così fu.

Mi invitava spesso ad Arcore ed era di una semplicità e di una cordialità che non potrò mai dimenticare ricordo una vigilia di Natale mi ricevette in tuta e poncho parlammo a lungo della situazione in Emilia Romagna e accomiatandomi mi aiutò addirittura ad infilarmi il cappotto. Aveva anche pensato di candidarmi nel Mugello, al Senato contro Di Pietro, lo confidò a mia moglie Silva alla cena di Forza Italia a Campi Bisenzio nel 1997, poi accettò Giuliano Ferrara e così fui salvo. Durante le sue Presidenza del Consiglio a Palazzo Grazioli l’ho incontrato spesso e ho lavorato per lui ad alcuni dossier in particolare sulle cooperative. Ricordo che a Modena dal palco citò il mio lavoro sulle coop rosse e non vedendomi in sala esclamò al microfono dov’è Ridolfi? A Palazzo Chigi e a Montecitorio, quando ero il Segretario Politico di Renato Brunetta, non mancava mai di dedicarmi qualche attenzione. Dopo il Pdl mi schierai, fra i primi per il ritorno a Forza Italia e nel 2012 fondai il Movimento “Azzurri ’94” Berlusconi Presidente una Associazione Culturale e Politica tutta incentrata sui valori berlusconiani del 1994. La scomparsa di Berlusconi mi addolora non soltanto perchè l’Italia e l’Europa perdono uno straordinario protagonista un vero e proprio Padre della Patria, ma perchè io e la mia famiglia perdiamo un amico caro da cui abbiamo imparato moltissimo in termini umani e politici e che ha segnato profondamente la nostra vita.

Rodolfo Ridolfi

Raffaella Ridolfi nel consiglio dell’Unione dei Comuni Montani Mugello-Alto Mugello

martedì 6 giugno Dal coordinatore provinciale di Forza Italia Firenze riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:

Raffaella Ridolfi Vice Coordinatore Provinciale di Forza Italia eletta consigliere comunale di Marradi nella lista del centrodestra unito con il massimo delle preferenze farà parte del Consiglio dell’Unione dei Comuni Montani Mugello Alto Mugello grazie al voto unanime che ha visto confluire su Raffaella non solo il voto di Stefano Benedettini di Fratelli d’Italia, candidato sindaco del centro destra nelle recenti elezioni ma anche quello di Rudi Frassinetti candidati sindaco della lista “Anima Marradi”. L’elezione di Raffaella testimonia la proficua collaborazione ed intesa fra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega ma anche la convergenza di tutte le forze di opposizione in Consiglio Comunale. Il coordinamento Provinciale mentre augura buon lavoro a Raffaella esprime anche gratitudine a Mauro Ridolfi coordinatore comunale di Forza Italia per il lavoro svolto in Consiglio Comunale e nell’Unione dei Comuni del Mugello.

Paolo Giovannini Coordinatore Provinciale di Firenze

L’instancabile e concreta iniziativa di Erica Mazzetti e di Forza Italia per l’Alto Mugello colpito


Oggi, lunedì 29 maggio Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia, componente VIII Commissione ambiente, è stata in visita urgente nei territori dell’Alto Mugello, colpiti dai gravi danni del maltempo.

Prima tappa a Firenzuola, dove Mazzetti si è confrontata con il sindaco Giampaolo Buti, la Giunta, le imprese e le categorie economiche. Punto prioritario è “ripristinare la viabilità – spiega Mazzetti – per l’Emilia-Romagna, che è di riferimento per la popolazione e soprattutto per le imprese. Il comparto della pietra, storica eccellenza di Firenzuola, ha estremo bisogno di poter tornare a trasportare, a pieno carico, verso Ravenna”. I partecipanti hanno posto anche il problema dell’isolamento della frazione di Piancaldoli. È emersa, inoltre, la necessità di “favorire il turismo in questi luoghi, dopo le molte disdette di questi giorni, anche con una specifica campagna promozionale della Regione e del Ministero”.

Sulla strada per Palazzuolo, la parlamentare eletta nel territorio mugellano si è fermata, insieme all’assessore Angelo Di Meo, nella zona Camaggiore, dove ha incontrato i funzionari della Città Metropolitana impegnati nel monitoraggio delle frane.

Arrivata a Palazzuolo sul Senio, accompagnata dal Sindaco Moschetti, dai consiglieri Rodolfo Ridolfi e Raffaella Ridolfi, ha visitato la frana di Baffadi dove sono operativi il Genio Militare e i Vigili del Fuoco. Mazzetti ha ringraziato “i militari, eccellenza e vanto del nostro Paese, per ciò che stanno facendo e il Ministero della Difesa, che è subito intervenuto”. “Visto che ho richiesto formalmente l’intervento dell’Esercito e del Genio Militare in particolare – ricorda – apprezzo l’impegno profuso per sistemare uno dei punti peggiori e più importanti per la viabilità. Bisogna intervenire con urgenza anche su Firenzuola e su tutto il versante toscano colpito. Per questo, mi stupisco che la Prefettura di Firenze, a differenza di quella di Ravenna, non abbia ancora fatto intervenire il Genio: appurerò questa situazione”.

Mazzetti si è confrontata con i referenti di Coldiretti Firenze e Coldiretti Ravenna che hanno esposto il “problema dei castagneti, dei frutteti, dei foraggi e della zootecnia: tutti hanno bisogno al momento di indennizzi”. A seguire, incontro con gli sfollati accolti all’agriturismo Ca’ nova.

Hanno partecipato Matteo Borselli, segretario di zona Mugello Coldiretti, Nicola Zacccaroni, vicepresidente Anacli, Nicola Grementieri, presidente di zona Collina Faentina Coldiretti Ravenna, Maurizio Nati, vicesindaco Casola Valsenio, Alessandro Pifferi, rappresentante dei castanicolturi.

Sempre a Palazzuolo sul Senio, Mazzetti ha incontrato le imprese del distretto della meccanica, che con l’indotto dà lavoro a circa 300 persone: “Serve almeno una linea libera per trasporti pesanti, in tempi sufficienti brevi, anche 10 giorni massimo”. Gli imprenditori hanno chiesto, infatti, il ripristino della strada in località Casole immediatamente “anche con soluzioni provvisorie, purché si possa transitare con mezzi pesanti. Le aziende hanno necessità di tornare a essere collegate con l’ Emilia-Romagna per non perdere consegne e nuovi ordini rischiando di perdere competitività”.

“Non possiamo permetterci pastoie o lungaggini – prosegue Mazzetti già relatrice del nuovo codice – altrimenti: gli affidamenti devono essere diretti e veloci con affidamenti d’urgenza. Per questo, dobbiamo usare le nuove norme del codice appalti che è stato concepito per fare le opere”. “Questo – rimarca Mazzetti – dev’essere anche un momento di rinnovamento culturale. Servono provvedimenti immediati per la manutenzione del territorio: curare i fiumi, le montagne e i boschi. Bisogna proprio cambiare approccio. Bisogna tagliare dove necessario, regimentare le acque, fare opere idrauliche, semplificando le procedure burocratiche, senza ideologia, soprattutto riducendo le troppe competenze e norme, spesso contrastanti”. “Nell’immediato, occorre subito ripristinare la viabilità per la Romagna, anche in via provvisoria e contestualmente trovare forme per incentivare le aree interne e chi le costudisce con il suo lavoro e il suo impegno”, conclude Mazzetti.

Ogni giorno è prezioso: occorre il ripristino, anche in modo temporaneo, della viabilità nell’Alto Mugello colpito dall’emergenza maltempo sia verso la Toscana sia verso la Romagna, altrimenti il rischio è la desertificazione del territorio. Dopo la visita urgente di ieri a Firenzuola e Palazzuolo sul Senio, ho sollecitato quest’oggi l’intervento del Genio Militare nei territori dell’Alto Mugello, scrivendo nuovamente al Prefetto di Firenze e a tutti gli organi competenti in materia”. Lo afferma Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e componente VIII commissione ambiente, che riferisce: “Durante il sopralluogo alla frana di Baffadi, ho potuto apprezzare il lavoro dei Militari inviati dalla Prefettura di Ravenna insieme ai Vigili del Fuoco e li ho ringraziati. Al momento, però, risulta che la Prefettura di Firenze non abbia fatto richiesta di intervento del Genio”. “Questa emergenza – rimarca Mazzetti – richiede il massimo impegno e la massima tempestività da parte di tutti i corpi dello Stato: per questo occorre il Genio Militare a Firenzuola, dove ancora oggi non sono presenti i Militari e dove ci sono delle frazioni ancora isolate, come Piancaldoli, negli altri Comuni colpiti ovvero Marradi e San Godenzo, che ci impegneremo a inserire nel decreto, e nella parte di Palazzuolo sul Senio verso la Toscana”. “Dobbiamo agire con coordinazione e tempestività: salvaguardate le persone occorre ripristinare anche temporaneamente i collegamenti per persone e soprattutto imprese e per questo il supporto del Genio Militare è fondamentale”, conclude Mazzetti.

“Iniziare fin da subito a programmare il post-emergenza, sviluppando una campagna turistica promozionale incentrata sull’Alto Mugello così da salvaguardare la stagione estiva, visto che le disdette sono in costante aumento, anche per colpa di informazioni non corrette che hanno dato l’immagine di un territorio insicuro e irraggiungibile per molto tempo: dobbiamo sostenere le attività del territorio mugellano, altrimenti c’è il serio rischio desertificazione”. Questa la proposta della deputata di Forza Italia, Erica Mazzetti e del capogruppo di FI al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.

La proposta è stata sottoposta ieri dall’on. Mazzetti al Ministero del Turismo e alla Regione Toscana, a seguito del confronto con imprenditori, commercianti e albergatori lunedì a Firenzuola, uno dei Comuni colpiti dal maltempo.

“Il territorio del Mugello si presta – spiega Mazzetti – alla promozione di un turismo diffuso e sostenibile, in linea con gli indirizzi strategici espressi dal Governo, così da rendere anche meno affollate città sature come la stessa Firenze. Messe in salvo le persone, per adesso la priorità rimane il ripristino dei collegamenti, donde la mia richiesta e il mio sollecito all’invio del Genio Militare, che in alcune porzioni del territorio sta già intervenendo come ho verificato nel sopralluogo di lunedì”.

Per la deputata di Forza Italia e componente VIII commissione ambiente “ogni giorno è prezioso: occorre il ripristino, anche in modo temporaneo, della viabilità nell’Alto Mugello colpito dall’emergenza maltempo sia verso la Toscana sia verso la Romagna, altrimenti il rischio è la desertificazione del territorio”. Ecco le sue dichiarazioni:

Atto Dirigenziale
N. 1568 del 31/05/2023

Oggetto
EVENTI METEOROLOGICI DEL 16 E 17 MAGGIO 2023 – ALTO MUGELLO. ISTITUZIONE DI DIVIETI DI TRANSITO E PARZIALIZZAZIONI DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE SULLE SSPP 20, 29, 32, 58, 306, 477, 610 E SR302. COMUNI DI BORGO SAN LORENZO, FIRENZUOLA, MARRADI E PALAZZUOLO SUL SENIO. Modifica delle ordinanze n. 1453 del 19/05/2023 e n. 1454 del 21/05/2023.

– Premesso che:
a seguito delle abbondanti precipitazioni avvenute nei giorni 16 e 17 maggio 2023 …….

le strade di competenza interessate sono le SSPP 20, 29, 32, 58, 306, 477, 610 e la SR302 nei territori dei comuni di Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Marradi e Palazzuolo sul Senio;

sono stati eseguiti i primi interventi in somma urgenza per rimuovere detriti dalle strade;

sono stati avviati e sono in corso gli interventi di consolidamento dei versanti;

sono in corso continui monitoraggi delle frane e degli smottamenti che si sono verificati;

CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE
Atto Dirigenziale n. 1568 del 31/05/2023

ORDINA
Di consentire il transito sulle seguenti strade o tratti di strade a tutti i veicoli di massa complessiva non superiore a 35 q.li e velocità di 30 km/h nella fascia oraria dalle ore 5:30 alle ore 21:00, ai mezzi di soccorso e ai mezzi impegnati nelle attività di ripristino della viabilità anche di massa superiore:
SP477

SP32

SP306

SP610

SP58 tra l’intersezione con la SP117 e il confine di Regione

Di confermare la chiusura sulla SP20 nel tratto compreso tra l’intersezione con la SP29 e la loc. Abeto.
Di consentire sulle seguenti strade il transito ai residenti e a coloro che si recano sui luoghi di lavoro o nei plessi scolastici, con veicoli di peso non superiore a 35 q.li e velocità di 30 km/h nella fascia oraria dalle ore 5:30 alle ore 21:00;
SP 20, dal Km. 0+900 all’intersezione con la SP29;

SP29, tra il Km. 0+000 e il Km. 3+500.

…………
Carosella Maria Teresa – Direzione Viabilita’ Area 1

Autolinee Mugello Valdisieve Autolinee Toscane S.p.A. Centro Operativo di Borgo San Lorenzo Centro Operativo di Firenzuola Centro Operativo di Marradi Città Metropolitana di Firenze – Coord. Reperib. Viabilità Città Metropolitana di Firenze – Corpo Polizia Provinciale Città Metropolitana di Firenze – Direzione Mobilità TPL Città Metropolitana di Firenze – PROTEZIONE CIVILE Città Metropolitana di Firenze – Uff. Trasp. Eccezionali Città Metropolitana di Firenze – UFFICIO STAMPA COA – COPS Firenze Comando Carabinieri di Borgo San Lorenzo Comando Carabinieri di Firenzuola Comando Carabinieri di Marradi Comando Carabinieri di Palazzuolo sul Senio Comando Prov.le PT Rep.to Amm.ne Postale Comando Provinciale Carabinieri di FIRENZE Comando Provinciale VV.FF.di FIRENZE comune di borgo san lorenzo Comune di Firenzuola – ufficio tecnico Direzione Generale S.A.M. Florence Multimedia MAIOR srl Polizia Municipale di Borgo San Lorenzo Polizia Municipale di Firenzuola Polizia Municipale di Marradi Polizia Municipale di Palazzuolo sul Senio PREFETTURA DI FIRENZE Questura di Firenze RATPdev RATPdev Servizio Pronto Intervento 118 – FIRENZE Sezione Polizia Stradale Firenze Sindaco Comune di Borgo San Lorenzo Sindaco Comune di Firenzuola Sindaco Comune di Marradi Sindaco Comune di Palazzuolo sul Senio Sottosezione Polizia Stradale Firenze Nord TPER Ufficio Provinciale M.C.T.C. – FIRENZE CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE
Atto Dirigenziale n. 1568 del 31/05/2023
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Impegno e proposte concrete

martedì 23 maggio E’ necessario estendere la proposta di Silvio Berlusconi per l’Emilia Romagna di sospendere pagamenti mutui bollete e tasse di ogni genere ai Comuni dell’Alto Mugello colpiti ed anche i ristori alle imprese. Vediamo cosa decide il Governo! Regione e Comuni coinvolti dovrebbero fare lo stesso!
Oggi a Palazzuolo sul Senio arriva l’esercito a dare una mano l’ho appena annunciato il sindaco Moschetti.
Non sappiamo se è una coincidenza o frutto dell’appello accorato del consigliere Rodolfo Ridolfi ma è una notizia che conforta perché nell’immenso dramma che ha travolto la Romagna la sensazione è che la Romagna Toscano o Alto Mugello devastata da frane e smottamenti con la viabilità distrutta ci si è un po’ dimenticati.

Nell’occasione lo stesso Ridolfi sottolinea che “è necessario estendere le provvidenze previste per l’Emilia Romagna ai comuni dell’Alto Mugello sospendere le tasse comunali e le tasse di soggiorno in questi comuni nella speranza che vengano ripristinate tempestivamente le vie di comunicazione e siano nuovamente e agevolmente raggiungibili!”.

Forza Faenza! Forza Romagna

venerdì 19 maggio Queste sono immagini ma tra le immagini e la realtà c’è una grande differenza. Queste non sono cose ma i resti di una vita spesa a costruire e a proteggere. Qui c’è fango che fa scivolare e ti sporca ovunque, c’è la schiena a pezzi, mobili che rompi a calci per portarli fuori e ammassarli accanto a quelli degli altri, ci sono scope che senza sosta spazzano acqua e fango, pompe che tirano fuori acqua sporca e pompe di acqua pulita per lavare via il fango. Ci sono disperazione e speranza mescolate insieme, ci sono abbracci, baci e sorrisi tra amici e parenti infangati fino all’ultimo capello. Nessuno si lamenta, tutti lavorano, alluvionati e non alluvionati accorsi per dare una mano, non un accenno di polemica. E’ una grande lezione di umanità, di solidarietà, di carattere e di speranza.

Raffaella Ridolfi direttore responsabile

Questi sono i Bilanci in profondo rosso del Comune di Marradi: dati utili per i marradesi che domenica 14 e lunedì 15 maggio votano

domenica 7 maggio

Questi sono i Bilanci in profondo rosso del Comune di Marradi:
dati utili per i marradesi che domenica 14 e lunedì 15 maggio votano

31/12/2015 Sindaco Tommaso Triberti V.Sindaco Assessore al Bilancio Rudi Frassinetti -127.670,87 (negativo)
31/12/2016 Sindaco Tommaso Triberti V.Sindaco Assessore al Bilancio Rudi Frassinetti -85.419,69(negativo)
31/12/2017 Sindaco Tommaso Triberti V.Sindaco Assessore al Bilancio Rudi Frassinetti -194.868,53(negativo)

31/12/2018 Sindaco Triberti V.Sindaco Assessore al Bilancio Vittoria Mercatali -314.583,99(negativo)
31/12/2019 Sindaco Triberti V.Sindaco Assessore al Bilancio Vittoria Mercatali -363.997,04(negativo)

Il 23/07/2019 ai sensi del Decreto del Ministero dell’Interno 11/10/2016 avente ad oggetto la determinazione della sanzione ai comuni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno, relativo all’anno 2015 (GU n.246 del 20-10-2016), la sanzione comporta per i
comuni la riduzione delle risorse spettanti, per l’anno 2016 (nel caso specifico per l’anno 2019), a titolo di fondo di solidarietà comunale ai sensi dell’articolo 1, comma380 e seguenti della legge 24 dicembre 2012, n. 228.

Il Consiglio Comunale di Marradi il 23-07-2019 con delibera n.38 a seguito della violazione del patto di stabilità e delle gravi irregolarità di bilancio rilevate dalla Corte dei Conti per gli esercizi 2015 e 2016 fu costretto a subire le sanzioni previste dalla legge (Decreto del Ministero dell’Interno 11/10/2016 avente ad oggetto la determinazione della sanzione ai comuni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno, relativo all’anno 2015 (GU n.246 del 20-10-2016), la sanzione comportava per i comuni la riduzione delle risorse spettanti, per l’anno 2016 (nel caso specifico per l’anno 2019), a titolo di fondo di solidarietà comunale ai sensi dell’articolo 1, comma380 e seguenti della legge 24 dicembre 2012, n. 228.) impegnandosi con variazione di bilancio a rideterminare lo stanziamento di competenza delle spese correnti dell’esercizio finanziario 2020 in misura non superiore all’importo calcolato ai sensi del comma 26 lettera b) dell’art. 31 della Legge 183/2011; dovendo inoltre attenersi
Divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare gli investimenti

Divieto di procedere ad assunzione di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia contratto, inclusi contratti di sevizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della citata sanzione

Riduzione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza indicati nell’art. 82 del D.Lgs. n. 267/2000 impegnandosi pertanto con variazione di bilancio di rideterminare lo stanziamento di competenza della spesa per le indennità e i gettoni di presenza in capo agli amministratori e consiglieri allora in carica e altresì a vigilare sull’effettivo rimborso della quota pari al 30% del percepito in capo agli amministratori e consiglieri non più in carica

Marradi piange Elisabetta Fabbrini

domenica 30 aprile 2023
Nata nel 1963 a Firenze , da Eliana Visani e Giuseppe Fabbrini, aveva iniziato la carriera nell’Azienda unità sanitaria locale 10 di Firenze, nel 1991. Poi era passata all’ospedale Meyer di Firenze. Risale al 1999 il trasferimento a Milano, all’ospedale San Paolo. Nel 2008 era diventata direttore amministrativo all’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate, tre anni dopo dell’ospedale di Circolo di Busto Arsizio. Nel 2016 era passata alla guida dell’Asst Bergamo Ovest, tre anni più tardi dell’Asst Nord Milano, che comprende il Bassini di Cinisello Balsamo e la struttura di Sesto San Giovanni. Insieme ad altri, nel 2019 aveva progettato la nascita di strutture molto simili alle odierne Case di Comunità. A quell’epoca tutto il sistema dei poliambulatori milanesi era coordinato dall’Asst Nord. Quel progetto sta maturando ora con le risorse del Pnrr. l’annuncio della scomparsa è arrivato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso: “Oggi è una triste giornata per il sistema sanitario lombardo. Dopo una lunga battaglia contro un male incurabile ci ha lasciati Elisabetta Fabbrini, direttore generale dell’Asst Nord Milano”.
“La dottoressa Fabbrini – ha sottolineato il governatore – era un’ottima professionista che, pur avendo appreso nel pieno della pandemia, del male che l’aveva colpita, non ha mai anteposto il suo bene a quello della collettività. Come una guerriera, piena di passione e amore per il suo lavoro, ha lavorato notte e giorno, nonostante il fisico indebolito, per fare in modo che la sua Azienda offrisse ai cittadini le cure e l’assistenza di cui avevano bisogno. Non dimenticheremo mai il suo impegno e la sua dedizione, messi in pratica fino all’ultimo giorno”.
“La dottoressa Fabbrini – ricorda l’assessore Bertolaso – si è distinta in modo particolare anche nella campagna vaccinale. Sua l’iniziativa di aprire il primo drive trough per i tamponi e le vaccinazioni notturne, nonostante l’organico ridotto di un’Asst certo non tra le più grandi della città Metropolitana. Nessuno, tra il suo personale, osava dirle di no, perché era un capitano capace di fare squadra, dando sempre per prima l’esempio di come deve comportarsi chi si dedica alla vita delle persone”.
“Ai suoi familiari, amici e a tutto il personale dell’Asst Nord Miliano che le sono stati accanto fino alla fine – hanno concluso Fontana e Bertolaso – giunga il più sincero abbraccio da tutta la Giunta di Regione Lombardia”.
Sono giornate molto tristi per il sistema sanitario lombardo ma anche per Firenze, Sesto Fiorentino e per Marradi dove Elisabetta tornava, di tanto in tanto, nell’ abitazione di Casa Gondi, non disdegnando di presenziare insieme alla mamma Eliana le iniziative del Centro Studi “Enrico Consolini” di cui era socia.
Alla Mamma Eliana, al fratello Michelangelo architetto che vive in Mugello ed ai parenti tutti giungano le più sentite condoglianze mie personali, della redazione e dei nostri lettori.
Il direttore Raffaella Ridolfi

25 Aprile: affinità in radice fra fascismo e comunismo.

martedì 25 aprile

UOMO NUOVO, FACILE EROE
Per evitare un’apologia fuori luogo, ripristinare, dove possibile, la verità storica e rendere onore alle vittime innocenti, è necessario
ricordare il fenomeno di ex fascisti diventati eroi e medaglie dell’antifascismo, in terre come la Romagna e la Toscana, che prima di essere comuniste, furono in tanta parte così fasciste. Questo trasformismo ipocrita, fu ben stigmatizzato da Gaetano Salvemini che, rimarcando la fragilità, lo spirito di accomodamento, anche la pavidità, di cui diede prova larghissima parte degli italiani, intellettuali in testa, lamentò come avessero “baldanzosamente esibito le loro idee socialiste, comuniste e cattoliche solo in tempi di bonaccia per poi ritornare facili eroi del 25 aprile”. Domenico Settembrini nel suo libro Fascismo controrivoluzione imperfetta scrive: “Mussolini disse nel 1921 conosco i comunisti. Li conosco bene perché parte di loro sono miei figli spirituali”. Ed era vero. Tanto che Gramsci, almeno fino alla svolta di Mussolini dal neutralismo all’interventismo, lo chiamava nostro capo. C’è quindi un’affinità in radice fra fascismo e comunismo. Mussolini affermava “Il corporativismo, se è serio, è socialismo” ed era impegnato a costruire, nella gioventù, l’uomo nuovo. “E difatti molti dei giovani fascisti, passarono al Pci, spesso venendo dal combattentismo repubblichino”. L’esempio del premio Nobel Dario Fo è emblematico del fenomeno. Scriveva Roberto Denti, scrittore e giornalista de Il Sole 24 ORE, fondatore nel ‘72, a Milano, della Libreria dei Ragazzi: “Prima del 25 luglio tutti dovevamo essere fascisti ma tutti eravamo stanchi della guerra”. Denti aveva diciannove anni quando cadde il fascismo e nel suo libro La mia Resistenza racconta come avvenne, in una villa di Trespiano nei pressi di Firenze, il suo passaggio da sbandato a partigiano grazie ad Antonio, nome di battaglia Cavaradossi, per la passione della lirica, che lo accompagnò e lo introdusse tra i partigiani della Brigata Roselli, nei monti di Marradi. “Nella villa avevo fatto amicizia col figlio del giardiniere, già militante tra i partigiani, riuscii ad essere convincente ed Antonio mi portò con lui nella brigata partigiana di cui faceva parte, a sud di Marradi e con lui raggiunsi la zona di Marradi. Al comandante dovetti dire come mi chiamavo, avevo scelto il nome Mandelli che era il cognome della nonna, la mamma del mio papà”. Marino Pascoli giovane partigiano romagnolo di fede mazziniana scriveva: “Prima di tutto dobbiamo distinguere i partigiani veri dai partigiani falsi. I partigiani veri sono coloro che hanno corso sul serio dei rischi, che hanno combattuto con fede per la liberazione d’Italia e questi, a dir il vero, sono pochi. I partigiani falsi che purtroppo sono la maggioranza, sono coloro che hanno fatto i teppisti mascherati, i collezionisti di omicidi, e che andarono in giro col mitra, quando nonmvi era più pericolo, a fare gli eroi. Questa gente anche se è riuscita a munirsi di un brevetto o di un certificato, anche se oggi milita indebitamente nelle fila dei partigiani, non bisogna avere nessuna esitazione a chiamarla teppa. Attenzione, partigiani veri, partigiani onesti, partigiani italiani e rimasti italiani, a non seguire coloro che vogliono vendere l’Italia allo straniero, altrimenti il vostro sacrificio sarebbe stato vano. L’organizzazione militare venne creata più tardi a rivoluzione d’Aprile conclusa. Quando contati i partigiani, rimpolpate le formazioni, aumentati gli effettivi, organizzate le forze comuniste e muniti i comandi di timbri e carta intestata, si procedette alla farsa della smobilitazione delle forze comuniste, si svolgeva, invece un’opera diametralmente opposta quella cioè di inquadrare ed organizzare per l’avvenire queste forze per un eventuale colpo di Stato. Alla fine della guerra secondo rapidi calcoli le forze partigiane furono fatte ascendere a quasi trecentomila unità. Praticamente di combattenti veri e propri ve ne furono circa un sesto della cifra predetta”. Episodi drammatici, frutto di prepotenza e di assurde ritorsioni, si verificarono anche a Marradi. Era il 14 giugno del ‘44, Pietro Carloni, capostazione titolare della Stazione di Marradi, come d’abitudine, era rientrato alla stazione ferroviaria di Fantino, in Comune di Palazzuolo di Romagna, oggi sul Senio, dove era assuntore suo figlio Armando. In casa c’erano soltanto Pietro e sua moglie Caterina, sorella di mia nonna paterna Agnese Palli, quando si presentarono alcuni individui armati di mitra i quali domandarono del capostazione, intendendo evidentemente riferirsi al capostazione di Fantino. Carloni non fece in tempo a rispondere “sono io”che ricevette una mitragliata al ventre. Caterina riuscì a chiedere aiuto ed a trasportarlo all’ospedale di Brisighella dove morì il giorno stesso. Nessuna giustificazione alla barbara e assurda esecuzione, molto probabilmente una vendetta nei confronti del figlio Armando che non aveva consentito che i sedicenti partigiani si impadronissero di un vagone di farina. Angiolina Ciani il 21 gennaio del ‘45 scrisse alla sorella Annarosa suora a Roma: “Gino Miniati, figlio di Florinda, tua comare (madrina) e marito di Lina Gigli, l’hanno ammazzato e tanti altri hanno fatto la fine del nostro Pietrino, non si sa dove sono!”. L’unica definizione, che mi convince per definire gli autori di quei crimini e di quelle assurde ed insensate vendette è questa “Teppa da reato comune, macchiata di sangue, di prepotenza e di ricatti”.
Il 1945, il 25 aprile in Italia e l’8 maggio in Europa, giorno della resa del nazismo, segnò una vittoria della libertà anche se in quei giorni fu liberata dalla tirannide solo la parte occidentale del continente. Bisognerà attendere fino, alla notte del 9 novembre 1989, caduta del Muro di Berlino, per assistere alla stagione della liberazione dal regime comunista, che, imposto in tanti Paesi di antica civiltà e cultura, li aveva precipitati nel sottosviluppo ed allontanati dalla comune matrice europea. La caduta del Muro di Berlino ha avuto ed ha lo stesso valore simbolico ed integra, nel nostro Paese, la liberazione dalla guerra, dal nazismo e dal fascismo. Per la prima volta, dal Nord al Sud e dall’Atlantico agli Urali, l’Europa si è riconosciuta tutta nel valore della libertà, che si è affermato come valore primario e condizione per l’esistenza di ogni altro.

Rodolfo Ridolfi

Presentazione del Candidato Sindaco e della lista del centro-destra unito

domenica 23 aprile
“perchè Marradi può essere l’ottava meraviglia del mondo”

In un clima di grande partecipazione ed entusiasmo, davanti ad oltre cento cinquanta persone nella Piazzetta antistante il centro culturale Dino Campana, si è svolta, palpabilmente viva e vibrante, la presentazione del candidato Sindaco del Centro destra unito, Stefano Benedettini sabato 22 aprile a Marradi.


Benedettini, al debutto sulla scena politica marradese, e molti dei candidati erano visibilmente emozionati.
L’intervento del candidato Sindaco, di una straordinaria concretezza e responsabilità, si è concentrato su due atti molto semplici, che molti marradesi si aspettano, e che saranno il segno immediato e riscontrabile di un immediato cambio di passo: apertura di Piazza Le Scalelle tutto l’anno e riparazione dell’orologio della Piazza che è diventato anche il suo slogan: “Marradi si è fermata alle 20,45 … e ora ripartiamo”. Si è poi detto convinto del fatto che essere Comune di confine sia un’opportunità e non un disagio ricordato il lavoro fatto personalmente con determinazione ed impegno per addivenire a protocolli d’intesa firmati al Viminale tra le due Regioni Emilia-Romagna e Toscana e tutti i Comuni dell’Appennino tosco emiliano coinvolti per l’intervento dei Vigili del Fuoco nei territori limitrofi fuori regione scavalcando i rigidi limiti imposti dai confini regionali, scelta fortemente voluta con lucida valutazione: perchè prima di ogni cosa siamo tutti cittadini italiani ed abbiamo diritto ad una risposta il più celere possibile soprattutto quando trattasi di emergenze. La convinzione di Stefano Benedettini è che Marradi deve sapersi indirizzare per avere massima collaborazione, disponibilità ed impegno sia sul fronte toscano sia su quello toscano emiliano-romagnolo

Dopo l’intervento del candidato Sindaco hanno preso la parola alcuni candidati consiglieri anche questi concentrandosi sulla necessità di dare risposta a problemi concreti come quelli che attengono alla scuola o alle case popolari e mettendo in campo alcune delle proposte contenute nel programma elettorale visionabile sulla pagina Facebook del candidato, tra le proposte il sogno e la volontà di dar nuovamente vita alla produzione del prodotto simbolo internazionale di questo territorio il Marron Glacès.
Non sono mancati alla presentazione i vertici locali e provinciali di Fratelli d’Italia, della Lega Nord di Forza Italia e dell’Unione di centro, che hanno portato il loro saluto ed hanno garantito il loro fattivo sostegno ed aiuto a Bendettini e al suo gruppo di lavoro, presente inoltre la consigliera regionale Tozzi a conferma di una attenzione anche regionale alle istanze marradesi. Lunedì 24 nella mattinata invece Forza Italia a sostegno di Bendettini schiererà la Deputata di Forza Italia Erika Mazzetti, unico rappresentante alla Camera dei Deputati del Mugello, che sarà a Marradi per una visita ad alcune significative realtà economiche assieme al candidato a Sindaco.
A chiusura degli interventi Stefano Benedettini ha voluto rimarcare come una persona che diventa Sindaco all’improvviso non può diventare onnisciente ma ha la necessità di poter contare sull’esperienza e sulla conoscenza di un gruppo di lavoro affidabile come quello che lo sostiene e a tal riguardo ha voluto preannunciare per la serata del 4 maggio un incontro in tema di sanità con il Dott. Francesco De Pasquale. Ricordando il padre da poco scomparso romano di nascita e stabilitosi a Marradi a seguito dell’alluvione di Firenze ha ricordato quando alla domanda perchè si fosse stabilito a Marradi questo gli rispondeva: perchè Marradi può essere l’ottava meraviglia del mondo.

Amministrative: Erica Mazzetti a Marradi lunedì 24 aprile

sabato 22 aprile
“Nessuna parte del nostro territorio deve essere mai abbandonata: penso soprattutto alle aree interne, a quelle di confine così ricche dal punto di vista ambientale e sede di moltissime imprese ma con servizi e collegamenti insufficienti. Con i fondi nazionali ed europei possiamo dare delle risposte concrete a seconda delle esigenze per creare le opportunità. La politica è questo: stare sul territorio, ascoltare, portare a Roma istanze e proposte. Perciò torno con estremo piacere nell’Alto Mugello e ringrazio il gruppo di Forza Italia.

A Marradi si vota e sicuramente cambiare amministrazione è fondamentale: anche per questo ci sarò, per sostenere il candidato sindaco e tutti i candidati al consiglio”. Lo scrive in una nota Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia eletta nel territorio e componente VIII Commissione Ambiente, che lunedì 24 aprile sarà a Marradi per una serie di incontri: in programma la visita a tre aziende (Comes, Fabbrica Marroni, Acqua Brick), dunque pranzo nella cornice di Palazzo Torriani, quindi visita al Centro Studi Campaniani. Nel pomeriggio, l’On. Mazzetti sarà a Palazzuolo.

“LIBERI E FORTI”, RITORNO AL 18 APRILE ‘48 di Rodolfo Ridolfi

martedì 18 aprile

Siamo tutti figli del 18 aprile 1948, perché quel giorno fu il popolo vero, fu l’Italia profonda, dal nord al sud, che seppe difendere, unita, un patrimonio comune di valori ereditato nei secoli; perché quel giorno il nostro popolo seppe dire «no» ad una ideologia che, se avesse vinto, avrebbe portato in Italia il terrore rosso che già aleggiava sui Paesi dell’Est europeo, consegnati a Stalin dagli accordi di Yalta; perché, infine, il 18 aprile non vinse, come invece troppo comunemente si crede, il partito che ci avrebbe portati verso il cattocomunismo e la partitocrazia. Il 18 aprile fu giustamente definito una seconda Lepanto, in quanto se Lepanto ha impedito ai musulmani di invadere l’Europa, il 18 aprile ha impedito ai comunisti di conquistare l’Italia. Se il 25 aprile del ’45 segnò la fine del nazifascismo per l’opera determinante delle truppe anglo-americane e dei resistenti, il 18 aprile del ’48 fu la data in cui, con il voto, l’Italia decise per la democrazia e la libertà, sconfiggendo il pericolo frontista.

Come non sottolineare l’intelligenza politica, la lungimiranza ed il coraggio di Saragat, il quale si staccò da un partito socialista, ormai succube del Pci, per dar vita ad un socialismo liberale e democratico? Settantacinque anni sono passati da quel 18 aprile 1948, quando, alle prime elezioni dell’Italia repubblicana, i partiti del centro-destra ottenevano il 48,5% dei suffragi, battendo di oltre diciassette punti la lista di Unità Popolare, formata da Pci e Psi. Il significato della vittoria del 18 aprile va sicuramente al di là del pur considerevole risultato ottenuto dalla Dc, e supera di gran lunga la sigla stessa, sotto la quale tutti quei consensi vennero raccolti. Il 18 aprile vinsero i Comitati Civici, creati pochi mesi prima, che, forti di trecentomila volontari e di ventimila comitati elettorali, intrapresero una politica anticomunista e organizzarono una campagna elettorale nella quale risultò evidente, attraverso slogan e manifesti, che la posta in gioco era la salvezza del Paese dal comunismo. Vinse uno spirito di «crociata» in difesa della civiltà, un anno prima della scomunica lanciata da Pio XII, il 28 giugno del 1949, nei riguardi dei cristiani che aderivano alle dottrine del comunismo e che collaboravano con movimenti comunisti, e undici anni dopo l’enciclica Divini Redemptoris di Pio XI che aveva definito il comunismo «intrinsecamente perverso».

Certamente, una delle cause della sconfitta del Fronte popolare è da ravvisare nella levatura politica e morale di uomini come De Gasperi, Saragat, Einaudi. Fu così che i moderati contribuirono a salvare la democrazia e la civiltà del nostro Paese; mentre presuntuosi intellettuali di sinistra, ciechi di fronte ai crimini di stampo leninista-stalinista, iniziavano la loro triste marcia dentro il comunismo. Un’analisi di oltre mezzo secolo di storia italiana potrà contribuire a far luce sul significato politico e culturale di una data troppo importante per essere dimenticata, forse, un po’ troppo scomoda, dopo che gli sconfitti di ieri vorrebbero diventare i vincitori di oggi. Le istituzioni dovrebbero ricordare con gratitudine i protagonisti di quell’evento: Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat, Luigi Einaudi, Randolfo Pacciardi, che affermarono i valori della democrazia, della libertà, dell’atlantismo, dell’europeismo e dell’Occidente, valori che sono ancora attuali ed irrinunciabili.

Quella del 18 aprile 1948 non fu una delle consuete competizioni elettorali tra differenti forze politiche, ma una scelta di civiltà fra due opposte concezioni del mondo: fra un’Italia profondamente legata alle proprie radici nazionali, religiose e civili, ed una parte del Paese plagiata dall’utopia marxista-leninista; un’utopia che proprio nella primavera dello stesso anno portava con un golpe i comunisti al potere a Praga e forniva l’ennesimo saggio di brutalità nell’Europa dell’Est con la defenestrazione del socialista Masarik. Il clima da guerra civile di quegli anni, le aspettative dei comunisti italiani nei confronti dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito, che avanzavano nell’Italia orientale, e l’eliminazione sommaria da parte comunista dei partigiani non comunisti e di tanti innocenti subirono il 18 aprile del 1948 un duro colpo.

Stefano Benedettini Candidato sindaco di Marradi del centrodestra lancia la sfida alla sinistra divisa.

sabato 15 aprile Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo

SI VINCE O SI PERDE TUTTI INSIEME

Stefano Benedettini
Stefano Benedettini candidato Sindaco del Centrodestra unito ha deciso di presentare una lista di sette
candidati invece che di dieci sposando l’idea che si vince o si perde tutti insieme. In caso di vittoria infatti nessuno di coloro che si presenta rimarrà escluso dal Consiglio comunale di Marradi, così ha voluto fermamente il candidato Sindaco, non tradendo neanche in questo caso la sua visione solidale dell’impegno civico, e come segno di riconoscenza e stima nei confronti di coloro che hanno garantito il loro imprescindibile contributo di idee e di esperienze e che si sono votati a garantire un impegno fattivo sia per la partecipazione alle elezioni sia per il futuro amministrativo di Marradi. Questa scelta non è del tutto nuova ma è già stata collaudata nelle elezioni amministrative di Palazzuolo sul Senio nel 2019 dalla lista che vinse la scorsa tornata elettorale. Una lista quella di Benedettini che esprime, sempre per sua ferma volontà, una perfetta parità di genere come previsto dalla legge. Altro punto che ha con determinazione voluto il candidato a Sindaco Benedettini è stato quello di presentarsi con tutti i simboli di partito che lo sostengono, spinto dalla volontà di non nascondersi dietro simboli di presunte e fantasiose liste civiche, che civiche nella realtà non sono affatto ma sono pura
espressione di partiti nazionali o di alleanze di questi senza se e senza ma tanto che nei fatti ne seguono pedissequamente le orme pur di vedersi garantito qualche strapuntino di poltrona. Nell’iniziare questa nuova avventura personale e politica, nel ringraziare tutti coloro che hanno dato la loro disponibilità a candidarsi presenti in lista e non e anche tutti coloro che hanno sottoscritto la presentazione
della sua candidatura, Stefano Benedettini ha dichiarato: “mi auguro che tutti i contendenti alla carica di Sindaco abbiano in animo di confrontarsi dialetticamente e costruttivamente sui temi che interessano il paese e si attengano al rigoroso rispetto delle Istituzioni in base alla legge, senza creare voluti e poco edificanti fraintendimenti di ruoli e situazioni, ed ad un fair play degno di questo nome”.
Ufficio Stampa
Stefano Benedettini
Candidato a Sindaco Centro destra unito Marradi

Auguri Primo! Cent’anni da italiano esemplare

giovedì 23 marzo
Primo Romeri,
nato ad Ardenno in provincia di Sondrio, l’alpino l’ha fatto nel periodo della seconda guerra mondiale, e dopo l’8 settembre a Merano fu catturato e imprigionato. E’ stato nei campi di concentramento di Birkenau, Mathausen, e al confine con la Russia, ma ce l’ha fatta a sopravvivere. ha lavorato nel Corpo Forestale dello Stato, a Gaiole in Chianti, dove si è sposato. Ha avuto tre figli: Mario, Andrea ed Elena e nel 1962 viene trasferito nella Caserma di Marradi. Sempre sorridente e disponibile esempio di marito e padre di famiglia è diventato un marradese stimato e amato da tutti. Ora ha cento anni, ma è autonomo: fa la spesa, e vive da solo. Lo puoi incontrare nelle giornate di bel tempo seduto al Bar Sport e conversare con Lui ti mette di buon umore. Noi gli vogliamo bene e gli facciamo tanti Auguri!

Banalizzazione e Banalità Lettera del Direttore Raffaella Ridolfi

Dott. Raffaella Ridolfi
Direttore
di Marradi Free News
giovedì 16 marzo
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza
Versi 118-120, Canto XXVI dell’Inferno, Divina Commedia

Banalizzazione e Banalità
Lettera del Direttore Raffaella Ridolfi

La banalizzazione e la banalità insistono nel goffo tentativo di riversare le responsabilità di un
indiscutibile fallimento politico su un carattere di una comunità, sia questo vero, utile, presunto o
per squallido mero tornaconto politico.
Raccontare che una popolazione è tendenzialmente fatta di individui perdenti, privi di carattere e
passione, di pantofolai felici e contenti, è un’operazione sporca, è un tentativo subdolo di coloro che
non vogliono prendersi delle responsabilità, un modo per fiaccare o fare sembrare inutile ogni
scintilla di entusiasmo, passione, impegno o aspirazione che ogni essere umano ha per sua essenza;
se il mondo fosse stato fatto da pantofolai l’umanità sarebbe ancora all’età della pietra, se ci pensate
bene! È proprio quello spirito di superamento dei propri limiti, di risoluzione dei problemi che fa di
un uomo un adulto forte della sua autonomia ed indipendenza e che lo rende libero.
L’assunto del “pantofolaio” si addice solo a chi intende una comunità come un branco di pecore, chi
crede nel livellamento del pensiero e delle coscienze, e di chi non conosce speranza e tende ad
affievolire le speranze degli altri in un futuro più roseo per se stesso, le proprie famiglie e i propri
cari.
Un modo di pensare che contrasta con tutte quelle teorie che sostengono che un uomo, e per
estensione del concetto una comunità, seppur invecchia può rimanere attivo e condurre una vita di
soddisfazione se mantiene attive le sue facoltà cognitive, le sue aspirazioni, fino a quando gli è
possibile, un esempio per tutti Umberto Veronesi.
La banalizzazione dei problemi parte dalla non volontà di vederli, dall’incapacità di superarli, dalla
mancanza di visone, dalla ricerca seppur faticosa di una via di uscita, dalla mancanza di spinta
propositiva, in definitiva dalla rassegnazione e dal maldestro tentativo di buttar fumo sugli occhi
delle persone.
La banalità sta nel fatto di non riconoscere la realtà: storicamente i cittadini di Marradi non sono
mai stati dei pantofolai, e questo è vero anche oggi. Basti considerare quanto successo con la crisi
della fabbrica dei Marroni e del coraggio, della tenacia di quelle operaie e operai che hanno dato
vita a quel presidio portandone il peso fisico, emotivo ed economico e di come la comunità si è
stretta intorno a loro fino a quando i soliti pifferai magici hanno visto un’ennesima opportunità ed
hanno ben pensato all’utilità che ne potevano trarre in un equilibrio di giochi di potere e consenso
che niente ha a che fare con la dignità delle persone e dei lavoratori, io sono solita chiamarla,
mutuando Milan Kundera “la Grande marcia” o il “kitsch della politica”.
Una banalità può essere scritta da una bella penna, che magari pochi posseggono, ma una banalità è
sempre comprensibile proprio nella sua valenza di banalità da tutti coloro che la vogliono vedere.
La vita è di per sé movimento e questo si può sostenere senza scomodare filosofi o psicologi, la vita
è una rivoluzione di atomi, neuroni e anime, si è fermi, statici, a riposo, solo quando si è morti e
sembra dalle scoperte scientifiche recenti che neppure allora il movimento si ferma per un
determinato periodo.
Prima di mettere definitivamente le pantofole e decidere di morire crogiolandosi nella
rassegnazione ed incapacità di reazione, invito tutti gli aspiranti pantofolai a chiedersi se è motivo
di orgoglio avere i dati peggiori sul divario scolastico, sulla sanità, sui trasporti, sul reddito pro
capite, mi chiedo se non sia deprimente e al contempo di stimolo, ad esempio, il comprovato
depauperamento del vostro patrimonio immobiliare, che con fatica avete acquisito nell’aspettativa
di lasciare una base di vita per le vostre famiglie. Questi sono i dati che emergono dalla scheda delle
aree interne dedicata al Comune di Marradi e non solo, non sono opinioni e nella loro essenza non
sono banali.
A chi vi vuol mettere il prosciutto sugli occhi è bene rispondere che il prosciutto è fatto per essere
mangiato.

Aumento dell’imposta di soggiorno e Bilancio di Previsione 2023/2025 depressivo nell’Unione dei Comuni

mercoledì 8 marzo Pubblichiamo la sintesi del comunicato inviatoci dal gruppo consigliare Mugello Alto Mugello dell’Unione dei Comuni sul voto contrario all’aumento dell’imposta di soggiorno ed al Bilancio di Previsione 2023/2025

Bilancio di Previsione Depressivo
Il bilancio di previsione dell’Unione dei Comuni proposto per approvazione è asfittico e depressivo. Depressivo perché aumenta le tariffe di sua competenza contribuendo a scoraggiare consumi e iniziative imprenditoriali. (Come dimostra l’aumento, ingiustificato, delle tariffe imposta di soggiorno che avuto testè il nostro voto contrario). Asfittico perché le entrate sono utilizzate quasi esclusivamente per le spese correnti e non per investimenti di sviluppo.
Il bilancio di un ente è lo specchio delle sue virtù e dei suoi vizi.
La seconda valutazione riguarda gli scostamenti tra le risorse previste per i programmi e le spese effettivamente utilizzate, cioè la capacità di tradurre gli obiettivi di programma in fatti: il livello di attuazione è stato ampiamente eluso.
Le debolezze del bilancio si riflettono inevitabilmente negli indicatori che misurano l’efficacia e l’efficienza di gestione.
Gli elementi di positività che pur sono presenti non sono sufficienti per giudicare favorevolmente questo bilancio. Servono un cambiamento e una svolta che ancora non si sono visti: le risorse dedicate alla promozione economica delle attività produttive, commerciali e dei servizi che in momenti di grave crisi richiederebbero il massimo supporto rappresentano una parte insufficiente della spesa. La sinergia tra pubblico e privato, tra Unione, Comuni e operatori economici, oggi più che mai, deve essere massimo e invece è poca cosa. Trasporti infrastrutture sanità hanno un peso irrilevante. Perciò il nostro voto sarà contrario al Bilancio di Previsione 2023/2025.
I titoli di coda della maggioranza di centro sinistra sono rappresentati dalla vicenda della società “Pianvallico” e dal tentativo, fallito, di vendere quote della società che nessuno ha voluto e che alla fine della vicenda porterà nelle casse dell’Unione, per la cessione di quote ormai senza apprezzabile valore, pochi spiccioli.

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Un dolore immenso: la scomparsa di Piera Ballabio

martedì 7 marzo

Piera Ballabio, “La Piera” per antonomasia: donna straordinaria, intelligenza indomabile, sorriso dolce che ti resta dentro, ci lascia un vuoto incolmabile. Lavoratrice instancabile, figura insostituibile per il Turismo della Comunità Montana e dell’Unione dei Comuni ambientalista a tutto tondo moglie e madre esemplare, con Amos ha rappresentato i migliori anni della nostra vita a Marradi fin da quando la incontrammo per la prima volta ad una festa a Gamberaldi arrivata da Milano. Nel ricordarla esprimiamo l’affetto e la riconoscenza di tutti i nostri lettori per questa Marradese di adozione che non dimenticheremo.
Rodolfo Ridolfi

Il messaggio de Il Tazebao in occasione dei 23 anni dalla scomparsa dello statista socialista Bettino Craxi.

Hammamet – Tunisia – Africa – The tomb of Bettino Craxi former president of the Italian Government.

martedì 17 gennaio 2023 riceviamo e molto volentieri pubblichiamo
«I popoli esistono anche quando sono poveri»
Il messaggio de Il Tazebao in occasione dei 23 anni dalla scomparsa dello statista socialista Bettino Craxi.

Tra i firmatari esponenti delle Istituzioni, personalità della cultura e dell’informazione, italiana e internazionale.

Firenze, 17 gennaio 2023 – «Sono ormai 23 anni che Bettino Craxi ci ha lasciato, eppure la sua presenza è più viva che mai tra noi. E se la Fondazione a lui intitolata quando ancora si era tutt’altro che spento il clima infame di Mani Pulite, con uno sforzo tenace e lungimirante ne ha valorizzato l’opera di politico e di statista, il suo popolo ne vuole oggi ricordare la generosità al servizio della pace. Quella racchiusa nell’aforisma “i popoli esistono anche quando sono poveri”, la visione della nostra Europa del Lavoro e dello stato sociale con i piedi ben piantati nel Mediterraneo, culla della civiltà. Quel mare che scrutava dall’esilio di Hammamet cercandovi l’Italia all’orizzonte. Grazie Bettino».

I promotori
Gianni Bonini
Pieraldo Ciucchi
Lorenzo Somigli

I firmatari
Renzo Alessandri
Catia Almenara
Alessandro Battilocchio
Marco Becattini
Antonio Bellizzi di San Lorenzo
Alida Bensi
Fabio Boni
Flavia Bonini
Francesco Borgognoni
Stefano Borselli
Fiorenzo Bucci
Cesare Calamai
Giancarlo Cappelletti
Luciano Casarredi
Simone Cavaciocchi
Giancarlo Ciarpi
Debora Degl’Innocenti
Maurizio Falcinelli
Fabio Fallai
Fabrizio Felici
Stefano Ferroni
Carmine Festa
Matteo Gerlini
Luigi Giacumbo
Riccardo Ginanneschi
Franco Gori
Irene Ivanaj
Talal Khrais
Laura Lodigiani
Salvatore Lombardo
Francesca Longhitano
Massimo Mallegni
Andrea Marcigliano
Jean-Claude Martini
Massimo T. Mazza
Bernardo Mennini
Gianni Mercatali
Renzo Nardi
Stefano Neri
Duccio Niccolai
Fabrizio Pacini
Andrea Pastorelli
Elismo Pesucci
Marco Pieri
Rita Pieri
Mario Poneti
Paolo Ricci
Rodolfo Ridolfi
Elisabetta Romoli
Paola Sacchi
Massimiliano Scapecchi
Lino Signori
Fausto Stefanelli
Maria Cecilia Stefanelli
Edoardo Tabasso
Massimo Taiti
Daniele Taiuti
Leonardo Tirabassi
Marco Tofani
Leonardo Tozzi
Luciano Zeroni

il 19 gennaio del 2000 moriva ad Hammamet Bettino Craxi

Hammamet la tomba di Bettino Craxi
lunedì 16 gennaio
Giovedì 19 gennaio ricorre il ventitreesimo anniversario della morte di Bettino Craxi uno degli statisti italiani più illuminati e lungimiranti del nostro secolo uno degli interpreti più autentici e coerenti dell’impegno per l’affermazione della modernizzazione del nostro paese, l’interprete più originale ed autorevole, negli ultimi cinquant’anni di vita politica italiana. Il ricordo di Craxi accade, quest’anno, nella attualità politica di un governo di centro-destra che muove i suoi primi passi dopo le disastrose eperienze dei governi che hanno avuto come protagonisti tutta una serie di pigmei della politica e di incalliti trasformisti come Renzi, Letta, Conte, e compagnia cantante.La classe politica, tranne lodevoli eccezioni, non brilla certo per capacità e vedute di largo respiro ed è per questo che le idee, il coraggio ed i propositi di Craxi statista e politico ci mancano perché sono oggi di grande attualità e animano un po’ tutte le forze politiche compresa una parte consistente di quelle che lo derisero, lo insultarono e si resero protagoniste, attraverso i metodi che oggi cominciano ad emergere in tutta la loro odiosa evidenza, del suo esilio dopo averlo ingiustamente indicato come l’unico “capro espiatorio” della corruzione politica in Italia.
Venti tre anni fa il 19 gennaio il leader del socialismo tricolore moriva ad Hammamet in Tunisia lasciando un vuoto incolmabile fra i riformisti italiani e chiudendo una importante pagina nella storia del riformismo autonomista, dopo Filippo Turati e Giuseppe Saragat. Tutti gli anni ripetiamo, inascoltati che lo Stato, le Regioni, i Comuni e soprattutto la Scuola dovrebbero rendere adeguato omaggio, ad un grande italiano quale Bettino Craxi è stato contribuendo a ripristinare la verità storica sulla sua vicenda politica ed umana. Dovrebbe essere naturale e doveroso anche per chi dopo la caduta del muro di Berlino, diceva di essersi ravveduto e si richiamava più volte ai principi del socialismo democratico europeo, del quale Craxi è stato indubbiamente uno dei più coerenti e moderni interpreti. Ma ancor oggi tutte le volte che viene proposto di intitolare una via od una piazza a Craxi la risposta della sinistra è sempre la stessa, fu così anche nella Firenze di Matteo Renzi allora leader del Partito Democratico e Presidente del Consiglio. A venti tre anni di distanza dalla scomparsa di Craxi, nonostante qualche volta i commenti della stampa accreditino l’accanimento e la persecuzione che ci fu nei suoi confronti come una anomalia della vita politica italiana, la sinistra catto-comunista e opportunista preferisce rimuovere con il silenzio la verità storica che si ripropone in maniera sistematica come abitudine della cultura giacobina dei comunisti e dei loro eredi e dei poteri forti e dei suoi nuovi camerieri: “rappresentare l’avversario come un essere malvagio, corrotto ed ingiusto”. Fu così per De Gasperi, Scelba, Saragat e Fanfani. E’stato così, per Silvio Berlusconi. La speranza è che prima o poi l’Italia ufficiale dovrà e vorrà ricordare il grande statista padre del “socialismo tricolore” che ci ha lasciato pagine importanti della storia italiana ed europea, come merita.