Dopo lo strepitoso successo della presentazione del mio libro La Scintilla del Genio il 30 agosto a Marradi qualche giorno di relax nella mia città dell’Adriatico preferita: Cervia si è resa necessaria per recuperare la grande fatica e lo stress che l’evento mi ha provocato, forze e condizione fisica e mentale necessarie ad affrontare l’altro straordinario impegno del 26 settembre prossimo a Ravenna, città dantesca e campaniana, alla Biblioteca Classense, dove si celebrerà la XIII^ Edizione del Premio Internazionale Letterario Dino Campana.
Affido a questa mia breve comunicazione il più sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno voluto, da ogni parte essere presenti alla presentazione del mio libro a Marradi scusandomi con tutti coloro che non sono potuti entrare nel salone dell’Albergo e con tutti coloro che non hanno potuto acquistare il libro, ne avevo solo 50 copie. Ringrazio soprattutto i talentuosi e impareggiabili artisti e scrittori che hanno emozionato il pubblico con le loro performanc: Federica Caseti Balucani, Gianna Botti, Cesare Bartolini, Francesco Bejor, Corrado Cacciaguerra e ultimo non ultimo Franco Perfetti che ha consentito agli ospiti di visitare la camera 114 dell’Albergo quella di Dino Campana e Sibilla Aleramo del Natale 1916 mirabilmente affrescata dall’ artista Barbara Briccolani. Concludo con un apprezzamento al Sindaco ed alle donne e agli uomini del Comitato Organizzatore del Maf con un particolare grazie al responsabile della sicurezza Mauro Ridolfi ed all’inappuntabile manager Fabio Sartoni che hanno trovato il tempo di occuparsi della mia persona!
L’importanza storica del 31 luglio 2026 a VAGLI SOTTO (LU) non è stata tanto l’inaugurazione della statua al Profeta di Barbiana, con sul piedistallo la ormai famosa frase che ha fatto “andare nei matti” tutto il culturame comunista, a cominciare da quello del cosiddetto “partito democratico”…. Tutti i giornaloni d’area, a cominciare dal “Corriere della Sera”, gridano allo scandano e al falso. E’ stato colpito a morte il “santo” comunista, che avrebbe detto di combattere una chiesa cattolica “… magra, asfittica e crudele” (Luciano Della Mea – “Rinascita” 15 luglio 1977) . Questa porcheria e infamia tradisce completamente le conclusioni dell’incontro di Barbiana tra me e Don Milani. Ma ricapitoliamo in parte gli estremi dell’accordo del 31 luglio 1966.. Almeno i cattolici che si riconoscevano con noi avrebbero dovuto applicare il “Decalogo di Barbiana”, l’immortale e universale codice di comportamento politico; La definizione del comunismo di cui si doveva sempre tener conto : “Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire ad una classe dirigente, parassitaria e brutale, la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi.” ; La definizione della Democrazia “Cristiana” che si doveva trasformare nel “partito dei battezzati che si assumono le loro responsabilità”; La lotta all’imperialismo, fonte di tutte le guerre – a cominciare dalle attuali – don Milani propone di liquidarlo con i “ventimila Sammarini ” e porta un esempio: “Se i pigmei vogliono star nudi sugli alberi che ci stiano! E si crei il libero stato dei Pigmei”; Difendere l’etica cattolica di cui definisce “Gli invalicabili confini”; La questione del divorzio: nei matrimoni religiosi la competenza per lo scioglimento del matrimonio è la Sacra Rota; Eccetera….La conclusione dell’incontro fu che io dovevo “non tradire” quanto ci eravamo detti. E Lui – con la sua unica scelta politica – avrebbe fatto aderire tutti i ragazzi alla “Forza del Popolo”, associazione giovanile che avevo fondato nel 1962. Scomparso il Profeta di Barbiana dopo un anno l’accordo viene dimenticato da quasi tutti i “ragazzi”. IO NON TRADISCO, ma sono in solitudine… Mi domando: E’ un prete, sta alla Chiesa difenderlo ! Allora bussai a tante porte ed infine trovai due giganti. Padre Reginaldo Santilli O.P. Vicario per l’apostolato dei Laici, Direttore dell’Osservatore Toscano, Insegnante di Don Milani in Seminario, e il celeberrimo Mons. Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Dopo una serie di conferenze promosse da Padre Santilli si giunse al grande Convegno Cattolico di Pozzo della Chiana (AR) del 2 giugno 1976, erano presenti decine di sacerdoti e di Suore, il Vescovo di Arezzo Mons. Telesforo Cioli, il Parroco Don Carlo Bonechi, il dirigente nazionale MCL Milaneschi Roberto. Nel mio intervento difesi con grande determinazione le verità sul Profeta. Sono passati da allora altri decenni ed io credo di non aver mai dimenticato la parola data, lo dimostra la bella statua a Don Milani di Vagli Sotto, ma soprattutto la immortale definizione del comunismo posta alla sua base.
Il Marradi Art Festival, che quest’anno dedica la sua seconda edizione alla scrittura, torna a intrecciare arte, memoria e territorio attraverso le voci di chi ha saputo lasciare una traccia profonda nella cultura di Marradi.
Se la prima edizione del Festival era stata dedicata a Giampaolo “Pape” Gurioli, quest’anno quella presenza ritorna, quasi come una scintilla rimasta accesa. Una traccia del Maestro che attraversa il Festival e trova una nuova forma nel libro di Rodolfo Ridolfi, La scintilla del genio. Il volume mette in dialogo due figure lontane nel tempo ma accomunate da una stessa urgenza creativa: Dino Campana, poeta puro, inquieto e transrealista, e Pape Gurioli, musicista, puro, dalla straordinaria sensibilità. Due percorsi artistici diversi, legati da una stessa fedeltà alla propria voce e alla necessità di esprimere, attraverso l’arte, ciò che non può essere detto altrimenti.
È proprio nella scrittura, tema di questa edizione del MAF, che questo incontro trova un significato particolare: parole e musica, poesia e suono, memoria e presente si ritrovano a Marradi in un dialogo che continua nel tempo. La scintilla del genio sarà presentato al Marradi Art Festival: un’occasione per riscoprire due grandi protagonisti dell’arte e, attraverso le pagine di Ridolfi, mantenere viva quella scintilla, seguendo la traccia lasciata dal Maestro.
Pubblico delle grandi occasioni al Teatro degli Animosi di Marradi nella ricorrenza del 141° della nascita del poeta Dino Campana (Marradi 1885 Castel Pulci 1932). Fra le autorità il V.Sindaco di Marradi Badiali ed Eugenio Fusignani Vice Sindaco di Ravenna città che ospiterà il 26 settembre prossimo la 13^ Edizione del Premio letterario Internazionale Dino Campana. L’evento del 20 agosto si è dipanato, grazie ad una straordinaria interpretazione di un attore di grandissimo spessore come Emanuele Montagna in un’ora di alta cultura campaniana, intensa, emozionante, tesa e coinvolgente, che ha rievocato attraverso echi rimbalzanti i freddi volumi delle alte stanze del Manicomio di Castel Pulci, precipitando poi nel vortice dell’eros e della passione attraverso le parole del testo di Gabriel Cacho Millet e di Campana stesso che si racconta per mezzo delle sue poesie. (La Speranza- Sul Torrente Notturno, La sera di fiera, Genova)
Il testo critico e poetico allo stesso tempo di Carlo Bo ha trascinato lo spettacolo con una tensione sempre più crescente, verso il culmine tragico e liberatorio di una spettacolare interpretazione de La Chimera dai Notturni.
Questa INFRENABILE NOTTE, è stato anche l’Omaggio di Barbara Betti, Vicepresidente del Centro Studi Campaniani “E. Consolini” e autrice della Pièce a Gabriel Cacho Millet nel decimo anno dalla sua scomparsa. autore di “Quasi un Uomo” opera rappresentata a Marradi nel Teatro degli Animosi in disarmo nel 1978 per determinata volontà del compianto Sindaco Giuseppe Tarabusi per poi replicare a Roma al Flajano e Parigi dove l’imprenditore Dino Vanni su indicazione del cognato Renato Ridolfi riprodusse il Palcoscenico del Teatro Cantiere degli Animosi.
RR
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Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI