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Al Prof. Luigi Bonaffini dantista e campaniano di fama mondiale un importante riconoscimento a New York.

martedì 24 giugno

A Luigi Bonaffini dantista e campaniano di fama mondiale un importante riconoscimento a New York
In occasione dell’ ITA June Luncheon And Awards Ceremony 2025, a New York il 14 giugno scorso
è stato conferito un importante riconoscimento al Prof. Luigi Bonaffini autorevole membro del
Comitato Scientifico del Centro Studi Campaniani Enrico Consolini di Marradi. Numerosi i
personaggi illustri fra i quali spiccava Lucrezia G.Lindia Presidente della National Italian Honor
Society organizzatrice insieme all’American Association of Teachers of Italian dell’evento e John
Lauro celeberrimo avvocato penalista del Presidente U.S.A Donald Trump.

Per il Professore,
assente per malattia, ha ritirato il premio Giuliana Ridolfi che ha consegnato a Luigi Bonaffini la
lettera di Barbara Betti Vice Presidente del Centro di Marradi nella quale si legge fra l’altro: “… La
memoria torna in Piazza Le Scalelle, dove si trovava la prima sede del Centro Studi, conosciuto
come “Giardino della Violetta”. Ed è proprio lì che si fermano i ricordi, nel lontano 1992, dove il
Professor Luigi Bonaffini del Brooklyn College di New York, con la sua voce calma e chiara espose in modo semplice e fluente la componente dantesca del nostro poeta: tessendo un filo che da l’Orfeo Georgico di Virgilio confluiva alla palude Stigia del VII canto dell’Inferno ci condusse fino al primo paragrafo de “ La Notte”… Un viaggio nella storia della letteratura da Dante a Ronsard e Villon, fino a Verhaeren, Jammes, Rimbaud, Verlaine…Non solo una serata letteraria in occasione del genetliaco campaniano, ma un viaggio straordinario, ipnotico, coinvolgente…. Il Professor
Bonaffini è stato uno dei primi pilastri su cui si è fondato tutto il lavoro svolto dal Centro.

E non posso non citare continua la lettera il grande evento internazionale tenuto nel 2004 all’Istituto diCultura Italiana di New York dove Lei, grandioso protagonista, tratteggiò in modo memorabile la figura e l’opera di Dino Campana….Dare Cultura è un privilegio che il nostro Centro ha creato …
Devo al Professor Bonaffini l’aver compreso che la grandezza del sapere non è di chi ci inonda di accademica grandiloquenza ma di chi sa parlarci, attraverso monumentale e profonda conoscenza, permettendo a tutti di comprendere. Lei lo ha sempre fatto con grande umiltà, semplicità ed eleganza aprendoci un mondo molto più vasto di quanto all’epoca eravamo abituati a credere.

 

Grazie Professor Bonaffini. A nome del Centro Studi Campaniani le porgo le nostre più sincere
congratulazioni per questo importantissimo premio la cui fama ed internazionalità ci rende
orgogliosi di essere Italiani nel Mondo. Con immensa stima, un grazie personale per quella luce che
ha acceso per me e che mi ha sempre guidato nel lavoro di ricerca e nella mia professione.

XII^ Edizione Premio Internazionale Dino Campana nel ricordo di Pape Gurioli

Lunedì 23 giugno

Sabato 20 settembre a La Spezia si terrà la premiazione della 12^ Edizione del Premio Internazionale Dino Campana nella Sala della Mediateca Ligure Sergio Fragoso. Sarà nel segno di Pape Gurioli il grande musicista marradese che faceva parte della Giuria fin dalla prima edizione. Marradi Free News, le Associazioni e le Fondazioni che organizzano l’importante evento per ricordare la genialità ed il talento dell’artista marradese, recentemente scomparso, hanno realizzato un CD prodotto da Gurioli con la collaborazione di Angelino Cappelli per le Edizioni Galletti Boston di Faenza che contiene due brani: La lupa Chiara e la Panchina Numero Zero musica di Pape Gurioli e Fabio Cozzani parole del poeta spezzino Giancarlo Guani.

Il Premio si tiene per la prima volta a La Spezia per sottolineare la mediterraneità ligure della quale Dino Campana divenne sommo cantore. I poeti appartengono al mondo e la Liguria per il Poeta di Marradi è una suggestione universale come fonte di ispirazione: (Crepuscolo mediterraneo perpetuato di voci che nella sera si esaltano, di lampade che si accendono …nel cielo più vasta più ardente del sole notturna estate mediterranea?)

Bando della 12^ Edizione del Premio Nazionale ed Internazionale Dino Campana

Organizzazione: Quotidiano On-line Marradi Free News

Patrocinio: Comune di La Spezia

Collaborazioni: Accademia degli Incamminati-Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”- Opera In-Stabile-Cotidie Legere- Rinascimento Poetico.

Tema: Libero.

Svolgimento: le opere poetiche dovranno pervenire scrivendo alla mail redazione@marradifreenews.com, premiocampana@gmail.com, marradifreenews@gmail.com in formato Pdf con carattere in corpo 12 con il solo titolo e testo. Il solo titolo con nome cognome indirizzo e telefono dell’autore dovrà essere inviato dall’autore alla segreteria. Ogni autore può partecipare con una sola lirica. La quota di partecipazione alle spese organizzative di segreteria è di 15 euro. I partecipanti dovranno versarla tramite il c/c postale è 14264477 intestato a Accademia Incamminati 47015 MODIGLIANA (FC) indicando nella causale: Premio Letterario Campana 2025 oppure bonifico Beneficiario Accademia Degli Incamminati IBAN IT19K0760113200000014264477 Banca POSTE ITALIANE SPA Causale Premio Campana 2025.

Testi: I testi devono essere in lingua italiana, editi o inediti mai postati sui social e mai premiati in altri concorsi. Le opere a tema libero non potranno superare i quaranta versi o righe ed andranno inviate anche insieme al solo titolo in pdf alla segreteria freenewsmarradi@gmail.com insieme alla copia del versamento.

Scadenza: Sarà possibile presentare la propria Opera entro e non oltre il 30 Agosto 2025.

Premi: Al 1° classificato: € 200,00; al 2° classificato: € 150,00; al 3° classificato: € 100.00. I primi tre classificati riceveranno anche il diploma e le loro opere saranno pubblicate, su Marradi Free News.

Premio Emilio Betti: il/la vincitore/vincitrice premio speciale per la musicalità di Opera In-Stabile, riceverà 100 , una targa e l’ Opera verrà pubblicata su Marradi Free News

Premio Sezione Internazionale: sarà possibile essere ammessi con le stesse modalità del Premio, ma con testi in lingua inglese e/o francese e/o spagnolo editi o inediti che non potranno superare i quaranta versi o righe. Al vincitore sarà consegnata una targa ed un diploma e l’opera sarà pubblicata su Marradi Free News Per la Sezione Internazionale come per il Premio E.Betti sono confermate le specifiche giurie. Diplomi di merito e/o partecipazione potranno essere istituiti e assegnati a discrezione dei Presidenti I giudizi delle giurie saranno inappellabili.

Notizie sui risultati: Gli autori selezionati saranno avvisati telefonicamente o tramite notifica mail. I risultati saranno pubblicati, appena disponibili, sul web www.marradifreenews.com. e sui social network collegati. La Premiazione si terrà a La Spezia (SP) sabato 20 settembre del 2025 alle ore 10,30.

Diritti d’autore: gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione a Marradi Free News senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori.

Raffaella Ridolfi Direttore Responsabile Marradi Free News

Gianna Botti con il romanzo I Cavalieri d’Irlanda ottiene un Premio Speciale a Milano

Gianna Botti a Milano

lunedì 23 giugno Nuovo riconoscimento internazionale per Gianna Botti, scrittrice marradese, che il 15 giugno è stata premiata a Milano   nel corso della XXV edizione del concorso internazionale AUPI (Albo Ufficiale Poeti – Pittori Italiani).  con un Premio Speciale  per il suo romanzo   “I Cavalieri d’Irlanda”, edito da Progetto Cultura. La Giuria composta da Carlo Bazzoli (Presidente), Lucia Ferrante, Brigida Liparoti, Fabrizio Mannocci, Francesca Martinelli, Mauro Montacchiesi e Maria Teresa Piantanida, nella motivazione ha voluto sottolineare “la forza dei contenuti, la cura stilistica e l’efficacia comunicativa, espressione di un maturo percorso autoriale”. Gianna  Botti ha commentato così il nuovo traguardo raggiunto: “L’emozione è sempre tanta e il cuore batte come un tamburo ogni volta che mi chiamano sul palco. Fa piacere vedere apprezzato il proprio lavoro, ma non è per questo che scrivo. La creazione della storia è la vera esaltazione, almeno lo è per me. È come partire per un viaggio verso l’ignoto: nella testa ho la prima e l’ultima frase del romanzo, in mezzo sta l’avventura! Con questo nuovo riconoscimento, la scrittrice marradese conferma il suo valore nel panorama della narrativa italiana contemporanea. 

Riflessioni e trasparenza sulla Liberazione 80 anni dopo

Marino Pascoli

domenica 11 maggio

In occasione della ricorrenza del 25 Aprile 1945 in Italia, 8 maggio in Europa (giorno della resa del nazismo) è stato giusto e doveroso ricordare la liberazione dalla guerra, dal nazismo e dal fascismo anche se bisognerà aspettare la notte fra il 9 ed il 10 novembre 1989, momento storico della caduta del Muro di Berlino, per vedere completata la liberazione della parte orientale dell’Europa caduta dopo l’oppressione nazista nell’altrettanto odiosa ed efferata tirannide comunista. E stato giusto onorare tutti i resistenti: i nostri giovani combattenti e tutti quegli altri giovani, americani, inglesi, francesi, ebrei e polacchi, dei tanti paesi alleati, che versarono il loro sangue. Senza di loro, il sacrificio dei nostri partigiani sarebbe stato vano. Con rispetto dobbiamo ricordare, anche quelli che in buona fede hanno combattuto dalla parte sbagliata sacrificando la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta. Quello che non mi è piaciuto anche quest’anno è stato assistere alla falsa e strumentale liturgia dell’apologia di ex fascisti diventati eroi e medaglie dell’antifascismo. Ci sono ancora troppi cattivi maestri comunisti e troppi opportunisti, passati alla resistenza in tarda età, che vorrebbero ergersi a paladini della democrazia. Ricordiamo ai giovani come una gran parte dell’Italia che prima di essere comunista fu in tanta parte così fascista, non ha ancora avuto il coraggio di porre fine a ottant’anni anni di nebbia densa di imbarazzo, rimarcando l’ipocrisia, la, fragilità, lo spirito di accomodamento, anche la pavidità, di cui diede prova larghissima parte degli italiani, intellettuali in testa, che, come lamentò l’esule Salvemini, avevano baldanzosamente esibito le loro idee socialiste, comuniste e cattoliche solo in tempi di bonaccia…”.Sarebbe ora che il “tabù” fosse smascherato. Un’opera non di revisionismo, ma piuttosto una corretta e necessaria operazione di rimozione di falsità, menzogne e silenzi imposti, dalla cultura comunista prima poi di sinistra, alla storia italiana degli ultimi 80 anni. Bisogna dire ai giovani che i partigiani comunisti non aspiravano alla democrazia ma all’instaurazione della dittatura comunista nel nostro Paese ed è per questo che si accanirono sui partigiani non comunisti, soprattutto quelli che non accettavano la loro egemonia, e sui tanti silenziosi ed innocenti non comunisti. Rileggiamoci: “Il sangue dei vinti” Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile, o “la Grande Bugia” di Giampaolo Pansa o “Vincitori e vinti” di Bruno Vespa, che raccontano anche gli eccidi commessi dai partigiani comunisti. Ricordiamo come fra i delitti più odiosi sia da annoverare l’assassinio di Marino Pascoli, giovane giornalista e comandante partigiano di fede mazziniana e del Beato Rolando Rivi, seminarista quattordicenne martire per la fede assassinato dai partigiani comunisti per essersi rifiutato di consegnare la tonaca. Pascoli raccontò su La Voce di Romagna del 6 dicembre 1947: “Prima di tutto dobbiamo distinguere i partigiani veri dai partigiani falsi. I partigiani veri sono coloro che hanno corso sul serio dei rischi, che hanno combattuto con fede per la liberazione d’Italia e questi, a dir il vero, sono pochi. I partigiani falsi che purtroppo sono la maggioranza, sono coloro che hanno fatto i teppisti mascherati, i collezionisti di omicidi, e che andarono in giro col mitra, quando non vi era più pericolo, a fare gli eroi. Questa gente anche se è riuscita a munirsi di un brevetto o di un certificato, anche se oggi milita indebitamente nelle fila dei partigiani, non bisogna avere nessuna esitazione a chiamarla teppa. Teppa da reato comune, macchiata di sangue, di prepotenza e di ricatti Attenzione, partigiani veri, partigiani onesti, partigiani italiani e rimasti italiani, a non seguire coloro che vogliono vendere l’Italia allo straniero, altrimenti il vostro sacrificio sarebbe stato vano…L’organizzazione militare delle Brigate Garibaldine venne creata più tardi a rivoluzione d’Aprile conclusa. Quando contati i partigiani, rimpolpate le formazioni, aumentati gli effettivi, organizzate le forze comuniste e muniti i comandi di timbri e carta intestata, si procedette alla farsa della smobilitazione delle forze comuniste, si svolgeva, invecen un’opera diametralmente opposta quella cioè di inquadrare ed organizzare per l’avvenire queste forze per un eventuale colpo di Stato…”

Il Beato Rolando Rivi

Rolando Rivi, seminarista quattordicenne, assassinato il 13 aprile 1945 da una pattuglia di partigiani rossi. In quel periodo le simpatie del ragazzo seminarista andavano per gli uomini delle “Fiamme Verdi»”della brigata «Italia», una formazione partigiana di ispirazione cattolica organizzata da don Domenico Orlandini, che aveva il nome di battaglia “Carlo”. Un giorno viene deriso dai partigiani comunisti che scorrazzano per le colline attorno a San Valentino di Reggio Emilia. Il 10 aprile, martedì, al mattino presto Rolando va in chiesa, assiste alla celebrazione, prega, suona l’organo accompagnando i cantori, tra i quali c’è suo papà Roberto. Quindi torna a casa e mentre i suoi genitori vanno a lavorare i campi lui prende i libri sottobraccio e si reca come al solito a studiare nel boschetto a pochi passi da casa. Indossa come sempre la talare nera. A mezzogiorno, non vedendolo tornare il padre il parroco vanno a cercarlo. Trovano un biglietto: «Non cercatelo, viene un momento con noi partigiani». Alcuni partigiani comunisti lo hanno portato nella loro base, lo hanno spogliato della tonaca, lo sbeffeggiano. Lui dice: «Sono un ragazzo, sì, un seminarista… e non ho fatto nulla di male». Viene percosso a cinghiate. Rolando piange, prega, chiede pietà. È soltanto un ragazzo. Qualcuno dei partigiani si commuove e propone di lasciarlo andare, ma gli altri si rifiutano. Decidono di ucciderlo. Lo portano in un bosco presso Piane di Monchio, in provincia di Modena. Rivi si ritrova davanti alla fossa già scavata, implora di avere salva la vita. Gli rispondono con un calcio. Allora si inginocchia e dice: “Voglio pregare per la mia mamma e il mio papà”. Forse prega per i suoi stessi uccisori. Due scariche di rivoltella lo fanno rotolare a terra in una pozza di sangue. I partigiani lo coprono con qualche palata di terra e di foglie secche. La veste da prete diventa prima un pallone con cui giocare, poi viene appesa come trofeo di guerra sotto il porticato di una chiesa vicina. È il 13 aprile 1945. Il padre Roberto e il giovane curato di San Valentino, vanno a cercarlo nei boschi e per i paesi. Mentre camminano, incrociano un capo partigiano. Gli domandano: «Dov’è il seminarista Rivi?». Quello risponde: “È stato ucciso qui, l’ho ucciso io, ma sono perfettamente tranquillo”

Rodolfo Ridolfi 

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