mercoledì 23 febbraio
E’ con Profondo ed immenso dolore che piangiamo la scomparsa del grande pittore Francesco Galeotti. Galeotti è nato il 25 maggio 1920 a S.Adriano di Marradi (Firenze)dove è morto martedì 22 febbraio scorso. L’Associazione “Il Maestro di Marradi” aveva istituito fin dal 2008 una personale sezione amici di Francesco Galeotti che ha realizzato in occasione del suo novantesimo compleanno il libro “Francesco Galeotti: novant’anni di vita a colori” monografia presentata sabato 19 giugno 2010 nel Teatro degli Animosi di Marradi, curata da Rodolfo Ridolfi, dove, alla presenza del Maestro Francesco Galeotti e della premurosa moglie Maria intervennero Paolo Bassetti Sindaco di Marradi, Cecilia Filippini, Mirna Gentilini e Rodolfo Ridolfi. Se il “Maestro di Marradi”, ha colorato di porpore e di ori il nostro artistico passato, Francesco Galeotti occupa con grandi meriti un posto di rilievo per le sue meravigliose tele ricche di inconfondibili colori. Contadino, ha iniziato a dipingere fra le soste delle sue fatiche nel 1952. La sua predisposizione naturale lo avvicinarono al grande pittore macchiaiolo Eduardo Gordigiani durante i soggiorni a Popolano del maestro toscano. Ma la vera esplosione fantastica di Galeotti lo porta ad allontanarsi ben presto come sostiene, Anatole Jakovsky, dal lato aneddotico delle cose rappresentate, a tal punto che la forma e gli elementi che popolano le sue tavole acquistano una vita pressoché indipendente. Tali sono ad esempio i girasoli, le faraone e gli uccelli che finiscono per vivere un mondo fantastico abitato dalla poesia. Quando Firenze, a Palazzo Vecchio, allestisce la grande rassegna europea sui primitivi del XX secolo, da Rousseau il Doganiere a Ligabue, Galeotti viene scelto per rappresentare la Toscana e l’Italia. Cataloghi, giornali riviste d’interesse nazionale ed internazionale hanno parlato di lui e pubblicato riproduzioni delle sue opere con le caratteristiche faraone ed i girasoli. Le opere di Galeotti si trovano in raccolte pubbliche e private europee e americane tra le quali: Museo Nazionale dei naif italiani di Luzzara (Reggio Emilia) Collezione della Baronessa Rockfeller (trenta dipinti distribuiti oggi nei Musei degli Stati Uniti)- Coll. Zavattini-Raggianti-Bargellini-Mazzacurati-Ferrante-Viotti-Nevio Iori-Galleria d’Arte Moderna di Firenze, Museum of Modern Art di New York- Colchester Gallery di Greenwich. L’Associazione ha realizzato di concerto con l’Amministrazione Comunale di Marradi un progetto che prevede una esposizione permanente delle sue opere nel centro Dino Campana.
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Addio Anna Anni, costumista da premio Oscar, nata a Marradi . Si è spenta a Firenze a 84 anni. Ha vestito la Magnani, Pavarotti, la Callas. Nel ’86 ricevette la nomination all’ambita statuetta per il film ‘Otello’. Zeffirelli: “Era un talento raro..”

mercoledì 12 gennaio
Anna è nata a Marradi nel 1926 Fu adottata «da due persone che ho amato molto, ho trascorso un’ infanzia bellissima in campagna, in un borghetto medievale dove il tempo pareva essersi fermato». Poi si trasferì a Firenze, arrivò la guerra, anni duri. Ha cominciato dipingendo ceramiche, giocattoli, foulard; poi attrezzista teatrale «un po’ all’ arrembaggio, però mi è servito eccome». Dopo l’ apprendistato fiorentino, nel 1951 Orson Welles si rivolge all’ architetto Aristo Ciruzzi per le scenografie di due spettacoli da allestire a Chicago. «Aristo fece il mio nome per i costumi e… Orson Welles era un omone con una gran barba, sdraiato su un letto matrimoniale, ogni volta che si muoveva scricchiolava». Consegnati i disegni, Orson la invita in Usa per vedere gli spettacoli: «Mi prese il panico, che ci andavo a fare, non conoscevo nemmeno la lingua? Mi scrisse che era contento del successo ma dispiaciuto che non fossi andata». E dopo Welles… «Tornai a fare i miei soliti lavoretti di disegno». «Anna – ricorda Zeffirelli – è un personaggio incredibile, un patrimonio della cultura di cui gli italiani non si sono mai accorti. Ha sempre una visione precisa, si casca sempre sul sicuro. La sua straordinaria qualità è il mondo non tradizionale ma classico, come dipinge, come schizza i bozzetti, non c’ è nessuno che usa l’ aquarello come lei, anche se fa di tutto per farci cambiare idea, imbarazzante com’ è per la sua umiltà» E’ morta il primo gennaio a Firenze all’età di 84 anni. Ha lavorato con i più grandi nomi della scena, ha vestito cantanti lirici quali Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Maria Callas, Monserrat Caballè, etoile della danza come Carla Fracci e Rudolf Nureyev, attori del calibro di Anna Magnani, Valentina Cortese e Fanny Ardant. Per il teatro di prosa firmò i costumi di spettacoli come La lupa con Anna Magnani, Maria Stuarda con il duo Cortese-Falk, Mistica con Paolo Poli, La città con Alfredo Bianchini e Ave Ninchi. Per la tv collaborò con il regista Mario Ferrero, per Ginevra degli Almieri e Stenterello re in sogno, e con Massimo Scaglione per lo spettacolo Grand Hotel Folies, con Milena Vukotic, Paolo Poli e Glauco Mauri. Al cinema il suo nome è legato soprattutto a Zeffirelli e alle trasposizioni sul grande schermo di opere come Cavalleria rusticana, Pagliacci e Otello per cui ottenne nel 1986 la nomination all’Oscar con Maurizio Millenotti. «Mi facevo mandare le foto – raccontò nel 2006, quando Palazzo Pitti le dedicò la mostra ’Dal segno alla scenà, omaggio a 50 anni di carriera – degli artisti che avrebbero interpretato i vari personaggi. Così potevo disegnare il vestito seguendo l’opera, la sceneggiatura, la volontà del regista, ma anche il volto e il corpo dell’artista». Tra gli ultimi lavori firmati da Anna Anni, i costumi per due grandi produzioni cinematografiche dirette ancora da Zeffirelli: Un tè con Mussolini e Callas forever. Oltre che per la cura dei dettagli e la precisione filologica, Anna Anni era nota per il carattere schivo: «Stava troppo in retrovia», ha dichiarato Zeffirelli in un’intervista. «La mia Annina era un talento raro, tutto le sembrava difficilissimo da realizzare, invece era la miglior disegnatrice che io abbia mai visto.
ARTICOLO SU “BARCHE AMORRATE” DI ENRICO GURIOLI SULLA NAZIONE
Sabato 20 Concerto Omaggio a Chopin al Teatro Degli Animosi e Domenica 21 un albero per ogni nato.
Due appuntamenti nel week end a Marradi. Si comincia sabato 20 novembre col concerto “Omaggio a Frédéric Chopin, nel bicentenario della nascita, che si terrà alle ore 21 presso il Teatro degli Animosi. Ad eseguire le sinfonie del grande compositore le pianiste Gaia Federica Capriccio e Irene Novi della scuola di musica di Fiesole. Il concerto è organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Marradi e della Provincia di Firenze nell’ambito del “Genio nel territorio”. In programma: Ballata n. 1 op. 23; Notturno po.27 n. 2; Scherzo n. 4 op 54; Notturno op. 27 n. a; Valzer brillante op. 34 n. 1; Polacca op. post. e Ballata n. 4 op. 54. Ingresso libero.
E domenica si fa festa con la messa dimora di un albero per ogni bambino nato a Marradi. All’iniziativa “Un albero per ogni nato”, patrocinata dal Comune, sono invitate a partecipare le famiglie residenti e in particolare quelle con bambini nati dal 2007 al 2009. La cerimonia si svolgerà alle ore 10,30 nel giardino comunale di vicolo Tintoria, adiacente la scuola materna, dove saranno sistemate le piantine. E ognuna porterà il nome di una bambina o bambino nato. Poi a tutti i piccoli il sindaco Paolo Bassetti consegnerà una pergamena ricordo. Un’iniziativa che per l’Amministrazione comunale rappresenta un segno concreto per ricordare che la qualità della vita è strettamente legata a quella delle piante.

