“Dalla Genetica ai trattamenti nei tumori della donna”

 lunedì 27 aprile Incontro Oncologia Fidapa

La  sezione della Fidapa di Marradi in collaborazione con il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” e il patrocinio del Comune di Marradi organizza per Mercoledì 29  aprile 2015 alle ore 20,30 nei locali del Centro Studi  Via Castelnaudary, 5    Marradi  l’ Incontro con il dott Stefano Tamberi  Direttore U. O. di Oncologia dell’Ospedale di Faenza sul tema “Dalla genetica ai trattamenti  nei tumori della donna:

Introduce Silva Gurioli, presidente FIDAPA

Saluto delle Autorità del  Comune di Marradi

Coordina Mirna Gentilini, presidente Centro Studi Campaniani

Oggi come non mai ricordiamo la lezione storica del 18 aprile 1948.

untitledsabato 18 aprile

Siamo tutti figli del 18 aprile 1948, perché quel giorno fu il popolo vero, fu l’Italia profonda, dal nord al sud, che seppe difendere, unita, un patrimonio comune di valori ereditato nei secoli; perché quel giorno il nostro popolo seppe dire “no” ad una ideologia che, se avesse vinto, avrebbe portato in Italia il terrore rosso che già aleggiava sui Paesi dell’est europeo, consegnati a Stalin dagli accordi di Yalta; perché, infine, il 18 aprile non vinse, come invece troppo comunemente si crede, il partito che ci avrebbe portati verso il cattocomunismo e la partitocrazia. Il 18 aprile fu giustamente definito una seconda Lepanto, in quanto se Lepanto ha impedito ai musulmani di invadere l’Europa, il 18 aprile ha impedito ai comunisti di conquistare l’Italia. Se il 25 aprile del ’45 segnò la fine del nazifascismo per l’opera determinante delle truppe anglo-americane e dei resistenti, il 18 aprile del ’48 fu la data in cui, con il voto, l’Italia decise per la democrazia e la libertà, sconfiggendo il pericolo frontista. Come non sottolineare l’intelligenza politica, la lungimiranza ed il coraggio di Saragat, il quale si staccò da un partito socialista, ormai succube del Pci, per dar vita ad un socialismo liberale e democratico. Sessantasette anni sono passati da quel 18 aprile 1948, quando, alle prime elezioni dell’Italia repubblicana, i partiti del centro-destra moderato ottenevano il 48,5% dei suffragi, battendo di oltre diciassette punti la lista di Unità Popolare, formata da Pci e Psi. Il significato della vittoria del 18 aprile va sicuramente al di là del pur considerevole risultato ottenuto dalla Dc, e supera di gran lunga la sigla stessa, sotto la quale tutti quei consensi vennero raccolti. Il 18 aprile vinsero i Comitati Civici, creati pochi mesi prima, che, forti di trecentomila volontari e di ventimila comitati elettorali, intrapresero una politica anticomunista e organizzarono una campagna elettorale nella quale risultò evidente, attraverso slogans e manifesti, che la posta in gioco era la salvezza del Paese dal comunismo. Vinse uno spirito di “crociata” in difesa della civiltà, un anno prima della scomunica lanciata da Pio XII, il 28 giugno del 1949, nei riguardi dei cristiani che aderivano alle dottrine del comunismo e che collaboravano con movimenti comunisti, e undici anni dopo l’enciclica Divini Redemptoris di Pio XI che aveva definito il comunismo “intrinsecamente perverso”.

Certamente, una delle cause della sconfitta del Fronte popolare è da ravvisare nella levatura politica e morale di uomini come De Gasperi, Saragat, Einaudi. Fu così che i moderati contribuirono a salvare la democrazia e la civiltà del nostro Paese; mentre presuntuosi intellettuali di sinistra, ciechi di fronte ai crimini di stampo leninista-stalinista, iniziavano la loro triste marcia dentro il comunismo. Un’analisi di oltre mezzo secolo di storia italiana potrà contribuire a far luce sul significato politico e culturale di una data troppo importante per essere dimenticata, forse, un pò troppo scomoda, dopo che gli sconfitti di ieri vorrebbero diventare i vincitori di oggi. Le istituzioni dovrebbero ricordare con gratitudine i protagonisti di quell’evento: Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat, Luigi Einaudi, Randolfo Pacciardi, che affermarono i valori della democrazia, della libertà, dell’atlantismo, e dell’Occidente, valori che sono ancora attuali ed irrinunciabili. nonostante vengano violentemente messi in discussione in molte parti del mondo e nello stesso cuore d’Europa. Quella del 18 aprile 1948 non fu una delle consuete competizioni elettorali tra differenti forze politiche, ma una scelta di civiltà fra due opposte concezioni del mondo: fra un’Italia profondamente legata alle proprie radici nazionali, religiose e civili, ed una parte del Paese plagiata dall’utopia marxista-leninista; un’utopia che proprio nella primavera dello stesso anno portava con un golpe i comunisti al potere a Praga e forniva l’ennesimo saggio di brutalità nell’Europa dell’est con la defenestrazione del socialista Masarik. Il clima da guerra civile di quegli anni, le aspettative dei comunisti italiani nei confronti dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito, che avanzavano nell’Italia orientale, e l’eliminazione sommaria da parte comunista dei partigiani non comunisti e di tanti innocenti subirono il 18 aprile del 1948 un duro colpo.

Rodolfo Ridolfi direttore responsabile

Immobilismo e latitanza dell’Amministrazione Comunale

IMG_20150308_103443-2colombaiavenerdì 17 aprile Dal Coordinamento di Forza Italia riceviamo il seguente comunicato corredato di documentazione fotografica:

Come  coordinamento di Forza Italia Marradi spinti dalle  forti richieste da parte dei cittadini e le tante segnalazioni pervenute,  abbiamo accentuato la nostra azione tesa a dare voce al disagio della gente e denunciare all’ opinione pubblica l’immobilismo e la continua e persistente latitanza dell’ amministrazione che può vantare  slogan renziani che stridono con la verità dei fatti che  possiamo  come sempre documentare con tanto di materiale fotografico. Iniziamo  proprio dalla strada comunale di Campigno  per registrare  che dallo scorso anno nulla è cambiato,  anzi è cambiato ma in molto peggio basta fare un giro nella strada comunale che porta alla località Albero, non vi è più una strada ma un vero e proprio “letto di torrente ” al posto della strada, facciamo notare che proprio a distanza di un anno nonostante il documento firmato da tutti gli abitanti e proprietari di abitazioni di Albero, con la richiesta  al Sindaco di fare qualche cosa per questa strada , per lo meno la messa in sicurezza,  ma per ora tutto tace. Come del resto per la strada di Campigno , ormai da un paio di anni si è verificato un evento franoso in località Rinieri, che interessa proprio il margine stradale dal lato fiume ovviamente transennato e messo in sicurezza come si vede dalle foto.  Si può notare quale messa in sicurezza del piffero !!!!!

IMG_20150308_103818 IMG_20150308_103818

 

L’abbandono e l’incuria sono una costante negativa come tutto ciò che esula da quelle poche decine di metri del centro storico. Tutto ciò non lascia presagire nulla di buono visto il nulla di questi due anni di amministrazione  Triberti. Basta recarsi presso una dei siti più belli  di Marradi alla Colombia: lungo la strada comunale, dopo pochissime centinaia di metri,  in bella mostra, possiamo notare un cantiere aperto dal 2013, eredità della amministrazione Bassetti, lavori iniziati per posizionare dei lampioni per l’illuminazione pubblica, che con il subentro della amministrazione renziana si sono bloccati.   Rimangono pericolose buche aperte dove si vedono i tubi per il passaggio dei cavi elettrici,  transenne sdraiate il  tutto in barba alle norme sulla sicurezza. Altro  lavoro iniziato e mai finito,  per fortuna che questa doveva essere l’ amministrazione del fare!!!

Mauro Ridolfi

Presidente di Forza Italia Marradi -Capogruppo  di Forza Italia dell’Unione Comuni del Mugello

IMG_20150308_104423 IMG_20150308_104411-2

Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI