
Si è celebrato domenica 17 dicembre a Campi Bisenzio all’Hotel 500 Firenze, il congresso provinciale di Forza Italia-Partito Popolare Europeo, chiamato ad eleggere il coordinatore, il coordinamento provinciale ed i 5 delegati al Congresso Nazionale. Significativa la presenza delle azzurre e degli azzurri del Mugello-Alto Mugello fra gli eletti. I lavori del Congresso presieduto dall’on. Raffaele Nevi alla presenza del coordinatore regionale Marco Stella, sono stati aperti dalla relazione del coordinatore Provinciale Paolo Giovannini che presentando la mozione congressuale ha detto fra l’altro: Per Forza Italia il congresso è un momento atteso e importante: un giro di boa dopo il grande lavoro fatto con il tesseramento su cui abbiamo puntato grazie al Segretario Tajani nel solco di un uomo, un politico, un imprenditore straordinario come Silvio Berlusconi.

Giovannini è stato eletto per acclamazione insieme ai membri del nuovo coordinamento provinciale ed ai 5 delegati al Congresso Nazionale di Roma del 24 25 Febbraio 2024. Forte la rappresentanza del Mugello Alto Mugello: Silva Gurioli responsabile della Zona Mugello-Alto Mugello è stata eletta insieme a Davide Galeotti (Borgo San Lorenzo), Carolina Mangiapelo (Dicomano) Claudia Dominici (Vaglia) e Raffaella Ridolfi (Marradi) nel Coordinamento Provinciale, Rodolfo Ridolfi capogruppo nell’Unione dei Comuni e consigliere comunale di Palazzuolo Sul Senio, delegato nazionale, Angelo Di Meo (Firenzuola) sarà il nuovo responsabile provinciale della Sanità e Giovanni D’Uva (Barberino del Mugello) guiderà ancora l’organizzazione dei Seniores azzurri. Di particolare rilievo gli interventi nel dibattito dell’on Erika Mazzetti (parlamentare del Mugello), Giovanni D’Uva, Raffaella Ridolfi e Claudia Dominici. Concludendo i Lavori Marco Stella ha sottolineato come: Forza Italia continui a crescere ed il partito mostri grande vitalità. Il 9 giugno andranno al voto 183 Comuni nella nostra regione, ed è importante che la base di Forza Italia rinnovi e scelga dopo i coordinatori provinciali anche i dirigenti locali. I numerosi congressisti hanno poi partecipato alla tradizionale cena azzurra per gli auguri di Natale

Chi ha frequentazioni, da foresto, della laguna e soprattutto con Venezia conosce senza dubbio alcuno che “bere l’ombra” è una sana abitudine di consumare vino nei “bacari” veneziani: Non a caso si dice “andar par ombre”- andare per bacari- quindi si potrebbe con tutta certezza pensare che Dino Campana si trova a bere un ombra di vino camminando nelle fondamente o approdi (rive) con gradini in pietra d’Istria che scendono in acqua, per favorire l’attracco delle barche, il carico e scarico delle merci e la salita/discesa dei passeggeri. Per quel piacevolissimo gioco di suggestioni create dalla poesia Batte Botte, Dino Campana butta, apparentemente a caso, tra le righe, la figura di sé stesso che beve l’ombra per il Quais. E questo termine fa impazzire Falqui il quale chiede a De Robertis se non sia il caso di correggere il testo con la parola “Quelli”, considerandolo “Quais” un refuso dello stampatore Ravagli. Evidentemente non conosce la parola quais, termine che viene usato in Francia per definire esclusivamente una banchina fluviale utilizzata per l’attracco e il carico/scarico di merci. C’è pur tuttavia, da parte di Campana, una sottile precisazione attraverso l’uso del maiuscolo nella parola quais che sta ad indicare una precisa banchina fluviale, che potrebbe essere quella di Quais des Chartron della Garonne a nord nella città di Bordeaux. La banchina in cui si affacciavano le cantine del vino e si accatastavano le botti da usare per imbarcare vino sulle navi utilizzate per le esportazioni al di là dell’oceano. Campana dunque da l’immagine di un scenario di un porto fluviale con un linguaggio corretto come si dovrebbe quando si usa raccontare ambienti marittimi, un luogo in cui il suo passo vaga nella notte mentre
giovedì 14 dicembre 2023 Con la scomparsa di Marino Mengozzi Palazzuolo, Marradi, Firenzuola, il Mugello, la Romagna Toscana, i territori romagnoli del Santerno e della Valle del Lamone perdono una figura di grande umanità e cultura un protagonista delle trasformazioni tecniche e urbanistiche di Palazzuolo Sul Senio, un profondo conoscitore del territorio dell’Alto Mugello. Marino nasce a Palazzuolo il 16 marzo 1948, dopo le scuole dell’obbligo, frequenta L’istituto tecnico Aldini Valeriani di Bologna dove si diploma perito edile, inizia a lavorare da precario nel Comune di Palazzuolo Sul Senio dove vincerà, in seguito il concorso per Tecnico Comunale. Da competente e appassionato tecnico sarà fra i protagonisti dello sviluppo industriale e urbanistico del territorio comunale negli anni 70 e 80 e le numerose opere di abbellimento e arredo del Comune e delle sue strutture pubbliche. Tecnico anche fuori dell’orario di lavoro ha sempre seguito con professionalità tutti i cantieri per 35 anni di servizio, fino alla pensione. Appassionato del suo lavoro un grande amore per la sua terra sempre generoso e disponibile carattere aperto e dialogante metteva molto del suo gusto personale anche nei piccoli interventi senza tralasciare la praticità. Lascia la moglie Paola il figlio Riccardo e la nuora Cristiana con le nipotine Lavinia e Ludovica. Una grande impressione e commozione ha suscitato la sua inattesa scomparsa. La redazione ed i lettori partecipano al dolore dei familiari ed esprimono le più sentite condoglianze