Si narra che tre Magi venuti dalle recondite fila di una lista elettorale seppur civica, abbiano portato caramelle per ripagare il dono fatto dai pargoli del paese campaniano per abbellire il grande albero della Piazza. I Magi che non Portavano oro incenso e mirra ma erano invece spinti dalla poderosa macchina della PropaganZa iniziarono a smanettar incautamente di foto e di social dimentichi di norme e consensi tanto è avida la panza della propaganza. Dopo l’abbuffata di propaganZa gli si infilò però un ossicino di rispetto tra i denti che li costrinse a sputar fuori dal web un bel “ruttino” di gas di propaganZa. Se la propaganZa può sembrar Babbo Natale ricorda che il prezzo dei doni però a te lo fa pagare. Buon Natale!
stazione Marradi-Palazzuolo Sul Seniomercoledì 7 dicembre, Dopo aver denunciato l’opaca storia dei debiti del Comune di Marradi con l’Unione dei Comuni, ora i consiglieri di Si Amo Marradi, a seguito della messa in mora e la diffida delle Ferrovie al Comune affinchè il Comune di Marradi paghi i debiti pregressi, chiedono lumi e trasparenza sui termini delle locazioni dell’utilizzo delle aree (Parcheggio-locali e capannone) come previsto dalla Convenzione con Ferrovie ed anche sui progetti per aree e locali:
I sottoscritti consiglieri: Raffaella Ridolfi, Giulio Bassetti, Mauro Ridolfi e Cristiano Talenti Premesso che
Apprendiamo dal sito facebook di Tommaso Triberti che sarebbe al lavoro per definire gli ultimi dettagli sul nuovo volto che avrà l’area della stazione ferroviaria di Marradi con il primo di diversi interventi che partirà già nelle prossime settimane;
In data 26/10/2022 Ferrovie Italiane si è costituita in mora e ha diffidato il Comune di Marradi a saldare i debiti pregressi dovuti per: attraversamento fogna per 979,80 euro; Interferenza Ferroviaria per 164,41 euro; attraversamento Idrico per 1.145,68 euro; attraversamento fogna per 8.400,41 euro; attraversamento fogna per 2.122,36 euro; attraversamento Idrico per 2.382,76 euro; per complessivi 15.192,42 euro;
con determina del 17 novembre pubblicata solo il 6 dicembre il Comune ottemperava poiché in assenza di regolarizzazione di debiti pregressi, la convenzione con Ferrovie Italiane e le obbligazioni conseguenti non si sarebbero perfezionate;
La Giunta del Comune di Marradi, infatti, con Deliberazione del marzo 2020, decideva di sottoscrivere uno schema di Convenzione con Rete Ferroviaria Italiana per, la riqualificazione, di aree ferroviarie dismesse che comportava, tra le altre cose, la locazione, per anni nove più nove, 5.500,00 euro oltre Iva di legge annuali, dei seguenti immobili: area, ad uso parcheggio, di mq 2900, porzione ex Rimessa Locomotive per uso magazzino;
Il Comune di Marradi con la Determinazione n.554 del 30/12/2020 si impegnava a pagare alla Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., per il triennio 2020-2022, 17.892 euro: €4.473,50 per l’affitto di edifici e spazi dell’area stazione nel 2020, €6.710,00 per il 2021; €6.710,00 per il 2022; Interrogano il sindaco
Per sapere se corrisponda a verità quanto riferito in premessa e se non ritenga doveroso fare chiarezza tempestivamente in Consiglio, od in subordine con la conferenza dei copogruppi, sullo stato della Convenzione con Rete Ferroviaria Italiana S.p.A con particolare riferimento alla situazione delle locazioni e dei conti, e sui progetti che investirebbero l’area della Stazione
Il giovane Yuri Scalini, promettente atleta di lotta greco romana che gareggia per i colori di Faenza, ha conquistato un brillantissimo podio nella categoria 63 Kg. di lotta greco romana nella Coppa Italia Senior del PalaPellicone al Lido di Ostia dietro i più esperti Alex KettMaier e Riccardo Badano. Al giovane campione le più vive e meritate felicitazioni della redazione, dei lettori e di tutti gli appassionati di questa storica disciplina olimpica.
Lorenzo Somiglimercoledì 9 novembre Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo l’interessante articolo del giornalista Lorenzo Somigli
“I pazzi sono sacri ad Allah”, me lo diceva un caro amico libanese, geniaccio di Byblos. Ho apprezzato molto il testo di Rodolfo Ridolfi che spiega con dovizia il caso del manoscritto del “poeta pazzo” o meglio del poeta “che palpava il mondo al di là del convenzionale”, per dirla con il Papini [1].
La prima volta che lo lessi – quinto anno di Liceo e professoressa che pronunziava il suo nome con spiccato accento pugliese – ebbi la sensazione di uno scritto iniziatico, eleusino. Mi colpiva il suo far esplodere il dettaglio, il cogliere silenzi e misteri di luoghi conosciuti del quotidiano come nel suo “Giardino invernale”.
È una personalità quella del Campana che aveva certamente affiancato al continuo, irrinunciabile confronto con la classicità e la tradizione, anche pittorica, il confronto/scontro con la modernità, le Avanguardie che allora popolavano il capoluogo fiorentino, con gli influssi esteri, come quello francese, quello tedesco, quello statunitense ovvero gli amati Whitman e Poe (con le sue poesie come “Il Corvo” e non solo). Assorbito tutto, ci tenne a coltivare una sua alterità.
Campana non si sentiva futurista – pare da alcune lettere che li disprezzasse come disprezzava più o meno tutti (in questo più tosco che emiliano). Era tutto futurista nella simultaneità delle sue visioni che si affastellano come nel “Viaggio a Montevideo”. Quella simultaneità che rende bene il senso di un’epoca di cambiamento, che rivediamo nella frenetica elencazione del Fortunello di Petrolini con il suo “Sono: Omerico Isterico Generico Chimerico Clisterico”.
Del resto, la simultaneità, più che un esercizio di stile, è un moto dell’animo umano, con i suoi torbidi, le sovrapposizioni mnemoniche, le sue note stonate; è l’identità umana che è necessariamente complessa e plurale, più d’una naturalmente.
In più, la sua polemica, che si legge in svariate lettere, contro una cultura italiana incapace di aprirsi, oggi si direbbe “museificata”, è più che mai valida; la si ritrova, sempre in scritti di poeti coevi, seppur con toni più arrembanti, come Majakovskij, il poeta russo (tutto futurista lui) chiede di “…è tempo che le pallottole risuonino sulle pareti dei musei. Fuciliamo l’anticaglia…” [2]
E ancora i suoi sentimenti notturni e dolenti mi sembrano echeggiare – è lo spirito del tempo – quelli del Prufrock di T.S. Eliot [3] e di tutta la sua produzione.
Penso che tutt’oggi possa parlarci molto il Campana uomo del suo tempo, figlio dell’esordio inquieto del Novecento e delle contraddizioni di allora, con la sua ineguagliata ipersensibilità. Oggi che tutti vorrebbero essere ribelli e autentici e sentimentali e veri e poi finiscono per arenarsi nel fotocopiare il pensiero altrui, senza alcuna individualità. Oggi che siamo meno umani e molto più soli, ecco che la sensibilità del genio, di Campana e dei coevi, di coloro che altri lutti hanno vissuto ci può aiutare.
Potrei parlarne per ore, il Campana ogni volta mi appassiona e spero che altri si appassionino, come me. Per adesso ringrazio Rodolfo e il Vostro giornale per l’ospitalità. E stasera mi darò alla rilettura…
Lorenzo Somigli
Giornalista
1. Fonte: riportato nella introduzione dei “Canti Orfici” (ET Poesia) e tratto da “Il poeta pazzo” di G. Papini (1948).
2. “Troppo presto per cantar vittoria” (1918), contenuto in Ode alla Rivoluzione (Passigli Editore).
3. “The Love Song of J. Alfred Prufrock” (1910-1911).
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Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI