Il 25 aprile festa della libertà e dell’antifascismo autentico ricordiamo il contributo di sangue dei veri partigiani e dei soldati alleati che hanno liberato l’Italia e l’Europa.

venerdì 22 aprile
Quest’anno il 77° anniversario del 25 aprile 1945 assume un particolare significato per la drammatica guerra in Ucraina e ci riporta alla grandissima attualità dei valori espressi, nel mirabile discorso tenuto nel 2009 il 25 Aprile ad Onna in Abruzzo, dal Presidente Silvio Berlusconi nella parte in cui affermava: “…Benché frutto evidente di compromessi, la Costituzione repubblicana riuscì a conseguire due obiettivi nobili e fondamentali: garantire la libertà e creare le condizioni per uno sviluppo democratico del Paese. Non fu poco. Anzi, fu il miglior compromesso allora possibile. Fu però mancato l’obiettivo di creare una coscienza morale “comune” della nazione, un obiettivo forse prematuro per quei tempi, tanto che il valore prevalente fu per tutti l’antifascismo, ma non per tutti l’anti-totalitarismo. Oggi, il nostro compito, il compito di tutti, è quello di costruire finalmente un sentimento nazionale unitario. Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, Se da oggi riusciremo a farlo insieme, avremo reso un grande servizio non a una parte politica o all’altra, ma al popolo italiano e, soprattutto, ai nostri figli che hanno il diritto di vivere in una democrazia finalmente pacificata…”.

In occasione della ricorrenza del 25 Aprile 1945 in Italia, 8 maggio in Europa (giorno della resa del nazismo) è giusto e doveroso ricordare la liberazione dalla guerra, dal nazismo e dal fascismo anche se bisognerà aspettare la notte fra il 9 ed il 10 novembre 1989, momento storico della caduta del Muro di Berlino, per vedere completata la liberazione della parte orientale dell’Europa caduta dopo l’oppressione nazista nell’altrettanto odiosa ed efferata tirannide comunista. E giusto onorare tutti i resistenti: i nostri giovani combattenti e tutti quegli altri giovani, americani, inglesi, francesi, polacchi, dei tanti paesi alleati, che versarono il loro sangue. Senza di loro, il sacrificio dei nostri partigiani sarebbe stato vano. Con rispetto dobbiamo ricordare, anche quelli che in buona fede hanno combattuto dalla parte sbagliata sacrificando la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta.

Quello che non ci piace è assistere alla falsa e strumentale liturgia apologia di ex fascisti diventati eroi e medaglie dell’antifascismo, a comunisti che si ergono a paladini della democrazia, ad opportunisti democristiani che sono passati alla resistenza in tarda età.

Una parte dell’Italia come la nostra, che prima di essere comunista fu in tanta parte così fascista, dovrebbe avere il coraggio di porre fine a settantasette anni di nebbia densa di imbarazzo, rimarcando l’ipocrisia, la fragilità, lo spirito di accomodamento, anche la pavidità, di cui diede prova larghissima parte degli italiani, intellettuali in testa, che, come lamentò l’esule Salvemini, avevano baldanzosamente esibito le loro idee socialiste, comuniste e cattoliche solo in tempi di bonaccia…”.Sarebbe ora che il “tabù” fosse smascherato. Un’opera non di revisionismo, ma piuttosto una corretta e necessaria operazione di rimozione di falsità, menzogne e silenzi imposti dalla cultura comunista alla storia italiana degli ultimi 77 anni. I partigiani comunisti non aspiravano alla democrazia ma all’instaurazione della dittatura comunista nel nostro Paese ed è per questo che si accanirono sui partigiani non comunisti, soprattutto quelli che non accettavano l’egemonia comunista, sui borghesi e sui tanti silenziosi ed innocenti non comunisti. Rileggiamoci : “Il sangue dei vinti”. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile, o “la Grande Bugia” di Giampaolo Pansa o Vincitori e vinti di Bruno Vespa, che raccontano anche gli eccidi commessi dai partigiani comunisti. Fra i delitti più odiosi è da annoverare l’assassinio di Marino Pascoli, giovane giornalista e comandante partigiano di fede mazziniana. Pascoli raccontò su La Voce di Romagna del 6 dicembre 1947 : “Prima di tutto dobbiamo distinguere i partigiani veri dai partigiani falsi. I partigiani veri sono coloro che hanno corso sul serio dei rischi, che hanno combattuto con fede per la liberazione d’Italia e questi, a dir il vero, sono pochi. I partigiani falsi che purtroppo sono la maggioranza, sono coloro che hanno fatto i teppisti mascherati, i collezionisti di omicidi, e che andarono in giro col mitra, quando non vi era più pericolo, a fare gli eroi. Questa gente anche se è riuscita a munirsi di un brevetto o di un certificato, anche se oggi milita indebitamente nelle fila dei partigiani, non bisogna avere nessuna esitazione a chiamarla teppa. Teppa da reato comune, macchiata di sangue, di prepotenza e di ricatti…… Attenzione, partigiani veri, partigiani onesti, partigiani italiani e rimasti italiani, a non seguire coloro che vogliono vendere l’Italia allo straniero, altrimenti il vostro sacrificio sarebbe stato vano…L’organizzazione militare delle Brigate Garibaldine venne creata più tardi a rivoluzione d’Aprile conclusa. Quando contati i partigiani, rimpolpate le formazioni, aumentati gli effettivi, organizzate le forze comuniste e muniti i comandi di timbri e carta intestata, si procedette alla farsa della smobilitazione delle forze comuniste, si svolgeva, invece un’opera diametralmente opposta quella cioè di inquadrare ed organizzare per l’avvenire queste forze per un eventuale colpo di Stato…”

Rodolfo Ridolfi direttore responsabile

C’è poco da esultare !! Il Treno nell’Inferno di Dante nel girone dei Pendolari infuriati

sabato 19 marzo
Ancora una settimana terribile per i pendolari caratterizzata da treni cancellati, ritardi pesanti, treni limitati nella circolazione, informazioni incomplete, ha investito gli utenti della Faentina, ma anche la linea Firenze-Borgo via Pontassieve e la A.V. Gli utenti hanno protestato duramente contro la Regione e l’assessore Baccelli che continua ad essere latitante rispetto alla soluzione dei problemi del trasporto ferroviario nell’area metropolitana fiorentina. Giovedì si sono registrati ritardi fino a 120 minuti per i treni AV e regionali. I disagi che i cittadini, i lavoratori e gli studenti che utilizzano il servizio ferroviario, nella Tratta Firenze-Faenza subiscono da occasionali sono diventati purtroppo la normalità e possiamo ormai catalogarli come cronici disservizi ascrivibili ad evidenti e intollerabili responsabilità di RFI, Regione, città Metropolitana e Comuni interessati per non aver ancora sostituto il materiale rotabile previsto dal contratto di servizio, per la mancata realizzazione degli interventi per 42 milioni di euro, dei quali nessuno, se si fa astrazione per l’ex Sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli e dei consiglieri di opposizione nell’Unione dei Comuni e nel Comune di Marradi, ha più chiesto conto e nessuna Istituzione ha avuto la responsabilità di riferire. L’escalation dei disagi e dei ritardi si è registrata con il guasto sul sistema Alta Velocità, che ha interessato non solo i pendolari e gli utenti della Faentina, ma ha coinvolto tutti i viaggiatori della linea Bologna-Roma. Come ha ricordato molto opportunamente Claudio Scarpelli “… sono inaccettabile, i silenzi di Regione, Città Metropiltana e Unione Comuni Mugello, sulla realizzazione della Stazione Alta Velocità di Firenze, che consentirebbe la separazione delle linee”. Esulteremo anche noi se qualche Sindaco dopo oltre 10 anni che l’attraversamento dell’Appennino con l’Alta velocità e la stazione AV di Bologna sono state realizzate, ci raccontasse quando la Stazione Alta Velocità di Firenze sarà completata.

R.R.

Raffaella Ridolfi rilancia la Proposta di SiAMO MARRADI “Bilancio di Prospettiva 2021-2023” del 15 luglio 2021 sull’utilizzo del Molinone di Marradi

martedì 15 marzo
Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:
Le risorse del PNRR vanno richieste per progetti innovativi e strategici e non per improbabili inutili e ritriti progetti di cattedrali nel deserto
Un parco sperimentale del ciclo energetico nella struttura del Molinone a Marradi
Si AMOMARRADI alla propaganda sterile dei tavoli, tavolinetti e strapuntini “concertanti” di opache concertazioni preferiamo la concretezza e la trasparenza delle idee che linearmente proponiamo. In questa ottica insistiamo sulla la necessità per Marradi di proporre il punto 2 già contenuto ed indicato nel nostro Bilancio di prospettiva del luglio 2021 Energia Green studio, progettazione e realizzazione di un parco sperimentale del ciclo energetico nella struttura del Molinone. Il Molinone da tempo cerca una sua collocazione, struttura cadente ma di pregio, infilata in tutti i possibili progetti di ristrutturazione non ultima come sede museale, a nostro avviso, vista la sua storia, vista la sua collocazione, potrebbe essere ripensata e riconvertita in un parco sperimentale di energie rinnovabili ed alternative dedicato alla produzione integrata delle varie fonti di energia rinnovabile ed alternativa. Un ciclo completo di utilizzo, stoccaggio, allacciamento e riutilizzo di tutti i prodotti e gli scarti del ciclo energetico al fine della sussistenza energetica concepita in piccole energy grid da dedicare in prima istanza alle abitazione e alle attività produttive del nostro territorio. In particolare riteniamo strategica la produzione e/o stoccaggio di idrogeno abbinata con la possibilità di introdurre nella ferrovia Faentina i treni ad idrogeno.

Raffaella Ridolfi
Capogruppo in Consiglio Comunale-Vice Coordinatore Provinciale di Forza Italia

Nella giornata dell’8 marzo le Domenicane di Marradi aprono le porte a donne e bimbi dell’Ucraina

martedì 8 marzo riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:


Il Monastero della SS.ma Annunziata di Marradi apre le porte all’Ucraina

Celate al mondo ma sempre presenti, le Suore di Clausura di Marradi si sono subito organizzate per dare accoglienza. “Siamo qui per questo da sempre: accogliere e aiutare” dice la Madre Priora Suor Maria Domenica Giangregorio rivolgendosi direttamente alla P.A. Associazione di Protezione Civile Volontari Marradi, per tramite degli Amici del Monastero.
La sera del 28 Febbraio la sede centrale dell’ANPAS di Firenze accoglie la disponibilità del nostro monastero. Oggi le sorelle sono pronte ad abbracciare i primi due ospiti: Julia e Maksim Kharkenko, madre e figlio.
Hanno raggiunto a piedi la frontiera polacca e arriveranno a Marradi insieme alla figlia ed ai nipoti dei nostri concittadini Tanya e Gianfranco Bosi.
Il viaggio è stato coordinato dal Presidente Claudio Bandini, da Stefano Benedettini e da tutti i volontari della Protezione Civile di Marradi che per cinque giorni e cinque notti sono stati in contatto telefonico costante fino alla salvezza nel campo profughi polacco.
Il Monastero è in attesa di accogliere un’altra madre con due bimbi ed altre persone, nei tempi complicati della burocrazia e della difficoltà di questo momento caotico e terribile.
Non ci saranno né comitati di accoglienza né discorsi ma solo il dovuto rispetto e silenzio per chi ha subito e vissuto questo strazio e dolore inaccettabile.
B.B.

Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI