Le Suore del Convento della SS.Annunziata di Marradi combattono la pandemia con la preghiera e con il sostegno concreto alla Protezione Civile

manifesto9 -PAXP-deijEmercoledì 01/04/20 

Le suore di clausura di Marradi: Suor Maria Domenica, Suor Maria Rosaria, Suor Maria Margherita, Maria Francesca e Caterina assicurano il loro aiuto non solo attraverso la preghiera costante con la quale chiedono protezione per tutti noi, ma hanno disposto un bonifico di € 500 in favore dell’ Associazione Protezione Civile di Marradi.

Stefano Benedettini, a nome dell’Associazione di Protezione Civile Volontari Marradi scrive : “In questo periodo di grossa difficoltà, non rimaniamo indifferenti, ma commossi dalla generosità delle nostre Monache che, come cittadine di Marradi hanno voluto contribuire in un momento così difficile. La loro vicinanza ci aiuterà ad affrontare al meglio tutte le situazioni.       Un infinito Grazie.

Da domani ci si muova solo per lavoro salute ed emergenza rimanete in casa ed uscite solo per necessità inderogabili attenendovi a tutte le precauzioni indicate dalle autorità

logomartedì 10 marzo 

Cari lettori cari marradesi,

Da oggi ci si muove solo per lavoro, salute o emergenza. Misure valide per tutti fino al 3 aprile. Abbiamo bisogno di avere un sistema sanitario in grado di curare tutti coloro che si ammalano di coronavirus  e anche coloro che si ammalano di altre patologie. E allora abbiamo bisogno di contenere il virus, perché se continuasse a crescere con questa velocità non saremmo più in grado di rispondere come stiamo facendo. Nel complesso il sistema sanitario può reggere ma è importante che le persone diano il proprio fondamentale contributo alla causa attenendosi alle indicazioni fornite dalle autorità. Facciamo appello a tutti anche a coloro che in maniera superficiale hanno ignorato fino ad oggi l’alto rischio che corre il Paese intero  di attenersi scrupolosamente alle indicazioni. Insieme alle norme igieniche è fondamentale evitare il più possibile i contatti e le occasioni di contatto a partire dalla frequentazione dei luoghi chiusi pubblici e privati. In maniera composta, evitando allarmismi ma soprattutto evitando pericolosissime minimizzazioni del rischio reale che tutti, nessuno escluso, stiamo correndo, dobbiamo rallentare il propagarsi del virus per consentirne nei tempi che saranno necessari la sconfitta. Se saremo tutti uniti e terremo comportamenti intelligenti anche nella comunicazione fra di noi potremo farcela.

il direttore responsabile

Rodolfo Ridolfi

Ricordo di Francesco Galeotti il grande pittore naive di Marradi in occasione del IX anniversario della morte

invito_galeotti1lunedì 24 febbraio

Il più grande pittore naive della Romagna-Toscana Francesco Galeotti era nato il 25 maggio 1920 a S.Adriano di Marradi (Firenze) dove morì  il 22 febbraio 2011. Nel nono anniversario della sua scomparsa lo Lo ricordiamo, come sempre commossi, insieme a tutti gli amici dell’Associazione “Il Maestro di Marradi”, che ha istituito, fin dal 2008, una personale sezione amici di Francesco Galeotti che realizzò in occasione del suo novantesimo compleanno il libro “Francesco Galeotti: novant’anni di vita a colori”, monografia curata da Rodolfo Ridolfi  e che fu presentata sabato 19 giugno 2010 nel Teatro degli Animosi di Marradi, dove, alla presenza del Maestro Francesco Galeotti e della premurosa moglie Maria intervennero il Sindaco di Marradi, Paolo Bassetti, Cecilia Filippini e Mirna Gentilini. Nell’autunno del 2012. il sindaco Bassetti, l’assessore alla cultura Silva Gurioli, grazie alla generosità della  vedova del pittore,  Maria, realizzarono al primo piano del “centro Dino Campana”  uno spazio espositivo permanente dove sono esposte le opere del pittore ed un premio dedicato ai giovanissimi delle scuole medie.  Maria ha poi voluto arricchire nell’agosto del 2018, con la collaborazione del Sindaco Tommaso Triberti, la sala con le “Vetrine Francesco Galeotti”,  teche che contengono premi e riconoscimenti al grande Pittore di Sant’Adriano.  Marradi Free News e l’Associazione Culturale il “Maestro di Marradi” su Galeotti hanno scritto: “Se il Maestro di Marradi, ha colorato di porpore e di ori il nostro artistico passato, Francesco Galeotti occupa con grandi meriti un posto di rilievo per le sue meravigliose tele ricche di inconfondibili colori. Contadino, iniziò a dipingere fra le soste delle sue fatiche nel 1952. La sua predisposizione naturale lo avvicinarono al grande pittore macchiaiolo Eduardo Gordigiani durante i soggiorni a Popolano del maestro toscano. Ma la vera esplosione fantastica di Galeotti lo portò ad allontanarsi ben presto come sostenne, Anatole Jakovsky, dal lato aneddotico delle cose rappresentate, a tal punto che la forma e gli elementi che popolano le sue tavole acquistano una vita pressoché indipendente. Tali sono ad esempio i girasoli, le faraone e gli uccelli che finiscono per vivere un mondo fantastico abitato dalla poesia. Quando Firenze, a Palazzo Vecchio, allestì la grande rassegna europea sui primitivi del XX secolo, da Rousseau il Doganiere a Ligabue, Galeotti venne scelto per rappresentare la Toscana e l’Italia. Cataloghi, giornali riviste d’interesse nazionale ed internazionale hanno parlato di lui e pubblicato riproduzioni delle sue opere con le caratteristiche faraone ed i girasoli. Le opere di Galeotti si trovano in raccolte pubbliche e private europee e americane tra le quali: Museo Nazionale dei naif italiani di Luzzara (Reggio Emilia) Collezione della Baronessa Rockfeller (trenta dipinti distribuiti oggi nei Musei degli Stati Uniti)- Coll. Zavattini-Raggianti-Bargellini-Mazzacurati-Ferrante-Viotti-Nevio Iori-Galleria d’Arte Moderna di Firenze, Museum of Modern Art di New York- Colchester Gallery di Greenwich.

Il  2020 è l’anno del centenario della nascita del Pittore Contadino  e per l’occasione l’ Amministrazione Comunale Marradi, realizzerà un evento teso a sottolineare  lo straordinario patrimonio artistico e culturale che Francesco Galeotti ci ha lasciato.

A mettere in ridicolo le Istituzioni e soprattutto profanare la memoria con mitomani che speculano su una immensa tragedia è un attimo….

Samuel-Artale-von-Belsky-Levivenerdì 14 febbraio riceviamo e pubblichiamo integralmente, del dott. Alessandro Mazzerelli, quanto inviatoci, ed esprimiamo solidarietà agli organizzatori ed ai cittadini truffati non senza aver prima dato conto dell’antefatto:

Si celebra domenica 21 luglio 2019 il 75° anniversario dell’eccidio di Crespino del Lamone e Fantino. Un massacro compiuto dai soldati tedeschi il 17 luglio 1944 che, per rappresaglia, trucidarono 44 civili innocenti, inermi. I loro resti da allora riposano all’interno del sacrario-ossario eretto nella frazione marradese. A tenerne vivo il ricordo anche il “Cammino della Memoria” realizzato dal Comune, inaugurato a fine 2017 dal presidente della Cei Gualtiero Bassetti. Alla commemorazione, promossa dal comitato onoranze caduti civili Crespino-Fantino assieme al Comune di Marradi, parteciperanno, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura  David Ermini, il direttore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine Francesco Sardone e Samuel Artale, deportato sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz (che sabato sarà presente a un incontro pubblico a Marradi per portare la sua testimonianza diretta degli orrori dell’Olocausto).
Alle 9.30 da piazza don Trioschi (parroco tra le vittime dell’eccidio) il corteo si muoverà per raggiungere il monumento ossario, dove sono previsti gli interventi della presidente del comitato onorcaduti Irene Alpi e del sindaco di Marradi Tommaso Triberti, cui seguirà l’orazione ufficiale tenuta da Giuseppe Matulli, presidente dell’Istituto storico della Resistenza. Alle 11.30 il vescovo di Faenza-Modigliana, mons. Mario Toso, officierà la liturgia eucaristica. Il rito dell’onore ai caduti chiuderà la cerimonia.

La Riflessione del dott. Alessandro Mazzerelli:

“Arriva Artale!  Arriva Artale!  Artale… Artale…” nemmeno stesse per arrivare la Madonna di Fatima. Tutta la sinistra bempensante e borghese di Marradi e della Val di Lamone, da Faenza in su, è mobilitata, manifesti ed inviti ovunque, tutto e tutti  per accogliere  questo Artale, ed effettivamente, nel paese dei marroni doc, non si poteva fare di più. All’evento pontificano il Presidente della “Comes”, un ente per il recupero dei drogati,  dei delinquenti e “non solo”…  il Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani (ANPI), che a vederlo, diresti che ai tempi dei partigiani aveva ancora diversi anni prima di nascere… infine l’immancabile ex parlamentare cattocomunista , Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza – che in paese si dice avesse avi fascistissimi… ma questa è un’altra storia… Ora, si può mai mancare ad una simile iniziativa, che si tiene peraltro in un fresco e piacevole pomeriggio del 20 luglio 2019 nel Circolo del Tennis, costruito – per testimoniare la Verità e il Bene comune – sul terreno regalato da un prete ? Certamente NO!  Peraltro si presenta anche un libro eccezionale,  dal titolo “La Vita”,  ovviamente quella di Artale . L’omino,  un’arzillo ottantatreenne, con lo zuccotto ebraico in testa, spiccica poche parole, ma riceve lunghissimi applausi, da una gran folla, che nel paesotto appenninico non avevo mai visto.  Meno male, che a dare corpo a questo “importantissimo” evento, ci furono le  entusiastiche parole di chi  – anche troppo a lungo – lo presentò facendo l’esegesi della sua “importantissima” opera . Io, di tutta la sceneggiata, rimasi fortemente perplesso, oggi posso dire che  ci avevo visto giusto…  Il primo febbraio c.a. apro “La Verità”, il mio quotidiano di riferimento, e manca poco che il cappuccino non mi va storto, leggo che “Il Gazzettino” del Veneto ha fatto un dettagliato servizio su tale Samuel Gaetano ARTALE von Beloskoj – Levi e viene fuori che l’ARTALE  si chiama semplicemente Gaetano Artale, che non è nato a Rostock in Germania , ma a Laino Borgo in provincia di Cosenza. MA SOPRATUTTO CHE NON E’ EBREO, CHE NON E’ MAI STATO DEPORTATO, CHE NON E’ MAI STATO AD AUSCHWITZ, che il suo libro è quindi totalmente menzognero…  e infine che da 15 anni gira per le Scuole d’Italia “testimoniando” la sua “esperienza” nei campi di concentramento nazisti, tutto ciò lo afferma – con “indicibile” sofferenza –  anche un ebreo vero, GADI LUZZATO VOGHERA, Direttore del centro di documentazione ebraica di Milano.   Ogni commento è davvero superfluo.   

Alessandro Mazzerelli 

Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI