VAGLI SOTTO (LU) L’inaugurazione della statua al Profeta di Barbiana. 

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Alessandro Mazzerelli

mercoledì 26 agosto

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo

L’importanza storica del 31 luglio 2026 a VAGLI SOTTO (LU) non è stata tanto l’inaugurazione della statua al Profeta di Barbiana, con sul piedistallo la ormai famosa frase che ha fatto “andare nei matti” tutto il culturame comunista, a cominciare da quello del cosiddetto “partito democratico”….  Tutti i giornaloni d’area, a cominciare dal “Corriere della Sera”, gridano allo scandano e al falso. E’ stato colpito a morte il “santo” comunista, che avrebbe detto di combattere una chiesa cattolica “… magra, asfittica e crudele”  (Luciano Della Mea – “Rinascita” 15 luglio 1977) . Questa porcheria e infamia tradisce completamente le conclusioni dell’incontro di Barbiana tra me e Don Milani. Ma ricapitoliamo in parte gli estremi dell’accordo del 31 luglio 1966..  Almeno i cattolici che si riconoscevano con noi avrebbero dovuto applicare il “Decalogo di Barbiana”, l’immortale e universale codice di comportamento politico; La definizione del comunismo di cui si doveva sempre tener conto : “Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire ad una classe dirigente, parassitaria e brutale, la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi.” ; La definizione della Democrazia “Cristiana” che si doveva trasformare nel “partito dei battezzati che si assumono le loro responsabilità”;   La lotta all’imperialismo, fonte di tutte le guerre – a cominciare dalle attuali – don Milani  propone di liquidarlo con i “ventimila Sammarini ” e porta un esempio: “Se i pigmei vogliono star nudi sugli alberi che ci stiano!  E si crei il libero stato dei Pigmei”;  Difendere l’etica cattolica di cui definisce “Gli invalicabili confini”;  La questione del divorzio: nei matrimoni religiosi la competenza per lo scioglimento del matrimonio è la Sacra Rota; Eccetera….La conclusione dell’incontro fu che io dovevo “non tradire” quanto ci eravamo detti. E Lui – con la sua unica scelta politica – avrebbe fatto aderire tutti i ragazzi alla “Forza del Popolo”, associazione giovanile che avevo fondato nel 1962.  Scomparso il Profeta di Barbiana dopo un anno l’accordo viene dimenticato da quasi tutti i “ragazzi”. IO NON TRADISCO, ma sono in solitudine… Mi domando: E’ un prete, sta alla Chiesa difenderlo ! Allora bussai a tante porte ed  infine  trovai due giganti. Padre Reginaldo Santilli O.P. Vicario per l’apostolato dei Laici, Direttore dell’Osservatore Toscano, Insegnante di Don Milani in Seminario, e il celeberrimo Mons. Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Dopo una serie di conferenze promosse da Padre Santilli si giunse al grande Convegno Cattolico di Pozzo della Chiana (AR) del 2 giugno 1976, erano presenti decine di sacerdoti e di Suore, il Vescovo di Arezzo Mons. Telesforo Cioli, il Parroco Don Carlo Bonechi, il dirigente nazionale MCL Milaneschi Roberto. Nel mio intervento difesi  con grande determinazione le verità sul Profeta. Sono passati da allora altri decenni ed io credo di non aver mai dimenticato la parola data,  lo dimostra la bella statua a Don Milani di Vagli Sotto, ma soprattutto la immortale definizione del comunismo posta alla sua base.   

Alessandro Mazzerelli.