Alessandro Mazzerelli: Fatti di Parigi riflessione

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mercoledì 18 novembre

FATTI DI PARIGI SONO E SARANNO SOLTANTO IL PRIMO EFFIMERO LAMPO DI UNA INFINITA
TEMPESTA….  PER CONTRIBUIRE A CHIARIRE LE IDEE, INVIAMO NUOVAMENTE IL
COMUNICATO SU I “PADRONI DEL MONDO”, NEL CASO NON SI FOSSE FATTA UNA DEBITA
RIFLESSIONE SULLA INAUDITA IMBECILLITA’ “ISLAMICA” NEL COLPIRE CHI NON CONTA
NIENTE!  QUESTI PRIMI FATTI CONFERMANO L’INFINITA GRANDEZZA DELLE  PROFEZIE MILANIANE

“… Ma non farti illusioni, prima che le masse si accorgano che abbiamo ragione (Leggi il Decalogo di Barbiana n.d.a.) scorrerà molto
sangue e sia la degenerazione morale che quella politica giungeranno a livelli di in
credibile bassezza.”  INFINE NON SI DIMENTICHI CHE IL 18 SETTEMBRE 1988, AL FESTIVAL NAZIONALE DE “L’UNITA'” ( ORGANO DEL PCI) DI CAMPI BISENZIO (FIRENZE) FU DETTO:   ” Compagni, non preoccupiamoci più di tanto della crisi nell’Est, dal prossimo anno faremo giugere in massa gli extracomunitari che ci serviranno per rilanciare la lotta di classe, disarticolare l’Occidente e la Chiesa Cattolica.”  Non mi si dica che si ripete, in parte, sempre le stesse cose…  E’ VERO MA ABBIAMO IL DOVERE DI FARLO , FINCHE’ I POLITICANTI IMMONDI E I MEDIA DEL REGIME NASCONDONO LA VERITA’.

Alessandro Mazzerelli

I concerti del Musicista Marradese Pape Gurioli e della soprano Federica Balucani a Malta.

 

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Pape Gurioli il compositore e musicista marradese e la soprano Federica Balucani, sono stati protagonisti della XV Settimana della lingua italiana nel mondo di Malta.

Nel corso della rassegna, “L’italiano della musica, la musica dell’italiano” svoltasi sotto l’alto patrocinio del Ministero degli esteri, dell’Accademia della Crusca e dell’Istituto Italiano di Cultura  de La Valletta, i due artisti italiani si sono esibiti in due concerti per pianoforte e voce: il primo nel Salone dei Gran Maestri al Sant Anton Palace, residenza cinquecentesca del Presidente della Repubblica, Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica Marie Luise Coleiro Preca e il secondo nella Basilica di San Giorgio nell’Isola di Gozo “Il pubblico e la Presidente della Repubblica, che ha voluto gratificarci con un significativo dono,  hanno molto apprezzato il viaggio nell’Italia che canta tra follia e normalità “ -ha spiegato Gurioli-.

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Abbiamo proposto brani come “Volare” “I’Te vurria vasà” e naturalmente non abbiamo dimenticato Creola di Anacleto Francini “Bel Amì” il grande scrittore marradese inventore della “Rivista”.

Nell’VIII Giubileo Domenicano un filo celeste intreccia il Monastero della SS.Annunziata con Notre-Dame-de-Prouille, il primo e più antico monastero di religiose, fondato da San Domenico.

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L’antico è sempre nuovo. Un filo celeste si intreccia con le bianche lane domenicane e percorre la storia di una terra, la Romagna Toscana, di nobili famiglie, di una comunità cristiana e di un popolo che approda sempre alla devozione per la B.V. Maria. Così è scritto nella quarta di copertina della ristampa anastatica e dell’aggiornamento del volume: “Il Monastero della SS. Annunziata delle Domenicane di Marradi”.

Memorie che la Priora, Suor Maria Paola Borgo e le monache domenicane di Marradi hanno voluto, in occasione del 440° anniversario della Fondazione del Monastero. La ristampa anastatica e l’aggiornamento del volume del Canonico Mons. Carlo Mazzotti, che ho curato, esprime gratitudine al Canonico, benefattore del Monastero e nel contempo, traccia alcune biografie delle monache che si sono prodigate per mantenere vivi i luoghi, le radici e la storia della loro istituzione religiosa, con l’ambizione di lasciare, secondo criteri di continuità, una più completa traccia storica.

L’anno di nascita del Monastero, 1575 è segnato da una forte azione nella realizzazione dello spirito della controriforma. Il Monastero nasce quindi nello spirito del Concilio di Trento. La Famiglia Fabbroni costruisce il Monastero femminile che affida all’ordine delle domenicane del quale fa parte, nel Convento di S. Maria della Neve, a Pratovecchio, la loro congiunta Fabronia.

Da una lettera di Serafino Razzi alla “…nipote mia consobrina, suor Arcangela Razzi nel monastero di Pratovecchio” ricaviamo la notizia che un altro membro della sua famiglia, ossia la figlia di una cugina, aveva preso i voti nell’ordine domenicano. Pratovecchio è il luogo da cui giunsero, accompagnate dal Padre Don Vincenzo Galassi, le prime due suore: Elisabetta Medici e Fabronia Fabbroni che dettero vita al monastero della SS. Annunziata delle Domenicane di Marradi, autorizzate ad uscire dalla clausura per decreto del Vescovo di Fiesole, Francesco Da Diacceto, aggiunto al consenso della Suprema Autorità Apostolica Papa Gregorio XIII.

Giova ricordare che da sempre Marradi è antica terra di Monasteri benedettini, vallombrosani, camaldolesi e serviti: l’Eremo di Gamogna e la Badia della Valle, fondati da San Pier Damiani nel 1053; la Badia di Santa Reparata importante complesso risalente al 1050; S. Maria a Crespino del 1048 e la SS.Annunziata di Biforco di Sotto del 1494.

Questa Memoria storica esce in occasione dell’apertura dell’VIII l’Anno Giubilare dalla fondazione dell’Ordine voluto da San Domenico di Guzman per quello che viene definito il “Giubileo dei Frati Predicatori”. celebrato tra il 7 novembre 2015 (festa di Tutti i Santi dell’Ordine) e il 21 gennaio 2017 (la data della Bolla Gratiarum omnium largitori di Papa Onorio III). Questa celebrazione degli 800 anni dalla conferma dell’ Ordine Domenicano coinciderà con quella del Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco. Ma per il Monastero delle Domenicane e per tutti i marradesi ci sarà anche la suggestione del legame ideale con Notre-Dame-de-Prouille, il primo e più antico monastero di religiose Domenicane, fondato da San Domenico nell’inverno nel 1206 a Fanjeaux  nel dipartimento dell’Aude a diciassette chilometri da Castelnaudary la Città francese con la quale siamo gemellati da 25 anni

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Domenica 15 novembre, nella Chiesa della SS.Annunziata, grazie all’iniziativa delle monache, della Diocesi di Faenza-Modigliana e della Fidapa di Marradi approfondiremo le memorie storiche cui farà seguito, accompagnato dalle musiche liturgiche dell’Ensemble di Opera-In-Stabile, il rito religioso presieduto dal Vescovo S.E. Mario Toso.

Questa pubblicazione e l’evento di domenica 15 novembre sono un ulteriore atto di amore materno delle monache domenicane nei confronti di un popolo, quello di Marradi, che nei secoli ha ricevuto educazione, insegnamento religioso e civile, ereditando tradizioni popolari e che beneficia ancor oggi delle preghiere, dell’ascolto, dei consigli, dell’aiuto e delle meritorie opere culturali e di carità delle monache di clausura e della loro Chiesa, che restano un punto di riferimento quotidiano per l’accrescimento e l’elevazione della spiritualità religiosa di tutta la Comunità

 

dott. Silva Gurioli

Conclusa l’Expo 2015. Le impressioni di Marradi Free News.

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Siamo stati a Rho all’Expo 2015 e brevemente rilasciamo alcune  impressioni a beneficio dei nostri lettori. L’albero della vita è suggestivo anche di giorno, per posizione e architettura, Palazzo Italia assume il ruolo di Faro all’interno dell’area Expo: posto a nord costituisce il fondale scenico del viale del Cardo che attraversa tutto il sito espositivo.

Unica opera architettonica permanente all’Expo, Palazzo Italia raggiunge un’altezza di 35 metri, la vetta più alta all’interno del sito dell’esposizione universale.

Palazzo Italia è ispirato a una “foresta urbana”; la “pelle” ramificata come involucro esterno dell’edificio evoca una figuratività primitiva e tecnologica al tempo stesso. La tessitura di linee genera alternanze di luci e di ombre, di vuoti e di pieni dando vita a un’architettura-scultura che rimanda ad opere di Land Art.

L’energia della comunità è rappresentata dalla piazza interna; cuore simbolico e partenza del percorso espositivo, riunisce attorno a sé i quattro volumi che danno forma a Palazzo Italia. Vere e proprie quinte urbane, i quattro blocchi ospitano rispettivamente: la zona Espositiva (Blocco Ovest), la zona Auditorium-Eventi (Blocco Sud), la zona Uffici di Rappresentanza (Blocco Nord) e la zona Sale Conferenze-Meeting (Blocco Est).

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I volumi architettonici, metafora di grandi alberi, presentano degli appoggi massivi a terra che simulano delle grandi radici che affondano nel terreno; gli stessi volumi, visti dalla piazza interna, aprendosi e allungandosi verso l’alto si liberano come chiome attraverso la grande copertura vetrata. Molto bello l’esterno discutibilissimo l’interno scale ripidissime passaggi angusti. Molto ben riuscita la sala degli specchi.

l'albero della vitaFra gli spazi che hanno una buona architettura  sicuramente il Kazakistan che è anche centrato ed interessante, la Francia per il suo meraviglioso orto mediterraneo ed i video efficaci, come pure la Spagna e l’Argentina, divertente la soluzione del Brasile molto buono il padiglione del Giappone che ha saputo coniugare ordine e precisione con allegria centrato, puntuale e funzionale il Padiglione degli States. Insieme alle molte cose positive ci sono le ombre, in particolare l’imbarazzante spazio della coop non attinente e i molti spazi da mercatino carico di souvenir ed oggetti da spiaggia di molti Paesi e soprattutto una qualità dei cibi mediocre a prezzi eccessivi.

Ottima invece la distribuzione dell’acqua attraverso le fontanelle. Perfetto l’Ufficio Stampa che ci ha accolto con cordialità ed efficienza mettendoci a disposizione tutta la documentazione necessaria.

 

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Territori attraenti per un mondo sostenibile è il titolo del Padiglione della KIP International School che sostiene che, per nutrire il pianeta, i governi, le imprese e le associazioni devono investire per prima cosa sullo sviluppo locale. Devono dare il giusto valore al territorio, dove la gente vive e lavora insieme e può produrre gli alimenti sani di cui ha bisogno. Ma il titolo del Padiglione vuol dire anche che i territori devono essere attraenti perché la gente possa scegliere di viverci per la vivacità dei circuiti economici, la buona qualità dei servizi, le bellezze naturalistiche, la cultura, la storia e specialmente per la possibilità di partecipare alle scelte di sviluppo, assicurata dal buon funzionamento dei governi e delle istituzioni locali. Qui ho incontrato Lu Yintau general manager cinese della cultura dei bronzi di Shanghai.

Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI