Renato Ridolfi Al Convegno At Salut

Renato Ridolfi e il dialetto 009sabato 21 marzo 2015 Riportiamo integralmente l’intervento di Renato Ridolfi al Convegno At salut sul dialetto marradese organizzato dal Centro Studi Campaniani e dalla Biblioteca comunale:

Cari organizzatori dell’ evento odierno, Vi dico “bravi e avanti” per salvare le nostre radici. Come era scritto nello Statuto del Comune del 1991 all’art 1 e all’art 15 …ne valorizza la storia e le tradizioni (culturali, di lingua e di costume) nelle sue espressioni di lingua, costumi e tradizioni locali…   Poiché mi avete invitato nei lavori del convegno, metto a vostra disposizione una parte di quanto negli anni ho messo insieme. Vi anticipo una mia personale valutazione del “dialetto”. L’ho sfumato in tre momenti:

1-romantico

2-satirico

3-moralistico

Partendo da tale presupposto eccovi le mie esperienze

Primo momento: nel 1967 collezionai ESTASI . Partecipai, prima ed ultima volta, alla “Pignataza” di Castelbolognese, poesia dialettale romagnola. Fui notato e valutato

ESTASI

Davȃnti la marȇna,

ch’la m’pé rasereneda,

am scord e d’cà e d’la streda,

tant ch’ l’è ch’la m’ trascȇna.

 E guardend tra che gli ond,

ch’li ven e ch’i s’avia,

me a vègg un étar mond,

un’étra poiesia.

E mer l’ha ‘nt’i colur

e drȇnt l’increspadura

la forza de Signur,

la b’lezza d’la natura.

 E l’an’ma la s’luntȃna

Insem a i cavalȏn

e, quend ch’la tôrna n zôna

l’è bur e on ‘gnè piò incion.

 

Estasi

Davanti alla marina,

che mi sembra rasserenata,

mi dimentico di casa e della strada,

tanto è che mi trascina.

E guardando tra quelle onde,

che vengon e vanno via,

io vedo un altro mondo,

un’altra poesia.

Il mare ha nei colori

e dentro l’increspatura

la forza del Signore,

la bellezza della natura.

E l’anima si allontana

Insieme ai cavalloni

e quando ritorna a riva,

è buio e non c’è più nessuno.

R.Ridolfi_S.Zacchini
R.Ridolfi_S.Zacchini

Momento satirico

Prima degli anni cinquanta Marradi aveva un piccolo comitato per l’incremento turistico culturale che pensò a tirar fuori se vi fosse l’arte pittorica. L’impresa fu affidata al prof. Sergio Zacchini, solerte e capace, sempre pronto per il buon nome della sua terra. Si mosse e l’esito fu brillantissimo per Marradi ed i suoi giovani talentuosi. Oggi ancora si notano i successi. Io scrissi per l’occasione “La mostra di Pitur”

 

E.Gordigiani  e sig.a A.Cassigoli-G.Biagi-Donatini-I.Zambelli
E.Gordigiani e sig.a A.Cassigoli-G.Biagi-Donatini-I.Zambelli

LA MOSTRA DI PITUR

Chi l’ha vȇst passè in “lambretta”

Che pareva un coridȏr i arà dett: s’éla sta fretta?

Lo o s’amaza profesôr.

Mò lu e vioga per la streda

E si ciacara  on i bȇda .

D’zerta lu l’ha molt da fé…

co s’ē mess t’na béla fésta!

Ress a chep d’un comité

ch’zerca i què da nôm di artȇsta!

Ma in te fond lu l’è sicur

d’fé la mostra di pitur.

O iè stè l’esposizion

d’tôta roba fata in cà,

d’tôt i artèsta de Cȏmon,

forsi trenta e nenc piò in là,

vȇra mostra d’la pitura con pȇss gross e la fritura

“Bene, bravo, complimenti!”

Tȏtt in jȇva, visitend:

“ai farȇn  un monument,

proprie bèl s’on se n’ofend!”

E lu e gionfa e zô di’ enchȇn

A chi sort e a quei chi vȇn,

Onorevoli e pittori

proprie quei chi la sa dì,

iè stè tra i visitatori

e ié armast ammutolì

per c’là roba messa a là

proprie roba fata in cà.

Pȏ e gran dé d’la premiazion,

drent te cine di Animosi,

senza trȏpa confusion,

senza spine e senza rosi,

dop e Sendic e e Prior

o scorȇtt e Professor.

Un salut a quȇi chi iera,

un bel grazie a Gordigiani,

un arvdȇrz a premavera

e a la fȇn un batiman

ch’l’ha siglè la gran speranza

d’arnovè la zircostanza.

E az’avien con tanta nostalgia

scorȇnd e de futur e de passé

tra i lamp ed’fôj d’una fotografia

ch’l’ha fissè ‘n t’la storia  la zornè.

 

Gordigiani -Ridolfi

 Adéss e nostr’amig o s’rà content

Ch’o i ariv ‘ste penser en Paradis.

O sarà un pzoltȇn de monument

Ch’i eva proméss e mei ièva dezis

a t’arcordȇn tra i Grend d’la tu zità

ch’ié stè  tȇnt e chiȇtre chi v’nirà.

E con San Pier festȇzza sta zorneda

che a Marè l’an sarà scordȇda.

                        Finirò  col terzo momento: Il morale dedicato alla saggezza di Fedro strenuo combattente contro i prepotenti. Definiamoli benevolmente “Bastian contrari” Nella mia pubblicazione “Nondum matura est”

Ricordando le favole di Fedro in dialetto marradese” del novembre 2005 a pag 7 Collezionai tra l’altro “E lov e l’agnel” Libro I, 1

foto 3 

E lôv e l’agnèl

 

Per la grand sȇd i ariva a là ‘nte fȏss

Un lȏv ed sȏra e’n aglinȇn più bas.

E lȏv te v’dȇ c’la lȃna sȏra ‘e mas,

o i rûggia préténziȏs, la béva a e gôs:ȇȇ

“ Perchè t’um trȏvde l’aqua ch’a vôi bȇ?”

E c’ l’ètre  d’en t’e fond: “ Mȏ l’è  ‘n prétȇst,

se tè t’sȇ préria  e a mè om  vȇn e tu rèst.

Ma c’la lègera e vȇra o ne vô v’dȇ:

-Che tȇ dȇtt mel ed mè, l’an l’è passé!”

-S’a iò sȇ mis e gnanc an te c’noscsȇva!”;

– L’é stè e tu bab, alȏra, ch’o m sfotȇva!”-

E sȇnza fé tȇnt scûrs  o s’l’e magnè.

‘Sta n’ vèla la va bȇn per chi zaltrôn

che ‘n tûtt i môd i vô avȇ rason.

Il Lupo e L’Agnello

Un giorno un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si trovarono a bere al medesimo ruscello. Mentre il lupo stava in alto, l’agnello era più in basso. Ed ecco che il brigante, spinto dalla sua insaziabile fame, suscitò un pretesto per litigare. – Perché – disse il lupo – hai reso torbida l’acqua che sto bevendo? L’agnellino, spaventato, replicò: – Come potrei fare ciò di cui ti lamenti, lupo? L’acqua parte da te e poi scende alla mia bocca – Sconfitto dalla forza della verità il lupo disse: – Hai sparlato di me sei mesi fa -L’agnello rispose: – Veramente non ero ancora nato -Ma il lupo urlò di nuovo: – Allora fu tuo padre a parlar male di me – E lanciandosi sul povero agnellino lo sbranò, dandogli ingiusta morte. Questa favola è stata scritta per gli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.

Questo il mio apporto. Grazie per il paziente ascolto. Fine del tormento Av salut!

Renato Ridolfi

 

At’ salut al Centro Studi “Enrico Consolini” sabato 21 marzo ore 16,30

martedì 17 marzo: Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo il comunicato della Presidente Mirna Gentilini:

Il progetto “A t ‘ salut” , amichevole arrivederci di Dino Campana, a salvaguardia del patrimonio dialettale marradese

Prende il via nel mese di marzo l’iniziativa promossa dal Centro Studi Campaniani per salvaguardare e valorizzare il patrimonio dialettale marradese.

Il titolo del progetto “A t’ salut” è l’amichevole arrivederci in dialetto marradese che il poeta Dino Campana usava frequentemente per salutare gli amici, come ricorda Alberto Viviani  nel suo libro “Giubbe Rosse” del 1933.

Il marradese, dialetto gallo italico, fra toscano e romagnolo parlato correntemente un tempo nella “capitale della Romagna Toscana”, si contraddistingue fra tutti gli altri dialetti romagnoli per diversità di accenti, per particolari caratteristiche, per freschezza e vivacità d’espressione.

Il Centro Studi Campaniani, che da anni porta avanti iniziative per conoscere la cultura, la storia e  le tradizione del territorio, si è costituito “Centro per il dialetto marradese” dove raccogliere e conservare le testimonianze orali e scritte di un patrimonio linguistico che va scomparendo.

Dopo una riunione preparatorio al progetto e alla raccolta del materiale con il glottologo Davide Pioggia, è stato predisposto un calendario degli eventi alla cui realizzazione collaborerà la Biblioteca Comunale di Marradi. Relatori saranno tutti quei cittadini marradesi che ancora parlano il dialetto e che si renderanno disponibili a raccontare aneddoti, storie vere, proverbi, indovinelli, poesie, ecc.

Al primo incontro, che  si terrà presso il Centro Studi Campaniani sabato 21 marzo ore 16,30 alla presenza del rappresentante dell’Amministrazione, il presidente del Centro Studi Mirna Gentilini illustrerà il progetto e le sue finalità; seguirà il prof. Gilberto Casadio che parlerà della “Origine dei dialetti e del Romagnolo” e concluderà il maestro Renato Ridolfi, classe 1919, che racconterà ed interpreterà il dialetto marradese di cui è un appassionato cultore.

Le deposizioni raccolte saranno registrate, catalogate e conservate nel “Centro per il dialetto marradese” per realizzare una pubblicazione in cui il testo orale sia affiancato a quello scritto e per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un vocabolario marradese – italiano che rimanga a testimonianza di una lingua e di una civiltà che va scomparendo .

Mirna Gentilini

-_________________________________________________________________

In merito pubblichiamo anche la prefazione alla pubblicazione di Renato Ridolfi “Nondum matura est” Ricordando le favole di Fedro in dialetto marradese” del novembre 2005La doppia traduzione dal latino all’italiano al dialetto marradese non è solo un originale e divertente esercizio di cultura popolare, ma rappresenta un tentativo, ormai raro, di dare rango letterario ad una tradizione, prevalentemente orale,  dell’uso del dialetto. E qui viene addirittura scritto da Renato Ridolfi  uno dei pochi scrittori in dialetto marradese, dopo Anacleto Francini. Quello usato in queste pagine è un esempio di dialetto originale usato in questa area di compenetrazione linguistica fra romagnolo e toscano, un romagnolo usato consapevolmente come strumento colto, come codice per esprimere un linguaggio delle radici della specificità di un “romagnolo” che tende a scolorire man mano che dall’Appennino ci si avvicina alla Toscana e a Firenze. Un dialetto gallo-italico che assomma influenze di tipo faentino addolcite dal contatto con parlate toscane più propriamente fiorentino-orientali. Questo lavoro è un nuovo interessante tentativo per ricordare e conservare, in modo unitario, la cultura come guida di vita e la lingua sia essa latina o romagnola come qualcosa che pulsa e che ci appartiene anche quando molti non la conoscono o l’hanno rimossa. Si è scelto di conservare e riprodurre le pagine originali scritte a mano e dattiloscritte per esaltare “il sapore d’epoca”. Omaggio alla tradizione ed alla ricerca e soprattutto amore per la propria terra, la Romagna-toscana, e le proprie radici in un mondo globalizzato.

la redazione

 

img779lunedì 16 marzo,

si svolge sabato 21 marzo alle ore 16,30

presso il Centro Sudi Campaniani “Enrico Consolini” in Via Castelnaudary,

nel quadro delle iniziative “A t’ salut”- valorizzazione del patrimonio dialettale marradese, il primo incontro con:

Gilberto Casadio,” Origini dei dialetti e del romagnolo”,

Mirna Gentilini, Costituzione del “Centro per il dialetto marradese” ,

e Renato Ridolfi che racconta ed interpreta “Il dialetto marradese”

 

 

 

Temi dei prossimi incontri:

giovedì 9 aprile      ore   21, 00        Aneddoti, storielle, storie vissute e fole

sabato 18 aprile     ore   16, 30        Arti e mestieri, cucina e tradizioni rurali

giovedì 7 maggio    ore   21, 00        Proverbi, modi di dire, indovinelli, conte e giochi

sabato 23 maggio  ore  16, 30         Poesie, nenie e canzoni.

 

 

Cos’è un Urban Center “Casa della Città” A Marradi è costato 100.000 euro

IMG00629-20150307-0859IMG00630-20150307-0859Urban Center è una locuzione anglosassone utilizzata per designare diverse tipologie di strutture la cui missione principale è il coinvolgimento critico delle comunità civiche nelle politiche di trasformazione della città e del territorio.

Originariamente concepiti negli USA come luogo centralizzato, istituzionalmente preposto a informazione, comunicazione e discussione dei progetti di trasformazione urbana, gli Urban Center si propongono come arena di dibattito per amministratori, professionisti, operatori economici, forze sociali, comitati di cittadini e singoli soggetti che intendono contribuire attivamente a delineare il futuro della città.

Il fenomeno degli Urban Center è incardinato sulla complessità delle culture di governo della città che hanno generato differenti forme interpretative, ascrivibili a due modelli classici di cultura del diritto. Nei Paesi ad “Atto Amministrativo” il soggetto ispiratore è di solito un’istituzione di governo locale della città, in esclusiva o in partenariato con altri soggetti d’interesse generale. Nei Paesi “Common Law” il milieu giuridico e culturale favorisce invece la costituzione degli Urban Center da parte di attori “altri” che non coincidono con la pubblica amministrazione (istituzioni universitarie, associazioni non-profit, community corporations, gruppi imprenditoriali, fondazioni).

Il superamento della tradizionale dicotomia pubblico/privato ha prodotto il protagonismo di un più vasto parterre di attori nel processo decisionale ove la dialettica tra soggetti consolidati (enti locali, imprese e investitori finanziari) e “protagonisti emergenti” (società di scopo, organizzazioni non-profit, gruppi d’interesse diffuso) può condensarsi negli Urban Center, “case di vetro” per scenari condivisi di sviluppo della città.

L’interesse per il fenomeno UC è legato all’evoluzione che queste strutture possono rappresentare per le autorità di governo locale. Un’intrigante opportunità per sperimentare nuove forme di democrazia partecipativa e deliberativa, non limitata agli aspetti passivi di tipo comunicativo-informativo, ma finalizzata alla costruzione condivisa delle linee guida delle politiche urbane.

A Marradi secondo il sindaco: Uno spazio multifunzione che ospita locali per diversi usi pubblici e saletta per incontri, mostre, convegni e iniziative. In due parole: “Urban Center”. E’ il nuovo ambiente che l’Amministrazione comunale di Marradi ha realizzato col recupero e la riqualificazione di una porzione dell’edificio dell’ex Mercato coperto, nel centro storico, che da molto tempo era inutilizzato. I lavori sono stati realizzati a tempo di record, poco più di un mese nell’ultimo scorcio del 2014, con un investimento di circa 100.000 euro (finanziato con fondo sviluppo rurale e risorse comunali).

L’inizio dell’attività è coinciso con la manifestazione “M’illumino di meno” nel mese di febbraio, e in breve tempo da associazioni locali sono arrivate diverse richieste per l’uso, per assemblee e corsi. Soddisfatto dell’apprezzamento che sta riscuotendo il nuovo spazio il sindaco Tommaso Triberti: “Abbiamo restituito a Marradi e ai suoi cittadini una struttura che aveva perso gran parte della sua funzione e le abbiamo ridato vita realizzando uno spazio polivalente con locali per diversi usi e attività a beneficio della comunità, e a giudicare dalle numerose richieste iniziali – spiega il sindaco Triberti – l’esigenza c’era, come avevamo pensato. E’ – aggiunge – uno spazio dove incontrarsi, fare attività, promuovere iniziative e che potrà essere ad uso anche dell’area esterna adiacente, quella dell’ex mercato coperto, per iniziative e manifestazioni, valorizzandola come è stato già fatto varie volte in questo ultimo anno”.

Costruito negli anni ’60, l’edificio di proprietà comunale, di due piani, entrambi di 260 mq, è stato interessato da un intervento di risanamento conservativo che ha comportato al piano terra il recupero di parte degli ambienti e la loro riqualificazione, il rifacimento degli impianti interni, sia elettrici che di riscaldamento e sanitari, la sistemazione di nuovi infissi e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ma l’obiettivo è di recuperalo completamente, come evidenzia il sindaco Triberti: “Un’area degradata proprio nel cuore del paese cambia, rinasce. Ma ciò che abbiamo iniziato deve continuare – continua – fino ad arrivare ad un recupero totale e complessivo, per questo abbiamo già pronto e presentato il progetto con richiesta di finanziamento. E’ un impegno che ci siamo presi e che realizzeremo – conclude -, come promesso in campagna elettorale ”.

E questa è la documentazione fotografica:IMG00628-20150307-0859 IMG00625-20150307-0858 IMG00626-20150307-0858

 

Enrico Gurioli al Centro Studi Campaniani presenta il suo “piccolo libro dei venti”

Lunedì 2 marzo988892_10205761492547285_8854992320359820927_n

Sabato 7 marzo alle ore 17 presso Centro Studi Campaniani Via Castelnaudary, 5 Marradi (FI) si terrà la Presentazione del libro di Enrico Gurioli  “Il piccolo libro dei venti” dopo l’introduzione della Presidente Centro Studi Campaniani Mirna Gentilini ed il saluto dell’Amministrazione Comunale, Francesco Chiari intervisterà l’autore.

cover gurioli prova:Layout 1

piccolo libro dei venti

Il vento non è solo un fenomeno atmosferico. È un mistero che interroga l’uomo da sempre, è il respiro vitale su cui si fondano leggende e cosmogonie, motore invisibile della storia.È stata la sua esistenza, infatti, a permettere all’uomo di solcare i mari e conoscere nuove terre, rendendo possibile la navigazione; ed è stato proprio nelle repubbliche marinare che si è diffusa l’immagine universale della Rosa dei Venti, le cui losanghe si aprivano in trentadue direzioni e il cui centro probabilmente era l’isola di Malta.

Con questo Piccolo libro dei venti Enrico Gurioli offre al lettore la sua particolare visione del vento, arricchendola con informazioni curiose, storie poco note e suggestioni liriche, ricostruendo i piccoli e grandi eventi di cui è stato protagonista da tempi di Omero ai nostri giorni.

Una lettura agile, godibile come la carezza della brezza nelle sere d’estate…

 

Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI