Buone Vacanze a Tutti le pubblicazioni riprendono il 20 agosto

 

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sabato 15 agosto

 

La redazione del giornale si concede 5 giorni di riposo riaprirà il 20 agosto. Purtroppo questi ultimi giorni sono stati turbati dalla comparsa nel nostro territorio e nel territorio limitrofo Brisighella e Modigliana di casi di Sars 2 Covid 19. Ci auguriamo una pronta guarigione per le persone  colpite ed un comportamento responsabile di tutti i cittadini insieme ad una efficace azione di controllo e prevenzione da parte delle autorità preposte. Buone vacanze.

Cinto Gurioli e Renato Ridolfi ricordati nella Corte delle Domenicane il 5 agosto u.s.

foto locandina Immagine1mercoledì 12 agosto

Nella splendida cornice dell’antica Corte delle Domenicane, davanti ad un numeroso pubblico, presente nonostante il termometro sfavorevole e le scrupolose disposizioni anti covid cui si è dovuto sottoporre, si è svolta, a Marradi, l’attesa presentazione dei libri: “Cinto Frammenti di Piano” e “Signori, Il Canzoniere..!” Un unico evento finalizzato a ricordare Cinto Gurioli e Renato Ridolfi protagonisti della Storia del Teatro Marradese e dell’intera Comunità. La narrazione dei relatori si è soffermata ad intrecciare il comune vissuto non solo teatrale e musicale dei due protagonisti raccontando pagine di amarcord, dove molti dei presenti hanno potuto ritrovare spunti del loro personale vissuto giovanile, altri scoprire la meraviglia e la creatività di protagonisti di una Marradi che fu capitale culturale della Romagna Toscana, e tutti  riflettere sulle  radici di una straordinaria irripetibile stagione da non dimenticare.

Mirna Gentilini Presidente del Centro Studi Campaniani ha affermato: Cinto Gurioli e Renato Ridolfi sono stati due personaggi di rilievo   a cui sono legati momenti significativi dello svago, del divertimento ma anche della cultura e della storia del nostro paese. Cinto lo ricordo seduto al pianoforte durante le rappresentazioni scolastiche a cui ho partecipato perché alunna della maestra Ginette Vanni Ridolfi. Frequentavo la seconda elementare quando il Canzoniere venne rappresentato e divenni famosa imitando Marilyn Monroe. Del maestro Ridolfi ho un ricordo più chiaro: profondo conoscitore della poesia di Campana è intervenuto al Centro Studi in diverse occasioni. In questi ultimi anni ha dato anche un significativo contributo al progetto per la salvaguardia del dialetto marradese. La sua pubblicazione delle favole di Fedro tradotte in “marradese” è un riferimento importante per chi vuole provare a scrivere nel nostro dialetto.

Il Sindaco Tommaso Triberti che nella prefazione del Canzoniere! Scrive: “… Renato Ridolfi insegnante di marradesi anche illustri, scrittore, poeta, alpino uno di quei volti senza cui Marradi non sembra più la stessa …era per tutti “il maestro” e faceva vivere il nostro bel teatro con le sue invenzioni sul palco e sulla pagina…” si è detto onorato di aver concesso il patrocinio all’iniziativa così come di avere partecipato a Faenza alla presentazione del libro “Cinto Frammenti di Piani” nel novembre 2019.

Silva Gurioli:  Cinto fu uno degli animatori della vita culturale marradese. Fu attore al teatrino dell’Asilo alla fine degli anni ’30 e protagonista al pianoforte di tutte le più importanti operette e riviste rappresentate a Marradi, a Borgo San Lorenzo e nella vicina Romagna. La collaborazione musicale con la Scuola Giovanni Pascoli e l’avviamento professionale ed il sodalizio artistico con Renato Ridolfi è ampiamente documentata dagli attestati di benemerenza a lui indirizzati. Mio padre fu anche organista della Chiesa di San Lorenzo e della SS. Annunziata del Monastero delle Domenicane; preparò e suonò per i mitici veglioncini di carnevale dei bambini, fece parte dell’Orchestra Castellina, e dell’orchestra “STAR” fondata insieme all’amico Sanzio di Brisighella. Al circolo UGM si esibì insieme ai fratelli Gentilini, Amerigo Mercatali, Romano Frasinetti e Silvano Farolfi. Preparatore paziente delle giovani voci, insegnò la musica, sul pianoforte acquistato dalla famiglia di Dino Campana a molti giovani che venivano nella sua casa di Via Fabbrini.

Pape Gurioli autore dei brani musicali del CD allegato ha aggiunto: Purtroppo ricordo pochissimo di mio padre tuttavia questo lavoro insolito mi ha portato ad unire il pianoforte acustico che ho immaginato suonato da mio padre e il Piano Fender Rhodes due generazioni che duettano e parlano fra loro. Ho confessato così a mio padre la storia delle donne della mia vita affidandola ad un percorso cromatico impressionista, cangiante, umorale, istintivo, sentimentale e perché no anche di tecnica pianistica su due tastiere.

 

Una delle caratteristiche di stampa del libro postumo di Renato Ridolfi –ha detto Rodolfo Ridolfi –penso si possa sintetizzare col termine “divertente, arioso ma anche colto”. Le tante foto, alleggeriscono ulteriormente il “cammino” del lettore all’interno del libro, gli concedono pause e, per certi versi, sintetizzano l’emozione di quanto scritto “attorno ad esse”. Finito di scrivere il copione “Signori, il Canzoniere…!”, il 20 febbraio del 1956, lo spettacolo fu rappresentato per la prima volta al Teatro degli Animosi di Marradi dagli alunni della Scuola Elementare “Giovanni Pascoli” e dagli allievi della Scuola d’Avviamento Professionale, il 7 maggio 1956. Biografo scrupoloso di Anacleto Francini “Bel Amì”, l’inventore della Rivista comico satirica e musicale, Renato diventa a Marradi caposcuola di quella tradizione teatrale. Mio padre, buon latinista e studioso del dialetto, per i suoi testi si è spesso ispirato a due modelli: uno popolare, quello dei cantastorie che animavano i mercati settimanali dei suoi tempi, ed uno colto, letterario: Canzoniere è infatti l’opera di maggior spicco di Francesco Petrarca: “Rerum vulgarium  fragmenta”, Frammenti di componimenti in volgare del poeta. Per questa suggestione nel suo libro sono  inseriti  vari scritti inediti, rinvenuti in vecchi ma ordinatissimi quaderni, insieme ad alcune corrispondenze: quella di Lello Campana, di Ida Lupi e Domenico Mughini (Bibi) dall’Argentina, del Cardinal Gualtiero Bassetti suo alunno a Fantino nel 1947 e di Oriana Fallaci nella quarta di copertina. Una prima integrazione dei suoi scritti editi, dal suo primo libro “Cose di Casa Nostra” del 1977 al suo ultimo “Quadèrne” del 2015.
L’ex Sindaco Paolo Bassetti, allievo di Renato Ridolfi come il cugino cardinal Gualtiero ed il compianto Sindaco Enrico Consolini e tanti altri marradesi di molte generazioni, ha voluto portare la sua emozionante testimonianza sul suo maestro elementare.

 

La Festa di San Domenico nella Chiesa della SS.Annunziata a Marradi

san domenico 8 agostomercoledì 12 febbraio

Sabato 8 agosto scorso, festa di San Domenico, è stata una bellissima giornata per le Monache di clausura del Monastero della SS. Annunziata di Marradi e per i tanti fedeli intervenuti alla Santa Messa, concelebrata da mons. Sante Orsani Amministratore della millenaria Abbazia Valsenio e dal marradese don Massimo Monti parroco di San Michele Arcangelo in Tredozio. Nella Chiesa, addobbata a festa e rallegrata dall’organo e dal pregevole coro femminile che ha accompagnato il solenne rito con canti liturgici,  l’imponente statua di San Domenico collocata in cornu Epistolae per la solenne occasione, si è rinnovato come dal 1575, il carisma del bianco filo domenicano che lega San Domenico a Marradi presente per mezzo della vita delle monache della SS. Annunziata che, in continuità con le consorelle di Prouille, sono: “consacrate a Dio solo, associate mediante la preghiera e la pertinenza alla santa predicazione”

foto suore

“Chiamate da Dio affinché ad esempio di Maria siedano ai piedi di Gesù E ascoltino le Sue parole. Si rivolgano tutte a Dio allontanandosi dalle sollecitudini e dalle vanità del mondo”. San Domenico affidò ai frati il compito di “proclamare al mondo la buona novella del Signore e alle monache quello di cercarLo, di pensare a Lui, di invocarLo nel segreto affinché la parola che esce dalla bocca di Dio non ritorni a Lui senza avere portato frutto”. “Rivolgere lo sguardo in alto come faceva San.Domenico in un momento in cui il relativismo rischia di prendere il sopravvento e affidarsi alla preghiera affinchè chi ha la responsabilità dell’Ordine Domenicano non sia tentato dall’egoismo ma ispirato dallo Spirito Santo a fare scelte di carità e di giustizia”. Parole che hanno toccato non soltanto il cuore delle suore ma anche del popolo dei fedeli.

 

La morte di Franco Scalini

 

Franco Scalini-P.Sidoli-R.Ridolfi-Mirna Gentilini 8 agosto1994
Franco Scalini-P.Sidoli-R.Ridolfi-Mirna Gentilini 8 agosto1994

 

20 agosto 2003
20 agosto 2003

domenica 9 agosto

E’ morto Franco Scalini marradese illustre che ha lasciato un segno indelebile nella scuola, nella cultura marradese e nella ricerca botanica.

La Redazione di Marradi Free News condivide il lutto con la figlia Sabrina, la famiglia e tutti gli amici e lo ricorda con questo pensiero affidato alla Presidente del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” di cui Franco fu uno dei fondatori, primo Presidente e socio onorario.

C’è stato un tempo in cui Franco Scalini era per me, alunna della scuola media, il signor Scalini, il segretario della scuola.

La differenza di età svanì per la  comune passione verso  la poesia di Dino Campana, che ci avvicinò,  quando divenni socia del Centro Studi Campaniani  di cui lui era presidente. Lo affiancai per imparare e mentre Franco attento e preciso metteva le basi per costituire il centro di documentazione (ancora oggi unico e fondamentale), io  organizzavo gli eventi. Nel 1993 lasciò l’incarico di presidente che passò a Rodolfo Ridolfi, ma volle dividere con me quello di vicepresidente che assieme abbiamo svolto sino al 2007.

Sono stati anni di intenso lavoro durante i quali ho imparato tanto da lui che teneva le fila di tutte le attività. Negli anni in cui come docente di Lettere insegnavo a  Marradi  nell’Istituto Comprensivo che porta il nome del poeta, non mancava di darmi tutta la sua approvazione ed anzi mi esortava a parlare di  Campana ai miei alunni, perchè trovava disdicevole che i marradesi non conoscessero il loro illustre concittadino.

Biblioteca Piazza Scalelle 1994
Biblioteca Piazza Scalelle 1994

Discutevamo sovente di Dino, della sua vita, a volte commentavamo un verso, altre facevamo riflessioni sul suo modo di pensare.  Non sempre eravamo d’accordo. Una volta per l’interpretazione di un frammento tratto dal Taccuino faentino: “ad ogni poesia fare il quadro” ricordo che  arrivammo addirittura a  scriverci lettere  a tinte forti, tanto per stare in tema.

Dopo la morte della moglie si era ritirato in casa con la sua seconda grande passione : la botanica .

Ogni volta però che avevo bisogno di un’informazione  lo chiamavo con la certezza che le sue risposte sarebbero  state sempre sicure e documentate come pure i suoi  consigli.

Anche recentemente l’ho chiamato al telefono, per una pubblicazione  del Centro Studi che sto curando; siamo stati a parlare per un’ora. Mi ha scritto per confermare una sua testimonianza che ho utilizzato. Gli ho mandato da leggere il pezzo una volta terminato, chiedendo un suo giudizio (l’ho sempre temuto) che ho aspettato con trepidazione. Il verdetto è stato favorevole e mi sono tranquillizzata : se lo dice Franco !…

Non immaginavo che se ne sarebbe andato così repentinamente in un caldo giorno d’estate, avevo ancora tante domande da  porgli, ma so che lo ha fatto come avrebbe voluto: in modo discreto, senza disturbare.

Mirna Gentilini Presidente

Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI