L’estate muta di Marradi

12395071_10208278450028625_2137441197_ndomenica 14 luglio 2019 E’ ormai quasi un mese che i Marradesi hanno gravi problemi con i servizi telefonici. E oggi c’è stato  per molte ore un blocco totale, con il mancato funzionamento di ogni tipo di cellulare. La situazione di disagio cui si aggiunge anche il cattivo funzionamento della ricezione delle tv non è nuova ma in questi mesi estivi si è incrementata nonostante le promesse evidentemente non mantenute del Sindaco che se la deve vedere anche con i disagi legati alla linea Faentina giustificati con i lavori ma che in realtà dipenderebbero dalla insufficienza di materiale rotabile. Si presenta o almeno fino ad ora non è stata certo una buona estate e questi disservizi non favoriscono certo il già ridotto afflusso turistico della località che un tempo fu con Palazzuolo Sul Senio  una delle capitali turistiche e culturali della “Romagna Toscana” .

 Al disagio ed alla timida e rassegnata protesta degli abitanti di Marradi dà voce il gruppo consiliare di minoranza “Siamo Marradi”, con un’interrogazione presentata dai consiglieri RaffaellaRidolfi, Giulio Bassetti, Alessandro Brasino e Mauro Ridolfi.

I consiglieri comunali ricordano che “dal 22 giugno scorso i cittadini di Marradi subiscono ripetutamente rilevanti disagi per l’interruzione della telefonia mobile che ha colpito in maniera altalenante tutte le compagnie senza eccezione alcuna fino a giungere all’apice del disservizio con il blocco totale proprio oggi 14 luglio”.

Si ricorda che “tale situazione può produrre effetti negativi in chi avesse bisogno dell’emergenza sanitaria o
della guardia medica” e che “che tale disservizio costante da anni in alcune aree del territorio comunale come Lutirano è stato accompagnato da ripetuti disservizi nella ricezione delle emittenti televisive Rai compresa”.

Nell’interrogazione si sottolinea poi come “al fine di rimuovere questi disservizi accompagnati da una anacronistica lentezza (quando funziona) dell’ADSL e del WI-FI, il sindaco ha istituito la delega alle telecomunicazioni affidandola al consigliere Fabio Gurioli; ma che nonostante l’impegno nominale la situazione è fortemente ed oggettivamente peggiorata come testimoniano le ricorrenti e numerosissime segnalazioni dei cittadini utenti.

Già in passato, il 2 maggio di quest’anno la capogruppo Ridolfi aveva chiesto conto della gestione e manutenzione e relativi costi del ripetitore Tv emittente la 7 in località Monte Colombo affidato alla Ditta Cat Telecomunicazioni di Dicomano che si occupa della gestione di sistemi riceventi/trasmittenti delle emittenti nazionali presenti nelle postazioni Monte Colombo.

Così i quattro consiglieri interrogano il Sindaco “per conoscere nel dettaglio di quali tavoli tecnici abbia chiesto formalmente l’attivazione alla Prefettura per sollecitare Telecom_tim e le altre compagnie al fine di risolvere i gravi disservizi, a quali e quanti abbia partecipato e quali iniziative il Sindaco e/o il delegato alle telecomunicazioni abbiano intrapreso per la soluzione dei problemi, e se e quali comunicazioni in merito abbiano fornito ai cittadini”.

Il 10 luglio 1944 muore a Gamogna, il faentino Bruno Neri, calciatore della Fiorentina, del Torino, della Nazionale, guida tecnica del Faenza 1940/41.

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mercoledì 10 luglio

75 anni orsono il 9 luglio 1944 i tedeschi a Marradi fucilano il partigiano Iandelli  e il 10 a Gamogna cadono in combattimento il calciatore partigiano Bruno Neri e Vittorio Bellenghi. Il coraggio di Don Ferrini

 

Al sergente partigiano Sergio Iandelli, ventenne, pellettiere fiorentino della 36a Bianconcini, catturato il 9 luglio 1944 seviziato e ucciso dalle SS tedesche, fu dedicata una lapide posta sul muro della strada che conduce a Palazzuolo sul Senio il 23 luglio 1945.

Domenica nove luglio ‘44 nel Casale di Modigliana, dove si trovava il parroco partigiano don Angelo Savelli, si riunì il battaglione Ravenna, forte di una quarantina di uomini, per prendere posizione fra la banda Corbari e la 36a Brigata Garibaldi Bianconcini. Il comando venne affidato a Vittorio Bellenghi, Nico, ex ufficiale del Regio Esercito ed al suo vice Bruno Neri, nome di battaglia Berni, calciatore che aveva giocato nel Faenza, nella Fiorentina, nel Torino e nella Nazionale italiana. La formazione partigiana si mise in movimento lungo il sentiero del crinale, diretta al Lavane e la sera aveva sorpassato il Torretto e l’indomani avrebbe raggiunto Gamogna.

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La strada fra Marradi e San Benedetto brulicava di tedeschi che avevano alle Canove il loro comando retto da un capitano con circa cento militari e molti uomini del luogo, rastrellati forzatamente e costretti ai lavori stradali. I due comandanti, partigiani, Bruno e Vittorio, decisero, con grande imprudenza, di andare da soli in avanscoperta a perlustrare l’area. Quando, nel primo pomeriggio, con le armi in pugno, giunsero al cimitero, vennero sorpresi allo scoperto da una pattuglia tedesca e nello scontro a fuoco furono uccisi. Il parroco, don Angelo Ferrini, cercò di dare ai due giovani una sepoltura dignitosa, ma, come raccontò in una intervista del 1989, dopo aver trasportato, aiutato dal partigiano Vincenzo Lega, i corpi dei due giovani nella cappella del cimitero parrocchiale, si recò in municipio a Marradi a chiedere le bare che gli furono negate con questa motivazione: “Non possiamo disporre nulla per dei traditori, per dei partigiani”. “Quindi dovemmo seppellirli in una fossa comune avvolti nella paglia e nelle frasche”. Il giorno successivo don Ferrini durante l’imponente rastrellamento nazista, dopo essere stato apostrofato dai tedeschi “Tu pastore badogliano adesso fare Kaput a te e bruciare chiesa”, come racconta Carlo Martelli nel suo libro Fascismo Antifascismo, sfuggì per miracolo alla morte grazie all’intercessione, presso i tedeschi, del parroco di Albero, don Vittorio Fabbri.

Rodolfo Ridolfi

Bilanci comunali o Bilanci Campaniani?

imagessabato 29 giugno riceviamo e molto volentieri pubblichiamo il comunicato della capogruppo in Consiglio Comunale Raffaella Ridolfi:
In data 20 marzo 2019 richiedevamo l’elenco di tutti i mandati di pagamento effettuati dal Comune di Marradi nel 2018. A seguito dell’invio da parte dell’amministrazione del tabulato chiedevamo conto con 11 interrogazioni di alcune voci. Di nostro interesse furono 15 voci destinate
al “PARCO CAMPANIANO” istituzione, Ente privato, Associazione o Fondazione a noi sconosciuta. Alla verifica delle determine rintracciate sul sito del Comune Amministrazione Trasparente fummo colti da stupore vedendo che riguardavano altri soggetti che non erano il “PARCO
CAMPANIANO” ma altre associazioni. Nella risposta scritta all’interrogazione fu evidenziato come: “Per PARCO CAMPANIANO si intendeva un capitolo da utilizzare per il trasferimento di risorse ad un soggetto che gestisse tutte  le attività di carattere prevalentemente culturale, ma che non essendosi realizzato/costituito nel corso dell’anno 2018, lo stesso capitolo è stato utilizzato per il riconoscimento di risorse ad altre
Associazioni…”.Verificando le determine è evidente di come di campaniano ci sia ben poco. Altra cosa molto singolare agli albori della campagna elettorale, per il rinnovo del Consiglio comunale, risulta il pagamento per l’organizzazione di un convegno su “la nuova sanità a Marradi” con partecipanti oltre al Sindaco uscente all’epoca, di responsabili della Società della salute ed esponenti politici regionali. Abbiamo richiesto ulteriori spiegazioni agli uffici in merito a quanto avvenuto ritenendo il procedimento seguito piuttosto singolare. Ci sembra infatti strano che si possa imputare un mandato di pagamento ad una forma associativa che non esiste. Riteniamo oltremodo sconveniente che una rappresentazione non reale di chi ha realmente percepito i contributi non sia correttamente indicata nei mandati di pagamento inviata ad un consigliere comunale.
Ci chiediamo perché non sia stata fatta una variazione di bilancio prima di procedere al pagamento dei fondi spesi, accorgimento minimo da utilizzare in una fattispecie del genere, non esistendo il soggetto individuato alla ricezione dei fondi, non ravvisando nelle attività svolte una  particolare urgenza, tale da provvedere ai pagamenti in tempi brevissimi, cosa che invece si è verificata nella realtà, essendo stati fatti alcuni pagamenti subito nel giugno 2018. Facciamo fatica ad assimilare il concetto che sotto la dizione “Parco Campanniano” se identificata come voce di bilancio possano essere inseriti eventi sportivi o inerenti la sanità, ci chiediamo allora a cosa servono i capitoli di bilancio dedicati allo sport o alla sanità. Lo stesso bilancio del Comune di Marradi lo potremmo chiamare Bilancio del Parco Campaniano e non bilancio comunale. Riteniamo inoltre che una gestione dei procedimenti amministrativi da parte di una amministrazione comunale di questo genere comprometta la trasparenza degli atti e la possibilità per i consiglieri comunali e per i cittadini, che possono usufruire dell’accesso civico, di avere notizie certe sulla reale disposizione delle risorse comunali. Considerando inoltre che il famoso convegno sulla “ Nuova sanità a Marradi”, per non soffermarsi sul resto, ha dei contorni che ad oggi sembrano sempre più impalpabili e trasversali, considerando anche la natura del soggetto che ha percepito i fondi per organizzarlo, ci piace sottolineare, visto il periodo in cui è avvenuto questo strano procedimento amministrativo, come in base all’art. 38, comma 5, del Dlgs. n. 267/00 (Tuel) sia previsto che “i Consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del Decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili”. Norma inserita dal Legislatore per evitare che l’Organo consiliare in carica possa condizionare lo svolgimento della campagna elettorale attraverso atti che vanno ad incidere sulla formazione della volontà popolare e favorire i Consiglieri in carica che potrebbero anche rivestire la qualità di candidati al rinnovo del Consiglio (Tar Veneto, Sentenza n. 1273/96 e Consiglio di Stato – Sezione I, Sentenza n. 2955/03). Inoltre l’art. 9 della l. 28/2000 stabilisce che «Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni». Il divieto copre ogni forma di comunicazione, con qualsiasi tecnica e a
qualsiasi scopo effettuata a partire dalla convocazione dei comizi elettorali (che normalmente avviene tra 70 e 45 giorni prima della consultazione): le amministrazioni devono astenersi non solo dalle manifestazioni volte ad appoggiare le liste o i candidati impegnati nel confronto elettorale (propaganda elettorale in forma diretta), ma anche da tutti le attività di comunicazione che, avendo come finalità principale la promozione dell’immagine politica o dell’attività istituzionale dell’ente stesso, stimolino una rappresentazione positiva o negativa di una determinata opzione elettorale (propaganda elettorale in forma mediata). La ratio della norma è anzitutto evitare che l’attività di comunicazione istituzionale realizzata dall’amministrazione durante questo periodo “sensibile” possa sovrapporsi ed interagire con l’attività propagandistica svolta dalle liste e dai candidati, dando vita ad una forma parallela di campagna elettorale, sottratta a qualsiasi tipo di regolamentazione. In secondo luogo, la norma vuole impedire il consolidarsi di un vantaggio elettorale a favore dei politici uscenti (incumbents) nei confronti degli sfidanti (challengers), date le innumerevoli facilitazioni, in termini di comunicazione e di visibilità, di cui i primi dispongono in via esclusiva e gratuita. Da ultimo, ma non in ordine di importanza, la norma mira ad evitare un uso distorto di risorse e denaro pubblico a fini di propaganda (diretta o indiretta) favorevole ad alcune forze politiche e a danno di altre.
Attendiamo una risposta adeguata da parte degli Uffici e del Sindaco Triberti valutando
seriamente di inviare gli atti alle autorità competenti per la verifica della loro regolarità.
Raffaella Ridolfi

69° CONVEGNO MILANIANO – CAMPI BISENZIO (FI) – Palazzo Comunale – Sala Oriana Fallaci – 8 giugno 2019.

 

Maria Tauriello
Maria Tauriello

giovedì 20 giugno

da Alessandro Mazzerelli riceviano e molto volentieri pubblichiamo:

 

Promosso dai Comitati milaniani di Firenze e di Vicchio di Mugello (Fi) e dai Templari Cattolici d’Italia, si è svolto nella prestigiosa Sala “Oriana Fallaci” del Palazzo Comunale di Campi Bisenzio (Fi) il 69° evento milaniano, in occasione dell’ennesima presentazione di “Don Lorenzo Milani sacerdote di Dio” IIa Ed. AIEP – Repubblica di San Marino.

Ha aperto i lavori Maria Tauriello, Consigliera Comunale del Comune di Sesto Fiorentino, che ha preso al volo, con grande lucidità, una parola di dedica appena scritta dal Mazzerelli sul libro che le è stato donato in quel momento. Emanuele Piccini, giornalista vaticanista, chiede al primo oratore Prof. Franco Banchi il confronto fra il Decalogo di Barbiana e il sogno demenziale di Casaleggio. La risposta, fa intendere il Professore, è nel complesso meraviglioso e immortale delle Profezie milaniane. Afferma che siamo nella notte dello spirito ma, come ha detto San Giovanni di Dio: “Sebbene sia notte la luce si vede”. E per vedere la “luce”, occorre educarci a discernere il grano dalla zizzania, come si fa nel libro testimonianza del Mazzerelli. Occorre perciò ripartire dal primato spirituale, ma senza l’aiuto della Provvidenza il male non si vince. Emanuele Piccini ringrazia e passa la parola a Alessandro Mazzerelli, il quale, dopo un cenno alla storia personale e familiare di Don Milani, mette in evidenza la Profezia del comunismo che – come a detto il Profeta – … è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male…”. Ricorda che le radici dell’invasione extracomunitaria le ha udite al Festival Nazionale de “L’Unità” di Campi Bisenzio nel 1988. Illustra i singoli punti del Decalogo di Barbiana e la contrapposizione tra la “Gaia” di Casaleggio e i “Ventimila Sammarini” di Don Milani. Conclude dando ragione a Banchi: “Siamo nella notte della Fede” Emanuele Piccini ringrazia Banchi e Mazzerelli per aver parlato di “notte della Fede e dello spirito”… Afferma che Don Mazzi e Don Santoro si sono manifestati opposti a don Milani e domanda a Mazzerelli la storia della lettera scomparsa… Mazzerelli illustra in breve l’incresciosa questione. Maria Serena Quercioli, giornalista de “La Nazione” e consigliera comunale a Campi Bisenzio, ricorda di aver partecipato in Prato ad un recente Convegno su Don Milani. Afferma che siamo davanti ad un analfabetismo di ritorno… Occorre un Centro di Istruzione popolare che prenda le mosse dalla Scuola di Barbiana. L’On. Professoressa Stefania Fuscagni ricorda – a ragione – di essere stata una milaniana: Dopo due mandati in Regione non si è più ricandidata. Illustra, con grande chiarezza, come la Diplomazia Vaticana indusse Stalin a mollare il “sogno” della rivoluzione comunista in Italia, perché comprese che si sarebbe messo contro tutte le Parrocchie del mondo…. Denuncia e ricorda l’egemonia comunista nella scuola, nella cinematografia e nell’editoria. Don Milani comprese la potenza delle ideologie, a cui contrappose la loro comprensione attraverso lo studio delle 5000 parole di cui, i ragazzi di Calenzano e di Barbiana, erano del tutto ignari. Nell’Università, ove ha insegnato, ha assistito alla “guerra” contro l’Arte Cristiana e la Storia Contemporanea. Afferma che la Chiesa è “confusa”… Emanuele Piccini, nel ringraziarla vivamente, mette in evidenza il fatto che a seguito dell’incendio della Cattedrale di Parigi si è parlato di grave danno per i turisti, anziché dei fedeli… come si trattasse di un Museo ! La Professoressa Giovanna Lo Sapio sostiene che Mazzerelli ha riscattato Don Milani dalle ceneri… Afferma che il Profeta di Barbiana ha fatto della Chiesa un grande strumento di psicologia. Legge un brano del Prof. Bollea sul disadattamento infantile, che trova il suo terreno nello sgretolarsi della famiglia. Critica le insegnanti di sostegno: “Messe in quel ruolo per coprire un posto di cui non sono competenti.” Illustra il vero autismo. Critica la Scuola Media dell’obbligo. Legge una lettera inviata da un ragazzo a Don Milani. Piccini ringrazia la Lo Sapio e valuta la grande importanza della sua riflessione sulla crisi della famiglia. Marcello Masotti, Presidente di Scienza e Vita di Firenze, fa una riflessione critica sulla questione del divorzio. Parla – fondatamente – di distruzione della Scuola. Ricorda – giustamente – la strategia dei Soros e dei poteri forti che stanno dietro all’invasione extracomunitaria. Ricorda il ruolo storico di Scelba, nel rintracciare le armi in mano al PCI e nel reprimere la violenza di piazza. Vede nella Chiesa molta “oscurità”. Denuncia la degenerazione del PD – rispetto al PCI – sulle questioni etiche. Ricorda, infine, il triste confronto fra Don Stefani – eroico cappellano degli Alpini dell’Armir – e Don Milani. Interviene, in conclusione, l’Amico Spennati che si complimenta con il discorso di Masotti e con Mazzerelli per i 53 anni della sua “coerente” testimonianza. La Consigliera Maria Tauriello conclude i lavori, auspicando una replica della conferenza in Sesto Fiorentino. La carissima Amica milaniana Lucia Tanti, Assessore Comunale ad Arezzo, si è scusata per la sua assenza dovuta ad impegni istituzionali.

Iscriz. nel rg. del Tribunale di Firenze il 3/06/2010 n. 5780, Direttore Responsabile RAFFAELLA RIDOLFI